Riposo durante la fuga in Egitto (Caravaggio)

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Roma GaDoriaPamphilj Caravaggio RiposofugaEgitto 1595-96.jpg
Caravaggio, Riposo durante la fuga in Egitto (1595 - 1596), olio su tela
Riposo durante la fuga in Egitto
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione bandiera Lazio
Regione ecclesiastica Lazio
Provincia Roma
Comune

Stemma Roma

Località
Diocesi Roma
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Galleria Doria Pamphilj
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza Roma
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto Riposo durante la fuga in Egitto
Datazione 1595 - 1596
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Caravaggio (Michelangelo Merisi)
detto Caravaggio

Altre attribuzioni
Materia e tecnica olio su tela
Misure h. 135,5 cm x l. 166,5 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png
Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo". Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio".
Virgolette chiuse.png

Il Riposo durante la fuga in Egitto è un dipinto, realizzato dal 1595 al 1596, ad olio su tela, da Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (15711610), conservato alla Galleria Doria Pamphilj di Roma.

Descrizione

Soggetto

Nella scena del Riposo durante la fuga in Egitto, ambientata nel paesaggio naturale, compaiono:

  • san Giuseppe rappresentato in modo molto realistico, anziano ed affaticato, veglia reggendo uno spartito musicale all'angelo: è chiara la sua funzione di custode di Maria e di Gesù Bambino.
  • Angelo musicante, in piedi, è intento a suonare il violino, posto di spalle, permette di riconoscere lo spartito, chiave di lettura di tutta l’opera; la sua raffigurazione sotto forma di un giovane alato deriva dall'iconografia classica.
  • Maria addormentata, stremata dalla fatica del viaggio, coccola dolcemente Gesù Bambino dormiente sulle sue ginocchia. La Madre è resa simile alla sposa descritta nel Cantico dei Cantici (Ct 7,6): i suoi capelli tendenti al rosso corrispondono a la chioma del tuo capo è come la porpora, un re è stato preso dalle tue trecce , il colore del sangue salvifico del Redentore. È presentata abbandonata nel sonno e nell’abbraccio, come a richiamare il versetto biblico, a cui fa riferimento lo spartito musicale.
  • Gesù Bambino dormiente sulle sue ginocchia della Madonna; entrambi sono raffigurati in maniera idealizzata e la bellezza dei loro tratti contrasta con la resa naturalistica di san Giuseppe.

Inoltre, nella scena sono presenti alcuni dettagli, resi con grande cura, spesso di valore simbolico, come:

  • note sullo spartito, in mano a san Giuseppe, non sono tracciate in modo casuale, ma seguono una vera partitura musicale. Si tratta, com’è stato chiarito recentemente da alcuni musicologi, di un mottetto scritto dal compositore fiammingo Noël Bauldewijn (1480 ca. – 1529), basato su alcuni versetti del Cantico dei Cantici (Ct 5,2), dove gli sposi sono identificati con san Giuseppe e Maria, ed il cui testo recita: Io dormivo, ma il mio cuore vegliava. (chiaro riferimento al sonno della Madonna): questo inizia con "Quam pulchra es" (in italiano, Come sei bella).
  • pietre e la terra brulla, alla destra dell’angelo sono un’allusione simbolica all’Antico Testamento.
  • pianta di tasso barbasso, ai piedi della Vergine, è un richiamo forse alla radice di Jesse e simbolo della Terra promessa.
  • fiasco otturato da uno straccio, nell'angolo a sinistra, con parte del cordame scollato, traccia notevole della vocazione del pittore alla natura morta, ovvero alla rappresentazione vivida ed efficace degli oggetti inanimati, che dimostrano l'assimilazione della cultura pittorica lombarda e veneta.

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

Caravaggio, Riposo durante la fuga in Egitto (part. Fiasco otturato da uno straccio), 1595 - 1596, olio su tela
  • La struttura compositiva è divisa dalla figura dell'angelo musicante in due parti, sia fisiche che simboliche:
  • Sullo sfondo a destra, il paesaggio agreste, è un unicum nella pittura caravaggesca, insieme con quello del Sacrificio di Isacco (1597 - 1598), conservato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.
  • La scena è permeata dalla pace e dalla serenità di un meritato riposo, pienamente intuibili grazie alla scelta dei colori caldi.
  • Nella trattazione del paesaggio sullo sfondo e nelle tonalità luminose, sono ancora evidenti la formazione lombarda e il retaggio veneto del pittore. Infatti, una delle caratteristiche di Caravaggio era, secondo i biografi contemporanei, il dipingere con l'esempio davanti del naturale, cioè servendosi di un modello. La critica moderna ha trovato una conferma a questa testimonianza, nel ravvisare la presenza ricorrente di alcune figure nei dipinti di questi anni:
    • per la Madonna sembra, infatti, che il pittore abbia usato la stessa modella che posò per la Santa Maria Maddalena penitente esposta sempre alla Galleria Doria Pamphilj;
    • nel profilo delicato dell'angelo si può riconoscere lo stesso giovane che prestò i lineamenti all'ingenuo giocatore truffato dai Bari (1594) nel dipinto conservato presso il Kimbell Art Museum di Forth Worth (USA).
  • Il dipinto può essere considerato, tenendo presenti i valori tematici e stilistici, una delle prime dichiarazioni antimanieriste nei confronti della magniloquenza religiosa della pittura sacra romana di quel periodo.

Notizie storico-critiche

Il Riposo durante la fuga in Egitto è il primo dipinto a tema sacro e di grande formato realizzato dal giovane Caravaggio. Il pittore era giunto a Roma alla fine del XVI secolo, dove aveva esordito con opere di piccole dimensioni a tema profano ed allegorico.

Secondo alcune fonti storiche, l’opera venne eseguita per mons. Fantino Petrignani (15391600), che dopo aver lasciato la cattedra di Cosenza, risiedeva nella Parrocchia di San Salvatore al Lauro a Roma e presso di lui Caravaggio aveva una stanza dopo che, all’inizio del 1594, era uscito dalla bottega del Cavalier d’Arpino.

Galleria fotografica

Bibliografia
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 3, Editore Electa-Bruno Mondadori , Firenze 1991, pp. 279 - 280
  • Rosa Giorgi, Caravaggio. Una rivoluzione terribile e sublime, col. "Art Book", Editore Leonardo Arte, Milano 1998, pp. 17, 22 - 23, ISBN 9788878138278
  • Rosa Giorgi, Santi, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, p. 191 ISBN 9788843596744
  • Mina Gregori, Caravaggio, col. "Grandi Monografie", Editore Electa, Milano 2006, pp. 78 - 83 ISBN 9771824505019
  • Francesca Marini, Caravaggio, col. "I Grandi Maestri dell'Arte", Editore Skira, Milano 2007, pp. 90 - 91
  • Stefano Zuffi, Caravaggio, col. "I geni dell'Arte", Editore Mondadori, Milano 2007, pp. 46 - 47 ISBN 9771721718390
  • Stefano Zuffi, La pittura italiana, Editore Mondadori-Electa, Milano 1997, p. 250 ISBN 9788843559114
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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