Sant'Ellero

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Sant'Ellero di Galeata
Monaco
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Santo
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Guglielmo da Modena (scuola di), Statua-colonna di sant'Ellero (1170 - 1200), marmo; New York (USA), Metropolitan Museum
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Titolo
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Età alla morte 82 anni
Nascita Tuscia
476
Morte Galeata
15 maggio 558
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Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 15 maggio
Altre ricorrenze
Santuario principale Chiesa di Sant'Ellero (Galeata)
Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari Invocato contro il mal di testa e il mal di schiena
Patrono di Galeata, Lugo
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it

Sant'Ellero di Galeata, conosciuto anche come Sant'Illaro o Sant'Ilaro (secondo la dizione romagnola) (Tuscia, 476; † Galeata, 15 maggio 558), è stato un monaco, abate e fondatore italiano.

Biografia

Nacque in un luogo a noi ignoto della Tuscia.
Ad appena dodici anni decise di vivere come eremita. Lasciò la casa paterna e si inoltrò nelle montagne, giungendo nell'Appennino forlivese. Come dimora per la vita eremitica (e poi per quella cenobitica), scelse un monte della valle del Bidente, a poca distanza dal corso del fiume, nei pressi dell'odierna Galeata[1]. Qui costruì una cappella dove pregare, mentre passava le notti in un riparo di fortuna.

Il primo seguace di Ellero fu il nobile Olibrio, pagano, che Ellero liberò da uno spirito maligno e poi battezzò insieme a tutta la famiglia. Rimasto vedovo, Olibrio si offrì insieme ai due figli come compagno di vita monastica, donando i suoi averi e un piccolo terreno.
Su quell'appezzamento Ellero fondò, verso il 496, il nucleo monastico di Galeata, oggi occupato dai resti dell'Abbazia di Sant'Ellero.

La regola del suo monastero era semplicissima, simile a quella di San Pacomio (seguita da molti eremiti, prima che si affermasse quella di San Benedetto): preghiera comune, digiuno, lavoro nei campi, carità.

L'Abbazia divenne negli anni un centro importante e rispettato, tanto che il suo abate fu per diversi secoli la massima autorità civile e religiosa dell'Appennino forlivese.

La tradizione insegna che perfino Teodorico re dei Goti (493-526), che aveva fatto costruire un palazzo non lontano dal monastero di Ellero, venuto a conoscenza degli avvenimenti prodigiosi che vi avvenivano, donò al monastero alcuni beni e terreni.

Ellero morì all'età di ottantadue anni, il 15 maggio del 558.

Devozione popolare

Sarcofago di sant'Ellero (fine VIII - inizio IX secolo), marmo; Galeata, Chiesa di Sant'Ellero, cripta

Il culto di sant'Ellero è molto diffuso nei due versanti dell'Appennino tosco-romagnolo, cioè in Toscana ed in Romagna, specialmente nelle diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Cesena-Sarsina, Forlì-Bertinoro, Faenza-Modigliana, Imola, Fiesole, Firenze e nell'abbazia di Farfa.

La più antica testimonianza scritta del culto del santo risale all'XI secolo, ed è contenuta nel Liber capituli dell'Abbazia di Sant'Ellero da lui fondato a Galeata, che lo cita come «sancti Ylari».

Il santo è patrono, oltre che di Galeata, anche della cittadina di Lugo, dov'è chiamato comunemente «Ilaro»; la sua festa è celebrata il 15 maggio. Il culto del santo è connesso alla nascita della stessa Lugo, nell'Alto Medioevo. Intorno ad un'antica chiesa dedicata al santo, si sviluppò un primo aggregato di case, chiamato "Massa di S. Ilaro", che fu poi il nucleo dell'odierna città.

Secondo la fede tradizionale, pregare nella cella e sull'antico sedile in pietra del Santo, previene mal di testa e mal di schiena.

Note
  1. Secondo la tradizione fu guidato da un angelo.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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