Diocesi di Faenza-Modigliana

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Diocesi di Faenza-Modigliana
Dioecesis Faventina-Mutilensis
Chiesa latina
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Duomo di Faenza o Cattedrale di san Pietro.
Vescovo Michele Morandi
Parrocchie 86 (5 vicariati )
Sacerdoti 66 di cui 57 secolari e 9 regolari
1.981 battezzati per sacerdote
10 religiosi 113 religiose 15 diaconi
139.200 abitanti in 1.044 km²
130.800 battezzati (93,9% del totale)
Nazione bandiera Italia
Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
Sede Faenza
Suffraganea
dell'Arcidiocesi di Bologna


Mappa della diocesi

Collocazione della diocesi
Eretta III secolo
Rito latino
Indirizzo
Viale Stradone, 30 – 48018 Faenza (RA)
Collegamenti esterni
Sito (web social)
Dati online 2024 (gc ch)
Dati dal sito web della CEI
Collegamenti interni
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Tutte le diocesi della Chiesa cattolica


La Diocesi di Faenza-Modigliana (in latino: Dioecesis Faventina-Mutilensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'Arcidiocesi di Bologna e appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna.

Territorio

La diocesi è di dimensioni medio-piccole nel panorama italiano; è circondata dalle diocesi di Ravenna-Cervia (a nord e a est), Forlì-Bertinoro (a est), Firenze (a sud), Imola (a ovest). Il suo territorio è una striscia lunga e stretta, orientata da nord verso sud: al nord si estende nelle propaggini della Pianura Padana, fin quasi a lambire le Valli di Comacchio; al centro vede la città di Faenza, che da sola raggruppa la metà della popolazione diocesana; al sud si inerpica nei colli e nei monti dell'Appennino tosco-romagnolo, fino a raggiungere lo spartiacque naturale del crinale.

I confini della diocesi comprendono parti di territorio appartenenti a due regioni, Emilia-Romagna e Toscana, e a tre province, quelle di Ravenna, di Forlì e di Firenze; i Comuni interessati sono diciassette (da nord verso sud, Alfonsine, Ravenna, Fusignano, Sant'Agata sul Santerno, Bagnacavallo, Lugo di Romagna, Russi, Cotignola, Solarolo, Faenza, Castel Bolognese, Brisighella, Riolo Terme, Modigliana, Casola Valsenio, Marradi, Tredozio). Per ragioni storiche esistono due parrocchie che non hanno continuità territoriale con il resto della diocesi: si tratta di due paesi che si trovano all'interno del territorio della Diocesi di Imola, pur facendo parte della diocesi di Faenza.

A Faenza si trova la Cattedrale di San Pietro. Di influenza toscana, è importante anche come espressione artistica dell'architettura rinascimentale in Romagna. A Modigliana si trova la concattedrale di santo Stefano.

Patroni della diocesi

Nel 1931 fu proclamata patrona della diocesi Maria, venerata col titolo di Beata Vergine delle Grazie. Viene festeggiata solennemente il sabato precedente la seconda domenica di maggio (in pratica, in occasione della festa della mamma).

Urna con le ossa di San Pier Damiani, presso la cattedrale di Faenza.

L'iconografia raffigura la Vergine delle Grazie nell'atto di spezzare delle frecce, che rappresentano i flagelli e i pericoli da cui lei offre protezione. Tale iconografia risale al 1412, quando venne dipinta su affresco nella antica chiesa di S. Andrea in vineis (oggi S. Domenico), come ringraziamento per la liberazione da una pestilenza. In seguito ad altri episodi ritenuti miracolosi, nel 1765 l'affresco venne staccato e portato in cattedrale, nella cappella sinistra del transetto; la cappella, riccamente ornata, è stata eretta a santuario diocesano e conserva tutt'ora l'immagine. L'affresco mutilo mostra solo il volto e il busto di Maria; le braccia e le mani con le frecce spezzate sono andate perdute, ma sono testimoniate da centinaia di rappresentazioni popolari del territorio.

Patrono secondario della diocesi è San Pier Damiani, il cui corpo è custodito nella cattedrale stessa; la sua festa liturgica ricorre il 21 febbraio.

Calendario liturgico proprio della diocesi

La Diocesi di Faenza-Modigliana ha inserito nel calendario liturgico alcune celebrazioni proprie, secondo uno schema approvato della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti nel 1975; allora le due diocesi di Faenza e di Modigliana erano ancora separate e il seguente calendario fu approvato per la sola diocesi di Faenza.

Storia

Sede di Faenza

Documenti storici attestano la presenza al Concilio di Roma (313) di un vescovo Constantius a Faventia: è questa la data più antica a cui si può far risalire la diocesi di Faenza, anche se è legittimo pensare che il cristianesimo fosse organizzato in diocesi già nel III secolo. Nello stesso sinodo romano viene citato un Sanctus Sabinus come predecessore di Costanzo; dal XVI secolo questo Sabinus è stato identificato con il Savino di Spoleto, ma senza alcun fondamento[1].

Suffraganea dell'Arcidiocesi di Milano durante il IV secolo (esiste una lettera di sant'Ambrogio indirizzata ad un vescovo faentino), la diocesi passò poi alla provincia ecclesiastica di Ravenna, dopo che questa nel 402 divenne capitale dell'Impero romano.

Liutprando conquistò e distrusse la città di Faenza nel 740, ma poi ne curò la ricostruzione, estendendo anche l'area di influenza della diocesi fin quasi alle porte di Ravenna. Attorno all'anno 743 il re longobardo, su pressione di papa Zaccaria, donò al vescovo di Faenza le pievi di San Pietro in Sylvis (presso Bagnacavallo), San Giovanni in Lyba (presso Fusignano), Santo Stefano in Barbiano e Sant'Agata (odierna Sant'Agata sul Santerno)[2]. Tranne Barbiano, fanno tuttora parte della diocesi.

Nel 743 il titolo di cattedrale fu trasferito dalla chiesa di Santa Maria foris portam a un edificio situato all'interno delle mura cittadine, nello stesso luogo dove si trova l'attuale Duomo. Aveva la facciata volta a levante ed era divisa in tre navate[3]. Durante il Medioevo la cattedrale subì ripetuti incendi a causa dell'impiego del legno come materiale di costruzione. Le fiamme divamparono nel 1045, nel 1132, nel 1151 e nel 1160, finché l'anno successivo non si decise di dotare l'edificio di un tetto di tegole.

In un anno imprecisato dopo il 1099 papa Pasquale II, che ben conosceva il territorio essendo nato nell'Appennino forlivese]], sottrasse Faenza dalla giurisdizione metropolitica di Ravenna, alla quale fu restituita il 7 agosto 1119 da papa Gelasio II.

A testimoniare l'importanza della diocesi durante il Medioevo, in una bolla del 1143 di papa Celestino II vengono menzionate ben ventidue pievi appartenenti al suo territorio: tante di esse avevano anche un proprio capitolo di canonici; nel 1301 vengono elencate 22 pievi, 315 parrocchie, 12 monasteri. La vicenda della diocesi seguì poi da vicino quella della città di Faenza. Vide il fiorire della vita religiosa con il massiccio diffondersi degli ordini mendicanti a partire dal XIII secolo (i Francescani fondarono un convento nel 1231, il primo dei Frati minori in Romagna)[4].

A partire dal 1509 divenne parte dello Stato della Chiesa. Conobbe poi infiltrazioni luterane, tanto da avere in tutta Italia fama di città protestante. Numerosi furono i personaggi ecclesiastici illustri: il cavaliere del Santo Sepolcro fra' Sabba da Castiglione; il vescovo Annibale Grassi, che fondò il seminario (1576) e consacrò la cattedrale (1581); il cardinale Antonio Pignatelli, poi divenuto papa Innocenzo XII. Per lunghi periodi, dal 1603 al 1726, Faenza fu sede cardinalizia.

Nel 1855 papa Pio IX rese la sede di Faenza suffraganea dell'Arcidiocesi di Bologna.[5]

Il 7 ottobre 1972 la diocesi si ingrandì con le parrocchie di San Giacomo in Converselle e di Santa Maria in Ciola, nel comune di Brisighella, cedute dalla diocesi di Modigliana.[6]

l momento dell'unione definitiva con la diocesi di Modigliana, Faenza comprendeva 80 parrocchie nei comuni di Alfonsine (5), Bagnacavallo (8), Brisighella (10), Casola Valsenio (1), Castel Bolognese (2), Cotignola (2), Faenza (39), Fusignano (4), Lugo (3), Russi (1), Sant'Agata sul Santerno (1), Solarolo (4).[7]

Sede di Modigliana

Su istanza di Leopoldo II di Toscana, il 7 luglio 1850, con la bolla Ea quo licet[8], papa Pio IX eresse la diocesi di Modigliana, il Castrum Mutilum citato da Livio, con un centinaio di parrocchie sottratte alle diocesi circostanti, e precisamente le sedi di Faenza (48 parrocchie), Bertinoro (24 parrocchie), Sarsina (17 parrocchie) e Forlì (11 parrocchie).[9] La nuova diocesi fu resa suffraganea dell'Arcidiocesi di Firenze.[9]

Il territorio della nuova diocesi comprendeva la cosiddetta Romagna toscana[10] e interessava la zona collinare al confine tra la Toscana (provincia di Firenze) e l'Emilia-Romagna (province di Ravenna e di Forlì): l'alta valle del Lamone (il centro più importante è Marradi); la vallata dell'Acerreta (con Lutirano) e del Tramazzo (con Modigliana e Tredozio); l'alta valle del Montone (con Portico di Romagna, Rocca San Casciano, Dovadola).

Il primo vescovo fu Mario Melini, di Montalcino, direttore del seminario di Pienza, che fu nominato alla fine del 1853[11] e fece il suo ingresso in Modigliana il 4 maggio 1854. L'11 novembre 1859 Melini inaugurò il seminario diocesano, che funzionava anche come collegio maschile.[12]

Il 25 marzo 1908, in forza del decreto Anno millesimo della Congregazione Concistoriale, la Diocesi di Modigliana restituì a quella di Sarsina le parrocchie che le erano state assegnate nel 1850, in occasione dell'erezione della sede modiglianese.[13]

Il territorio fu modificato il 7 ottobre 1972, in forza del decreto Quo aptius della Congregazione per i vescovi.[6] La diocesi di Modigliana cedette alla diocesi di Faenza le parrocchie di San Giacomo in Converselle e di Santa Maria in Ciola, nel comune di Brisighella, e alla Diocesi di Forlì i comuni di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Dovadola, Portico di Romagna, Rocca San Casciano, San Benedetto in Alpe, il vicariato di Premilcuore-Fantella, le parrocchie di Santa Maria in Cuzzano e di San Biagio in Sarturano, entrambe nel comune di Tredozio, la parrocchia di San Pietro in Senzano e parte del territorio della parrocchia di Santa Maria in Limisano, nel comune di Modigliana.[14]

L'8 settembre 1973 la Diocesi di Modigliana passò dalla provincia ecclesiastica di Firenze a quella di Bologna.[15]

L'unione definitiva con la diocesi di Faenza fu l'occasione per una revisione delle parrocchie diocesane che furono ridotte a 9, di cui 5 nel comune di Marradi in Toscana, 2 nel comune di Modigliana e una in quello di Tredozio.[16]

Sedi unite

Il 5 giugno 1976 Marino Bergonzini fu nominato vescovo di Modigliana e coadiutore di Faenza; il 31 agosto 1976, alle dimissioni del vescovo faentino Giuseppe Battaglia, succedette a quest'ultima sede; le diocesi vennero così unite in persona episcopi, ripristinando l'unione esistente già nella prima parte del Novecento, durante l'episcopato di Ruggero Bovelli (negli anni 1924-1929).

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, è stata stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica, che ha conservato il medesimo territorio delle due sedi precedenti, ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi

Vescovi di Faenza

Vescovi di Modigliana

Vescovi di Faenza-Modigliana

Statistiche

Note
  1. Diocesi di Faenza - Modigliana su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 24 dicembre 2019
  2. Mino Martelli, Storia di Lugo di Romagna in chiave francescana, Lugo, Walberti, 1984, p. 46.
  3. La Beata Vergine delle Grazie nella storia su historiafaentina.it. URL consultato il 25 aprile 2020
  4. Mino Martelli, Storia di Lugo di Romagna in chiave francescana, Lugo, Walberti, 1984, p. 37. I Francescani hanno lasciato Faenza il 7 settembre 2025, dopo una presenza ininterrotta di quasi otto secoli.
  5. Bolla Vel ab antiquis, in: Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, Venezia, 1859, vol. XV, pp. 298-309.
  6. 6,0 6,1 (LA) Decreto Quo aptius, AAS 64 (1972) pp. 789-787.
  7. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 3, 5 gennaio 1987, pp. 32-34. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle 80 parrocchie della diocesi che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 19 dicembre 1986 su richiesta del vescovo di Faenza del 15 luglio precedente.
  8. O. Werner, Orbis terrarum catholicus, 1890, p. 23.
  9. 9,0 9,1 Diocesi storica di Modigliana, BeWeB, Portale dei beni culturali ecclesiastici.
  10. Arnaldo Nesti, Alle radici della Toscana contemporanea, 2008, p. 194.
  11. Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. 78, Venezia, 1856, p. 55.
  12. Il perché della Cattedrale a Modigliana su parrocchiamodigliana.it. URL consultato il 6 ottobre 2024
  13. (LA) Decreto Anno millesimo, in Pii X pontificis maximi acta, vol. V, Romae, 1914, pp. 193-196.
  14. Decreto della Congregazione per i vescovi del 7 ottobre 1972 menzionato nel decreto del Presidente della Repubblica, che riconosce gli effetti civili di questo cambiamento, del 2 agosto 1974, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 285 del 31 ottobre 1974.
  15. (LA) Decreto Concilii Oecumenici, AAS 65 (1973), p. 507.
  16. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 285, 9 dicembre 1986, p. 13. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle 9 parrocchie della diocesi che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 20 novembre 1986 su richiesta del vescovo di Modigliana del 15 luglio precedente.
Fonti


Bibliografia
  • Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. II, Venezia 1844, pp. 241-306
  • Bellezza fede e cultura, Itinerari nella diocesi Faenza-Modigliana, a cura dell'Ufficio diocesano per l'arte sacra e i beni culturali, Tipografia faentina, Faenza, senza data.
  • Guida della diocesi di Faenza-Modigliana 2006, Tipografia faentina, Faenza, 2006.
  • Guida della diocesi di Faenza-Modigliana 2008, Tipografia faentina, Faenza, 2008.
  • Il Duomo di Faenza, Tipografia faentina, Faenza, senza data.
  • La Madonna delle Grazie di Faenza, Notizie storiche, a cura della Arciconfraternita della Beata Vergine delle Grazie, Tipografia faentina, Faenza, 2000.
  • Alteo Dolcini, I sacri fuochi di Forlì e Faenza, Tipografia Faentina, Faenza 1997.
  • Uffici propri della diocesi di Faenza, Grafiche del Messaggero di S. Antonio, Padova, 1975
  • (LA), Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii ævi: sive, Summorum Pontificum, S[anctæ] R[omanæ] E[cclesiæ] Cardinalium, Ecclesiarum Antistitum Series. E Documentis Tabularii Præsertim Vaticani Collecta, Digesta, Edita, cap. Ab anno 1431 usque ad annum 1503 perducta, [vol. II], Patavii : Il Messaggero di s. Antonio, 1901, 1968
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