Santuario Pontificio della Santa Casa (Loreto)
Santuario della Santa Casa (Loreto) | |
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Santuario della Santa Casa, facciata | |
Stato | Italia |
Regione | Marche |
Provincia | Ancona |
Comune | Loreto |
Diocesi | Prelatura territoriale di Loreto |
Religione | Cattolica |
Sito web | |
Oggetto tipo | Chiesa |
Oggetto qualificazione | Santuario |
Dedicazione | Maria Vergine |
Stile architettonico | gotico, rinascimentale |
Inizio della costruzione | 1468 |
Completamento | 1587 |
Coordinate geografiche | |
Italia |
Il Santuario della Santa Casa si trova a Loreto (AN) è un luogo di pellegrinaggio, dove i cattolici venerano la Vergine Lauretana, patrona dell'aviazione. È il più importante e visitato santuario mariano d'Italia. Visitato da molti papi, santi e personaggi illustri.
Santa Casa
Al suo interno è custodita la Santa Casa di Nazaret, dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l'Annunciazione.
La "casa della Madonna" era formata da tre pareti addossate ad una grotta scavata nella roccia (che si trova nella Basilica dell'Annunciazione a Nazaret). La tradizione popolare racconta che nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre del 1294 le pietre della casa di Nazaret vennero trasportate in volo dagli angeli. In realtà, alcuni studi e dei documenti ritrovati hanno confermato che il trasporto avvenne per mare su navi crociate. Infatti, dopo la cacciata dei cristiani dalla Terra Santa da parte dei musulmani, un esponente della famiglia Angeli, regnanti dell'Epiro, si interessò di salvare la Santa Casa dalla sicura rovina, che fu, dunque, trasportata prima a Tersatto, nell'odierna Croazia, nel 1291 e poi a Loreto il 10 dicembre 1294.
Gli studi effettuati sulle pietre della Santa Casa ne confermerebbero l'origine palestinese, esse sono lavorate secondo la tecnica usata dai Nabatei, un popolo confinante con gli ebrei, molto usata anche in Palestina. Sulle pietre vi sono numerosi graffiti simili a quelli giudeo-cristiani del II-V secolo ritrovati in Terra Santa, in particolare a Nazaret.
Il santuario fu costruito per proteggere la Santa Casa, su iniziativa del vescovo di Recanati, il forlivese Nicolò dall'Aste, a partire dal 1469, e fu concluso nel 1587. Il campanile fu disegnato da Luigi Vanvitelli e fu costruito nel 1755.
L'interno è a croce latina a tre navate. Il battistero in bronzo di Tiburzio Vergelli si trova nella navata sinistra. Sulla volta vi sono dipinti del Pomarancio. Sotto la cupola, opera di Giuliano da Sangallo, si trova la Santa Casa. All'interno della Santa Casa si trova la statua della Vergine Lauretana.
Il rivestimento marmoreo, all'esterno, è stato progettato da Donato Bramante. Peculiari sono i due solchi paralleli che si trovano sulla base, causati dai pellegrini che, per secoli, hanno percorso in ginocchio il perimetro del rivestimento.
Fra le cappelle e le sacrestie, meritano particolare attenzione le seguenti: la Sacrestia di S. Giovanni o del Signorelli per gli affreschi di Luca Signorelli, e l'ancor più famosa Sacrestia di San Marco o del Melozzo per i meravigliosi affreschi, recentemente restaurati, di Melozzo da Forlì: desta meraviglia la capacità di questo pittore di produrre effetti "tridimensionali", da vero maestro della prospettiva.
Madonna Nera
La Madonna di Loreto, detta anche Vergine Lauretana, è la statua venerata nella Santa Casa. Si tratta di una Madonna Nera: la sua particolarità è il volto scuro, comune alle icone più antiche, dovuto spesso al fumo delle lampade ad olio e delle candele. La statua originaria, risalente al XIV secolo, fu distrutta in un incendio nel 1921: quella attuale risale al 1922, opera di Leopoldo Celani, ed è in legno di cedro del Libano. Il culto della Madonna Nera di Loreto è replicato in molti altri santuari in Italia e all'estero.
Storia
La Santa Casa con la chiesa di Santa Maria di Loreto, da cui trae origine il Santuario della Santa Casa, nel corso dei secoli ha goduto di un particolare stato giuridico. Dal 1507 fu soggetta direttamente alla Sede Apostolica e fu retta fino al 1698 dal cardinale protettore e poi dalla Congregazione Lauretana presieduta dal Cardinale Segretario di Stato, rappresentati a Loreto da un prelato-governatore. Anche sotto il Governo della Repubblica francese (1797-1798), del Regno d'Italia (1805-1814) e della Repubblica Romana (1849) le fu riconosciuto un particolare statuto giuridico e i suoi beni non furono incamerati.
Con l'Unità d'Italia la Santa Casa godette ancora di una speciale posizione giuridica e fu amministrata da un Regio Governatore che faceva capo al ministero di Grazia Giustizia e de' Culti. Dopo i Patti Lateranensi tra la Santa Sede e l'Italia fu costituita una speciale Commissione mista per la pratica attuazione dell'articolo 27 del concordato. E, in seguito alle sue deliberazioni, parte del patrimonio del Pio Istituto della Santa Casa di Loreto, costituito dopo l'Unità d'Italia, venne assegnato alla Santa Sede assieme alla Basilica e alle opere annesse. Per il loro governo venne costituita l'Amministrazione della Pontificia Basilica della Santa Casa, retta dal Pontificio Amministratore della Basilica della Santa Casa, nominato direttamente dalla Santa Sede, e rappresentato a Loreto da un vicario, insignito della dignità episcopale.
Il 24 giugno 1965 papa Paolo VI diede un nuovo assetto giuridico al Santuario della Santa Casa di Loreto. Con la costituzione apostolica Lauretanae Almae Domus soppresse la Pontificia Amministrazione della Basilica e costituì la Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa di Loreto. Istituì inoltre la Prelatura territoriale di Loreto con giurisdizione canonica sul territorio comunale di Loreto, ed erigendo a cattedrale la Basilica della Santa Casa designando lo stesso Delegato Pontificio a reggerla in qualità di Prelato. Con il Delegato Pontificio per il Santuario della Santa Casa e Prelato della Prelatura della Santa Casa collaborano due Vicari, uno per la Delegazione Pontificia e l'altro per la Prelatura della Santa Casa.
Fino alla soppressione della Commissione Cardinalizia per i Pontifici Santuari di Pompei, Loreto e Bari[1] avvenuto il 16 dicembre 1996, la Delegazione Pontificia esplicava le sue funzioni sotto la tutela della medesima.
La Delegazione Pontificia rientra nei soggetti di cui all'art. 27 del Concordato fra la Santa Sede e l’Italia, reso esecutivo dalla Legge del 27 maggio 1929, n. 810. Infatti, ai sensi della Costituzione Apostolica Lauretanae Almae Domus, la Delegazione Pontificia succede all'Amministrazione della Pontificia Basilica della Santa Casa di Loreto, che era uno degli Enti sopra indicati.
L'Amministrazione del Santuario, con le sue opere, edifici annessi e pertinenze, è oggi affidata a un Consiglio di Amministrazione, composto dall'Arcivescovo Delegato Pontificio, che è anche Presidente, dal Vicario Generale, dal Segretario Generale e da tre laici. Tutti i membri del Consiglio di Amministrazione sono nominati dalla Segretaria di Stato. Vi opera anche un Collegio di Revisori dei Conti, anch'esso nominato dalla Segreteria di Stato[2].
Festività
Le principali festività lauretane ricorrono l'8 settembre in ricordo della Natività di Maria; e il 10 dicembre in ricordo dell'arrivo della Santa Casa a Loreto ("La venuta"). La sera della vigilia, in molte parti delle Marche e delle regioni limitrofe, si usa accendere dei falò, poetica espressione di saluto e di devozione.
Onorificenze
Rosa d'Oro della cristianità | |
— dicembre 2000 |
Note | |
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Voci correlate | |
Collegamenti esterni | |
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