William Warham
| William Warham Arcivescovo | |
|---|---|
| Età alla morte | circa 82 anni |
| Nascita | 1450 ca. |
| Morte | Hackington 22 agosto 1532 |
| Sepoltura | Cattedrale di Canterbury |
| Nominato vescovo | 20 ottobre 1501 da papa Alessandro VI |
| Consacrazione vescovile | 25 settembre 1502 dal vescovo Richard Fox |
| Elevazione ad Arcivescovo | 29 novembre 1503 da papa Pio III |
| Incarichi ricoperti |
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| Firma | |
| Collegamenti esterni | |
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William Warham (1450 ca.; † Hackington, 22 agosto 1532) è stato un arcivescovo inglese.
Cenni biografici
Nacque nell'Hampshire a metà del XV secolo, il padre era Robert Warham da Malshanger. Dopo gli studi al Winchester College e dell'Università di Oxford, praticò l'attività forense a Londra e Oxford per qualche anno, prima di prendere i voti. Nel 1494 divenne Master of the Rolls e, in questa veste, fu notato da Enrico VII, che ne apprezzò l'astuzia e le doti diplomatiche.
Warham svolse un ruolo di rilievo nell'assicurare il fidanzamento tra Arturo, principe di Galles, e Caterina d'Aragona, ma fu anche l'artefice di trattati politici e commerciali con Massimiliano I. Fu consacrato vescovo di Londra nel 1502 e due anni più tardi fu elevato ad arcivescovo di Canterbury e nominato Lord Cancelliere.[1] Nel 1506 divenne rettore dell'Università di Oxford e tre anni più celebrò le nozze tra Enrico VIII e Caterina d'Aragona, nozze sulla cui validità aveva espresso dei dubbi.
La rapida ascesa di Warham si frenò bruscamente e, come arcivescovo di Canterbury, fu aspramente criticato da Richard Foxe, all'epoca vescovo di Winchester.[2] Nel 1515 lasciò la carica di Lord Cancelliere, forse in disaccordo con le politiche estere del nuovo re, e fu rimpiazzato da Thomas Wolsey, che lui stesso aveva consacrato vescovo di Lincoln nel 1514.[3]
Fu presente al Campo del Drappo d'Oro[4] e, nel 1527, fu coinvolto insieme ad altri teologi sulla questione dell'annullamento delle nozze reali. Gli fu affidato il ruolo di difensore della regina, ma svolse il ruolo con pochissimo impegno per evitare di incorrere nelle ire reali, tanto che firmò una lettera a Clemente VII chiedendo al pontefice di assecondare il desiderio di Enrico VIII. Pur avendo accettato Enrico come capo della Chiesa d'Inghilterra nel 1531, l'anno successivo protestò contro l'assoggettamento della chiesa alla corona inglese, paragonando il re ad Enrico II e appellandosi alla Magna Carta per difendere la libertà della chiesa.
Morì nello stesso anno mentre era in visita a un suo nipote omonimo e fu sepolto nella Cattedrale di Canterbury.
Genealogia episcopale
| Per approfondire, vedi la voce Genealogia episcopale |
- Cardinale Vital du Four
- Arcivescovo John de Stratford
- Vescovo William Edington
- Arcivescovo Simon Sudbury
- Vescovo Thomas Brantingham
- Vescovo Robert Braybrooke
- Arcivescovo Roger Walden
- Cardinale Henry Beaufort
- Cardinale Thomas Bourchier
- Cardinale John Morton
- Vescovo Richard Foxe[5]
- Arcivescovo William Warham
= Successione degli incarichi
| Predecessore: | Vescovo di Londra | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Thomas Savage[6] | 20 ottobre 1501 - 29 novembre 1503 | William Barons[7] |
| Predecessore: | Arcivescovo di Canterbury | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Henry Deane[8] | 29 novembre 1503 - 13 febbraio 1503 | Thomas Cranmer |
| Note | |
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| Collegamenti esterni | |
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