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Oggi
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Nel linguaggio evangelico la parola "oggi" si riferisce alla realtà presente della salvezza.
Nella Liturgia esprime l'attualizzazione dell'opera della salvezza nella vita dei fedeli.
Nei Vangeli
Nel Padre Nostro Gesù fa chiedere ai discepolo il pane per l'oggi (Mt 6,11)[1]; l'espressione temporale richiama la prescrizione di raccogliere la manna soltanto nella dose di una giornata (Es 16,4.16), e vuole inculcare la fiducia che ogni giorno Dio provvede l'alimento necessario.
Nel Vangelo secondo Luca l'espressione compare sistematicamente per indicare l'attualizzazione del piano di salvezza di Dio:
- Nelle parole degli Angeli del Natale si riferisce alla presenza del Salvatore, il Cristo, nato nella città di Davide (2,11).
- In bocca a Gesù afferma il compimento in lui della profezia di Isaia[2] (4,21.
- Nelle parole della folla che ha visto la guarigione del paralitico da parte di Gesù esprime lo lode e lo stupore di fronte al perdono dei peccati che si fa realtà (5,26).
- Nella pericope di Zaccheo esprime la volontà di Gesù di incontrare Zaccheo e la presenza della salvezza per lui e la sua casa (19,5.9).
- Nella risposta di Gesù al buon ladrone afferma la salvezza definitiva che colui che è crocifisso al fianco di Gesù riceverà immediatamente dopo la morte (23,43).
Nella liturgia
Un esempio significativo si trova nell'antifona al Magnificat della solennità dell'Epifania:
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- ↑ In Luca la petizione ha una sfumatura leggermente diversa: "oggi" è sostituito da "ogni giorno" (Lc 11,3).
- ↑ Cfr. Is 61,1-2.
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