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San Disma
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Di lui si racconta nel Vangelo di Luca:
| « | Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio, benché condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male". E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso." »
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Nella letteratura apocrifa sulla passione, morte e risurrezione di Gesù in particolare nelle Memorie di Nicodemo, o Atti di Pilato e nella discesa agli inferi, il buon Ladrone è chiamato Disma.
Fu crocifisso alla destra di Gesù e dopo la morte andò in Paradiso precedendo tutti gli altri santi.
È ricordato nel martirologio romano il 25 marzo, sotto il nome di "buon ladrone". Venerato anche dalla Chiesa Ortodossa è patrono dei prigionieri, specialmente i condannati a morte, becchini, ladri pentiti. È anche Patrono protettore di Gallipoli (Le).
Galleria fotografica
Il ladrone pentito. Robert Campin,1425. |
San Disma con la sua croce 1560 ca. Scuola di Mosca autore anonimo Cremlino Mosca |
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- Michel Ledrus, Alla scuola del "ladrone" penitente, Edizioni ADP, Roma 1993.
- Scheda su San Disma, da Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi, SantieBeati.it
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