Croce processionale

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Brescia, Musei Civici di Arte e Storia, Croce processionale di Desiderio (756-774)

La croce processionale è una croce issata su un'asta per essere portata in processione e quindi decorata su entrambi i lati; reca generalmente la figura di Gesù Cristo sulla fronte e Madonna o un santo sul retro. Può essere anche posta sull'altare su di una base per croce d'altare.

La croce processionale viene anche detta con termine improprio, o comunque non preferibile, "croce astile".

Storia

Dalle origini al Medioevo

Nicola Guardiagrele (bottega), Croce processionale di San Marco in Lamis (seconda metà del XV secolo), argento

L'uso della croce processionale è antichissimo e testimoniato da molte iconografie. Le prime croci processionali non erano issate su un'asta ma portate a mano come si nota ad esempio nel mosaico della Basilica di San Vitale (Ravenna) raffigurante L'imperatore Giustianiano con il suo seguito e l'arcivescovo Massimiano (metà del VI secolo).

L'uso di portare in processione piccole croci, fornite di una corta impugnatura, dette portatili, si mantenne almeno fino al XVI secolo. Successivamente, si diffusero le cosiddette croci astili, così definite, poiché il braccio verticale venne prolungato in modo da fornire allo stauroforo una più agevole presa. Esempio di queste antiche croci è:

  • Croce astile di Desiderio (756 - 774), oro e pietre preziose, conservata nei Musei Civici di Brescia.

Su queste croci l'immagine di Gesù Cristo crocifisso non compare che intorno al IX secolo. Inoltre, dal XII secolo le terminazioni della croce recano le immagini dolenti della Madonna e di san Giovanni evangelista, di Dio Padre, oltre ad angeli e figure simboliche.

Nel corso del XIII secolo la forma delle croci si complica: le iniziali linee squadrate, eventualmente a terminazioni potenziate, vengono arricchite da estremità trilobate e polilobate, con piccole sfere in metallo, corallo o pietre preziose. Anche i materiali divengono più vari e al metallo (oro, argento, bronzo, rame) si aggiungono l'avorio e il cristallo di rocca, decorate con smalti e miniature, dove la trasparenza veniva sfruttata per l'inserimento di reliquie a vista.

Nel corso del XIV secolo, invece si afferma la decorazione a smalti traslucidi, mentre i contorni delle croci si fanno più mossi e ornati, preludendo alla ricchezza tipologica del secolo successivo. Infatti, è nel XV secolo che questi oggetti liturgici offrono lo spunto per opere di grande inventiva; le terminazioni sono sempre più arricchite da polilobi e con i contorni delle croci decorate da perle, sfere e boccioli. Tale tipologia presentano le croci abruzzesi, celebri quelle realizzate da Nicola da Guardiagrele e dalla sua bottega.

Epoca moderna e contemporanea

Durante la prima metà del XVI secolo prosegue la creazione di preziosi oggetti, spesso per opera di grandi artisti, mentre dopo la Riforma cattolica rigide norme impongono l'adozione di schemi strutturali e decorativi più semplici; con il barocco ed il rococò si torna ad opere di gusto spettacolare e complesso.

Esemplari significativi

Fra gli esempi di maggior rilievo storico-artistico si ricordano:

Galleria fotografica

Bibliografia
  • Rosa Giorgi, Oggetti e arredi liturgici, in Simboli, protagonisti e storia della Chiesa, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori Electa, Milano 2004, pp. 34 - 36 ISBN 9788837027896
  • Benedetta Montevecchi, Gli oggetti processionali, in Suppellettile ecclesiastica. 1, Centro Di Editore, Firenze 1988, ISBN 88703816412, pp. 331 - 336
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 18 marzo 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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