Entrata di Gesù Cristo a Gerusalemme (Pietro Lorenzetti)

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Assisi BaS.Francesco P.Lorenzetti EntrataCristoGerusalemme 1315-19ca.jpg
Pietro Lorenzetti, Entrata di Gesù Cristo a Gerusalemme (1315 - 1319 ca.), affresco
Entrata di Gesù Cristo a Gerusalemme
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Flag of Umbria.svg Umbria
Regione ecclesiastica Umbria
Provincia Perugia
Comune

Stemma Assisi

Località
Diocesi Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino
Parrocchia o Ente ecclesiastico Sacro Convento
Ubicazione specifica Basilica di San Francesco, Chiesa inferiore, transetto sinistro
Uso liturgico quotidiano
Comune di provenienza Assisi
Luogo di provenienza ubicazione originaria
Oggetto dipinto murale
Soggetto Entrata di Gesù Cristo a Gerusalemme
Datazione 1315 - 1319 ca.
Datazione
Datazione Fine del {{{fine del}}}
inizio del {{{inizio del}}}
Ambito culturale Scuola senese
Autore

Pietro Lorenzetti e aiuti

Altre attribuzioni
Materia e tecnica affresco
Misure
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

32Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli 33dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. 34Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». 35Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: 36Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un'asina, con un puledro figlio di bestia da soma....
37I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: 38condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. 39La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. 40La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli! 41Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è costui?». 42E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea».
Virgolette chiuse.png

L'Entrata di Gesù Cristo a Gerusalemme è un dipinto murale, eseguito tra il 1315 - 1319 circa, ad affresco, da Pietro Lorenzetti (1280 ca. - 1348 ca.) ed aiuti, facente parte di un ciclo che raffigura le Storie della Passione di Gesù Cristo, ubicato nel transetto sinistro della Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi (Perugia).

Descrizione

Pietro Lorenzetti, Entrata di Gesù Cristo a Gerusalemme (part.), 1315 - 1319 ca., affresco

Soggetto

La scena del dipinto si svolge davanti alle mura di Gerusalemme, dove compaiono

  • Gesù Cristo, avvolto in un sontuoso mantello blu bordato d'oro, avanza (da sinistra verso destra) su un asino, benedicendo la folla.
  • Apostoli sono colti ciascuno nella propria individualità, tra i quali si riconosce:
    • San Pietro segue da vicino Gesù;
    • Giuda Iscariota, senza aureola, vicino a san Pietro con il quale scambia uno sguardo;
    • San Giacomo maggiore, dietro a san Pietro e Giuda Iscariota, distratto dai bambini che lanciano i rami d'ulivo, gira vistosamente la testa.
  • Folla di astanti si fa incontro a Cristo, uscendo dalla città, per accoglierlo trionfalmente al suo passaggio e salutarlo con il lancio e lo sventolio di rami d'ulivo e palma.[1] Tra essi si notano:
    • Fanciullo lancia rami di ulivo dalla rupe a sinistra,
    • Fanciullo si sta arrampicando su un albero: questi ricorda l'episodio di Zaccheo, l'uomo piccolo di statura, che per vedere Gesù sale su un sicomoro (Lc 19,1-10).
    • Alcune persone stendono per terra i propri mantelli in segno di ossequio e per rendere più agevole la strada.

Ambientazione

La scena è ambientata davanti a Gerusalemme, che viene descritta da Pietro Lorenzetti come una tipica città italiana del Trecento, impiegando vari dettagli, resi con grande cura, quali ad esempio:

  • la rotonda con archetti rampanti,
  • il palazzo con i medaglioni,
  • i portafiaccole,
  • gli scudi araldici appesi,
  • il balcone con la pertica su cui è steso un asciugamano,
  • la scala lignea interna,
  • la porta civica con merli guelfi e decorazioni comsatesche, volta stellata a crociera ed un finto mosaico con due figure a monocromo su fondo oro.

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

  • I due gruppi di figure s'incastrano lungo i bordi del dipinto generando un angolo ottuso molto divaricato, che ha il vertice nella figura di Gesù Cristo, in primo piano vicino allo spettatore. In questo angolo di figure se ne incunea un secondo, dai lati paralleli, formato dalle mura di Gerusalemme, dalla porta civica e dagli edifici monumentali che sporgono con scorci arditi, prospetticamente validi ma non raccordati a un unico punto di fuga. L'effetto compositivo, che se ne ricava, è quello di una tridimensionalità spaziale estremamente dilatata.
  • Il dipinto ha una magnifica la ricchezza cromatica, mai scontata, intonata su colori tenui e su una gamma di bruni che, con il cielo azzurro in blu oltremarino, fanno particolarmente risaltare i dettagli in oro, testimonianza della sontuosità raggiunta dalla decorazione della Basilica nel XIV secolo.

Notizie storico-critiche

Come tutti i dipinti murali della Basilica di San Francesco di Assisi, anche le Storie della passione di Gesù Cristo non sono firmati, né la loro paternità è attestata da documenti o dalle fonti antiche. Anche Giorgio Vasari nelle Vite, non li attribuiva a Pietro Lorenzetti e non ne riconosceva neppure l'unità stilistica, assegnando la Crocifissione a Pietro Cavallini ed il resto del ciclo a Puccio Capanna.[2] Fu solo lo storico dell'arte Giovanni Battista Cavalcaselle (1819 - 1897) che individuò nelle Storie della passione di Gesù Cristo la mano di Pietro Lorenzetti, grazie alle indagini stilistiche e, soprattutto, ad un'accurata analisi del polittico con Madonna con Gesù Bambino e santi per la Pieve di Santa Maria d'Arezzo, commissionato al pittore senese nel 1320,[3] smentendo così efficacemente la tradizione tramandata dal Vasari. Mentre è merito di studiosi come Carlo Volpe e Luciano Bellosi la loro datazione entro il 1319, in base alle affinità stilistiche con altre opere del pittore senese ed alle vicende di Assisi, investita tra il 1319 ed il 1322 dai moti ghibellini guidati da Muzio di Francesco e colpita in seguito dall'interdetto papale.

Note
  1. La palma, nell'Antico Testamento, è simbolo di vittoria e di trionfo, ma anche di pace, come frutto della vittoria. Agitando le palme venivano accolti i re o i generali che entravano in città dopo aver sconfitto l'esercito nemico. Inoltre, nell'Apocalisse, i beati agitano le palme attorno al trono dell'Agnello: ciò consente di vedere nelle palme anche un segno di martirio e di gloria attraverso la testimonianza. L'ulivo indica pace e regalità sia nella Bibbia, sia nella cultura greco-romana. Infatti, con l'olio venivano unti sul capo coloro che erano incaricati di una missione importante da svolgere; dal verbo ebraico «ungere», mashah, deriva il termine mashih, ossia l'unto, il consacrato, dunque il Messia.
  2. Giorgio Vasari, Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti (1568), col. "Mammut Gold", Editore Newton Compton, Milano 2016, pp. 160, 198 - 199
  3. Scheda del polittico nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
Bibliografia
  • Pier Maurizio Della Porta et al., Guida di Assisi: storia e arte, Editore Minerva, Assisi 1998, pp. 48 - 49
  • Chiara Frugoni, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, in "Dal Gotico al Rinascimento", Editore Scala, Firenze 2003 - ISBN 9788881170922
  • Gianfranco Malafarina, La Basilica di San Francesco ad Assisi, Editore Franco Cosimo Panini, Modena 2005, pp. 100 - 101 ISBN 9788882907655
  • Giovanna Ragionieri, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, col. "Art e Dossier", Editore Giunti, Firenze 2009, pp. 15 - 20 ISBN 9788809064584
  • Rolf Toman (a cura di), Il Gotico: architettura, scultura e pittura, Editore Könemann, Colonia 1998, pp. 446, 448 ISBN 9783829025652
  • Carlo Volpe, Pietro Lorenzetti, Editore Electa, Milano 1989
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, pp. 246 - 247 ISBN 9788843582594
  • Stefano Zuffi, La pittura italiana, Editore Mondadori-Electa, Milano 1997, p. 30 - 31 ISBN 9788843559114
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.