Gerardo (1182)

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Gerardo
Cardinale
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Nascita Lucca
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Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
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Gerardo, o Gerardo Allucingoli (Lucca; † Sicilia, 1208), è stato un cardinale italiano.

Cenni biografici

Nato a Lucca in data imprecisata. È anche indicato come Gerardo de S. Adriano e come Gerardo Allucingoli; rivendicò ripetutamente la parentela con Papa Lucio III e la famiglia Allucingoli, ma ciò non è provato; il suo nome di battesimo è anche indicato come Gheraro.

Formazione e ministero presbiterale

Ottenne il titolo di magister. Fu canonico del capitolo della cattedrale di Lucca.

Ministero cardinalizio

Creato cardinale diacono di Sant'Adriano nel concistoro di metà 1182. Sottoscrisse le bolle papali emesse tra agosto 1182 e il 4 maggio 1184; 17 marzo 1185 e 12 giugno 1189; 2 maggio 1191 e 3 dicembre 1197; 13 marzo 1198 e 19 aprile 1205. Dal 1184 al 1188, fu vicario dei papi Lucio III e Urbano III. Rettore dell'enclave papale di Benevento e auditor della curia. Legato in Francia presso il conte di Nevers e abate di Vézelay.

Conclavi

Ministero episcopale

Eletto vescovo di Lucca nel 1195 dal clero di quella città, il papa non ratificò l'elezione perché non voleva privarsi del servizi del cardinale. Ottenne da tutti i papi incarichi per molte e delicate missioni diplomatiche: nelle prime settimane del pontificato di papa Innocenzo III, fu incaricato, insieme al cardinale Ottaviano, di ottenere la sottomissione del duca Corrado di Spoleto alla sovranità della chiesa; a Narni, i legati minacciarono il duca di scomunica, dopo di che egli soddisfece le condizioni. Alla fine del 1198, fu inviato, insieme al cardinale Giovanni di Salerno, O.S.B.Cas., come legato a Terra di Lavoro; l'area era controllata dalle truppe di Markward von Annweiler a Montecassino; i legati stavano per tornare a Roma, quando la partenza del tedesco fu acquisita con una somma considerevole di denaro.

Nell'aprile 1204, il papa lo nominò vicario spirituale e secolare del Regno di Sicilia; durante il viaggio in Sicilia rimase a lungo periodo a Terra di Lavoro; sull'isola riuscì a instaurare un breve e superficiale accordo con Guglielmo Capparone, reggente di Sicilia, per giurare fedeltà al giovane Federico. Questo giuramento fu però subito sconfessato, perché Guglielmo, di nuovo ribellatosi, rifiutò ogni accordo con Gualtiero di Palearia, arcivescovo di Palermo, e costrinse l'Allucingoli a fuggire da Palermo e a rifugiarsi a Messina. Per due anni Federico fu nelle mani del Capparone, fino a che nella primavera del 1207 fu consegnato all'Allucingoli, che lo tenne in tutela sino alla fine della tutela di papa Innocenzo III (26 dicembre 1208).

Nel 1205, a Catania, incaricò il vescovo Ruggero di Catania per la consacrazione del vescovo Madio di Cerenzia; all'inizio dell'anno successivo, il legato partecipò a una cerimonia a Catania, presieduta dal vescovo Roger, per l'insediamento del priore Pietro di Santa Maria di Licodia. Probabilmente nel 1208, il legato riuscì a raggiungere un compromesso tra l'arcivescovo Caro di Monreale e la comunità di un convento; l'arcivescovo, a causa di una ribellione contro di lui, aveva scomunicato la comunità; ma la formula di compromesso non creò pace; il documento fu firmato il 1° luglio 1208.

Morte

Morto nella seconda metà del 1208, probabilmente in Sicilia. Nessuna informazione trovata sul luogo di sepoltura.

Successione degli incarichi

Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Adriano al Foro Successore:
Rainier le Grand (1178-1182) (1182-1204) Angelo (1212) (1212-1214) I
II
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IV
V
VI
VII
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IX
X
con
con
Rainier le Grand (1178-1182) {{{data}}} Angelo (1212) (1212-1214)
Bibliografia

Cardella, Lorenzo Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa Stamperia Pagliarini, Roma, 1792, I, pt. 2, 147-148;

Collegamenti esterni

Ignoto ALLUCINGOLI, Gerardo, Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 2, 1960

Voci correlate