Sebna
| Sebna Personaggio dell'Antico Testamento | |
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| Raffigurazione artistica di Sebna che dal cocchio dirige la costruzione del suo sepolcro (da jw.org) | |
| Nascita | Regno di Giuda 750 a.C.-730 a.C. ca. |
| Morte | Gerusalemme o Assiria dopo il 701 a.C. |
| Maggiordomo del Regno di Giuda | |
| In carica | sotto il regno di Ezechia (c.a 716–701 a.C.) |
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Sebna, in ebraico שֶׁבְנָא shevena[?], in greco Σομνάς Somnás, in latino Sobna (Regno di Giuda, 750 a.C.-730 a.C. ca.; † Gerusalemme o Assiria, dopo il 701 a.C.), è un personaggio dell'Antico Testamento, scriba ebreo del re Ezechia (regno 716–687 a.C.).
Aveva ricoperto la massima carica civile di Maggiordomo di palazzo ma a causa della sua superbia e avidità subì una dura maledizione da parte del profeta Isaia e venne demansionato al ruolo subordinato di scriba di Stato.
In questa nuova veste con-gestì inutilmente le trattative diplomatiche durante l'assedio assiro di Gerusalemme del 701 a.C., che fu interrotto in maniera improvvisa e fortunosa, per la Bibbia grazie al miracoloso intervento di Dio. In questa crisi internazionale è ipotizzabile che Sebna, con re Ezechia e tutta la corte ma diversamente da Isaia, optasse per una linea filo-egiziana, mentre al contrario la tradizione rabbinica lo ha leggendariamente identificato come un collaborazionista filo-assiro.
La sua esistenza storica è supportata dal ritrovamento archeologico dell'«Iscrizione del Maggiordomo Reale» nella necropoli di Silwan e (forse) da due bulle riferite a lui.
Fonti storiche
Le fonti storiche più antiche sono i testi biblici di Is 22,15-25 (maledizione di Isaia) e i racconti dell'assedio assiro di Gerusalemme (701 a.C.) in Is 36,3-22; 37,1-21 e i paralleli 2Re 18,7-19,7 . Anche 2Cr 32,1-23 narra l'assedio ma non cita Sebna.
Giuseppe Flavio lo cita una sola volta e fugacemente nelle sue Antichità Giudaiche (ca. 93-94 d.C) in 10,2,5 [1] senza aggiungere informazioni ulteriori al testo biblico.
Viene citato in alcuni commentari rabbinici tardivi (Levitico Rabbah 5,5 [2]; Sanhedrin 26a-b [3]) che lo descrivono in maniera molto negativa, probabilmente nel tentativo di ingigantire le sue colpe e rendere ragione della dura condanna di Isaia più che per fondate reminiscenze storiche.
Una scoperta archeologica a lui relativa è l'«Iscrizione del Maggiordomo Reale» rinvenuta in un sepolcro a Gerusalemme nel 1870. In passato è stato a lui attribuito un sigillo con l'iscrizione «Di Shebniahu servo di (re) Uzziah», ma per motivi anagrafici l'ipotesi è oggi rigettata, e al limite il sigillo può essere attribuito a suo nonno. È invece possibile, ma non certo, che a lui siano riferibili la bulla Lachis n° 5 e una coincidente bulla trovata nel 2007.
Nome
Il nome in ebraico è שֶׁבְנָא shevena[?] (6x) oppure שֶׁבְנָה shevenah[?] (2x), reso in greco Σομνάς Somnás, in latino Sobna.
Il nome ebraico in questa forma è applicato solo a questo personaggio. È verosimile però che si tratti della forma abbreviata e priva della parte teoforica del nome Sebania (שְׁבַנְיָהוּ shevaneyahu[?] oppure שְׁבַנְיָה shevaneyah[?], Σοβνια Sobnia con varianti in mss. Σεβανια Σαβανιας Σομνια Σαβανια), che è portato da 4 persone nel TM e che significa «cresciuto da YHWH». Anche l'«Iscrizione del Maggiordomo Reale», attribuita a lui, presenta il nome terminante con YHW e conferma la forma piena in SebanYHW.
Giuseppe Flavio nell'unica sua occorrenza lo chiama Σουβαναῖος Soubanaîos.
Cenni biografici
Nascita
Non sono noti data e luogo di nascita. Essendo una figura politica di primo piano nel 701 a.C. è ipotizzabile che avesse almeno 30-40 anni, con una verosimile nascita attorno al 750-730 a.C.
La Bibbia non menziona la sua casata o la sua paternità, un'omissione insolita che porta a ipotizzare origini straniere. Questo potrebbe essere confermato dall'accusa di Isaia: «Che cosa possiedi tu qui e chi hai tu qui?» (Is 22,16 ).
La tradizione rabbinica successiva, forse più per conferma di questi due indizi che non per memoria storica, lo ha indicato come proveniente dal Regno d'Israele (quello del nord) che si era stabilito a Gerusalemme (Levitico Rabbah 5,5 [4]). Nello specifico viene detto originario della città galilaica di Sikhnin (סִכְנִין attuale Sakhnin), ma si tratta probabilmente di un fraintendimento del termine הַסֹּכֵ֣ן hassohen «il ministro»[?] usato in Is 22,15 per indicarlo: come sostantivo è un hapax della bibbia ebraica ma la radice סָכַן indica «assistere, custodire, servire» (1Re 1,2.4 ).
Se il sigillo con influssi stranieri (cf. dopo) fosse di suo nonno, è verosimile che la sua famiglia avesse origine del nord o assira ma Sebna poteva essere nato comunque in Giudea.
Maggiordomo di Giuda


Sebna fu inizialmente Maggiordomo di palazzo (lett. אֲשֶׁ֥ר עַל־הַבָּֽיִת asher ‘al־habbayit «colui che (è) su la casa»[?], cf. Is 22,15 e l'iscrizione del sepolcro). Era la carica civile più alta del regno, traducibile come Vicerè, Primo Ministro o Visir. È lo stesso titolo attribuito al patriarca Giuseppe sia quando fu elevato amministratore/contabile da Potifar (Gen 39,4 ) sia in seguito (Gen 41,40 ) quando il faraone lo nominò viceré di Egitto. In Is 22,15 Sebna viene anche detto הַסֹּכֵ֣ן hassohen «il ministro, l'assistente»[?]. In Is 37,5 viene collettivamente e anonimamente indicato col termine עבד ‘vd[?] letteralmente «servo, schiavo» ma da intendere come «ministro». Lo stesso termine è usato sia dal sigillo che dalle due bolle.
Salì al potere probabilmente alla fine del regno di re Acaz (732-716 a.C.) o nei primi anni di re Ezechia (716–687 a.C.). Di Sebna in questo ruolo le fonti storiche non ci riferiscono specifiche azioni governative o amministrative.
Esiste un sigillo/timbro (AO 6216, ritrovato nel mercato antiquario e conservato al Louvre dal 1850 c.a) su cui è inciso «Di Shebniau servo di Uzziah» (לשבניו עבד עזיו lshvnyv ‘vd ‘zyv[?]), re di Giuda tra 767-740 a.C., e in passato è stato ipotizzato che si trattasse dello stesso personaggio. Lo stile dell'uomo con bastone e del sole alato è assiro, la grafia dei nomi del servo e del re Ozia עזיו terminano col teoforico in -YW, tipico del regno del nord, invece del consueto -YHW. Questi elementi estranei a Giuda sembravano una conferma della sua origine straniera. Tuttavia anche ipotizzando che Sebna avesse assunto servizio in giovanissima età alla fine del regno di Ozia, al tempo dell'assedio assiro del 701 avrebbe dovuto avere almeno 60 anni, realisticamente 80, età improbabile per un funzionario statale attivo: verosimilmente si tratta di un funzionario omonimo non citato nella Bibbia. Vista però la comune prassi di dare ai figli il nome del nonno e presumendo una trasmissione ereditaria/parentale di cariche pubbliche elevate, è possibile che il Sebna del sigillo fosse il nonno del Sebna biblico.



Diversa cosa è la duplice bulla di Sebna, cioè un pezzo di argilla con l'impronta di un sigillo che veniva legato a documenti o vasi. Il primo esemplare fu rinvenuto nel 1966 negli scavi di Lachis, in un sito (Locus 49, Area AA, strato di distruzione del Livello III di Tel Lachish, bulla n° 5) che viene datato alla conquista assira della città nella campagna del 701. Propriamente, la Bibbia accenna solo all'assedio di Lachis e non alla sua cattura che è implicitamente lasciata intendere, similmente il prisma di Taylor parla anonimamente della cattura di tutte le città fortificate (eccetto Gerusalemme) senza nominare Lachis, mentre i c.d. "Bassorilievi di Lachish" (BM 124911, scavati tra 1845-1847) descrivono assedio, saccheggio e deportazione della città. Questo primo esemplare della bulla è molto rovinato e frammentario.
Il secondo esemplare della bulla, apparentemente proveniente dallo stesso stampo, fu ritrovato nel 2007 nel mercato antiquario (dunque di difficile localizzazione e datazione) e di proprietà privata (Collezione di Shlomo Moussaieff), talvolta indicata con codice BAR 35:03. In essa si legge לשבניהו [עב]ד המלך lshvnyhv [‘v]d hmlh «Di Shebniahu servo di il re»[?] e non viene precisato il nome del re. Il nome contiene il teoforico terminale in -YHW, diversamente dal sigillo che termina con l'anomalo -YW: è possibile che si tratti dello stesso protagonista del sigillo, ma la grafia diversa porta a pensare a una persona diversa. È dunque suggestivo pensare che il sigillo sia riconducibile al nonno mentre la bulla sia riconducibile al nipote, il Sebna biblico.
Maledizione di Isaia e demansionamento a scriba
Perse la carica di maggiordomo a favore di Eliakim in seguito alla maledizione lanciatagli da Isaia. L'invettiva di Isaia contro Sebna in Is 22,15-25 è eccezionale perché gli oracoli del profeta sono rivolti principalmente a re, città e nazioni, non a singoli ebrei.
L'insolitamente severo oracolo profetico è privo di data ma precedente al 701 a.C., quando Sebna viene definito scriba (cf. dopo).
L'oracolo è composto di 3 sezioni:
- 15-19: l'invettiva contro Sebna;
- 20-24: l'elogio al suo successore Eliakìm;
- 25: la predizione della caduta anche di Eliakìm.
Isaia rimprovera a Sebna un peccato di superbia per essersi costruito un sepolcro (v. 16, cosa di per sé normale per gli alti funzionari) "in alto", per lo stile di vita ostentatamente lussuoso (v. 18: «i tuoi sontuosi cocchi» cioè portantine/carri da parata), e indirettamente lo accusa di non avere le caratteristiche che positivamente attribuisce al suo successore Eliakìm, il quale sarà un padre e sarà stabile come un piolo (cioè come un chiodo piantato).
È stato inoltre ipotizzato che Isaia odiasse Sebna così tanto per la sua origine straniera (v. 16a), oppure perché avesse abbreviato il suo nome omettendo il nome di YHWH, oppure e soprattutto perché, all'opposto della tradizione rabbinica che lo vuole filo-assiro, fosse il sostenitore dell'alleanza con l'Egitto mentre Isaia (alla fine confermato dai fatti) invitava alla fiducia in Dio.
La tradizione rabbinica successiva ha cercato ulteriori motivi. Nel Talmud, a nome di Rabbi Eleazar, viene riportato che Sebna fosse un uomo dedito ai piaceri. Rabbi Yehuda ritiene che Sebna fosse un amarkal (amministratore del Tempio) e che il suo peccato fosse l'aver tratto profitto e godimento dalle cose sacre consacrate al Tempio: «Sebna era un sommo sacerdote [?], era un amarkal, che era amaro per tutti». Inoltre è stato visto come un traditore degli Ebrei a favore degli Assiri (cf. dopo).
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15. Così dice il Signore, Dio degli eserciti: | |
Assedio assiro di Gerusalemme (701 a.C.)
Durante l'assedio di Gerusalemme (701 a.C.) da parte di Sennacherib, i testi descrivono Sebna nel ruolo, comunque prestigioso ma subordinato, di segretario/scriba di Stato (sofer). Viene detto fare parte della ristretta delegazione giudea inviata da Ezechia a incontrare la delegazione assira («Eliakìm figlio di Chelkia il maggiordomo, Sebna lo scriba e Iòach figlio di Asaf l'archivista», 2Re 18,18 ). Giuseppe Flavio in AG presenta questa unica informazione su Sebna, riprendendo verbatim 2Re. In tale occasione i delegati chiedono agli assiri di parlare non in ebraico (per non essere capiti dal popolo ebraico) ma in aramaico, la lingua diplomatica del medio-oriente evidentemente da loro compresa.
Sebna fa ancora parte di una seconda delegazione («Eliakìm il maggiordomo, Sebna lo scriba e gli anziani dei sacerdoti», 2Re 19,2 ) inviata da Ezechia a Isaia per chiedere consigli.
Anche se i testi biblici non lo dicono mai esplicitamente, viene ipotizzato che Sebna fosse sostenitore o anche il principale promotore di un'alleanza militare con l'Egitto contro l'Assiria. Era probabilmente la linea perseguita da re Ezechia e dall'intera corte, non solo da Sebna, linea che i delegati assiri rinfacciano ai delegati ebrei (2Re 18,21.24 ) e che era fortemente osteggiata dal profeta Isaia che predicava la totale fiducia in Dio.
Al contrario la tradizione rabbinica successiva ha visto in Sebna un possibile traditore, o comunque un favoreggiatore, a favore degli assiri, con l'intento di diventare re di Giuda. Così il Midrash Tehillim (commento ai Salmi): «Questi sono Sebna e Ioach, che scrissero una lettera, la legarono a una freccia lanciandola dalla finestra e la inviarono a Sennacherib, e vi scrissero: Ezechia e Isaia non ci permettono di fare la pace con te». Similmente Sanhedrin 26a-b [5] sostiene che Sebna sarebbe stato la guida della parte maggioritaria di Gerusalemme favorevole alla resa agli assiri, contrapposto a Isaia e a Ezechia. Secondo il racconto leggendario, quando Sebna uscì da Gerusalemme per consegnarsi a Sennacherib, l'angelo Gabriele trattenne le altre persone che erano con lui ed egli arrivò al campo assiro da solo. I soldati di Sennacherib, infuriati con lui pensando che si fosse preso gioco di loro, lo uccisero: «Gli trafissero i talloni, lo appesero per le code dei cavalli e lo trascinarono sulle spine e sulle setole».
Il sepolcro




La necropoli di Silwan (Siloe) è situata nella valle del Cedron, poche centinaia di metri a sud della spianata del tempio di Gerusalemme e delle mura della città vecchia. Contiene circa 50 sepolcri scavati nella roccia tra il IX-VII sec. a.C. che si pensa fossero destinati a nobili e funzionari. I re di Giuda venivano invece sepolti all'interno della città di Davide e del palazzo regale.
Nel 1870 l'archeologo Charles Simon Clermont-Ganneau scoprì nella necropoli un sepolcro (n. 35) scavato nella roccia. Non appare particolarmente sontuoso né eccezionale. L'unica stanza interna misura 2,4x1,3 m con altezza 2,55 m. Tuttavia 2.700 anni fa il terreno della valle del Cedron era più basso e il sepolcro svettava a 30 m. di altezza (cf. Is 22,16 che definisce il sepolcro «in alto»).
Sull'architrave della porta era presente la c.d. «Iscrizione del Maggiordomo Reale» (Royal Steward Inscription, KAI 191), custodita al British Museum. Il testo è scritto in caratteri paleo-ebraici e riporta solo la fine del nome originale («-YHW») con la parte iniziale del nome volutamente scalpellinata per una damnatio memoriae, ma coincide perfettamente per datazione, titolo e stile con la tomba denunciata da Isaia.
Come tutti gli altri sepolcri nella necropoli, anche quello di Sebna fu trovato vuoto perché razziato in passato da tombaroli e non possiamo sapere se fu usato effettivamente da Sebna, come indica l'iscrizione, oppure da altri, oppure se rimase vuoto.
Morte
Dopo l'assedio assiro del 701 a.C. il nome di Sebna non compare più nella Bibbia, dunque i dettagli storici esatti della sua morte non ci sono noti (tralasciando il racconto tardivo e leggendario per cui fu ucciso dagli assiri quando si consegnò loro presso Gerusalemme). È possibile sia morto per cause naturali a Gerusalemme e sia stato deposto nel suo sepolcro nella valle del Cedron.
La profezia di Isaia minacciava una morte violenta in esilio. Nella precedente caduta di Samaria (capitale del regno del nord) nel 722, che pose fine al Regno di Israele, gli assiri deportarono circa 27.280 ebrei. Invece l'assedio di Gerusalemme del 701 si concluse con la liberazione miracolosa da parte di Dio e non sono attestate, né nelle fonti bibliche né in quelle assire, deportazioni degli abitanti di Gerusalemme da parte di Assiri. O meglio: il prisma di Taylor parla della cattura di 46 città giudee (cf. anche 2Re 18,13 : «prese tutte le fortezze di Giuda») e parla della deportazione dell'iperbolica cifra di 200.150 giudei, ma questo avvenne prima che la marea assira si infrangesse sotto le mura di Gerusalemme.
Alcuni studiosi ipotizzano che la deportazione/esilio volontario di Sebna sia avvenuta, se avvenuta, in una fase successiva alla liberazione dell'assedio. Se, come vuole la tradizione rabbinica successiva, era effettivamente il capo della fazione filo-assira, dopo il ritiro degli assiri è sensato ipotizzare un suo esilio (volontario o meno) in Assiria.
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