Cuore

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Il cuore è, nella Bibbia, la sede più intima della persona, delle sue decisioni: organo del pensare, del volere, del discernere, del percepire, del sentire.

Nelle lingue antiche

La parola proviene dal latino cor, cordis comparabile al sanscrito hŗd, hŗd-aya = hârd, hard-aya, e al greco kardía, da una radice indoeuropea, skar, skard, che signifca vibrare, balzare, saltellare e al sanscrito kûrd-ati [o kardati], saltare che corrisponde al greco skaírō[1] ma anche a kradáō[2], similmente a kradaínō[3]. Il dorico kradía equivale a kardía. Il termine italiano cuore evoca dunque più movimento o una scossa ritmica e continua necessaria per vivere, che un sentimento, un'emozione, un pensiero o un simbolo.

Nella Bibbia

Il deposito delle sensazioni è il cuore. Il cuore umano[4] è tenero o duro; di pietra o di carne; circonciso per restare fedele all'alleanza o incirconciso; ostinato, bestiale, abietto; o mite, umile, puro, perfetto. È orecchio attento alla parola di Dio e alla legge; è coscienza attiva nei ragionamenti corretti e sorgente di un linguaggio dell'amore. Per questa sua identità abissale, fino a identificarsi con psiche, anima o spirito, il cuore è il principio personale del bene e del male perché è capace di distinguere tra destra e sinistra, di discernere tra diritto e storto, tra sapienza e stoltezza, tra puro e impuro.

Nel Nuovo Testamento mai esso corrisponde alla pompa fisica che dal centro del petto irrora sangue a tutto il corpo (cfr. invece 1Sam 25,37; Gb 37,1; Sal 38[37],4; Ger 4,19; 23,9; Ez 11,19). Piuttosto indica la parte interiore, il midollo, la coscienza psicologica ed etica,[5], la sede delle percezioni, emozioni, appetiti, desideri di una singola persona (cfr. Os 11,8) o di un popolo, (cfr. 1Cr 29,18; Gs 7,5; 1Re 12,27; 1Cr 29,18; Is 7,2; 9,8; Ger 13,10; 31,33; Os 7,6), il motore propulsore della vita familiare e sociale (cfr. Gb 10,13; Sal 39[38],11; Pr 12,23; Is 57,17).

Il cuore è immateriale o spirituale, capace però di sostenere, per le sue funzioni vitali, lo stesso corpo e lo stesso popolo di Dio (cfr. Pr 14,30; 17,22; Qo 11,10; Sir 30,16).

Se misericordioso (cfr. Gl 2,13 con Rm 1,31), il cuore diventa gioioso recettore della salvezza (cfr. 1Sam 2,1; Sal 7,11; 12[11],6; 33[32],19; 39[38],11; Is 35,4; Ger 4,14; Lc 8,12; Rm 10,1; 10,9; 10,10), cercatore della giustizia di Dio (cfr. Gen 20,6; 42,28; Dt 2,30; 10,12; 13,4; 30,6; 30,10; 1Re 8,23; 11,4; 15,3; 1Cr 22,19; 2Cr 6,14; 30,19; 31,21; Esd 6,22; 2Mac 15,27; Sal 72[71],1.26; 107[106],2; 138[137],23; Qo 5,1; 11,9; Ger 24,7; Ez 28,2; 28,6; Gl 2,13; Mt 22,37; Mc 12,30; Lc 10,27; Rm 1,24; Ap 17,17).

Il cuore è in continua mutazione di scenari umani come un campo di battaglia, ospitando tentazioni, tensioni e provocazioni del Maligno (cfr. Tb 6,8; 6,17; Mt 13,19 Gv 13,2).

Testi significativi dall'Antico Testamento

« Circoncidete il vostro cuore[6] ostinato e non indurite più la vostra cervice.[7] »

« La bocca del giusto medita la sapienza e la sua lingua esprime il diritto; la legge del suo Dio è nel suo cuore:[8] i suoi passi non vacilleranno.[9] »

« Più di ogni cosa degna di cura custodisci il tuo cuore[10] perché da esso sgorga la vita. »

« Non ho negato ai miei occhi nulla di ciò che bramavano, né ho rifiutato alcuna soddisfazione al mio cuore, che godeva d'ogni mia fatica: questa è stata la parte che ho ricavato da tutte le mie fatiche. »

« Il cuore del sapiente va alla sua destra, il cuore dello stolto alla sua sinistra.[11] »

Testi significativi dal Nuovo Testamento

« Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio[12]»

« ...ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro l'uomo. Dal cuore, infatti, provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie[13]»

« Essi [gli etnici o gentili] dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono[14]»

« Perché se con la tua bocca proclamerai: "Gesù e il Signore!", e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza[15]»

Primato sul cervello e il resto

Il cervello è menzionato soltanto due volte nella Bibbia italiana[16] e nessuna delle due nel suo significato letterale. In Pr 11,22 dove l'aggettivo κακόφρων, "avventato, irreflessivo, sbadato", usato dai LXX traduce l'ebraico טעם (ta`am) che però significa "gusto" discrezione, giudizio" ma è preceduto dal verbo rigettare; la seconda e ultima volta, cervello ricorre in At 26,24 dove corrisponde a μανία, mania, "stranezza" o stravaganza: l'oratore Paolo, per troppa scienza mostrata in un'autodifesa, agli occhi del re Agrippa diventa un intelligente eccentrico. Mentre cuore è presente, anche più di una volta, in non meno di 625 versetti dell'Antico Testamento e in circa 160 del Nuovo.

L'uso esteso colloca questo termine in una posizione privilegiata nella lista dei sostantivi biblici greci classificati per frequenza.

Cuore ebraico e cuore greco

In circa 480 versetti dell'Antico Testamento, distribuiti in percentuali maggiori, in ordine di frequenza, soprattutto nei Salmi, Proverbi e Geremia, a partire da Gen 6,5 e fino a Mal 3,24 (cfr. soprattutto Es 10,1; 31,6; 36,2; Dt 29,18; Gdc 16,18; 2Sam 17,10; 18,14; 1Cr 28,9; Sal 11[10],3; 27[26],7; 56[55],8; 107[106],2; Pr 14,30; 14,33; 15,13; 23,15; 25,20; Qo 2,10; 7,4; 9,3; 10,2; 11,9; Is 6,10; 54,14; Ger 4,19; 23,26; 24,7; 48,36; 49,22; Ez 11,19; 11,21; 28,2; 28,6; 36,26; Abd 1,3; Zc 10,7), l'italiano cuore corrisponde nella Nova Vulgata al cor, cordis, alla καρδία dei LXX e a לב (lev) del testo ebraico. Questa multipla corrispondenza va scemando statisticamente in Rut, Abdia, Giona, Naum, Sofonia e Malachia.[17]

In 157 versetti, a partire da Gen 20,5 e fino a Zc 8,17 (cfr. soprattutto Dt 29,18; 30,6; 1Sam 7,3; 14,7; 2Sam 19,15; 1Re 8,39; 11,4; 15,3; 2Re 10,15; 1Cr 28,9; 29,17; 29,18; 2Cr 6,30; Sal 72[71],26; 103[102],15; Qo 9,3; Ct 4,9; Is 6,10; Ez 28,5; 28,6; Gl 2,12; 2,13), cuore corrisponde ancora alla καρδία del testo dei LXX, ma al לבב (levav) del testo ebraico.

Il termine ebraico, che è doppio ("lev – levav") ha precedenti nella lingua accadica, in sintagmi o frasi dal sapore biblico come: libbaka lā imarraṣ - il tuo cuore non affliggere!; libbaka ul imarraṣ - il tuo cuore non è in pena, in cui libbum o libbu che sta sotto libbaka, indica il centro o midollo, o qualcosa che sta nel mezzo ma che è importante per il resto del corpo e della vita psicologica e sociale.[18] La somiglianza è evidente anche con libiš o lipiš del sumerico, che non è lingua semitica e che è traducibile anche con "coraggio, ira, nocciolo, famiglia". Il sumerico ha anche altre parole per indicare cuore e insieme cose diverse. Le principali sono due: ur, traducibile anche con: fegato, milza, anima, centro, massa. Un altro è šag, pronunciato anche šà, che oltre a cuore indica, nel suo segno cuneiforme, gli intestini, viscere, lo stomaco, l'addome, l'utero, il letto di un fiume, secondo il contesto. Soprattutto questo šà è usato per nomi composti o espressioni ricorrenti come: níñ-šà-te-na = calmare il cuore; šà-da = con il cuore o "in modo volontario"; šà...dab = afferrare allo stomaco o al cuore; šà-gi-na = un cuore fermo, nel senso di fedele o verace; šà-gig-ga = un cuore in pena. Il cuore sumerico è dunque, come quello accadico, ebraico, greco e latino, e quindi italiano la interiorità, la facoltà del sentimento, della passione, dell'appetito, della volontà, del pensiero, dell'affetto, dell'amore e quindi della vita etica.[19] Il tono, cordiale ed emotivo, ma anche sottilmente minaccioso di una lettera di Shulgi ad Arad-mu ne è un valido esempio: Se davvero mi ami l'ira non monti nel tuo cuore! Ti sei fatto un poco troppo importante, e neppure conosci i tuoi stessi soldati! Stai attento al [potere dei] tuoi uomini e del mio! Se [davvero] siete due leali, ascoltate entrambi attentamente il mio messaggio ed entrambi – capitemi bene! rendete veloce la fondazione del paese! È cosa urgente!"[20]

Quasi 100 qualifiche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cuore (qualifiche bibliche).

Il cuore è un nodo semantico con diramazioni in una rete di contatti tra testi biblici paralleli, simili o polarmente opposti, che si espandono più che in una sintesi delimitata di significati, in una graduale quanto continua tensione e in andirivieni di scelte tra bene e male, tra amicizia e inimicizia, tra amore e odio. Il termine è associato con almeno un centinaio di aggettivi o participi verbali che tra loro spesso hanno un significato simile o contrario.

Cuore come una rete di contatti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cuore (contatti semantici nella Bibbia).

Molto stretti al cuore, nel testo biblico greco, si registrano almeno due termini: a) il verbo καρδιόω (kardióō),[21] che corrisponde all'ebraico לבב (labab), che significa: diventare persona di cuore, comprensiva o intelligente,[22] o anche "rapire il cuore"; b) un sostantivo maschile, καρδιογνώστης (kardiognōstēs), che indica un "conoscitore di cuori" come solo Dio può essere (At 1,24; 15,8)[23]

In italiano la famiglia etimologica è più estesa ("accordo, concordia, coraggio, corazza, discordia, misericordia, ricordo, scordare") che in ebraico o in greco. Nella Bibbia però cuore è liberamente associato anche ad altri termini con etimologie e significati quasi mai riferiti all'organo o muscolo fisico e quasi sempre alla principale facoltà umana, la più interiore e comprensiva di tutte, capace di funzionare ad ogni livello: fisico ma soprattutto volitivo ed etico, emotivo o passionale, razionale o istintivo. Molti sostantinvi e verbi che sono associati al cuore umano, ne arricchiscono e specificano il significato in contesti storici e letterari diversi rivelando tutta la ricchezza e complessità di essere un uomo o una donna a immagine e somiglianza di Cristo e di Dio:

Nella storia delle Nazioni

Anche prima della formazione della Bibbia, in testi e in lingue diverse dall'ebraico, similmente all'ebraico e al greco del Nuovo Testamento, il cuore significava qualcosa di profondo e nascosto, distinto dal solo muscolo o pompa di un corpo animale.

Nella letteratura egiziana antica, il cuore era considerato come l'anima personale. In una Lettera su matrimonio e amicizia in lingua hurrita, composta in segni cuneiformi nella Mesopotamia dell'età del bronzo[24] ai numeri 74-78, si scopre che il cuore è considerato l'organo dell'amore umano, speculare a quello divino:

« Come ora mio fratello ama me, come ora io amo mio fratello, possano allo stesso modo Teššup, Sauška, Amanu, Šimige, Ea-šarri e tutti gli dèi amare noi nei loro cuori molto, e ancor di più. »

Ai numeri 111-113 dello stesso documento, accordo, amicizia e amore fraterno si intrecciano e depositano come una cosa sola in cuori umani: "Nel mio cuore desidero veramente andare d'accordo con mio fratello e di amarci l'un l'altro. E possa mio fratello essere esattamente di parola. E vogliamo essere (due) amici e nei nostri cuori desideriamo amarci l'un l'altro."

Per Confucio (o Kong Fu Zi) nato a Lu, oggi Shandong, nella Cina continentale, attorno al 551 a.C. il cuore sano è il fondamento su cui costruire la società:

« Quando il cuore è retto, la persona si controlla. Controllata la persona, la famiglia vive nell'ordine. La famiglia ordinata, rende possibile il governo della nazione. Quando lo stato è governato, tutto ciò che è sotto il cielo è in pace. »
(In Testi confuciani, UTET, Torino 1977)

A Qumran, antico villaggio ebraico costruito attorno al 130 a.C. e distrutto definitivamente dai Romani nel 68 d.C., nella quarta cava, è stato trovata una lista di beatitudini che in alcuni passi riguarda anche il cuore:

« [Beato è chi dice la verità] con cuore puro e non diffama con la sua lingua [...] Beato è chi la cerca con mani pure e chi non la rincorre con cuore traviato. Beato l'uomo che ha raggiunto la Sapienza e cammina nella legge dell'Altissimo e applica il proprio cuore alle sue vie, che serba dentro le sue lezioni e s[e]mpre gode delle sue correzioni, e non la respinge nella pena dell[e] sventur[e]. »
(Qumran, Fragment 4Q525. Ricostruzione del testo da parte di Jean Starcky assieme ad Emile Puech. Pubblicato nel 1991)

Nel CD o Documento di Damasco rinvenuto al Cairo, la ricerca della verità fatta con il cuore corrisponde alla ricerca di Dio:

« Essi erano come ciechi, come uomini che a tentoni cercano per vent'anni la propria strada. Dio considerò le loro opere, perché essi l'avevano cercato con un cuore perfetto, e per loro Egli suscitò un Maestro di giustizia, per condurli sulla strada del suo cuore»
(In Regola di Damasco 1,9–11)

Filone il Giudeo, nato ad Alessandria attorno al 20 a.C. e morto nell'anno 50 d.C. circa, fa un paragone tra il pene e il cuore:

« In terzo luogo c'è la somiglianza di quella parte che viene circoncisa con il cuore; infatti le due parti sono entrambe preparate in vista della generazione; l'alito contenuto nel cuore è generativo di pensieri e lo stesso organo generativo è produttivo di essere viventi. »
(In De Specialibus Legibus, I 6)

Lo stesso autore e nela stessa opera, associa il cuore al cervello come le parti nobili e dominanti nell'essere umano e le compara con le parti migliori degli animali offerte nei sacrifici del Tempio:

« Spesso, riconsiderando questo tema nella mia mente e investigando su tutti questi comandamenti, mi sono chiesto perché la legge abbia selezionato il lobo del fegato e i reni e il grasso come primi frutti degli animali sacrificati e non ha scelto cuore o cervello, sebbene la parte dominante dell'uomo risieda proprio in una di queste parti; e penso pure che molte altre persone che leggono le sacre scritture con le loro mente, piuttosto che con i loro occhi soltanto, si fanno la stessa domanda. Se pertanto essi, quando hanno preso in considerazione l'argomento, possono trovare una qualsiasi più probabile ragione, beneficerebbero sia se stessi che tutti noi; se però non riescono, considerino la causa che abbiamo scoperto noi e verifichino se passa l'esame... Soltanto il potere dominante di tutte quelle cose che esistono in noi è capace di restringere la nostra follia naturale, l'ingiustizia, la codardia e altri nostri vizi e li restringe di fatto; la sede di questo potere dominante è l'uno o l'altro delle parti di noi sopranominate, cioè lo è o il cervello o il cuore;[...] Questo è quanto a me sembra essere la ragione per cui nessuna delle due parti, che sono di suprema importanza, vale a dire, cervello e cuore è portato all'altare. »
(In De Specialibus Legibus, I 213-215)

Nella storia della Chiesa

« Togli via da me, o Signore, questo cuore di pietra. Strappami questo cuore raggrumato. Distruggi questo cuore non circonciso. Dammi un cuore nuovo, un cuore di carne, un cuore puro! Tu, purificatore di cuori e amante di cuori puri, prendi possesso del mio cuore, prendivi dimora. Abbraccialo e contentalo. Sii più alto di ogni mia sommità, più interiore della mia stessa intimità. Tu esemplare di ogni bellezza e modello di ogni santità, scolpisci il mio cuore secondo la tua immagine; scolpiscilo col martello della tua misericordia. Dio del mio cuore e mia eredità, mia eterna felicità. »
(Dai Trattati di Baldovino di Ford, abate cistercense e vescovo di Canterbury, morto a Tiro in Libano nel 1190; Trattato 10)
« Gli occhi vedono quel che il cuore ama. Se il cuore ama Dio... gli occhi vedono Dio – che altri lo vedano o no. »
(Warren W. Wiersbe, pastore battista, nato il 16 maggio 1929 in East Chicago, Indiana)
« O mio Dio, Santissima Trinità, voglio adorare la tua misericordia con ogni respiro del mio essere, ogni battito del mio cuore, ogni mio palpito. Voglio essere interamente trasformata nella tua misericordia e diventare così un vivo riflesso di te, Signore. Il più grande attributo divino, la tua misericordia insondabile, si riversi attraverso la mia anima e il mio cuore sul mio prossimo. Aiutami, Signore, affinché il mio cuore sia misericordioso, affinché io partecipi a tutte le sofferenze del mio prossimo. Non rifiuterò il mio cuore a nessuno; frequenterò sinceramente persino coloro che, lo so bene, abuseranno della mia bontà; e io, mi rinchiuderò nel cuore misericordioso di Gesù." »
Note
  1. Il verbo è usato in Omero con il senso di saltellare, far capriole.
  2. Il termine, ancora in Omero, significa agitare, scuotere.
  3. Questo termine è presente in Euripide e in altri classici, con il senso di brandire, per esempio una spada, o anche di tremare.
  4. L'espressione cuore di Dio o cuore del Signore o cuore divino non è biblica, anche se a YHWH, il vero e unico Dio per Israele, si attribuisce un cuore simile al nostro in 1Sam 2,35, Ger 3,15 e nella citazione di 1Sam 13,14 che si trova in At 13,22.
  5. Come già in Gen 6,5; 8,21; 20,5; 20,6; 49,6; 50,21 e normalmente altrove.
  6. Ebraico: לבב (lebab), che i LXX hanno tradotto con σκληροκαρδία, sclerocardìa, "indurimento del cuore"; cfr. anche Mt 19,8; Mc 10,5; 16,14 dove appare come causa dell'incredulità. Il testo del Deuteronomio fa riferimento all'alleanza abraminica, richiama la circoncisione ed implica la necessità di una totale sottomissione alla volontà di Dio.
  7. Qui il cuore e la cervice - in ebraico ערף (oreph), "retro del collo" ma anche l'atto di "dare le spalle" a un amico, a un parente o al Signore (cfr. Gen 49,8; Dt 31,27; Es 23,7; 2Re 17,14; Gs 7,8; Ger 2,27) e quindi la "ostinazione" (cfr. Es 32,9; 2Re 17,14) – si corrispondono semanticamente anche nell'interpretazione greca che qui utilizza σκληρύνω, "indurire", "ostinarsi", verbo presente anche in contesto cristiano, in At 19,9; Rm 9,18; Eb 3,8; 3,13; 3,15; 4,7.
  8. Il cuore qui è לב (leb), tradotto dai LXX con καρδία (cardìa): è necessario per studiare, ricordare ed eseguire correttamente la legge e prepararsi un futuro sicuro.
  9. La numerazione del Salmi in questo articolo e in genere in Cathopedia, non è secondo il testo ebraico ma secondo la LXX e la Vulgata.
  10. La custodia di qualcosa importante come la Parola di Dio nel o con il cuore - qui ancora לב (leb) tradotto con καρδία - è un tema ricorrente nell'Antico Testamento. Raro è invece la diretta custodia del cuore, come qui è proposta. Dal contesto significa probabilmente controllare le parole che escono dal cuore e che finiscono nella bocca; cfr. tuttavia Fil 4,7.
  11. I termini "destra" e "sinistra" non hanno connotazioni politiche. Nella Bibbia la mano destra esprime la capacità di fare bene il bene per costruirsi prosperità, mentre la sinistra, poco usata, lavora male e poveramente.
  12. Cfr. Es 33,20; Sal 23[22],3.4; 50[49],12; 72[71],1; Gc 4,8; 1Tim 1,5; 3,9; 2Tim 1,3; 2,22; 1Pt 1,22; Ap 22,4. Si intende, per purezza, la semplicità nei pensieri, desideri e sentimenti o l'integrità e risolutezza della fede nella parola del Maestro mite e umile ma che è la autentica rivelazione di Dio come il Padre celeste. Chi crede e riconosce il Figlio sulla terra vede anche Dio come Padre nei cieli.
  13. Il cuore può quindi essere puro ma anche inquinante, come o più delle secrezioni di un ventre o della stessa fogna: cfr. Mc 7,19; 7,20; 7,21
  14. Nell'Antico Testamento greco il termine ἔθνος, diversamente tradotto con "nazione", "gente", "pagano", è associato a καρδία in circa una quindicina di versetti, tra cui Dt 9,5; 28,65; 1Re 11,2; 1Mac 1,3; Is 60,5; Ger 3,17; 9,25; Ez 6,9; 32,9: il cuore del popolo di Dio è altrettanto malvagio, sgomento, trepidante di quello dei pagani.
  15. Cfr. Dt 30,10; Rm 1,4; 4,25; 6,9; At 13,32; 13,33; 17,31; 1Pt 1,3; 1,4; 1,5; 1Cor 15,14; 15,20; 16,22; Ef 1,20; 1,21; 1,22; 1,23; Fil 2,9; 2,10; 2,11: l'atto di fede non è solo intellettuale o teorico: il cuore crede che Dio Padre ha risuscitato realmente Gesù, crocifisso dalle istituzioni e dalla piazza, e lo ha accreditato come suo Figlio con un atto, storico, di potenza e di giustizia. Questa fede, in cui cuore (credere) e bocca (professare pubblicamente) sono inseparabilmente uniti nella resa personale al Cristo Signore, è condizione di salvezza, non solo dei giudei romani che seguono la Legge mosaica ma anche dei pagani che non l'hanno seguita né propriamente conosciuta.
  16. Versione ufficiale della CEI, 2008
  17. Cfr. tuttavia passi importanti come: Rt 2,13; Abd 1,3; Gio 2,4; Na 2,11; Sof 3,14; Mal 3,24 dove questa corispondenza si verifica.
  18. Cfr. Caplice, R. – Snell, D. Introduction to Akkadian, quarta edizione, Pontificio Istituto Biblico, Roma 2002.
  19. Cfr. Halloran, J. A., Sumerian Lexicon, 1999; in http://www.sumerian.org/sumerian.pdf.
  20. Cfr. Michalowski, P. – Reiner, E., Letters from Early Mesopotamia, Atlanta 1993.
  21. Due volte nel testo dei LXX di Ct 4,9
  22. Come in Gb 11,12
  23. Non nella Bibbia ma in Eschilo è usato anche καρδιόδηκτος (kardiódēktos), rodimento del cuore, rimorso e in Luciano καρδιουλκέω (kardioulkéō), estrarre il cuore della vittima.
  24. Traslitterata da J. Friedrich, in Kleinasiatische Sprachdenkmäler, Berlino 1932, pp. 8-32.
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