Abbazia di Marmoutier

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Abbazia di Marmoutier
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Veüe de l'Abbaye de Marmoustier Lez Tours, de l'ordre de St Benoist, Congrégation de St Maur.png
Abbazia XVII secolo
Altre denominazioni
Stato bandiera Francia
Regione Centro-Valle della Loira
Dipartimento
Comune Tours
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Diocesi Arcidiocesi di Tours
Religione Cattolica
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Sito web

Sito ufficiale

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Proprietà {{{Proprietà}}}
Oggetto tipo Abbazia
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Sigla Ordine qualificante O.S.B.
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Architetto


Stile architettonico
Inizio della costruzione 372 ca.
Completamento
Distruzione
Soppressione
Ripristino
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Data di consacrazione
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Coordinate geografiche
47°24′11″N 0°43′03″E / 47.403056, 0.7175 bandiera Francia
Mappa di localizzazione New: Francia
Abbazia di Marmoutier
Abbazia di Marmoutier
Parigi
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Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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L'abbazia di Marmoutier (anche Monasterium maius) è un antico monastero che sorge appena fuori dalla città di Tours, sulla sponda opposta della Loira, nel dipartimento francese dell'Indre e Loira.

Appartenne in origine all'ordine benedettino ed aveva numerose dipendenze.

Storia e descrizione

L'abbazia venne fondata da san Martino di Tours nel 372 circa, dopo che era divenuto vescovo della città nel 371. Il nome originale, in latino, Majus Monasterium (con il significato di "monastero maggiore"), dato per la prima volta da Gregorio, vescovo di Tours (573-594) e storico, ha dato origine all'attuale toponimo di Marmoutier.

Nell'852 venne saccheggiata dal vichingo Hasting e a poco a poco abbandonata.

L'abbazia non tornò in vita fino alla fine del X secolo. L'abate Mayeul (ca. 910-994) giunse da Cluny con tredici monaci per riprenderne la vita monastica. Nel 1047, il giovane duca di Normandia, Guglielmo, dopo la sua vittoria nella battaglia di Val-ès-Dunes, donò all'abbazia parte della proprietà situata a Guernsey del barone ribelle Néel II de Saint-Sauveur. Successivamente, una dedica, datata 1096 e firmata da papa Urbano II, attesta che l'abbaziale, nella sua nuova forma romanica, fu probabilmente ricostruito per volere dell'abate Bartolomeo. Guglielmo il Conquistatore finanziò in parte la ricostruzione del monumento, principalmente quella del dormitorio e del refettorio.

Nel 1198, papa Innocenzo III diede all'abbazia una bolla che confermava la proprietà del monastero di Saint-Magloire de Léhon. Intorno al 1121, Roberto, vescovo di Cornovaglia, donò l'isola e la chiesa di Saint-Tutuarn all'abate Bernardo e ai monaci dell'abbazia di Marmoutier. L'abbazia crebbe e furono costruiti la cappella per i malati, il chiostro dell'infermeria, la cappella dell'abate e il portale della Mitra. L'arte medica fu insegnata a Marmoutier a partire dal secondo quarto dell'XI secolo. Si conscono i nomi di quattro monaci che si dedicarono all'insegnamento dell'arte medica: Garin (o Garinus), Inisien, Jean e Raoul Leclerc (o Raoul Mal Couronne). I collegamenti con la città di Tours fu migliorati con la costruzione, nella prima metà dell'XI secolo, di un ponte sulla Loira.

Nel 1070 fu edificata una nuova chiesa in stile romanico sul sito della chiesa del X secolo. Con una sontuosa pianta, ebbe un deambulatorio e un doppio transetto. Urbano II consacrò questa chiesa nel 1096. A questa fase di costruzione risale il campanile, ancora in piedi.

A partire dal 1214, Hugues des Roches riorganizzò l'intero monastero e intraprese la costruzione di una nuova grande chiesa abbaziale in stile gotico. La facciata, ornata da due torri mai coronate da guglie, oltre a un'ampia navata a tre corpi, furono costruite tra il 1218 e il 1227. Dopo una pausa di 35 anni, Roberto di Fiandra eresse il coro della chiesa abbaziale tra il 1263 e il 1296 e l'opera fu continuata dal suo successore Eudes de Bracieux (1296-1312); infine, sotto la direzione di Jean de Mauléon, tra il 1312 e il 1330, un nartece con cinque portici copriva la facciata collegandola al campanile. Una volta completata, l'abbaziale era lunga 112 metri.

L'abate Hugues des Roches fu anche il costruttore della fattoria di Meslay, un ex priorato dipendente dall'abbazia. Il ramo nord del transetto conduceva alla cella dove si dice abbia vissuto San Martino. A est del coro furono costruite anche due cappelle, dedicate a San Benedetto e alla Madonna del Chevet. Le proporzioni insolite della chiesa (coro lungo quasi quanto la navata) sono indicative del numero di monaci che l'edificio doveva ospitare durante le funzioni. La pavimentazione di alcune delle cappelle absidate, con piastrelle e mosaici decorativi, solitamente riservati ai castelli, la dice lunga sulla ricchezza dell'abbazia in quel periodo. La ridotta larghezza del transetto è dettata da contingenze topografiche.

Intorno al 1300, l'abate Simon le Maye si impegnò a circondare tutte le terre di Marmoutier con un nuovo recinto alto 5 m che si arrampicava sul fianco della collina e si collegava al portale di La Crosse. Nel 1330, il maniero di Rougemont fu costruito sul fianco della collina per fungere da residenza abbaziale. La tenuta racchiusa dalla recinzione si estendeva allora per diciotto ettari, di cui sette a mezzacosta e 11 ai suoi piedi.

Guerra dei cent'anni e conflitti religiosi: decadenza

Nel 1360 l'abbazia fu saccheggiata da bande armate che la utilizzarono come campo base. Il numero dei monaci fu ridotto da 80 a 20.

Nel XV secolo, Marmoutier rappresentava un'autorità regionale potente quasi quanto il capitolo di Saint-Martin e la città di Tours, con la quale sarebbe entrata spesso in conflitto, soprattutto per quanto riguarda i costi di riparazione del ponte romanico di Eudes II, a cui Marmoutier si rifiutò di partecipare. Anche le dighe dell'abbazia che proteggevano dalle inondazioni della Loira erano accusate di respingere i flussi e le inondazioni verso la riva sinistra e verso Tours. Furono distrutta per ordine del re Luigi XI di Francia nel 1480, ma subito riedificate.

Nel 1539, con la morte di Philippe Hurault, l'ultimo abate regolare di Marmoutier, e fino alla Rivoluzione passò sotto il regime degli abati commendatari.

Nel 1569, le truppe protestanti guidate dal principe di Condé saccheggiarono l'abbazia dopo aver tentato, senza successo, di demolire la chiesa abbaziale, come erano riusciti a fare, un anno prima, per la cattedrale di Sainte-Croix a Orléans.

I Mauristi

Nel 1637, Marmoutier fu affidata, per decisione del suo abate commendatario cardinale Richelieu, alla congregazione di San Mauro e si trasformò rapidamente in un importante centro intellettuale senza perdere nulla della sua ricchezza temporale. Sotto la congregazione maurista, gli edifici, gravemente danneggiati, furono ricostruiti, il restauro fu considerato difficile e ancora più costoso. Furono sistemate le terrazze, ad est dell'abbazia, furono costruiti un grande dormitorio e una grande foresteria, che delimitavano un nuovo chiostro. All'inizio del XVIII secolo, la figura di Dom Edmond Martène (1654-1739) rafforzò ulteriormente questa tradizione erudita. Questo dotto monaco scrisse, tra l'altro, una Storia della congregazione di San Mauro, che rimase inedita fino al XX secolo, e un'importante Storia dell'Abbazia di Marmoutier, pubblicata nel XIX secolo.

L'abbazia venne soppressa nel 1799 durante la rivoluzione francese, ed alcune sue parti furono vendute divenedno cava di materiale da costruzione. Attualmente la struttura contiene una scuola privata gestita dalle dame del Sacro Cuore. Scavi archeologici si svolgono dal 2004 nelle vestigia dell'antica chiesa abbaziale.

Delle vestigia soppravissute sono classificati Monumento storico di Francia

  • il portale, dal 1929
  • ruderi abbaziali, dal 1983
  • alri manufatti, dal 1994
Note
  1. Fratello di Leonora Dori Galigai
  2. Figlio di Enrico IV di Francia e della sua amante Gabrielle d'Estrées


Bibliografia

(EN) John Evelyn, Diary and Correspondence su web.archive.org, Vol. 1. URL consultato il 01-01-2024

Collegamenti esterni