San Martino di Tours

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San Martino di Tours
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Vescovo
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al secolo
Santo

Assisi BasilicaS.Francesco S.Martini S.MartinoinMeditazione.part 1312-17.jpg

Simone Martini, San Martino di Tours in meditazione in chiesa (part.), 1312 - 1317, affresco; Assisi, Basilica di San Francesco
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte circa 81 anni
Nascita Sabaria Sicca
316 ca.
Morte Candes-Saint-Martin
8 novembre 397
Sepoltura Tours, Basilica di San Martino
Appartenenza
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Professione religiosa 361
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Consacrazione vescovile 371
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Creazione
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Nomine
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Proclamazioni
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Eventi
Venerato da
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Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza 11 novembre
Altre ricorrenze Nel Rito Ambrosiano ha grado di Festa
Santuario principale
Attributi Baculo pastorale, globo di fuoco, mantello, cavallo, mitria, spada
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di Francia, mendicanti, albergatori, cavalieri, fabbricanti di maioliche, forestieri, militari, osti, sarti, sinistrati, vendemmiatori, viticoltori; diverse località vedi elenco
Incoronazione
Investitura
Predecessore
Erede
Successore
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Trattamento {{{trattamento}}}
Onorificenze
Nome templare {{{nome templare}}}
Nomi postumi
Altri titoli
Casa reale {{{casa reale}}}
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Coniuge

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Consorte

Consorte di

Figli
Religione {{{religione}}}
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Collegamenti esterni
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Invito all'ascolto
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Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 11 novembre, n. 1 (Nel Rito Ambrosiano ha grado di Festa):
« Memoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell'odierna Ungheria e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant'Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore. »

San Martino di Tours, in latino: Martinus (Sabaria Sicca, 316 ca.; † Candes-Saint-Martin, 8 novembre 397), è stato un vescovo, monaco, fondatore e confessore francese.

Biografia

Martino nacque, intorno al 316, a Sabaria Sicca (odierna Szombathely, in Ungheria), un avamposto dell'impero romano, nella Pannonia inferiore, dove il padre, tribuno militare, si trovava con la propria legione. Fu chiamato Martinus, ossia "dedicato a Marte", il dio della guerra. Ancora bambino si trasferì con la famiglia a Pavia, dove suo padre, in qualità di veterano aveva ricevuto un podere, e in quella città trascorse l'infanzia.

Nel 331 un editto imperiale obbligò tutti i figli dei veterani ad arruolarsi nell'esercito, per questo fu reclutato nelle Scholae, corpo scelto di 5.000 unità perfettamente equipaggiate, dove disponeva anche di un cavallo e di un servo. Fu inviato in Gallia, presso la città di Amiens, nei pressi del confine, e lì passò la maggior parte della sua vita militare. Faceva parte, all'interno della guardia imperiale, di truppe non combattenti che garantivano l'ordine pubblico, la protezione della posta, il trasferimento dei prigionieri e la sicurezza di personaggi importanti.

La tradizione del mantello e la sua conversione

Simone Martini, San Martino di Tours dona parte del mantello al povero (1312 - 1317), affresco; Assisi, Basilica di San Francesco

In qualità di circitor, il suo compito era la ronda notturna, l'ispezione dei posti di guardia e la sorveglianza delle guarnigioni. Durante uno di questi giri di controllo avvenne l'episodio che gli cambiò completamente la vita (e che ancora oggi è quello più ricordato e più usato nell'iconografia). Nel rigido inverno del 335 Martino incontrò un povero seminudo, vedendolo sofferente, tagliò in due il suo mantello militare (la clamide bianca) e lo condivise con lui.

La notte seguente vide in sogno Gesù Cristo, avvolto nella metà del suo mantello, e gli udì dire agli angeli:

« Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito. »

Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro.[1] Il sogno ebbe un tale impatto su Martino, che si fece battezzare la Pasqua seguente, divenendo cristiano, all'età di 22 anni, nel 339. Rimase nell'esercito ancora per circa vent'anni raggiungendo il grado di ufficiale nelle alae scholares (un corpo scelto). Intorno ai quarant'anni, decise di lasciare la vita militare, secondo lo storico e scrittore Sulpicio Severo (360 ca. – 420 ca.), dopo un acceso confronto con Giuliano (331363), all'epoca comandante delle Gallie in seguito imperatore noto con l'appellativo di Apostata: lì iniziò la seconda parte della sua vita.

Vita monastica ed episcopato

Dopo il congedo, si recò a Poitiers, dal vescovo e teologo Ilario (315 ca.-367), di cui conosceva la fama e che forse aveva già incontrato in una delle molte località visitate durante il servizio militare, il quale per vincolarlo a lui gli offrì la carica di diacono, ma Martino preferì accettare l'umile funzione di esorcista.

Dopo qualche mese, andò a Milano e poi in Pannonia dai suoi genitori, dove ebbe la gioia di convertire la madre al cristianesimo, e ancora nei Balcani e nell'Illiria.

Nel frattempo l'imperatore Costanzo II (317-361), aveva esiliato Ilario in Asia Minore, dove rimase fino al 359, entrando in contatto con il pensiero teologico orientale e scrivendo la sua maggiore opera De Trinitate.

Avendo saputo che Ilario era stato allontanato da Poitiers, Martino prese dimora in un eremo alle porte di Milano da dove venne però ben presto cacciato dal vescovo ariano Aussenzio (IV secolo-374), che si era impadronito della sede episcopale dopo la morte del vescovo Dionisio. Si ritirò allora, nel 357, sull'isola Gallinara, nella riviera ligure davanti ad Albenga, abitata all'epoca da numerosi anacoreti, dove condusse per quattro anni una vita in eremitaggio parziale, poiché non del tutto solo, visto che le cronache segnalano che sarebbe stato in compagnia di un prete, uomo di grandi virtù.

Tornato quindi a Poitiers, al rientro del vescovo cattolico nel 360 e, con la sua benedizione, divenne monaco, presto seguito da nuovi compagni, fondò a Ligugé, nei pressi di Tours, intorno al 361, il primo monastero maschile della Gallia: questo era più simile ad un eremo antoniano che a un cenobio, dove i religiosi abitavano ognuno in celle separate o capanne e si riunivano solo per la preghiera, dove il Santo era il superiore, ma dirigeva tutti più con l'esempio che con il comando.

Martino si adoperò per la conversione della popolazione delle campagne, recandosi molte volte a predicare in varie località della Francia centrale e occidentale. Questa sua opera lo rese celebre, tantoché nel 371 fu acclamato, dal clero e dalla gente, vescovo di Tours, anche se alcuni chierici avanzarono resistenze per il suo aspetto dimesso e le origini plebee. Come vescovo, Martino continuò ad abitare nella sua semplice casa e proseguì la sua missione di propagatore della fede, creando nel territorio nuove piccole comunità monastiche, avviò un'energica lotta contro l'eresia ariana e il paganesimo rurale. La sua fama si diffuse ampliamente nella comunità cristiana dove, oltre alle doti di taumaturgo, veniva riconosciuto come un uomo dotato di carità, giustizia e sobrietà. Martino aveva della sua missione di "pastore" un concetto assai diverso da molti vescovi del tempo, uomini spesso di abitudini cittadine e, quindi, poco conoscitori della campagna e dei suoi abitanti. Uomo di preghiera e di azione, percorreva personalmente i distretti abitati dai servi e dagli agricoltori, dedicando particolare attenzione all'evangelizzazione delle campagne.

Simone Martini, Funerali di san Martino di Tours (1312 - 1317), affresco; Assisi, Basilica di San Francesco

Nel 375 fondò a Tours un monastero, a poca distanza dalle mura (che per qualche tempo fu anche la sua residenza), noto in latino come Maius monasterium (in italiano, "monastero grande"), conosciuto successivamente come Marmoutier. Nelle comunità monastiche fondate da Martino non c'era, comunque, ancora una vera e propria Regola come si riscontrerà successivamente nell'esperienza benedettina: la vita era piuttosto incentrata nella condivisione, nella preghiera e, soprattutto, nell'impegno di evangelizzazione.

Spesso Martino proteggeva i deboli affrontando, quando era necessario, i potenti e perfino l'imperatore. Celebre è il suo viaggio a Trevisi, dove si era recato per incontrare Valentiniano I (321375) che si rifiutava di riceverlo. Martino non si arrese e riuscì ad entrare nel palazzo al cospetto dell'imperatore che lo accolse scortesemente senza alzarsi in piedi difronte all'ospite. Improvvisamente il trono prese fuoco e Valentiniano fu costretto ad alzarsi ed ascoltare le richieste del vescovo.

Martino morì l'8 novembre 397 a Candes-Saint-Martin, dove si era recato per mettere pace tra il clero locale. La sua morte, avvenuta in fama di santità anche grazie ai miracoli attribuitigli, segnò l'inizio di un culto nel quale la generosità del cavaliere, la rinuncia ascetica e l'attività missionaria erano associate.

Agiografia

Tra gli agiografi del Santo vanno menzionati: il primo biografo di san Martino che su il suo discepolo Sulpicio Severo, la cui biografia influenzò notevolmente tutte le opere successive.

Inoltre, va ricordato il poeta e scrittore Paolino di Périgueux (inizio V secolo478)) che redasse una biografia del Santo, in versi, distribuita in sei libri, commissionatagli da san Perpetuo, vescovo di Tours dal 461 al 491, e san Venanzio Fortunato (530607), poeta e scrittore, che fu autore di un'agiografia in versi, il poema in quattro libri De vita sancti Martini.

Culto e patronati

San Martino di Tours viene ricordato l'11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte, ma quella della sua sepoltura. Questa data è diventata una festa straordinaria in tutto l'Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino. Nel Concilio di Mâcon (585) era stato deciso che sarebbe stata una festa non lavorativa.

In Europa sono state dedicate al Santo moltissime chiese, fin dal pieno Medioevo. La basilica a lui dedicata in Tours, l'edificio religioso francese più grande del tempo, era tradizionale meta di pellegrinaggi. Nel 1562, in seguito alle lotte di religione che insanguinarono la Francia, fu messa a sacco dai protestanti e le sue spoglie date alle fiamme, tanto era forte il suo richiamo simbolico. Durante il periodo della Rivoluzione francese la chiesa fu demolita quasi completamente; rimasero solo due torri, ancora oggi visibili. Nel 1884 fu progettata una nuova basilica che venne consacrata nel 1925.

In Italia il culto del Santo è legato sia a varie feste tradizionali popolari, sia alla cosiddetta "estate di San Martino", che si manifesta, in senso meteorologico, all'inizio di novembre, ed è celebrato come patrono di numerosi comuni e della fanteria dell'Esercito Italiano.


Nel Rito ambrosiano

Nel Rito ambrosiano si celebra la ricorrenza del santo vescovo con grado di Festa. L'Avvento ambrosiano, infatti, inizia la prima domenica dopo il giorno di San Martino, ragione per la quale nella tradizione ambrosiana prende anche il nome di Quaresima di San Martino.

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Tours Successore: 651px-BishopCoA PioM.svg.png
San Litorio 371 - 8 novembre 397 San Brizio I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
San Litorio {{{data}}} San Brizio
Note
  1. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia ed entrò a far parte della collezione sacra dei Merovingi, prima dinastia di re dei Franchi. Inoltre, va qui ricordato che il termine latino medievale per "mantello corto", cappella, fu esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di san Martino (i cappellani) e da questi venne applicato all'oratorio reale, che non era una chiesa, ma era detto cappella.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni