Adorazione dei Magi (Cesare da Sesto)

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Cesare da Sesto, Adorazione dei Magi (1516 - 1519), olio su tavola
Adorazione dei Magi
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Campania
Regione ecclesiastica Campania
Provincia Napoli
Comune

Napoli

Località
Diocesi Napoli
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Museo Nazionale di Capodimonte, sala 70
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza Messina
Luogo di provenienza Chiesa di San Nicolò dei Gentiluomini, altare maggiore
Oggetto pala d'altare
Soggetto Adorazione dei Magi
Datazione 1516 - 1519
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Cesare da Sesto

Altre attribuzioni
Materia e tecnica olio su tavola
Misure h. 326 cm; l. 270 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
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1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». 3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele»....
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Virgolette chiuse.png

L’Adorazione dei Magi è una pala d'altare, eseguita tra il 1516 ed il 1519, ad olio su tavola, da Cesare da Sesto (1477 - 1523), proveniente dalla Chiesa di San Niccolò dei Gentiluomini di Messina ed attualmente conservata presso il Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli.

Descrizione

Soggetto

Nella scena, ambientata davanti ad alcune rovine romane (simbolo del declino delle religioni antiche dinanzi al cristianesimo), compaiono:

  • Maria Vergine offre Gesù Bambino all'adorazione dei Magi e degli astanti.
  • San Giuseppe, in piedi, dietro alla Madonna, veglia sul Bambino con sguardo attento ed amorevole.
  • Tre Magi, indossano preziose vesti e portano doni preziosi. Essi, come di consueto, rappresentano le tre diverse età dell'uomo (gioventù, maturità e vecchiaia):[1]
    • Magio anziano, barbuto ed a capo scoperto, è inginocchiato davanti al gruppo della Madonna col Bambino in atto di profonda adorazione, mentre un servitore alle sue spalle gli tiene la corona. Egli ha già offerto il suo dono a Gesù: una pisside con l'oro posta a terra;
    • Magio di età virile, in piedi a sinistra, con la corona ancora in testa e lo sguardo fisso sul Bambino, ha in mano una pisside contenente l'incenso;
    • Magio giovane, moro africano, in piedi a destra, sta prendendo in mano da un servitore una splendida pisside contenente la mirra.
  • Corteo dei Magi, che si dispone a destra e sinistra, procedendo verso la Sacra famiglia che si trova al centro.

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

Il dipinto unisce vari elementi culturali e stilistici dell'epoca:

  • lo sfumato di Leonardo da Vinci - di cui Cesare da Sesto fu seguace - visibile in particolare nel gruppo della Madonna con Gesù Bambino ed in alcune figure;
  • il naturalismo lombardo;
  • l'interesse per il mondo antico;
  • le novità protomanieriste del classicismo romano di Michelangelo e Raffaello - che il pittore aveva visto direttamente a Roma, quando era stato al servizio di papa Giulio II - soprattutto nel gruppo di giovani, a destra, slanciati, colti in pose contorte e dall'accentuata muscolatura, e nella complessa impostazione narrativa della scena, rappresentata come vera e propria azione storica, nell'equilibrio dei gruppi di figure sullo sfondo di monumentali rovine classiche e nell'animato conversare dei personaggi.

Notizie storico-critiche

L'opera venne realizzata da Cesare da Sesto, durante il suo soggiorno a Messina, su commissione della Confraternita di San Nicolò dei Gentiluomini per l'altare maggiore della loro chiesa, che nel 1548 venne affidata ai gesuiti.

Alla fine del XVIII secolo, in seguito alla soppressione della Compagnia di Gesù, confluì nelle collezioni borboniche a Napoli e venne inizialmente esposta nella Quadreria del Palazzo di Capodimonte, e successivamente trasportata al Real Museo nell'antico Palazzo degli Studi.

Note
  1. Sebbene nel Vangelo di Matteo, l'unico che narra della venuta dei "sapienti" da Oriente, non precisi quanti fossero, essi sono tradizionalmente tre in ragione del numero dei loro doni. Questo numero consente di legare i Magi ad una ricca simbologia: essi, spesso, rappresentano le tre età dell'uomo, oltre che le tre parti del mondo allora conosciuto (Europa, Asia e Africa), a significare così l'universalità del messaggio di Cristo, che si manifesta a tutti perché nato per salvare l'umanità intera, e l'omaggio di tutto il genere umano al Figlio di Dio.
Bibliografia
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 3, Editore: Electa-Bruno Mondadori, Milano 1990, p. 107 - ISBN 9788842445234
  • Marco Carminati, Cesare da Sesto, Editore: Jandi Sapi, Roma 1994 - ISBN 9788871420241
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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