Adorazione dei Magi (Hugo van der Goes)

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GER Berlino Gemäldegalerie HugoVanDerGoes AdorazioneMagi 1470ca.jpg
Hugo van der Goes, Adorazione dei Magi (1470 ca.), olio su tavola
Altare Monforte
Opera d'arte
Stato

bandiera Germania

Regione [[]]
Regione ecclesiastica [[|]]
Provincia
Comune

Berlino

Località
Diocesi Berlino
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Gemäldegalerie
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto scomparto di trittico
Soggetto Adorazione dei Magi
Datazione 1470 ca.
Datazione
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Ambito culturale ambito fiammingo
Autore

Hugo van der Goes

Altre attribuzioni
Materia e tecnica olio su tavola
Misure h. 147 cm; l. 242 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». 3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele»....
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Virgolette chiuse.png

L'Adorazione dei Magi è uno scomparto di trittico, eseguito nel 1470 circa, ad olio su tavola, dal pittore fiammingo Hugo van der Goes (1440 - 1482), conservato presso la Gemäldegalerie di Berlino.

Descrizione

Soggetto

Hugo van der Goes, Adorazione dei Magi (part. Pietra e pisside con monete d'oro), 1470 ca., olio su tavola

Nel dipinto, in primo piano, davanti al muro della capanna, compaiono:

  • Madonna, avvolta in un ampio manto, si presenta con un volto dal pallore regale e un'espressione malinconica. Ella sta seduta, mentre porge Gesù Bambino all'adorazione dei presenti.
  • Tre Magi, con indosso preziose vesti e recanti doni preziosi. Essi, come di consueto, rappresentano uomini di etnie diverse e di tre differenti età dell'uomo (gioventù, maturità e vecchiaia):[1]
    • Magio anziano, con un lucente manto rosso, inginocchiato davanti a Maria: egli ha appoggiato la sua corona, bordata di pelliccia, per terra, in segno di rispetto, accanto al prezioso recipiente colmo di monete d'oro posto sopra alla "pietra angolare" (Sal 118[117],22);
    • Magio d'età virile, con la barba, è appena arrivato e si sta inginocchiando: egli indossa la corona sopra un berretto di velluto rosso, ha una cappa foderata di pelliccia da cui sporge l'elsa della spada e una bisaccia decorata da perle con due piccole preziose margherite; è colto mentre porta la mano destra al petto e con la sinistra prende il dono, una coppa con la mirra, che un servitore gli sta porgendo;
    • Magio giovane e moro, appena sopraggiunto, ancora in piedi: sorregge il suo dono - l'incenso - nel palmo della mano, indossa ancora gli speroni ed è vestito altrettanto sontuosamente, con al seguito tre servitori.
  • San Giuseppe, accanto a Maria, in ginocchio con il cappello in mano, sembra incredulo davanti a quanto sta avvenendo.

In secondo piano, si vedono:

  • Alcuni pastori, tra i quali quello con la barba e il cappello di pelliccia con la piuma e che è forse l'autoritratto dell'artista. Tutti gli sguardi ricolmi di profonda devozione, convergono verso il piccolo Gesù, che però è rivolto allo spettatore (fedele).

Nella scena, inoltre, sono presenti alcuni dettagli, resi con grande cura, spesso di valore simbolico, come gli iris, lo scoiattolo, la piccola natura morta della scodella, la pentola, il cucchiaio di legno, il pane nella nicchia della parete, le spighe che alludono all'Eucaristia.

Ambientazione

Hugo van der Goes, Adorazione dei Magi (part. Paesaggio nordico e corteo dei Magi), 1470 ca., olio su tavola

La scena è ambientata tra rovine di grandi edifici (disposti in prospettiva grandangolare), con un pavimento in piastrelle preziose, sollevate e sbrecciate, che simboleggiano la decadenza della civiltà antica, restaurata e rinnovata dalla venuta di Gesù Cristo.

Sullo sfondo, inoltre, si notano due scorci di paesaggio nel quale si muovono alcune figure:

  • a sinistra, Corteo dei Magi, inserito in un paesaggio luminoso nordico, nel quale si notano alcuni edifici e un laghetto, dove dei palafrenieri fanno riposare i cavalli.
  • al centro, Due pastori indicano qualcosa ad un'anziana donna con un bambino piccolo, forse un riferimento a sant'Elisabetta che conduce il piccolo san Giovanni Battista in visita a Gesù.

Note stilistiche, iconografiche e iconologiche

  • Il piano di calpestio appare come inclinato verso lo spettatore, dando così l'effetto che le figure stanno per cadergli addosso. Si tratta della tipica impostazione spaziale "a grandangolo" dei primitivi fiamminghi, prima che essi venissero a conoscenza della prospettiva lineare italiana.
  • In alto pendono due gonfi drappi rosa e giallo: si tratta di quello che resta degli angeli che dovevano volare in alto nei pressi della stella cometa, secondo uno schema analogo a quello, ad esempio, dell'Adorazione dei Magi (1510 - 1515) di Jan Gossaert detto Mabuse.
  • L'opera mostra l'estrema maestria dell'artista nel concertare uno straordinario spaccato in cui l'estremo realismo è fuso con i dettagli più esotici e sfarzosi dei Magi e del loro corteo. Alta è la qualità dei dettagli "difficili", come la resa dei materiali (la pelliccia, il velluto, i metalli preziosi, ecc.) oppure l'espressività di volti e mani, caricati di forte intensità come nelle migliori opere dell'artista.
  • Il tema dell'Adorazione dei Magi non di rado fu attualizzato a fini celebrativi, con i Magi che assumono i tratti di personaggi noti di importanti famiglie del tempo. Lo storico dell'arte Albert Châtelet ha ipotizzato che il committente dell'opera sia Antoine de Croÿ, conte di Porcean: il primo magio avrebbe dunque le sue sembianze, così come nel secondo sarebbe lecito riconoscere il figlio Philippe.[2]

Notizie storico-critiche

Hugo van der Goes, Adorazione dei Magi (part. Pastori e donna anziana con bambino), 1470 ca., olio su tavola

L'opera era originariamente un trittico con gli scomparti laterali mobili - probabilmente dipinti su entrambi i lati - che sono andati perduti, come dimostrano le cerniere ancora presenti sulla cornice originale, nonostante il ridimensionamento dello scomparto centrale.

Non si conosce né il committente originale, né il luogo a cui era destinato. L'opera deve la sua denominazione tradizionale al Collegio di Nostra Signora de Antigua a Monforte de Lemos (Spagna), dove giunse verosimilmente all'inizio del XVI secolo.

Nel 1913 lo scomparto fu acquistato dalla Gemäldegalerie di Berlino, dove attualmente è esposto.

Dell'opera esiste una copia, con alcune varianti e in controparte, conservata presso il Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte sopra Varese, databile alla fine del XV secolo e attribuibile ad un seguace del maestro fiammingo:[3] il dipinto, pur non essendo l'unica copia nota, è un documento figurativo di grande interesse perché dà l'idea della parte superiore non più presente nell'originale, decurtato in epoca imprecisata.

Note
  1. Sebbene nel Vangelo di Matteo, l'unico che narra della venuta dei "sapienti" da Oriente, non precisi quanti fossero, essi sono tradizionalmente tre in ragione del numero dei loro doni. Questo numero consente di legare i Magi ad una ricca simbologia: essi, spesso, rappresentano le tre età dell'uomo, oltre che le tre parti del mondo allora conosciuto (Europa, Asia e Africa), a significare così l'universalità del messaggio di Cristo, che si manifesta a tutti perché nato per salvare l'umanità intera e l'omaggio di tutto il genere umano al Figlio di Dio.
  2. A. Châtelet, Antoine de Croÿ et Hugo van der Goes, in J. Hirschbiegel, W. Paravicini (a cura di), Der Fall des Günstlings, 2004, p. 483 e ss.
  3. Scheda dell'opera nel sito ufficiale del Museo
Bibliografia
  • Lorne Campbell, Netherlandish and French Paintings before 1600, Editore: National Gallery, Londra 2014 - ISBN 9781857093704
  • Valentin Denis, Hugo van der Goes, Editore: Elsevier, Amsterdam 1956
  • Giorgio Faggin, Hugo van der Goes, col. "I Maestri del Colore", Editore: Fabbri, Milano 1965
  • Martine Passelaigue, Gemäldegalerie Berlin, col. "Les Guides de musée Prestel", Editore Prestel-Verlag, Berlino 2008 - ISBN 9783791340715
  • Jochen Sander, Hugo van der Goes: Stilentwicklung und Chronologie, Magonza 1992 - ISBN 9783805312264
Voci correlate
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 9 luglio 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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