Chiesa di Santa Reparata

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Santa Reparata è l'antica cattedrale di Firenze, sul cui sito è stata eretta Santa Maria del Fiore a partire dal 1296. Grazie ad una campagna di scavi fra il 1971 e il 1972 si è riusciti a ricostruire la pianta dell'edificio ed a fare alcuni interessanti ritrovamenti. Oggi si possono visitare gli scavi accedendo dalla navata destra del Duomo.

Profilo storico

Pianta di Santa Reparata, confrontata con i progetti successivi per Santa Maria del Fiore

Fin dai tempi barbarici è esistita un'area legata al culto cristiano che si è sviluppata nella zona nord di Firenze e che fin dal Medioevo rappresentava il più importante centro religioso cittadino.

Dal VI secolo a nord sorse a ridosso delle mura romane un complesso definito asse sacro costruito linearmente nella direzione est-ovest (da Piazza dell'Olio fino all'area absidale del Duomo considerata tradizionalmente, fin dall'epoca romana, area di culto). Questo insediamento comprendeva il Palazzo Vescovile, il Battistero, un ospedale, una canonica, un cimitero, le chiese di San Salvatore al Vescovo, di San Michele Visdomini e di Santa Reparata.

Uno dei fulcri dell'asse sacro era costituito dalla chiesa di Santa Reparata di origine paleo-cristiana che è forse l'edificio da cui è iniziato l'insediamento dell'asse sacro. In questa chiesa furono trasferite le spoglie di San Zanobi (nato verso il 328) in epoca imprecisata (secondo la maggior parte degli studiosi la traslazione avvenne intorno al IX secolo) divenendo la nuova sede vescovile posta precedentemente in San Lorenzo.

La fondazione della chiesa

Le più antiche tradizioni sono collegate ad un comune evento: l'invasione della piana da parte delle orde di Ostrogoti guidate da Radagaiso:

  • Santa Reparata venne costruita per celebrare la vittoria su Radagaiso avvenuta nel giorno di Santa Reparata. Lo scontro avvenne in un anno compreso tra il 395 ed il 423 durante il regno dell'imperatore Onorio (secondo alcune fonti nel 405 o 406);
  • secondo altre versioni: la chiesa esisteva già prima della battaglia ma era dedicata a San Salvatore. Venne solo cambiata la dedicazione della chiesa;
  • si riferisce alla traslazione del corpo di San Zanobi da San Lorenzo a Santa Reparata situando l'evento nel 430. Secondo questa tradiizone, quindi, la chiesa già esisteva in quell'anno;

Quest'ultima è stata importante per la datazione della costruzione. Tuttavia, l'episodio della traslazione è unanimemente collocato nel IX secolo giacché la versione secondo cui il trasporto avvenne nel V secolo si basa sul racconto del vescovo Andrea che attribuì la notizia al vescovo milanese Sempliciano che, secondo Andrea, scrisse una vita del Santo rivelatasi un apocrifo scritto verso il 1130. Tuttavia, anche se non esistono prove concrete, gli storici di Santa Reparata hanno senza eccezione collocato la traslazione delle spoglie della Santa nel IX secolo ad opera del solo vescovo fiorentino Andrea.

Anche le altre due leggende sulla fondazione sono infondate dal momento che la vittoria su Radagaiso avvenne nel 405 o nel 406 nel mese di agosto, perciò, in un momento diverso da quello in cui si celebra la festa di Santa Reparata, l'8 ottobre. Ad ogni modo, la Signoria nel 1353 accolse ufficialmente la leggenda della fondazione della basilica come ringraziamento a Santa Reparata.

Firenze nel IV secolo

Se i dati che ci derivano dalla valutazione dei materiali reperti ci inducono a formulare un'ipotesi di datazione tra fine IV secolo e VI secolo, occorre tuttavia verificare tali ipotesi con un'analisi del suddetto momento storico.

C'è un'erronea opinione, piuttosto diffusa, secondo cui alla fine del IV secolo Firenze stesse entrando in un periodo di grande decadenza, tanto da ritenere improbabile qualunque impresa edilizia di un qualche impegno e da postulare un'ipotesi di datazione al VI - VII secolo sia per Santa Reparata che per il Battistero (il Battistero fu considerato di età longobarda per via della dedicazione al Battista). Ma è difficile credere a tale decadenza perché:

  1. nel 285 Firenze era capoluogo della vasta provincia che univa la Tuscia e l'Umbria (riforma amministrativa di Diocleziano imperatore dal 284 al 305);
  2. fin dal 313 Firenze era sede vescovile (il primo vescovo storicamente documentato è Felice).

Insomma, la città doveva essere di notevole importanza e non era trascurata dal potere centrale (l'Impero romano dopo Costantino), vista, anche, la posizione strategica nel punto in cui la Via Cassia superava l'Arno volgendo a Roma.

Lo studioso Lopes Pegna dice, però, che, verso la metà del IV secolo, i latifondisti fiorentini preferirono abbandonare Firenze per difendersi da un fisco troppo esoso e per evitare che gli venissero imposte cariche amministrative che comportavano l'assunzione di responsabilità personali nell'esazione delle imposte. Così, insomma, i ricchi latifondisti abbandonarono le loro dimore nelle mura per ritirarsi in campagna mentre le abitazioni cittadine finivano in rovina. Una villa come quella rinvenuta sotto il Battistero, secondo Lopes Pegna, dev'essere stata occupata da plebei, piccoli artigiani oppure da commercianti. Proprio quell'edificio, inoltre, con la calata degli Ostrogoti, trovandosi a ridosso della porta "ad Aquilonem", doveva essersi trovato in posizione particolarmente esposta ad attacchi e devastazioni da parte dei barbari che nell'agosto del 405 o 406 si scagliarono contro la porta settentrionale (nonostante Busignani obbietti che non si capisce il motivo per cui l'attacco dei barbari dev'essersi concentrato proprio su quel punto).

Sappiamo che l'orda era divisa in 3 tronconi dei quali 2 erano accampati sulle colline di Fiesole mentre il terzo attaccava "Florentia" assediandola da ogni lato. In quanto alle mura romane sul lato nord, dagli scavi del 1971-72 è stato chiarito che tale tratto delle mura era stato già abbattuto in epoca imperiale.

Questa scoperta ci spiega che la ricca Florentia adrianea, cresciuta oltre il perimetro del castrum, ebbe bisogno di nuove e più ampie fortificazioni che furono realizzate nella seconda metà del IV secolo quando i barbari cominciarono a fare davvero paura. Questa doveva essere la situazione della città quando Ambrogio, vescovo di Milano, venne a Firenze nel 393 e fondò la Basilica di San Lorenzo, fuori della porta "ad Aquilonem" ma, in qualche modo, al riparo. La vittoria su Radagaiso dovette dare a Firenze nuovo impulso vitale e forte spinta ebbe la cristianizzazione della città dal momento che Ambrogio aveva predetto la vittoria sui barbari.

Tutto ciò fa ritenere che gli anni seguenti la vittoria ci fosse a Firenze un fervore di opere ed impegno nella costruzione di edifici religiosi, nella fattispecie: la nuova grande basilica e l'antistante battistero che, secondo il Busignani, devono essere stati costruiti procedendo in modo unitario in un programma di tale portata da dover essere concepito in una città dotata di efficienti strutture.

Il Battistero è così atipico nelle sue strutture architettoniche da non potersi spiegare se non in stretta contiguità con l'architettura romana classica e poiché la basilica dovette, a rigore di logica, precedere la costruzione della chiesa battesimale, diviene necessaria una datazione a ridosso della vittoria del 405-406.

D'altronde lo stato di pace durò quasi un secolo e mezzo, fino alla guerra greco-gotica (535-552), anche se la città con i suoi edifici non patì distruzioni in questa nuova guerra dal momento che lo scontro armato avvenne nel Mugello nei pressi di Scarperia. Certo è che durante il suddetto secolo e mezzo, intercorso tra gli anni di Stilicone e Radagaiso e gli anni di Giustino e Totila, ci fu un progressivo e pesante impoverimento di Firenze, come, d'altronde, dell'intera Tuscia e di tutta l'Italia. Questo impoverimento, che iniziò dalla vicenda di Radagaiso, confermerebbe la datazione precoce della basilica e del suo battistero.

Età carolingia-ottoniana (VIII - IX secolo)

Le conseguenze di questo lungo periodo bellico erano state devastanti per Firenze che fu ridotta in misero stato. Successivamente, con la dominazione longobarda, Firenze aveva perso la supremazia sulla Tuscia e visto salire Lucca mentre la nemica storica Fiesole prendeva forza. La tradizione vuole che Firenze fosse stata restaurata da Carlo Magno anche se è più corretto parlare di rinascita (infatti come tale fu celebrata in età comunale).

Ed allora è abbastanza logico collocare la prima riedificazione di Santa Reparata in questo periodo di rinascita. Gli scavi hanno messo in luce una nuova basilica sopra l'antica chiesa paleocristiana con caratteristiche molto diverse malgrado le mura perimetrali rimanessero le stesse (o meglio, furono in parte ricostruite sulle antiche); cambiò però l'organismo strutturale.

I nuovi lavori consisterono essenzialmente in questi interventi:

  • Al posto delle 14 coppie di colonne furono poste sette coppie di pilastri;
  • Furono aggiunte due cappelle laterali absidiate (che si configurano, all'apparenza come bracci di un transetto, tanto più che, in corrispondenza di queste, la spaziatura dei pilastri aumenta);
  • La creazione di una cripta (rivelata nello scavo dell'abside).

La nuova Santa Reparata rappresenta un episodio architettonico di nuovo tipo, con un'articolazione delle strutture che muta l'indefinito spazio paleocristiano. Quanto all'uso della cripta va detto che l'uso, in generale, sorse e si diffuse proprio in età carolingia, legato al culto dei martiri e dei santi che, frequentemente, in quell'epoca, si disseppellivano nei cimiteri e venivano portati dentro le chiese. L'ipotesi che le spoglie di San Zanobi fossero state traslate in Santa Reparata da San Lorenzo proprio in questo periodo trova quasi tutti gli studiosi d'accordo.

Assieme alle spoglie di San Zanobi dev'essere stata trasferita in Santa Reparata da San Lorenzo anche la cattedra vescovile. Non è possibile sapere se la traslazione sia avvenuta, come alcuni sostengono, al tempo del vescovo Andrea (vescovo dall'869 all'890), ma è documentato che Andrea consacrò l'altare di Santa Reparata (cosa che confermerebbe la cronologia carolingia della seconda redazione della basilica).

Andrea fu personaggio di rilievo, interprete autorevole della rinascita fiorentina con i successori di Carlomagno:

  • Nell'871 egli era legato di Ludovico II del Sacro Romano Impero e come tale sedette a giudizio insieme al margravio di Tuscia Adalberto quattro anni più tardi, nell'875.
  • Ottenne dall'imperatore Carlo il Calvo l'immunità per il territorio della propria diocesi.
  • Nell'anno 876 era a Pavia fra i diciotto vescovi che elessero lo stesso Carlo il Calvo re d'Italia.

Probabilmente, nello stesso IX secolo, di seguito ai lavori di ricostruzione (oppure, ma secondo il Busignani meno probabile, nel X secolo) furono elevate due torri campanili ai lati dell'abside di Santa Reparata, delle quali gli scavi hanno evidenziato le massicce fondamenta. È probabile che le torri avessero anche funzioni difensive, visto che nel X secolo vi furono in Toscana frequenti incursioni da parte degli Ungari. L'uso di due torri ai fianchi dell'abside si riscontra nell'Italia settentrionale solo alla fine del X secolo; in Francia, Svizzera e Germania è attestato fino da primo quarto dell'IX secolo ed a questi esempi avranno fatto ricorso i nostri costruttori.

Il 4 giugno 1055 papa Vittore II (Gerardo di Dollnstein-Hirshberg morto nel 1057) aprì in Santa Reparata il Primo Concilio di Firenze che vide riuniti 120 vescovi alla presenza dell'imperatore Enrico III (della casa di Franconia, nato nel 1017 e morto nel 1056, eletto imperatore nel 1039).

Vescovo di Firenze era da 10 anni Gerard de Bourgogne (morto nel 1061), salito quattro anni dopo al soglio pontificio con il nome di papa Niccolò II senza per questo lasciare la cattedra fiorentina.

Questo concilio testimonia l'importanza raggiunta da Firenze come centro propulsore della riforma ecclesiastica ardentemente propugnata da Giovanni Gualberto. Inoltre, di lì a poco, Firenze fu scelta come residenza ufficiale da Goffredo, marchese di Toscana.

Viene fatto perciò di pensare che, in vista del concilio del 1055, furono eseguiti alcuni ulteriori lavori di età romanica:

  1. ampliamento della cripta;
  2. aggiunta di due absidiole ai lati dell'abside maggiore, intaccano la fondazione delle due torri (soprattutto quella di meridione, il che farebbe ritenere che questa torre potrebbe essere stata abbattuta in quest'occasione);
  3. costruzione del portico del quale sono state ritrovate le fondazioni degli 8 pilastri/colonne 13 metri circa fuori della facciata di Santa Maria del Fiore. Il soffitto fu realizzato a volte su colonne e le sue dimensioni furono ampliate fino all'ingresso delle due cappelle laterali dove due scalinate conducevano al presbiterio sopraelevato.

Con l'aggiunta del portico lo spazio tra battistero e Santa Reparata si ridusse a non più di 17, massimo 18, metri.

Tuttavia, mentre è documentato che Niccolò II (presente nella sua diocesi fiorentina dal novembre del 1059) consacrò le ricostruite chiese di Santa Felicita e di San Lorenzo, non possediamo alcun documento relativo alla consacrazione di Santa Reparata da parte del papa/vescovo (per quanto riguarda invece il Battistero, esiste un'iscrizione su di una tavoletta risalente al XVII o XVIII secolo nella quale si riporta per il San Giovanni la data di consacrazione 6 novembre 1055). Se però i lavori di ampliamento vennero eseguiti prima del concilio, è verisimile ritenere che Niccolò II abbia consacrato Santa Reparata quando era ancora vescovo.

Nel 1264 vi fu sepolto Farinata degli Uberti, le cui ossa vennero riesumate e buttate in Arno in seguito al processo per eresia indetto contro il capo ghibellino nel 1283

La demolizione (XIII - XIV secolo)

È verosimile ritenere che la facciata di Santa Reparata fosse decorata con marmi policromi così come lo era il battistero. Ma, come racconta il Villani, Santa Reparata dovette sembrare ad un certo punto, rozza e troppo piccola per le nuove ambizioni dei fiorentini del XIII secolo; cosicché nel 1293 fu deciso di ricostruirla.

L'8 settembre 1296 fu posta la prima pietra della nuova cattedrale, ma i fiorentini continuarono ad onorare Santa Reparata. Fra le prime parti demolite ci fu la prima campata per far spazio ai lavori e dare maggiore aria al Battistero, che divenne la chiesa più importante della piazza. Nonostante ciò Santa Reparata continuò ad essere officiata, tanto che si iniziò contemporaneamente a costruire la facciata del Duomo per chiudere l'ambiente della vecchia chiesa che continuò ad essere usata. A metà del Trecento infatti in Santa Reparata si svolgevano ancora le funzioni, tanto che venne decorata l'absidiola destra con un affresco raffigurante Cristo in pietà. La demolizione definitiva avvenne solo quando fu inevitabile far posto per creare le volte della nuova costruzione, nel 1375.

A quell'epoca, l'antico impiantito (a quota + 1,05) era stato coperto per 85 cm d'altezza con materiale di sterro sul quale era stato posto il rozzo ammattonato (quota + 1,90) riapparso poi a cm 80 sotto il pavimento marmoreo di Santa Maria del Fiore.

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