Diocesi di Malaga

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Diocesi di Málaga
Dioecesis Malacitana
Chiesa latina

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vescovo Jesús Esteban Catalá Ibáñez
Sede Malaga

sede vacante
Malaga

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Suffraganea dell'arcidiocesi di Granada
Regione ecclesiastica {{{regione}}}
Provincia spagnola di Málaga
Collocazione geografica della diocesi
Nazione bandiera Spagna
diocesi suffraganee
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coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari

Vescovi emeriti:

Ramón Buxarrais Ventura, Antonio Dorado Soto
Parrocchie 250
Sacerdoti

398 di cui 270 secolari e 128 regolari
3.445 battezzati per sacerdote

207 religiosi 929 religiose 16 diaconi
1.443.353 abitanti in 7.283 km²
1.371.185 battezzati (95,0% del totale)
Eretta 4 agosto 1486
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Apartado oficial 31, 29071 Málaga; Calle Santa María 18, 29015 Málaga, España
tel. 952.22.43.86 fax. 952.22.43.82

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2005 Scheda
Chiesa cattolica in Spagna
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

La diocesi di Malaga (in latino: Dioecesis Malacitana) è una sede della Chiesa cattolica in Spagna suffraganea dell'arcidiocesi di Granada. Nel 2004 contava 1.371.185 battezzati su 1.443.353 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Jesús Esteban Catalá Ibáñez.

Territorio

La diocesi comprende la provincia di Málaga e la città di Melilla.

Sede vescovile è la città di Málaga, dove si trova la cattedrale della Vergine Maria dell'Incarnazione.

Il territorio è suddiviso in 250 parrocchie, raggruppate in 16 arcipresbiterati, a loro volta raggruppati in 7 vicariati.

Vicariati e arcipresbiterati

  • Vicariato di Málaga-Città, che conta 6 arcipresbiterati:
    • Santa María de la Victoria
    • Cristo Rey
    • Virgen del Mar
    • Los Ángeles
    • San Cayetano
    • San Patricio
  • Vicariato di Alora-Coín, che conta 2 arcipresbiterati:
    • Alora
    • Coín
  • Vicariato della Costa Occidentale, che conta 2 arcipresbiterati:
    • Fuengirola-Torremolinos
    • Marbella-Estepona
  • Vicariato di Ronda Città e Serranía de Ronda, che conta 1 arcipresbiterato:
    • Ronda y Serranía
  • Vicariato di Antequera/Archidona-Campillos, che conta 2 arcipresbiterati:
    • Antequera
    • Archidona-Campillos
  • Vicariato di Axarquía, che conta 2 arcipresbiterati:
    • Axarquía Interior
    • Axarquía Costa
  • Vicariato di Melilla, che conta 1 arcipresbiterato:
    • Melilla

Storia

Probabilmente la diocesi di Málaga fu eretta verso la fine del I secolo, a seguito dell'evangelizzazione della Spagna ad opera dei sette Varones apostólicos inviati dai santi Pietro e Paolo. Tuttavia, il primo vescovo di cui si abbia notizia è san Patrizio, che partecipò al Concilio di Elvira, celebrato tra il 300 e il 313. Dopo di lui le notizie sui vescovi di Málaga si interrompono nuovamente fino al 579.

Durante la dominazione araba le notizie sui vescovi si fanno più rade, dalla fine del VII secolo al XII secolo si ricordano solo cinque vescovi.

Nel XIII secolo e regolarmente nel XV secolo furono nominati per la sede di Málaga vescovi titolari, che non poterono risiedere in città.

A seguito della Reconquista cristiana, la diocesi fu ristabilita il 4 agosto 1486.

Il 10 dicembre 1492 divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Granada.

Nel 1587 fu istituito il seminario diocesano, che sarà ospitato in nuovo edificio nel 1819 e sarà trasferito nell'attuale sede nel 1924.

Nel 1719 il vescovo Giulio Alberoni, anche primo ministro fu estromesso dalla sede da Filippo V ed esiliato per motivi politici: la conquista di Sardegna e Sicilia aveva attirato verso la Spagna l'odio delle potenze europee. Si rifugiò in Italia, dove però dovette sottrarsi all'ira di papa Clemente XI, che lo fece imprigionare. Evaso, si nascose fino alla morte del Pontefice. Rinunciò alla sede di Málaga nel 1725.

Nell'aprile 1931, durante il periodo repubblicano, ben 48 chiese ed edifici cristiani furono incendiati, compresi il palazzo episcopale e il seminario. La folla fece irruzione nel palazzo episcopale, dove il vescovo Manuel González García e i suoi compagni di sventura si trovarono circondati dalle fiamme e dalla folla, ma riuscirono a porsi in salvo. Il vescovo si dovette rifugiare a Gibilterra il 13 maggio e fece ritorno segretamente nella diocesi in dicembre, restandovi in incognito fino a giugno del 1932. Poi si recò a Roma e non poté più ritornare: governò la diocesi da Madrid. Nel 1935 il suo successore Balbino Santos Olivera dovette affrontare una situazione tragica, in cui molti sacerdoti e seminaristi erano stati martirizzati, così come circa 2.000 fedeli. Ben presto il vescovo dovette fuggire in esilio a Tangeri, a Melilla, poi a Siviglia e infine ritornò nella diocesi il 15 marzo 1937. Come primo atto celebrò un funerale per i martiri. In seguito profuse le sue energie per la ricostruzione di una diocesi devastata dalla violenza, riedificando chiese incendiate e il palazzo episcopale, del quale erano rimaste solo le mura maestre.

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 1.443.353 persone contava 1.371.185 battezzati, corrispondenti al 95,0% del totale.

Fonti

Suggerimenti



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