Natività mistica di Gesù (Sandro Botticelli)

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Sandro Botticelli, Natività mistica di Gesù (1501), tempera su tela
Natività mistica di Gesù
Opera d'arte
Stato

bandiera Regno Unito

Nazione bandiera Inghilterra
Regione ecclesiastica [[|]]
Contea City of London
Comune

Londra

Località
Diocesi Westminster
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica National Gallery, sala 57
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto Natività mistica di Gesù
Datazione 1501
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Sandro Botticelli (Alessandro Filipepi)

Altre attribuzioni
Materia e tecnica tempera su tela
Misure h. 108,6 cm; l. 74,9 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
opera firmata e datata
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio. 8C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore... li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore,...
10ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». 15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16Andarono, senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.
Virgolette chiuse.png

La Natività mistica di Gesù è un dipinto, eseguito nel 1501 (negli ultimi mesi del 1500 secondo il calendario fiorentino), a tempera su tela, da Alessandro Filipepi, detto Sandro Botticelli (1445 - 1510), conservato presso la National Gallery di Londra.

Descrizione

Sandro Botticelli, Natività mistica di Gesù (part. Angeli danzati in girotondo e iscrizione), 1501, tempera su tela

Soggetto

La Natività mistica mostra gli angeli e gli uomini che celebrano la nascita di Gesù. La scena è ambientata in una capanna appoggiata ad una grotta, dove compaiono:

  • Gesù Bambino, deposto nella mangiatoia, è guardato dal bue e l'asino
  • Maria Vergine s'inginocchia in adorazione davanti a suo figlio neonato, grandeggia secondo proporzioni "gerarchiche" quasi doppie, divenendo, così, il fulcro dell'attenzione dell'osservatore;
  • San Giuseppe, accovacciato, dorme vicino a Gesù;
  • Pastori e Magi sono venuti a visitare il Bambino appena nato.
  • Angeli:
    • Angeli in cielo, cantano inni di lode, recando cartigli e serti d'ulivo da cui pendono le corone, simboli di regalità e di pace e ballano, descrivendo un girotondo di concordia tra il mondo e le sfere celesti, simboleggiate dalla cupola dorata. La loro danza è simbolo di fecondità e rigenerazione spirituale.
    • Tre angeli, sul tetto di paglia, inginocchiati sorreggono un libro aperto;
    • Tre angeli sulla terra (in primo piano), proclamano la pace, abbracciando con gioia i tre uomini virtuosi. Essi indossano, come i tre angeli sul tetto, i colori delle virtù teologali: il bianco della fede, il verde della speranza e il rosso della carità. Il ramoscello d'ulivo e l'abbraccio degli angeli simboleggiano la pace universale, che si diffonderà sulla terra con la venuta del Salvatore.
    • Angeli sulla terra (in secondo piano), indicano ai Magi e ai pastori Gesù Bambino.
  • in basso, Sette piccoli demoni, alla vista del Redentore, fuggono sconfitti dalla superficie terrestre per rifugiarsi nell'oscurità degli Inferi.

Lettura iconografica

La Natività mistica è un'opera di difficile interpretazione, poiché esclude ogni elemento dell'iconografia tradizionale. Infatti, esso combina la nascita di Gesù, come narrato nel Nuovo Testamento con una visione della sua seconda venuta come promesso nell'Apocalisse: il ritorno di Gesù Cristo sulla terra, che avrebbe segnato la fine del mondo e la riconciliazione dei cristiani devoti con Dio.

La promessa di amore e pace incarnata nell'Avvento, è evocata dal pittore in evidente rapporto con i "torbidi" di cui parla la criptica iscrizione in greco sul bordo superiore del dipinto. Infatti, la Natività appare carica delle inquietudini del momento storico in cui fu eseguita, i "torbidi d'Italia" a cui allude l'artista nell'epigrafe:

Il clima, politico e religioso, è senza dubbio molto incerto e tormentato e, tutto ciò, alimentava negli animi un diffuso turbamento che Sandro Botticelli pare voler allontanare con espliciti richiami alla profezia dell'Apocalisse. Nella "seconda sventura", descritta nell'undicesimo capitolo del testo di san Giovanni apostolo è profetizzata l'oppressione della "città santa per quarantadue mesi" (Ap 11,2) da parte dei gentili; nel dodicesimo capitolo esposta l'altra previsione che afferma "colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi" (Ap 12,9).

La frase "nel mezzo tempo dopo il tempo" è stata interpretata in modo sostanzialmente divergente dagli studiosi, le due ipotesi più diffuse asseriscono quanto segue:

  • La proposizione si riferisce ad un passo biblico che afferma "per un tempo, due tempi e la metà di un tempo" sempre nell'Apocalisse (Ap 12,14), dove Girolamo Savonarola vi leggeva un significato come "un anno e due anni e la metà di un anno".
  • Il termine "tempo" va letto come "anno", in questo modo sembra che l'artista abbia voluto indicare che alla fine del 1500 è già trascorso un anno e mezzo ("mezzo tempo dopo il tempo", un anno e mezzo dei tre destinati ad essere dominati dal diavolo) e ne mancano due alla sua sconfitta, in altre parole alla fine di quei "torbidi" momenti. Nel 1503 morirà papa Alessandro IV Borgia, da molti indicato come l'Anticristo, alcuni studiosi sostengono che proprio a quest'ultimo vi sia un'esplicita allusione e che, dunque, l'iscrizione sia stata aggiunta all'opera solo in un secondo momento: una profezia a posteriori per indicare il ritorno della pace e dell'amore fra gli uomini.

Nell'opera l'artista mette in risalto il clima di riconciliazione tra l'umano e il divino, con evidente abbraccio tra gli angeli e gli uomini, che compare nella parte bassa del dipinto.

In tutta la rappresentazione è evidente l'influenza umanistica e colta, basti pensare all'iscrizione in greco, alla corte di Lorenzo il Magnifico, del quale Sandro Botticelli era l'artista favorito.

Quest'opera è già viva testimonianza della crisi spirituale che stava attraversando il pittore, che come molti altri artisti fiorentini rimase profondamente colpito dalla predicazione del frate domenicano e subì una sorta di conversione, al punto che le sue opere degli ultimi anni, lontani dalla leggiadria disinvolta e dalle tematiche neoplatoniche, sono ispirate dal pensiero savonaroliano e presentano soggetti sacri portati al pathos drammatico più intenso. La Natività appare, infatti, un'opera stilisticamente e spiritualmente vicina alle rappresentazioni religiose medioevali: la gioia del mistico avvento è sopraffatta dall'inquietudine, esplicitata nell'iscrizione ed evidente nella composizione scenica.

Iscrizioni

Sulla parte alta del dipinto si trovano i cartigli con iscrizioni, tratte dal Vangelo di Luca, nelle quali si legge:

« Gloria in excelsis Deo »
« Pax hominibus »

Nel bordo superiore del dipinto si trova l'iscrizione, in caratteri greci, che riporta la firma dell'artista e la data dell'opera e che, ripropone la profezia dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo. L'iscrizione, ripartita su tre righi, recita:

« Questo dipinto, sulla fine dell'anno 1500, durante i torbidi d'Italia, io Alessandro dipinsi nel mezzo tempo dopo il tempo, secondo l'undicesimo di San Giovanni nel secondo dolore dell'Apocalisse nella liberazione di tre anni e mezzo del diavolo; poi sarà incatenato nel dodicesimo e lo vedremo (precipitato?) come in questo dipinto. »

Notizie storico-critiche

Il dipinto venne realizzato probabilmente come opera di devozione privata per un mecenate fiorentino.

Da alcuni documenti storici, sappiamo che alla fine del XVIII secolo apparteneva alla famiglia Aldobrandini di Firenze e che all'inizio del XIX secolo venne acquistato con la vendita di villa Aldobrandini a Roma da W. Y. Ottley; nel 1811 fu ceduto ad un ignoto collezionista, per 42 sterline, quindi, nel 1837, rivenduto per poco più della metà; nel 1851 venne acquistato dalla Collezione Fuller Maitland (Stansted Hall. Essex) e da qui, nel 1878, alla National Gallery di Londra al prezzo di 1500 sterline.

Bibliografia
  • Matilde Battistini, Simboli e allegorie, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, p. 109 ISBN 9788843581740
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 2, Editore Electa-Bruno Mondadori, Firenze 1990, p. 297 ISBN 9788842445227
  • Federico Poletti, Botticelli, col. "I Geni dell'Arte", Editore Mondadori, Milano 2007, pp. 134 - 135 ISBN 9771721718390
  • Rolf Toman, Arte italiana del Rinascimento: architettura, scultura e pittura, Editore Könemann, Colonia 1998, pp. 284 - 285 ISBN 9783829020404
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, p. 74 ISBN 9788843582594
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 18 giugno 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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