Sant'Eutimio

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Sant'Eutimio
Religioso
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Santo
Anacoreta e abate fondatore

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Titolo
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Età alla morte 96 anni
Nascita Melitene in Armenia
377
Morte Palestina sulla collina di Sahel presso Wadi-el-Dabor vicino al Mar Morto
20 gennaio 473
Sepoltura
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Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
Venerato da Chiesa cattolica e da tutte le altre Chiese che ammettono il culto dei santi
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione Pre-canonizzazione [[]]
Ricorrenza 20 gennaio
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
Collegamenti esterni
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 20 gennaio, n. 5:
« In Palestina, sant'Eutimio, abate: di origine armena e consacrato a Dio fin dall'infanzia, giunse a Gerusalemme e, trascorsi molti anni in solitudine, fu fino alla morte saldo e solerte nell’umiltà e nella carità, insigne nell’osservanza della disciplina. »

Sant'Eutimio, detto anche sant'Eutimio il Grande (Melitene in Armenia, 377; † Palestina sulla collina di Sahel presso Wadi-el-Dabor vicino al Mar Morto, 20 gennaio 473), è stato un abate, anacoreta e fondatore bizantino di diverse laure in Palestina. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa, visse da anacoreta e fu per il movimento monacale della Palestina quello che Sant'Antonio abate fu per quello dell'Egitto..

Agiografia

Quello che sappiamo su di lui ci è stato tramandato dalla vita scritta da Cirillo di Scitopoli alcuni anni dopo la sua morte.

Nacque da una nobile famiglia di Melitene nella Piccola Armenia, figlio unico di Paolo e Dionisia, arrivato quando i genitori erano già in età avanzata e quindi accolto come dono ottenuto dopo grandi preghiere. Rimase orfano di padre a tre anni; la madre lo affidò in giovane età alla guida del vescovo locale Otreio, che lo istruì con una solida preparazione teologica. Consacrato sacerdote a diciannove anni, gli venne affidato l'ispettorato dei monasteri della diocesi, ma la sua inclinazione lo portava a cercare spesso la solitudine e il raccoglimento ed egli prese a passare sempre più tempo nei monasteri di san Polieuto e dei Trentatré Martiri.

Dopo una decina di anni decise di partire per un pellegrinaggio in Terra Santa; durante questo viaggio ebbe modo di entrare in contatto con i padri del deserto della Palestina. Si stabilì da prima presso la laura di Pharan, dove conobbe e strinse amicizia con San Teotisto l'Igumeno. Come molti anacoreti, si guadagnava da vivere intrecciando ceste e la sua vita era retta da lunghe veglie e ferrei digiuni.

Trascorsi alcuni anni presso questa comunità, in seguito si portò nei pressi del Mar Morto assieme a Teotisto, vivendo in una grotta che venne presto trasformata in una chiesa. In questo luogo appartato i due vivevano in completo isolamento. Col tempo altri vollero condividere il loro stile di vita e si fondò in quel luogo una nuova laura, che venne edificata su di uno sperone di roccia adiacente alla grotta. Il compagno Teotisto ne assunse la direzione, mente Eusimio istruiva i monaci alla nuova vita fatta di completo distacco dai beni terreni, fiducia nella Divina Provvidenza, lavoro manuale, devoluzione del superfluo ai poveri, castità e ubbidienza, umiltà e carità.

Attorno all'anno 420 ottenne la conversione di una tribù araba dopo aver guarito il figlio dello sceicco da una grave malattia. Lo sceicco convertito divenne fervente credente e, consacrato sacerdote e poi vescovo con il nome di Pietro, operò un forte apostolato presso le tribù della sua stirpe.

La fama della sua santità si diffuse nella regione ed egli, che aspirava a una vita nel silenzio e nella solitudine, con il discepolo Domiziano da prima si spostò nella regione di Rouban, sulla montagna Marda, dove eresse una cappella. Dopo poco tempo passò nel deserto di Ziph e si insediò nella grotta che la tradizione voleva il rifugio di Davide nella fuga dal re Saul. Qui nel tempo si formò la laura che prese il suo nome e che venne consacrata dal Vescovo di Gerusalemme Giovenale nel 429.

La vita di ritiro praticata da questi eremiti non voleva dire disinteresse per la vita della chiesa: infatti Eutimio partecipò al Concilio di Efeso del 431.

Quando a Gerusalemme si insediò un vescovo monofisita, Eutimio non esitò a disconoscerlo e a fuggire nel deserto di Roudan con la sua comunità, fino al 458 quando l'imperatore non lo destituì e pose al suo posto il precedente vescovo Giovenale. L'impero era scosso in quel periodo da forti tensioni religiose, l'imperatrice Eudossia che era di credo monofisita fu convertita al credo niceno grazie all'opera di Eutimio.

Nella laura che portava il suo stesso nome morì il 20 gennaio del 473.

Opera

La Chiesa ortodossa considera Eutimio uno dei principali organizzatori della sua liturgia. A lui viene attribuita la prima codificazione della vita monastica e del calendario liturgico ortodosso detto Typikon, calendario e regola da prima adottata nel monastero di San Saba in Palestina e poi nel monastero Studion di Costantinopoli.

Culto

Non è contemplato nei synaxari bizzantini, ma è commemorato nell'antico calendario di Gerusalemme (Kanonarion), il 5 novembre.

Bibliografia
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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