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Arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia

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Nota di disambigua - Se stai cercando altre sedi omonime, vedi Diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo (Svizzera); Diocesi di Nova Friburgo (Brasile).
Arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia
Archidioecesis Friburgensis
Chiesa latina
Stemma
Logo

Cattedrale di Nostra Signora
Arcivescovo metropolita Stephan Burger
Ausiliari Peter Birkhofer
Parrocchie 1 049 (26 vicariati )
Presbiteri 924 di cui 791 secolari e 133 regolari
2 028 battezzati per Presbitero
151 religiosi 872 religiose 277 diaconi
4 842 340 abitanti in 16 229 km²
1 874 400 battezzati (38,7% del totale)
Nazione bandiera Germania
Sede Friburgo in Brisgovia
Diocesi suffraganee
Magonza, Rottenburg-Stoccarda


Mappa della diocesi

Collocazione della diocesi

Provincia ecclesiastica
Eretta 16 agosto 1821
Rito romano
Cattedrale Nostra Signora
Santi patroni Santa Maria
San Corrado
San Gebardo
Indirizzo
Schoferstr. 2, D-79098 Freiburg im Breisgau, Bundesrepublik Deutschland
Collegamenti esterni
Sito (web social)
Dati online 2022 (gc ch)
Collegamenti interni
Chiesa cattolica in Germania
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica
Il palazzo arcivescovile di Friburgo in Brisgovia.

L'Arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia (tedesco: Erzbistum Freiburg; in latino Archidioecesis Friburgensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Germania.

Territorio

L'arcidiocesi comprende la parte occidentale del Baden-Württemberg ed il suo territorio corrisponde agli antichi stati del Baden, di Hohenzollern-Sigmaringen e di Hohenzollern-Hechingen.

Sede arcivescovile è la città di Friburgo in Brisgovia, dove si trova la Cattedrale di Nostra Signora (Münster Unserer Lieben Frau zu Freiburg). Nel territorio sorgono anche tre basiliche minori: la chiesa della Natività di Maria, San Pelagio e San Corrado a Costanza, già cattedrale dell'omonima diocesi; il santuario di Birnau e la basilica di San Giorgio a Walldürn. L'abbazia di Reichenau è compresa fra i patrimoni dell'umanità riconosciuti dall'UNESCO.

Provincia ecclesiastica

Storia

L'attuale arcidiocesi è in parte erede dell'antica Diocesi di Costanza, eretta tra la fine del VI secolo e gli inizi del VII. La diocesi, una delle più vaste dell'Impero tedesco di cui era parte integrante, comprendeva porzioni consistenti degli odierni territori della Svizzera tedesca, del Baden-Württemberg tedesco e del Vorarlberg austriaco. Dal XIII secolo al 1802, fu anche uno stato del Sacro Romano Impero.

La situazione politica europea alla fine del Settecento, la rivoluzione francese, la Reichsdeputationshauptschluss del 1803 e il Congresso di Vienna del 1815 causarono la fine della Diocesi di Costanza. In particolare, in seguito alla soppressione del Sacro Romano Impero, il territorio della diocesi si trovò diviso fra due nuove entità politiche, la Confederazione germanica e la Svizzera; per il principio della territorialità delle Chiese, quella di Costanza non poteva più sopravvivere.[1]

L'Arcidiocesi di Friburgo è stata eretta il 16 agosto 1821 in forza della bolla Provida solersque di papa Pio VII, ricavandone il territorio dalla Diocesi di Costanza, che è stata contestualmente soppressa, e da quelle porzioni delle Diocesi di Spira, di Magonza, di Worms, di Würzburg e di Strasburgo che ricadevano nel territorio del Granducato di Baden. Originariamente la giurisdizione metropolitana si estendeva, oltre alle Diocesi di Magonza e Rottenburg, anche a Fulda e Limburg.

A causa della mancanza di un accordo sulla nomina del vescovo, Ignaz Heinrich von Wessenberg, ultimo amministratore della diocesi di Costanza, continuò ad amministrare la nuova arcidiocesi fino alla nomina del primo arcivescovo di Friburgo, Bernhard Boll, nel 1827.

Il capitolo dei canonici della cattedrale, in forza della bolla Ad dominici gregis custodiam dell'11 aprile 1827[2] e del concordato fra Santa Sede e Repubblica di Baden del 12 ottobre 1932,[3] gode del diritto di eleggere i propri vescovi, su una terna di nomi proposta dalla Santa Sede; in seguito l'eletto riceve la nomina formale e canonica del papa.

L'assenza di un concordato esplicito tra la Santa Sede e il governo del Granducato di Baden rese difficili i rapporti tra Chiesa e Stato nei primi decenni di vita dell'arcidiocesi, in particolare durante l'episcopato di Hermann von Vicari (1843-1868), che subì l'arresto e la reclusione, per una sola settimana, nel proprio palazzo episcopale.[4] Alla morte dell'arcivescovo, non fu possibile nessuna nuova elezione e la sede rimase vacante per 14 anni, governata dall'ausiliare Lothar von Kübel, vescovo titolare di Leuce.[5]

I rapporti tra Stato e Chiesa migliorarono verso la fine del secolo, e in particolare con la nuova costituzione dello Stato di Baden del 1919, che abolì il controllo dello Stato su tutte le attività della Chiesa. Questo permise, tra le altre cose, la fondazione nell'arcidiocesi di comunità religiose, fino a quel momento vietate.[6]

Il 13 agosto 1930, con la bolla Pastoralis officii nostri di papa Pio XI, fu ristrutturata la provincia ecclesiastica di Friburgo, che perse le suffraganee di Limburgo e di Fulda, passate rispettivamente alle province ecclesiastiche di Colonia e di Paderborn.[7]

Dal 1935 l'arcivescovo Conrad Gröber si fece un aperto oppositore del nazionalsocialismo. Diciassette sacerdoti della diocesi saranno deportati in campi di concentramento; dieci di loro vi troveranno la morte.

Dal 1º gennaio 2008 l'arcidiocesi ha adottato una suddivisione in 26 decanati.

L'arcidiocesi è stata visitata da papa Benedetto XVI il 24 e 25 settembre 2011.

Cronotassi dei vescovi

  • Sede vacante (1821-1827)

Statistiche

Note
  1. (FR) B. Mols, v. Constance (diocèse), «Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques», vol. XIII, Paris, 1956, coll. 572.
  2. Bolla Ad dominici gregis custodiam, in Bullarii romani continuatio, tomo XVII, Roma, 1855, pp. 54-56, articoli I e II.
  3. Concordato, articolo III.
  4. Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XIX, col. 56.
  5. Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XIX, col. 57.
  6. Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XIX, col. 58.
  7. (LA) Bolla Pastoralis officii nostri, AAS 23 (1931), pp. 34–41.
Bibliografia
Collegamenti esterni

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