Giuseppe Maria Doria Pamphilj

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Giuseppe Maria Doria Pamphilj
DORIA G 10021816.jpeg
Cardinale
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al secolo
ERRORE in "fase canonizz"

Card. Giuseppe Doria Panphilj.jpeg

Filippo Sannari , particolare del ritratto del cardinale
'
Titolo cardinalizio
Età alla morte 64 anni
Nascita Genova
11 novembre 1751
Morte Roma
10 febbraio 1816
Sepoltura chiesa di santa Cecilia a Roma
Vestizione {{{V}}}
Vestizione [[]]
Professione religiosa [[]]
Ordinato diacono 11 luglio 1773
Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione presbiterale
Ordinazione presbiterale 18 luglio 1773
Appartenenza
Consacrazione vescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
nominato vescovo
nominato arcivescovo 27 febbraio 1773
nominato patriarca
Consacrazione
Consacrazione 22 agosto 1773 dal Cardinal Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione patriarcale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Arcivescovo dal
Patriarca dal
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Creazione
a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
Creazione
a Cardinale
14 febbraio 1785 da Pio VI (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
Eletto Antipapa {{{antipapa}}}
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
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Proclamazioni
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Eventi
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Giuseppe Maria Doria Pamphilj o Doria Landi Pamphili o Doria Pamphili Landi (Genova, 11 novembre 1751; † Roma, 10 febbraio 1816) è stato un cardinale, arcivescovo e nunzio apostolico italiano.

Cenni biografici

Nacque a Genova l'11 novembre 1751, terzogenito del principe Giovanni Andrea Doria e di Eleonora Carafa della Stadera, figlia del duca d'Andria. Il primogenito Andrea divenne principe alla morte del padre nel 1764, mentre il secondogenito Antonio Maria, seguì pure lui la carriera ecclesiastica divenendo cardinale. La famiglia Doria Landi Pamphili annovera molti cardinali e prelati di altro rango, tra i quali il nipote del nostro, cardinale Giorgio Doria Pamphili (1816). Altri cardinali della famiglia furono Girolamo Doria (1529); Giovanni Doria (1604); Giorgio Doria (1743); e Sinibaldo Doria (1731). La famiglia era in parentela pure con papa Innocenzo X. Altri cardinali della famiglia Pamphili furono Girolamo Pamphilj (1604); Camillo Pamphili Francesco Maria (1644); e Benedetto Pamphilj, O.S.Io.Hieros. (1681).

Trascorse la sua infanzia nel palazzo di Fassolo, presso Genova, dove ricevette la prima istruzione da tutori privati. Quando la sua famiglia si trasferì a Roma nel maggio del 1761, entrò con il fratello nel collegio dei nobili retto dai gesuiti. Nel 1767, quando la Compagnia di Gesù fu espulsa dagli Stati borbonici, furono ritirati da quell'istituto e frequentarono per breve tempo il collegio Clementino tenuto dai padri somaschi, e poi si avviarono agli studi di giurisprudenza prima privatamente e poi all'archiginnasio della Sapienza dove, nel maggio del 1771, ottenne il dottorato in utroque iure.

Avviato alla carriera ecclesiastica ricevette la tonsura il 21 aprile 1768, ottenendo dal fratello Andrea l'abbazia di S. Fruttuoso, di giuspatronato della famiglia, alla quale aveva rinunciato il fratello Antonio Maria.

Nel 1771 divenne cappellano onorario di papa Clemente XIV, entrò in prelatura come protonotario apostolico partecipante e dal 27 giugno 1771 fu referendario del Tribunale della Segnatura Apostolica. Il papa lo nominò nunzio straordinario a Madrid con l'incarico speciale di recare al sovrano le fasce benedette per la nascita dell'infante. Qui si trattenne dall'11 dicembre 1772 all'ottobre dell'anno successivo. Dopo la nomina ad arcivescovo titolare di Seleucia di Isauria il 27 febbraio 1773, ottenne in rapida successione gli ordini minori e il 18 luglio 1773 ricevette l'ordinazione sacerdotale. Fu consacrato il 22 agosto. La cerimonia si tenne nella chiesa collegiata di Sant'Ildefonso presso la residenza reale di La Granja, a Segovia, in Spagna, per mano del cardinale Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda, arcivescovo titolare di Neocesarea e patriarca delle Indie Occidentali, assistito da Manuel Ferrer y Figueredo (Ch), arcivescovo titolare di Edessa di Osroene, e da Joaquín Eleta (Ch), arcivescovo titolare di Tebe. Il 6 settembre fu nominato Nunzio Apostolico in Francia dove giunse il 19 ottobre.

Lo attendeva una missione non facile, data la tensione esistente tra la S. Sede e la Francia, dopo l'occupazione dei possedimenti pontifici di Avignone e del Contado Venassino da parte delle truppe francesi avvenuta nel 1768. La controversia fu risolta dal neo eletto nunzio in modo soddisfacente per entrambi le parti. Negli anni seguenti il Doria non svolse un ruolo di primo piano tra i diplomatici accreditati alla corte di Luigi XVI, dato il peso sempre più scarso che veniva ad assumere lo Stato della Chiesa nella politica europea.

Nel concistoro del 14 febbraio 1785 venne elevato alla porpora cardinalizia. Lasciò la Francia per rientrare a Roma dove l'11 aprile ottenne il titolo di cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli e il 19 dicembre fu nominato dal papa legato di Urbino. Tenne la legazione fino al marzo del 1794.

Il 16 marzo 1797 venne nominato Cardinale Segretario di Stato e si trovò a gestire la non facile situazione creatasi con l'occupazione francese di Roma per mano delle truppe napoleoniche. Dal 1º aprile 1797 divenne inoltre Prefetto della Consulta, della Sacra Congregazione di Loreto e membro del Sant'Uffizio.

Dopo l'ingresso delle truppe francesi, l'11 febbraio 1798 il Doria accettava di concelebrare con altri tredici cardinali una messa solenne con Te Deum, quale ringraziamento per la "recuperata libertà del popolo romano". Ma due giorni dopo fu intimato al papa di abbandonare Roma e, contemporaneamente, anche i cardinali cominciavano a lasciare la città. L'8 marzo il Doria, insieme con i cardinali Stefano Borgia, Leonardo Antonelli, della Somaglia, Filippo Carandini e Aurelio Roverella, veniva arrestato e tradotto prima nel convento delle Convertite al Corso, trasformato in carcere, poi a Civitavecchia, nel convento dei domenicani. Fu espulso dal territorio della Repubblica Romana, e dopo aver fatto tappa a Porto Santo Stefano, il 13 aprile raggiunse a Siena Pio VI. Due giorni dopo partì per Genova.

Nei mesi seguenti percorse varie città dell'Italia settentrionale, da dove inviò alle corti cattoliche e allo zar Paolo I lettere di protesta per la situazione degli ecclesiastici della Repubblica Romana. Dopo la morte di Pio VI, avvenuta in esilio a Valence il 29 agosto 1799, il Doria si portò a Venezia per la celebrazione del conclave.

Fu eletto papa Pio VII con il quale poté fare rientro nella città eterna il 3 luglio 1800. Fu segretario del Memorandum dall'11 agosto 1800, venne quindi nominato prosegretario di Stato durante la breve assenza del cardinale Ercole Consalvi, incaricato a Parigi di negoziare il concordato con la Francia, dal 6 giugno a 31 luglio 1801. Fu pro-camerlengo di Santa Romana Chiesa dal 1801 e mantenne tale incarico sino alla sua espulsione da Roma ad opera dei francesi napoleonici nella primavera del 1808. Fu nominato protettore dell'Ordine dei Serviti nel 1802 e dei Francescani. In settembre optò per il titolo cardinalizio di Santa Cecilia. Passò nel 1803 all'ordine dei cardinali vescovi con il titolo della cardinale vescovo di Frascati, mantenendo in commendam il titolo di santa Cecilia.

Fu nominato nuovamente prosegretario di Stato ai primi di febbraio del 1808. Con l'ingresso a Roma delle truppe del generale Miollis, la sua azione fu volta a evitare disordini nella città e a mantenere buoni rapporti con i francesi. Questo comportamento moderato evitò inutili rappresaglie da parte delle truppe d'occupazione, ma non impedì che venissero prese dure misure nei confronti della Curia Romana. Nel marzo al Doria, come a tutti i cardinali non romani, fu intimato di raggiungere i luoghi d'origine. Soggiornò quindi prima a Parma, presso la nipote Maria Vittoria, poi a Genova e a Pegli, ove si trattenne fino al settembre 1809, quando il ministro dei Culti francese gli ordinò di raggiungere Parigi. Qui fissò la sua residenza insieme con gli altri cardinali di Curia.

Il 2 aprile 1810, prese parte con altri tredici porporati al secondo matrimonio di Napoleone, divenendo quindi membro dei cosiddetti "cardinali rossi".[1] Nel 1811 venne designato da Napoleone stesso quale sub-decano del Sacro Collegio dei Cardinali e venne inviato a Savona ove Pio VII era prigioniero, per richiedere a lui l'approvazione delle decisioni prese dal consiglio nazionale a Parigi. Fu proprio grazie alla sua azione mediatrice che furono riprese le trattative tra le due autorità, e Napoleone ne approfittò per far firmare al papa, ormai in precarie condizioni di salute, il progetto di convenzione tra la Francia e la Santa Sede, impropriamente noto come il Concordato di Fontainbleau.

Rientrato il papa in Italia, dopo che Napoleone aveva ridato la libertà a lui e agli ecclesiastici deportati in Francia, il Doria gli andò incontro a Foligno e rassegnò nelle sue mani le dimissioni dalle cariche di segretario dei Memoriali e pro-camerlengo che ancora deteneva, dimissioni volute dalla Curia romana per il suo comportamento durante il soggiorno a Parigi.

Nel 1814 optò per la sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina, mantenendo sempre il titolo di Santa Cecila in commendam. Venne contestualmente riconosciuto ufficialmente quale sub-decano del Sacro Collegio dei Cardinali.

Morì il 10 febbraio 1816. La salma fu esposta nella chiesa romana di Santa Maria in Vallicella, dove ebbero luogo anche i funerali. Venne sepolto quindi nella chiesa di Santa Cecilia.

Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Nunzio apostolico in Francia Successore: Emblem Holy See.svg
Bernardino Giraud 6 settembre 1773 - 14 febbraio 1785 Antonio Dugnani I
II
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VI
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con
con
Bernardino Giraud {{{data}}} Antonio Dugnani
Predecessore: Cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli Successore: CardinalCoA PioM.svg
Lazzaro Opizio Pallavicino 11 aprile 1785 - 20 settembre 1802 Girolamo della Porta I
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con
con
Lazzaro Opizio Pallavicino {{{data}}} Girolamo della Porta
Predecessore: Cardinale Segretario di Stato di Sua Santità Successore: Emblem Holy See.svg
Ignazio Busca 16 marzo 1797 - 29 agosto 1799 Ercole Consalvi I
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con
con
Ignazio Busca {{{data}}} Ercole Consalvi
Predecessore: Pro-Camerlengo di Santa Romana Chiesa Successore: Sede vacante.svg
Romoaldo Braschi-Onesti 13 novembre 1801 - 19 maggio 1814 Bartolomeo Pacca I
II
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con
con
Romoaldo Braschi-Onesti {{{data}}} Bartolomeo Pacca
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Cecilia Successore: CardinalCoA PioM.svg
Hyacinthe Sigismond Gerdil, B. 20 settembre 1802 - 10 febbraio 1816
Titolo presbiterale in commendam dal 26 settembre 1803
Giorgio Doria Pamphilj Landi I
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con
con
Hyacinthe Sigismond Gerdil, B. {{{data}}} Giorgio Doria Pamphilj Landi
Predecessore: Cardinale vescovo di Frascati Successore: CardinalCoA PioM.svg
Enrico Benedetto Stuart 26 settembre 1803 - 26 settembre 1814 Giulio Maria della Somaglia I
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con
con
Enrico Benedetto Stuart {{{data}}} Giulio Maria della Somaglia
Predecessore: Cardinale vescovo di Porto e Santa Rufina Successore: CardinalCoA PioM.svg
Alessandro Mattei 26 settembre 1814 - 10 febbraio 1816 Antonio Dugnani I
II
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con
con
Alessandro Mattei {{{data}}} Antonio Dugnani
Predecessore: Sottodecano del Collegio Cardinalizio Successore: Sede vacante.svg
Alessandro Mattei 26 settembre 1814 - 10 febbraio 1816 Antonio Dugnani I
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con
Alessandro Mattei {{{data}}} Antonio Dugnani
Note
  1. I 14 cardinali ricordati come "cardinali rossi" per aver partecipato alla cerimonia nuziale, erano: Giuseppe Maria Doria Pamphilj, Antonio Maria Doria Pamphilj, Ippolito Antonio Vincenti Mareri, Antonio Dugnani, Antonio Felice Zondadari, Giuseppe Maria Spina, Carlo Francesco Caselli, Aurelio Roverella, Antonio Despuig y Dameto, Fabrizio Ruffo, Giuseppe Albani, Charles Erskine, Alphonse-Hubert de Latier de Bayane e Jean-Siffrein Maury.
Bibliografia
  • Marina Formica «DORIA PAMPHILI LANDI, Giuseppe». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Roma : Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Vol. 41 (1992) (online)

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