Museo Pio Cristiano (Musei Vaticani)

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1leftarrow.png Voce principale: Musei Vaticani.


Museo Pio Cristiano (Musei Vaticani)
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Statua del Buon Pastore (fine III - inizi IV secolo d.C.), marmo
Categoria Musei pontifici
Stato bandiera Città del Vaticano
Regione ecclesiastica [[]]
Regione
Provincia
Comune Città del Vaticano
Località o frazione {{{Località}}}
Diocesi Diocesi di Roma
Vicariato Generale dello Stato della Città del Vaticano
Indirizzo Viale Vaticano
00165 Roma (RM)
Telefono +39 06 69884676, +39 06 69883145
Fax +39 06 69884019
Posta elettronica musei@scv.va
Sito web [1]
Proprietà Santa Sede
Tipologia archeologico, arte sacra
Contenuti lapidi, mosaici, reperti archeologici, sculture
Servizi accoglienza al pubblico, audioguide, archivio storico, biblioteca, biglietteria, bookshops, caffetteria, didattica, fototeca, guardaroba, laboratorio di restauro, punti ristoro, visite guidate, organizzazione e sale per eventi e mostre temporanee, mediateca
Sistema museale di appartenenza Musei Vaticani
Sede Museo Nuova ala dei Musei Vaticani
Datazione sede 1963 - 1970
Sede Museo 2°
Datazione sede 2°
Fondatori papa Pio IX, Giovanni Battista de Rossi, padre Giuseppe Marchi
Data di fondazione 1854
Note
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Coordinate geografiche
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Il Museo Pio Cristiano, parte integrante dei Musei Vaticani, venne fondato nel 1854 da papa Pio IX, due anni dopo l'istituzione della Commissione di Archeologia Sacra, che aveva il compito di condurre gli scavi nelle catacombe, mentre nel Museo si sarebbero conservati quei reperti che non era possibile lasciare in sito.

Il Museo, inizialmente allestito nel Palazzo del Laterano dagli archeologi padre Giuseppe Marchi e Giovanni Battista de Rossi, nel 1963, venne trasferito in Vaticano per volontà di papa Giovanni XXIII nel nuovo edificio progettato dallo Studio di architettura dei fratelli Fausto, Lucio e Vincenzo Passarelli per accogliere le collezioni già presenti nel Palazzo lateranense. Il nuovo allestimento fu inaugurato da papa Paolo VI nel 1970.

Percorso espositivo ed opere

L'itinerario museale presenta opere e reperti archeologici, databili dal II al V secolo, tra i quali si notano:

  • Cippo di Abercio (seconda metà del II secolo), vescovo di Geropoli (Frigia), vissuto all'epoca dell'imperatore Marco Aurelio (161 - 180 d.C.). Il cippo è formato da due frammenti ritrovati nel 1883 dall'archeologo scozzese, William Mitchell Ramsay, a Hieropolis, e successivamente donati a papa Leone XIII. Nell'iscrizione, sant'Abercio, nella parte iniziale del testo si proclama: "Discepolo del pastore puro che pascola greggi per monti e pianure...", e dopo aver ricordato alcuni viaggi, aggiunge: "Dovunque mi spinse la fede, e m'imbandì per il cibo il pesce di fonte... incontaminato, che la Vergine pura prende e ogni giorno porge agli amici, perché ne mangino, con vino eccellente che offre mescolato al pane.": questa epigrafe è la più antica iscrizione di contenuto eucaristico.
  • Sarcofago con Gesù Cristo pastore e i dodici apostoli, in marmo, ritrovato nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura.
  • Statua del Buon Pastore (fine III - inizi IV secolo d.C.), in marmo: questa scultura è attualmente il logo della Conferenza Episcopale Italiana.[1]
  • Sarcofago con pastori e vendemmia (seconda metà del IV secolo), in marmo, rinvenuto nei pressi del Cimitero di Pretestato lungo la Via Appia. La decorazione dei quattro lati è distribuita su due registri, dove sono raffigurate:
    • Le quattro stagioni, attraverso i caratteristici lavori agricoli.
  • Sarcofago a forma di vasca (metà del III secolo), in marmo, rinvenuto nel 1881 sulla Via Salaria, vicino al Mausoleo di Lucilio Peto, ed acquistato da papa Leone XIII nel 1891. Nel sarcofago è raffigurato:
    • al centro, Pastore con un montone sulle spalle e altri due ai piedi;
    • a sinistra, Uomo barbato, seduto in abito di filosofo, in atto di insegnare ai due uditori;
    • a destra, Una donna in piedi, una seduta ed un'altra dietro;
    • alle due estremità, Due grandi arieti.
  • Sarcofago del "Dogmatico" (metà del IV secolo), in marmo, rinvenuto nei pressi della Basilica di San Paolo, costituisce uno dei più importanti documenti della scultura di soggetto cristiano di epoca costantiniana. La fronte del sarcodago è articolata in due registri con Storie dell'Antico e Nuovo Testamento con un clipeo centrale a conchiglia liscia contenete i Ritratti dei due defunti.[2]
  • Fronte di sarcofago (primo quarto del IV secolo), in marmo: questa è articolata in due registri con Storie dell'Antico e Nuovo Testamento con un clipeo centrale a conchiglia rigata contenete i Ritratti dei due defunti.
  • Sarcofago con Monogramma di Cristo, storie dell'Antico e Nuovo Testamento (seconda metà del IV secolo), in marmo, rinvenuto nella cripta della Basilica di San Paolo.
  • Frammento di sarcofago con Adorazione dei Magi (metà del IV secolo), in marmo. Nell'opera è raffigurata:
  • Frammento di fronte di sarcofago con Natività di Gesù (metà del IV secolo), in marmo.

Galleria fotografica

Note
  1. Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 1, Editore Electa-Bruno Mondadori, Firenze 1991, p. 301
  2. Ranuccio Bianchi Bandinelli, Mario Torelli, L'Arte dell'Antichità classica. Etruria e Roma, Editore UTET, Torino 1986, n. 199
Bibliografia
  • AA.VV., Guida ai Musei e alla Città del Vaticano, Editore Scala, Firenze 1989, pp. 133 - 138
  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Editore Touring, Milano 2005, p. 107 ISBN 9788836536535
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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