Orazione di Gesù Cristo nell'orto di Gethsemani (Andrea Mantegna)

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Andrea Mantegna, Orazione di Gesù Cristo nell'orto di Gethsemani (14581460 ca.), tempera su tavola
Orazione di Gesù Cristo nell'orto di Gethsemani
Opera d'arte
Stato

bandiera Regno Unito

Nazione bandiera Inghilterra
Regione ecclesiastica [[|]]
Contea City of London
Comune

Londra

Località
Diocesi Westminster
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica National Gallery, sala 62
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto Gesù Cristo prega nell'orto di Gethsemani
Datazione 1458 - 1460 ca.
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Andrea Mantegna

Altre attribuzioni
Materia e tecnica tempera su tavola
Misure h. 62,9 cm; l. 80 cm
Iscrizioni OPVS ANDREAE MANTEGNA
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
opera firmata
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

36Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». 37E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». 39Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!»...
40Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? 41Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 42Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». 43Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. 44Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole.
Virgolette chiuse.png

L’Orazione di Gesù Cristo nell'orto di Gethsemani è un dipinto, eseguito tra il 1458 ed il 1460 circa, da Andrea Mantegna (14311506), conservato nella National Gallery di Londra (Gran Bretagna).

Descrizione

Ambientazione

La scena è ambientata in un arido paesaggio roccioso, avvolto in un'atmosfera cupa e crepuscolare, che accentua con i contrasti cromatici la drammaticità dell'evento.

Sullo sfondo, alle pendici di un erto monte, si vede la città ideale di Gerusalemme immaginata colma di monumenti presi in prestito da Venezia e da Roma, ma le mura chiaramente restaurate sono un riferimento erudito ai passi biblici che ne narrano le numerose distruzioni e riparazioni.

Soggetto

Nel dipinto, che presenta l'episodio della Orazione di Gesù Cristo nell'orto di Gethsemani, compaiono:

  • Gesù Cristo, solitario, scosso da un profondo turbamento, prega inginocchiato su uno sperone rialzato del monte degli Ulivi sagomato come se fosse un altare.
  • Cinque angeli appaiono a Gesù e gli preannunciano il destino mostrandogli gli strumenti della passione.
  • Apostoli (san Pietro, san Giacomo e san Giovanni), in primo piano, dormono profondamente in riva ad un fiume che sembra un canale scavato fra lisce pareti rocciose. I tre apostoli sono stati invitati da Cristo a seguirlo nell'orto, ma si sono addormentati, mentre gli stessi avevano vegliato in occasione della Trasfigurazione.
  • Soldati, sullo sfondo, stanno arrivando ad arrestare Cristo, guidati da Giuda Iscariota, che indica loro la via esplicitamente distendendo il braccio.

Inoltre, nella scena sono presenti alcuni dettagli, resi con grande cura, spesso di valore simbolico, come:

  • l'albero secco e un sinistro avvoltoio sono simboli di morte;
  • i germogli ed il pellicano (che si credeva nutrisse i propri figli strappandosi le proprie carni, sacrificandosi insomma come il Cristo) sono simboli di speranza per il futuro;
  • il coniglio allude all'anima che tende a Dio;
  • l'albero divelto allude al peccato;
  • gli aironi sono un simbolo di Gesù.

Iscrizione

Nel dipinto, sulla roccia vicino alla testa di san Giovanni evangelista, figura la firma del pittore:

« OPVS ANDREAE MANTEGNA »

Notizie storico-critiche

Non si conoscono le circostanze di esecuzione del dipinto, che viene in genere paragonato, sia stilisticamente che cronologicamente, a due opere con lo stesso tema e schema compositivo:

L'opera appartenne alla famiglia degli Aldobrandini a Roma, dalla quale pervenne, nel 1845, al cardinale Fesch, dopodiché alla collezione Northbrook, per poi essere acquistata nel 1894 dalla National Gallery di Londra.

Note
Bibliografia
  • Giovanni Agosti et al., Mantegna, Editore Hazan, Parigi 2008 - ISBN 9782754103107
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 2, Editore Electa-Bruno Mondadori, Milano 1990, pp. 336 – 337, 387 ISBN 9788842445227
  • Giorgio Cricco et. al., Itinerario nell'arte, vol. 2, Editore Zanichelli, Bologna 1999, p. 361 ISBN 9788808079503
  • Alberta De Nicolò Salmazo, Mantegna, Editore Electa, Milano 1997
  • Francesca Marini, Mantegna, col. "I Grandi Maestri dell'Arte", Editore Skira, Milano 2003, pp. 84 - 85
  • Jane Martineau, Andrea Mantegna, Editore Olivetti-Electa, Milano 1992
  • Tatjana Pauli, Mantegna, col. "Art Book", Editore Leonardo Arte, Milano 2001 - ISBN 9788883101878
  • Rolf Toman (a cura di), Arte italiana del Rinascimento: architettura, scultura e pittura, Editore Könemann, Colonia 1998, p. 366 ISBN 9783829020404
  • Stefano Zuffi, La pittura italiana, Editore Mondadori-Electa, Milano 1997, p. 82 ISBN 9788843559114
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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