Utente:Quarantena/Nazaret

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Nazaret
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Panorama di Quarantena/Nazaret
{{{didascalia}}}
Stato: bandiera Israele
Superficie 14,2 km²
Abitanti 64.800  (2006)
Coordinate geografiche
Coordinate: 32°42′00″N 35°18′11″E / 32.700, 35.303
Mappa di localizzazione New: Israele
Quarantena/Nazaret
Quarantena/Nazaret (Israele)
Sito istituzionale

Nazaret è una città di 60.000 abitanti del distretto Nord di Israele, situata nella storica regione della Galilea.

Deve la sua fama al fatto, testimoniato dai Vangeli, che vi avvenne l'Annunciazione; cioè l'annuncio della nascita di Gesù Cristo, che venne fatto a sua madre Maria dall'angelo Gabriele. Qui, inoltre, lo stesso Gesù vi abitò durante la sua infanzia e giovinezza.

Nazaret nella storia e nell'archeologia

Nazaret non è menzionata né nell'Antico Testamento, né dallo storico Giuseppe Flavio, né nel Talmud. San Girolamo nel V secolo affermava che fosse un viculus, ovvero un piccolo villaggio, abitato da un centinaio di persone, nei dintorni di Sepphoris, una città romana ellenistica, che dista circa 6,5 km.

Nel 1962 un'iscrizione ebraica trovata a Cesarea, datata tra la fine del III secolo e l'inizio del IV, cita Nazaret come uno dei luoghi in cui le classi sacerdotali risiedevano dopo la grande rivolta Giudaica. Dai tre frammenti trovati, è possibile mostrare che l'iscrizione era una lista completa delle 24 classi sacerdotali (cfr. 1Cr 24,7-19), dove a ciascuna classe (o famiglia) era assegnato il suo ordine e il nome di ogni città o villaggio in Galilea dove si era stabilita.

Giulio Africano (circa 200), citato da Eusebio (Storia Ecclesiastica 1.7.14), parla di Nazaret come un villaggio ebreo, e nello stesso passo parla di desposunoi, o parenti di Gesù, che provenivano da Nazaret e dalla vicina Cochaba e conservavano nota della loro discendenza con grande cura. Inoltre, un martire chiamato Conone, che morì in Panfilia sotto Decio (249-251), dichiarò al suo processo:

«Io sono della città di Nazaret in Galilea, e sono un parente di Cristo che io servo, come i miei antenati hanno fatto.»[1][2]

Epifanio, che morì nel 402, dice, basandosi su una conversazione con un certo Giuseppe che costruiva chiese a Sepphoris e altre città, che fino al tempo di Costantino (IV secolo) Nazaret era abitata solo da ebrei. Questo potrebbe implicare che al tempo di Epifanio vi abitavano alcuni cristiani non ebrei (e non esclude che degli ebrei credenti in Cristo vi abitassero in precedenza); è incerto se questo Giuseppe abbia costruito chiese anche a Nazaret o Cafarnao. Nel VI secolo, storie sulla Madonna iniziarono a suscitare interesse sul luogo tra i pellegrini, tra i quali Sant'Elena di Costantinopoli, che fondò la Basilica dell'Annunciazione e associò un pozzo a Maria. Nel 570, l'Anonimo di Piacenza racconta di aver viaggiato da Sepphoris a Nazaret e fa cenno alla bellezza delle donne ebree del luogo, che dicono che Maria era loro parente, e annota:

«La casa della santa Maria è una basilica.»[3]

Jack Finegan scrive sull'archeologia di Nazaret:

«La vita umana più antica nella regione di Nazaret è attestata dal cranio trovato nel 1934 da R. Neuville in una caverna circa un miglio e mezzo a sud-est della città, un cranio che potrebbe essere più antico di quello dell'uomo di Neandertal. Nella stessa Nazaret un complesso di caverne sepolcrali è stato trovato nella città alta nel 1963, nel quale vi era del vasellame della prima parte della media età del bronzo.»[4]

«Giù, nell'area della Basilica latina dell'Annunciazione, c'era certamente un antico villaggio abitato per lungo tempo. La ricerca archeologica dentro e intorno a questa chiesa è stata condotta da Benedict Vlaminck nel 1892, da Prosper Viaud nel 1889 e 1907-1909 e da Bellarmino Bagatti dal 1955 in poi, quando la preesistente chiesa del XVIII secolo (1730) fu demolita per fare posto alla nuova e più grande Basilica dell'Annunciazione. L'area sotto e intorno alla chiesa, così come alla chiesa di San Giuseppe non lontano, era chiaramente quella di un villaggio agricolo. C'erano numerose grotte, silos per il grano, cisterne per acqua e olio; presse per uva e olive, e pietre di mulino.
Mentre i silos sono di un tipo trovato a Tell Abu Matar fin dall'era del Calcolitico, il vasellame più antico ritrovato in essi qui a Nazaret è della seconda età del ferro (900-600 a.C.). Vardaman richiama l'attenzione alla caratteristica grande giara con un piccolo "imbuto" a fianco dell'imboccatura: questa appendice, chiaramente disegnata come un imbuto, è semplicemente attaccata alla spalla, e non fora la parete della giara. Altro vasellame del sito comprende una piccola parte del periodo Ellenistico, una parte maggiore di quello Romano, e la parte più grande del periodo Bizantino.
Delle numerose grotte almeno alcune sono servite per uso domestico e sono state anche modificate architetturalmente per questo scopo. Una di queste, dove dei muri sono stati costruiti davanti a una grotta per farne un'abitazione, sotto il convento annesso alla Basilica dell'Annunciazione. Sono state trovate anche ventitré tombe, la maggior parte a una distanza dai 200 ai 700 metri dalla basilica verso nord, ovest, e sud. Siccome queste devono essere state fuori del villaggio, la loro posizione dà un'idea dei limiti dell'insediamento. Diciotto delle tombe sono del tipo kokim, che era noto in Palestina circa dal 200 a.C., e diventò in pratica il tipo standard di tomba ebraica. Due delle tombe, l'una a soli 60 metri dall'altra, 400 metri a sud-ovest dalla Basilica dell'Annunciazione, contenevano ancora oggetti come lampade di ceramica e vasi e recipienti di vetro, e queste datano probabilmente dal I al III o IV secolo dell'era cristiana. Quattro delle tombe erano chiuse con pietre rotolate, un tipo di chiusura tipico del tardo periodo ebraico fino al 70 d.C.. Dalle tombe, pertanto, si può concludere che Nazaret era un insediamento fortemente ebraico nel periodo Romano.»[5]

Richard Carrier commenta inoltre:

«Si vedano: Nazareth, Avraham Negev & Shimon Gibson, eds., Archaeological Encyclopedia of the Holy Land, new ed. (2001); e B. Bagatti, Excavations in Nazareth, vol. 1 (1969), specialmente le pp. 233-34, che discutono quattro basi di colonne di calcite, che furono riutilizzate in una struttura posteriore, ma sono datate prima della Guerra dalla loro somiglianza stilistica con sinagoghe e costruzioni romane della Giudea del I secolo, e dal fatto che contengono iscrizioni nabatee (che suggeriscono una costruzione precedente a quando i sacerdoti ebrei migrarono a Nazaret dopo la guerra), e anche dal loro materiale povero (calcite invece di marmo); le pp. 170-71 discutono frammenti di marmo con iscrizioni aramaiche datate paleograficamente verso la fine del I secolo o inizio del II, che dimostrano che a Nazaret vi erano strutture di marmo poco dopo l'epoca in cui i Vangeli furono scritti (se non prima).»[6]

Ci sono dunque prove certe che Nazaret era un insediamento ebraico, sia prima che dopo la prima rivolta ebraica del 70 d.C.; non è quindi sostenibile la teoria di alcuni storici critici che relegano al mito l'esistenza di questa città prima dell'Alto Medioevo.

Nazaret e i Vangeli

Fontana della Vergine: è un'antica fontana di Nazaret risalente al I secolo, al tempo di Maria; è simbolo della cittadina.

I Vangeli affermano concordemente che Gesù, sebbene nato a Betlemme, era cresciuto a Nazaret (Mt 2,23; 4,13; 21,11; Mc 1,19; Lc 1,26; 2,4; 2,39; 2,51; 4,16; Gv 1,45.46).

Matteo inoltre afferma esplicitamente che l'appellativo "Gesù Nazareno", col quale Gesù era conosciuto, indicava la sua provenienza da Nazaret (Mt 2,23); questo è anche il parere della maggioranza assoluta dei commentatori.

Non mancano alcuni critici, che sostengono una incongruenza fra l'episodio di Gesù inseguito per essere spinto dal monte e la geografia di Nazaret. Questa rimane comunque un'ipotesi abbastanza debole, e non vi sono teorie che possano sostituire adeguatamente l'interpretazione cattolica. Inoltre, la Grotta dell'Incarnazione, che si trova nella cripta della Basilica dell'Annunciazione (che è costruita su di essa), è da sempre indicata dalla tradizione come il luogo della casa di Maria, in cui ella ricevette la visita dell'arcangelo Gabriele. Gli scavi, durante la costruzione della basilica moderna (edificata verso il 1960), hanno messo in luce i resti di due chiese precedenti, una bizantina e una crociata, che testimoniano l'antichità di questa tradizione.

La casa era per metà scavata nella roccia, e per metà costruita in muratura davanti all'imboccatura della grotta; documenti dell'epoca confermano che la costruzione in muratura esisteva sul posto fino al 1291, quando fu rimossa e trasportata a Loreto, nelle Marche, dove è venerata col nome di Santa Casa.

Nazaret ed il mondo cristiano

Soprattutto a partire dal 1800 la cittadina di Nazaret ha esercitato un forte influsso sul pensiero religioso cristiano, in particolare quello cattolico. La fine del potere temporale della Chiesa, ma soprattutto l'accentuarsi del ruolo dei laici nella Chiesa ha posto l'attenzione dei cattolici sul periodo di vita che Cristo ha condotto proprio a Nazaret, prima di iniziare, all'età di trent'anni, la sua predicazione. Sono, infatti, nate varie congregazioni religiose ispirate alla Famiglia di Nazaret (vedi Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth) e molti mistici e santi cattolici hanno trovato nella vita nascosta di Cristo un motivo di ispirazione (vedi Charles de Foucauld).

Note
  1. Citato da Clemens Kopp, Die heiligen Stätten der Evangelien
  2. Citato da (I luoghi sacri dei vangeli), Friedrich Pustet, Regensburg, 1959: pagina 90
  3. Citato da P. Geyer, Itinera Hierosolymitana saeculi, Lipsiae: G. Freytag, 1898: pagina 161
  4. Citato nella Revue Biblique 70 [1963], p. 563; 72 [1965], p. 547
  5. Citato in The Archaeology of the New Testament, Princeton University Press: Princeton, 1992: pp. 44-46
  6. Citato nel sito della Columbia
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