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Tommaso de Vio
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
| Tommaso (al secolo Giacomo) De Vio, O.P. Cardinale | |
|---|---|
| Età alla morte | 65 anni |
| Arcivescovo dal | 1517 |
| Creazione a Cardinale | 1517 da Leone X (vedi) |
| Ruoli ricoperti | arcivescovo di Palermo |
Tommaso (al secolo Giacomo) De Vio, detto il Cardinal Caetano o Gaetano (Gaeta, 20 febbraio 1469 – Roma, 10 agosto 1534), è stato un cardinale e arcivescovo italiano. Religioso domenicano, fu generale dell'Ordine nel 1508: fu teologo e diplomatico pontificio.
Biografia
Nel 1484 entrò tra i frati Domenicani del monastero di Gaeta, dove assunse il nome di Tommaso, e proseguì i suoi studi in teologia e filosofia a Napoli, Bologna e Padova.
Fu professore di teologia presso le università di Pavia e Roma, ed in questo campo acquisì una considerevole fama in seguito ad un pubblico dibattito con Pico della Mirandola nel 1494 a Ferrara.
Dal 1508 al 1518 divenne generale dell'Ordine e consigliere dei papi; dimostrò grande zelo nel difendere i diritti papali contro il Concilio di Pisa, in una serie di pubblicazioni che furono messe al bando dalla Sorbona e bruciate per ordine del re Luigi XII di Francia.
Nel 1517 Papa Leone X lo elevò a cardinale e arcivescovo di Palermo, l'anno seguente divenne arcivescovo di Gaeta.
Nel 1518 venne inviato in Germania come Legato Apostolico per partecipare alla Dieta di Francoforte, si adoperò con profitto per l'elezione di Carlo V d'Asburgo ad Imperatore del Sacro Romano Impero il 28 giugno 1519 (prevalendo sull'altro concorrente Francesco I Re di Francia), e lì cercò di arginare la nascente Riforma protestante di Martin Lutero (12-14 ottobre 1518). Il dialogo tra il Caietano e Lutero, pur nella divergenza delle posizioni, si prospettava proficuo, mantenendosi su un piano teologico, storico e dottrinale. Forse proprio per questo, le forze interessate, per motivi politici, alla rottura tra principi luterani e Chiesa ne impedirono un'ulteriore prosecuzione.
Nel 1523 fino al 1524 organizzò la resistenza contro i Turchi in Germania, Polonia e Ungheria.
Nel 1527 venne fatto prigioniero durante il Sacco di Roma dai Lanzichenecchi, inviati in Italia da Carlo V per punire il Papa Clemente VII per il tradimento della parola datagli, poi venne liberato.
Nel 1534 pronunciò la sentenza definitiva di validità del matrimonio di Enrico VIII d'Inghilterra e Caterina d'Aragona, rifiutando il divorzio al sovrano inglese.
Oltre che per la produzione teologica secondo la linee della scuola tomista, produzione che lo colloca tra i pensatori di maggior rilievo della cosiddetta Seconda Scolastica, Tommaso De Vio si distinse anche come esegeta. Supplì alla sua scarsa conoscenza dell'ebraico consultando esperti rabbinici e grazie alla sua familiarità con il testo greco. Tra il 1523 e il 1532 pubblicò in vari volumi una traduzione e commentario letterario della Bibbia che comprende larga parte dell'Antico Testamento e quasi tutto il Nuovo Testamento con l'eccezione dell'Apocalisse di Giovanni. La sua enfasi sulla ricerca del significato letterario del testo lo pone alle origini della moderna tradizione esegetica cattolica.
Morì a Roma nel 1534.
Successione degli incarichi
| Predecessore: | Maestro Generale dell'ordine dei predicatori | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Jean Clérée | 1508-1518 | Juan García Loaysa |
Opere principali
- Commentaria super tractatum De ente et essentia Thomae de Aquino (1496)
- De nominum analogia (1498)
- Commentaria in III libros Aristotelis De anima (1509)
- Jentacula N.T., expositio literalis sexaginta quatuor notabilium sententiarum Novi Test. (Roma, 1525)
- In Porphyrii Isagogen ad Praedicamenta Aristotelis (1587)
- De conceptu entis.
- Catholic Encyclopedia
- Voce Tommaso De Vio di it.wiki: il materiale ivi presente è stato rielaborato in senso cattolico e integrato
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