Verginità di Maria

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark

1leftarrow.png Voce principale: Maria.

Virgolette aperte.png
Fin dalle prime formulazioni della fede,[1] la Chiesa ha confessato che Gesù è stato concepito nel seno della Vergine Maria per la sola potenza dello Spirito Santo, ed ha affermato anche l'aspetto corporeo di tale avvenimento: Gesù è stato concepito "senza seme [...], per opera dello Spirito Santo".[2] Nel concepimento verginale i Padri ravvisano il segno che si tratta veramente del Figlio di Dio, il quale è venuto in una umanità come la nostra:
« Così, sant'Ignazio di Antiochia (inizio II secolo): "Voi siete pienamente convinti riguardo a nostro Signore che è veramente della stirpe di Davide secondo la carne,[3] Figlio di Dio secondo la volontà e la potenza di Dio,[4] veramente nato da una Vergine; [...] veramente è stato inchiodato [alla croce] per noi, nella sua carne, sotto Ponzio Pilato. [...] Veramente ha sofferto, così come veramente è risorto".[5] »

[..] L'approfondimento della fede nella maternità verginale ha condotto la Chiesa a confessare la verginità reale e perpetua di Maria[6] anche nel parto del Figlio di Dio fatto uomo.[7] Infatti la nascita di Cristo "non ha diminuito la sua verginale integrità, ma l'ha consacrata".[8] La liturgia della Chiesa celebra Maria come la "Aeiparthenos", "sempre Vergine".[9]

Virgolette chiuse.png

La dottrina della Verginità di Maria si riferisce al fatto che Maria concepì Gesù, il Figlio di Dio, "per opera dello Spirito Santo" (Simbolo Apostolico; cfr. Mt 1,18-25; Lc 1,26-38), senza intervento maschile.

Si parla anche della Verginità perpetua di Maria, insegnata da alcuni Padri della chiesa dal V secolo e formalmente definito dalla Chiesa nel secondo Concilio di Costantinopoli del 553[10], secondo il quale Maria è rimasta vergine "prima, durante e dopo il parto".

In tale ottica i "fratelli di Gesù", nominati nei Vangeli, sono non figli di Maria, ma cugini, come ritenuto costantemente dalla tradizione cattolica e dai primi riformatori protestanti[11], o al limite fratellastri figli di un precedente matrimonio di Giuseppe, come sostiene la tradizione ortodossa.

In seguito al dogma Maria viene comunemente chiamata Maria Vergine, ed è detta la Vergine per antonomasia.

Fondamento biblico

Il dogma della Verginità di Maria si fonda soprattutto sull'affermazione del Vangelo secondo Matteo:

« Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù»

Il testo dice che Gesù nacque in modo miracoloso senza che Maria e Giuseppe si conoscessero, ovvero senza che avessero rapporti sessuali, secondo il senso usuale dell'espressione semitica. L'intenzione di Matteo non è tanto quella di far sapere che Maria non ebbe rapporti con Giuseppe nella concezione del bambino, attribuita inizialmente allo Spinto Santo (Mt 1,8), ma di legittimare la presenza e l'azione di Giuseppe nei riguardi del Messia; nonostante che egli non ne sia il padre, può essergli al fianco e imporgli persino il nome. Infatti la primitiva generazione cristiana non ha dovuto difendere direttamente la verginità di Maria, ma spiegare la paternità "putativa" di Giuseppe.

Note
  1. Cfr. DS 10-64.
  2. Concilio Lateranense (anno 649), Canone 3: DS 503.
  3. Cfr. Rm 1,3.
  4. Cfr. Gv 1,13.
  5. Sant'Ignazio di Antiochia, Epistula ad Smyrnaeos, 1-2: SC 10bis, p. 132-134 (Funk 1, 274-276).
  6. Cfr. Concilio di Costantinopoli II, Sess. 8a, Canone 6: DS 427.
  7. Cfr. San Leone Magno, Tomus ad Flavianum: DS 291; Ibid.: DS 294; Pelagio I, Lettera Humani generis: DS 442; Concilio Lateranense, Canone 3: DS 503; Concilio di Toledo XVI, Symbolum: DS 571; Paolo IV, Cost. Cum quorumdam hominum: DS 1880.
  8. Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 57: AAS 57 (1965) 61.
  9. Cfr. Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 52: AAS 57 (1965) 58.
  10. Sessione ottava, 2 giugno 553, can. 2, DS 422; viene usata l'espressione ἀειπάρθενος, aeipárthenos, "sempre vergine".
  11. La tradizione protestante recente e contemporanea, pur ammettendo il concepimento verginale di Gesù in Maria, non le riconosce la verginità perpetua, considerando i "fratelli di Gesù" figli di Maria e Giuseppe avuti dopo la nascita di Gesù.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.