Papa Pelagio I

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Pelagio I
Papa
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al secolo Pelagio Vicariani
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Titolo
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Nascita Roma
Morte 4 marzo 561
Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano
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pseudocardinale
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
60° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
16 aprile 556
Consacrazione
Fine del
pontificato
4 marzo 561
(per decesso)
Segretario {{{segretario}}}
Predecessore papa Vigilio
Successore papa Giovanni III
Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali 4 creazioni in 3 concistori
Proclamazioni
Antipapi
Eventi
Venerato da {{{venerato da}}}
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza [[{{{ricorrenza}}}]]
Altre ricorrenze
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Attributi {{{attributi}}}
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di {{{patrono di}}}
Collegamenti esterni
Dati su gcatholic.org
(EN) Scheda su Salvador Miranda
Scheda su santiebeati.it
Pelagio I, al secolo Pelagio Vicariani (Roma; † 4 marzo 561) è stato il 60° vescovo di Roma e papa italiano dal 556 alla sua morte.

Biografia

Proveniente da una nobile famiglia romana, suo padre Giovanni sembra sia stato vicario di una delle due "diocesi" civili, o distretti, nelle quali era stata divisa l'Italia. Pelagio accompagnò papa Agapito I a Costantinopoli, e venne da questi nominato nunzio della Chiesa romana in quella città. Fu il sessantesimo papa della Chiesa cattolica.

Quando papa Vigilio, suo predecessore, si recò a Costantinopoli su ordine dell'imperatore Giustiniano I, Pelagio rimase a Roma come rappresentante del Papa. Totila, re dei Goti, aveva iniziato un blocco della città. Pelagio dilapidò le sue fortune per il bene della popolazione colpita dalla carestia, e cercò di indurre il re a garantire una tregua. Anche se il tentativo fallì, riuscì in seguito a convincere Totila a risparmiare le vite della popolazione quando questi catturò Roma nel dicembre 546. Totila inviò Pelagio a Costantinopoli allo scopo di concordare una pace con Giustiniano I, ma l'Imperatore lo rimandò indietro affinché dicesse che il suo generale, Belisario, aveva il comando in Italia.

Pelagio venne eletto papa come candidato di Giustiniano. Mentre prima della sua consacrazione si oppose agli sforzi di Giustiniano di ottenere un compromesso tra le varie fazioni cristiane, parteggiando per la difesa dei "tre capitoli" come la gran parte della Chiesa d'Occidente, successivamente Pelagio adottò la posizione dell'Imperatore.

Pelagio non fu accolto con favore in Italia; i Vescovi Italiani, infatti, avevano sentito dire per anni che i Tre Capitoli non dovevano essere condannati, e sapevano che Papa Vigilio li aveva difesi. Diverse erano le cause che potevano generare malcontento nella città di Roma: le procedure di nomina imperiale, le accuse di un possibile coinvolgimento di Pelagio nella morte del suo predecessore, la condanna dei Tre Capitoli e la situazione di sfinimento di Roma e delle regioni limitrofe a motivo delle numerose guerre. Pelagio I, comunque, fu consacrato da due soli Vescovi, quello di Perugia e quello di Ferentino, e da un presbitero di Ostia, contrariamente ai canoni che esigevano tre vescovi[1].

L'atteggiamento altalenante assunto in merito alla questione dei Tre Capitoli recò danno alla reputazione del Papato nell'Italia settentrionale, in Gallia e altrove nell'Europa occidentale, e i suoi successori nei 50 anni seguenti spesero molte energie nel riparare al danno.

Pare che, accusato dell'omicidio del proprio predecessore, papa Vigilio, Pelagio fu costretto a giurare solennemente sulla tomba del martire Pancrazio, castigatore degli spergiuri[2]. Il fatto viene riportato dal biografo nel Liber Pontificalis, ed è significativo in quanto restituisce alcune consuetudini liturgiche adottate nella Chiesa di Roma a metà del VI secolo:

(LA) (IT)
« Eondem tempore Narsis et Pelagius papa consilio initio, data laetania ad sanctum Pancratium, cum hymnis et canticis spiritalibus venerunt ad sanctum Petrum apostolum. Qui Pelagius tenens evangelia et crucem Domini super caput suum in ambone ascendit et hic satisfecit cuncto populo et plebi quia nullum malum peregisset contra Viglium. » « Allo stesso tempo, dopo che Narsete e Papa Pelagio si erano accordati, avendo pregato san Pancrazio con le litanie proprie, giungevano a San Pietro Apostolo (alla basilica) con inni e cantici spirituali. Pelagio, tenendo l'Evangeliario e la Croce sopra il proprio capo, raggiungeva l'ambone dal quale assicurava tutti i convenuti della sua estranietà ai fatti contro il predecessore Vigilio. »
(Louis Duchesne, Liber Pontificalis, I, p. 303 )

La dotazione delle chiese di vasa aurea et argentea et pallea ("vasi d'oro e d'argento e lini sacri") è oggetto degli interventi del pontefice sul patrimonio edilizio della Chiesa di Roma, messo ripetutamente in pericolo dall'assedio della città da parte dei Goti; un patrimonio arricchito anche dall'inizio dei lavori per l'edificazione della basilica degli apostoli Filippo e Giacomo, che Pelagio non vedrà finita a motivo della sua morte[3].


Predecessore: Papa Successore: Emblem of the Papacy SE.svg
papa Vigilio 16 aprile 556 - 4 marzo 561 papa Giovanni III I
II
III
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con
con
papa Vigilio {{{data}}} papa Giovanni III
Note
  1. Claire Sotinel, Pelagio I, in Enciclopedia dei Papi, I vol., Roma, 2000, p. 532.
  2. Richard Krautheimer, Roma. Profilo di una città 313-1308, p. 105.
  3. Louis Duchesne, Liber Pontificalis, I, p. 303.
Fonti
Bibliografia
  • Claire Sotinel, Pelagio I, Enciclopedia dei Papi, I, Roma, 2000, pp. 529-536, online.
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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