Maria Vergine

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Santa Maria di Nazaret
Personaggio del Nuovo Testamento
Madre di Dio
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Santa

Madonna della Strada 2010-12-28--08.46.54.jpg

P. Belloni, Madonna della Strada (1908)
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Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
Venerata da Chiesa cattolica,
Chiesa Ortodossa,
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Chiesa copta,
e Chiesa luterana
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza [[]]
Ricorrenze vedi sezione Nella liturgia
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png
Chi ha Maria per madre ha Cristo per fratello.
Virgolette chiuse.png
Santa Maria di Nazaret, in aramaico מרים, Maryām; in greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; in Arabo: مريم, Maryam, è il nome della madre di Gesù. (Palestina, I secolo a.C.; † I secolo), concepita senza peccato, l'arcangelo Gabriele le annunciò che avrebbe concepito verginalmente, per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio, e disse il suo sì generoso.

Curò, con san Giuseppe suo sposo, la prima educazione di Gesù facendosi poi la prima discepola del figlio e seguendolo fin sotto la croce.

Attese con i discepoli di Gesù e i fratelli di lui la venuta dello Spirito Santo nella Pentecoste..

Dopo l'ascensione al cielo di Gesù non si hanno più notizie di lei dai vangeli.

Una tradizione accreditata la vede ad Efeso con San Giovanni dove morì e venne assunta in cielo in anima e corpo.

Nel Nuovo Testamento

Nei Vangeli sinottici

Tra i vangeli sinottici quello che presenta in maniera più diffusa la figura di Maria è quello secondo Luca. Vi si racconta che viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38). La sua adesione totale al piano di Dio ne fa il modello per tutti i credenti:

« Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38)

Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei ed incinta di sei mesi. Da Elisabetta Maria è chiamata "la madre del mio Signore". Maria risponde proclamando il Magnificat (Lc 1,46-55).

Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe, seguendo le indicazioni dell'arcangelo Gabriele impose il nome Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20).

Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono il terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.

I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.

Francesco Botticini, L'Assunzione della Vergine Maria

In Giovanni

Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell'Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo.

Negli Atti degli Apostoli

Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14). Essa fu perciò il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, e per questo è riconosciuta madre della Chiesa (Litanie Lauretane).

Ricerche archeologiche

Ricerche archeologiche condotte alla fine del secolo scorso, sulla base delle visioni della stigmatizzata monaca agostiniana Anna Caterina Emmerich (1774 - 1824), hanno ritrovato a circa 9 Km a sud di Efeso la casa dove la tradizione dice che Maria di Nazaret abitò e fu Assunta alla gloria del cielo.

Nella storia della Chiesa

Nei Vangeli apocrifi

Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa. I genitori di Maria si chiamavano Gioacchino e Anna e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile (quindi ignobile per gli ebrei, che ritenevano la mancanza di figli segno di peccato).

Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù. Maria sarebbe rimasta nel tempio dall'età di tre anni fino al periodo della pubertà e per poi essere promessa sposa a San Giuseppe, che fu miracolosamente designato fra altri aspiranti dalla fioritura di una verga.

Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme.

Nel primo millennio cristiano

L'importanza di Maria fu immediatamente riconosciuta dai primi cristiani, come testimoniano i graffiti sulle pareti della Santa Casa e altri testi dei Padri della Chiesa. Per evitare pericolose eresie cristologiche, la figura di Maria nel primo millennio del cristianesimo è stata oggetto di alcune definizioni dogmatiche, comuni quindi alle Chiese orientali e occidentali, ad esempio:

  • Nascita verginale: il concepimento di Gesù senza padre umano, riportato nel vangelo di Matteo:

« E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesú. »

Nello sviluppo della teologia cattolica

La Fontana di Maria a Nazaret

La teologia cattolica ha sviluppato, nel corso dei secoli, le definizioni, le concezioni, i dogmi e dunque le corrette forme di venerazione della Vergine, basandosi però non su speculazioni astratte (cioè gnostico-intellettuali), bensì sulla Bibbia, sulla Tradizione, sulle parole illuminanti di molti santi, sulle numerose apparizioni di Maria nel corso della storia e sulle sue rivelazioni portate in ogni apparizione (si pensi a Lourdes o Fatima, ad esempio). Tutto ciò è oggetto di studio e di riflessione della mariologia.

In particolare, vi sono stati alcuni santi che hanno scritto opere chiarificatrici riguardo la Vergine: il beato Duns Scoto, San Bernardo di Chiaravalle, San Bonaventura da Bagnoregio, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e molti altri. Essa è presentata -all'unanimità - come la «Madre della misericordia», la «Speranza dei disperati», la «Regina dei miseri», la «Mediatrice di tutte le grazie», il «Refugium peccatorum» vivente. San Bernardo afferma:

« [...] ella apre l'abisso della misericordia di Dio a chi vuole, quando vuole e come vuole; così che non vi è peccatore, per quanto iniquo sia, il quale si perda, se Maria lo protegge. »
(San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)

Nella stessa opera, continua dicendo che la maestà mariana non dev'essere fonte di timore o di vergogna nel pregarla (a causa dei propri peccati), al contrario:

« [...] Ma come potresti tu, Maria, ricusare di soccorrere i miseri, poiché sei la regina della misericordia? E chi mai sono i sudditi della misericordia, se non i miseri? Tu sei la regina della misericordia e io, essendo il peccatore più misero di tutti, sono il più grande dei tuoi sudditi. »
(San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)

Ella, siccome fu eletta ab aeterno da Dio per portare il Redentore agli uomini, e dal momento in cui accettò là il concepimento di Gesù nel suo ventre, ad opera dello Spirito Santo, è divenuta anche Madre di tutti gli uomini, dei giusti e dei peccatori che si rivolgono a Lei, e l'amore di Dio per Maria è tanto immenso, infinito ed illimitato che Sant'Alfonso Maria de' Liguori le se rivolge in tal modo:

« [...] Saresti in grado di ottenere la grazia anche per Lucifero in persona, se quello spirito superbo si umiliasse di fronte a Te! »
(Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Le glorie di Maria, cap. II)

Secondo l'esorcista p. Gabriele Amorth, l'importanza di Maria nel quadro del progetto divino parrebbe trovare un'insospettata conferma dallo stesso Satana, intimato a rispondere sotto esorcismo.[1] Nel 1823 ad Ariano Irpino (Avellino), i predicatori domenicani p. Cassiti e p. Pignataro, nel corso di un esorcismo a un ragazzo di 12 anni semi-analfabeta, intimarono al Demonio di dimostrare che Maria era Immacolata tramite un sonetto a rima obbligata. Sorprendentemente e con commosso stupore di Papa Pio IX, Satana fornì la seguente risposta, coerente con il dogma dell'Immacolata Concezione:

« Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
e son figlia di Lui benché sua Madre.
Ab aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
nel tempo io nacqui eppur gli sono Madre.

Egli è il mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l'esser mio Figlio
un Dio eterno, e me aver per Madre.

L'esser quasi è comun, tra Madre e Figlio,
perché l'esser dal Figlio ebbe la Madre
e l'esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.

Or se l'esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s'ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s'ha da dir la Madre". »

Per completezza, si ricordi anche la famosa visione di Maria contenuta nella Divina Commedia, dove Dante riporta la straordinaria preghiera del doctor marianus Bernardo di Chiaravalle affinché Dante stesso possa ottenere -per grazia- la visione della Trinità divina:

Dante Gabriel Rossetti, Ecce ancilla Domini (1849 - 1850), olio su tela; Londra, Tate Gallery
« Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate. »
(Dante Alighieri, Divina Commedia - Paradiso, canto XXXIII, vv.1-21)

Nei versi danteschi è concentrata tutta la tradizione teologica mariana, da cui il Sommo Poeta infatti riprese Maria come la persona in cui si risolvono i paradossi terreni irrisolvibili («Vergine Madre,/figlia del tuo figlio»), la creatura umilissima eletta da Dio nell'eternità per la salvezza degli uomini, colei che è amata assolutamente, infinitamente e incondizionatamente dal Padre e dal Figlio, la «Mater Dei» nella e della storia, distributrice di carità per i beati e di speranza per gli uomini, la necessaria mediatrice dell'ottenimento di ogni grazia, colei per la quale Dio giunse al punto di prender su di sé la carne dell'uomo, la persona in cui si ricongiungono la perfezione ideale di una dea e la concretezza fisico-storica di una creatura.

Nella storia dei dogmi

Il Magistero cattolico ha definito vari dogmi che la riguardano:

  • L'Immacolata Concezione (nel 1854). (Maria è considerata priva del peccato originale fin dal concepimento). La definizione dogmatica pose fine ad una controversia che si era sviluppata a partire dal medioevo nella Chiesa latina, ripresa più tardi dal Protestantesimo.
  • L'Assunzione (nel 1950). Maria è considerata aver partecipato anticipatamente della resurrezione che sarà di tutti i cristiani alla fine dei tempi.

Nella liturgia

Durante l'Anno liturgico sono varie le feste e memorie che celebrano la Vergine:

Altre ricorrenze hanno carattere cristologico, ma in esse si fa memoria anche di Maria:

Altre ricorrenze di carattere particolare o locale o di minore importanza:

La devozione a Maria

Maria incontra sua cugina ad Ain Karem

I cattolici si rivolgono a lei con molti titoli. Alcuni dei più usati sono: Maria Vergine, Maria Immacolata, Maria Assunta, Maria Ausiliatrice, Maria Consolata, ecc.

In Italia viene normalmente chiamata Madonna (dal latino mea domina, "mia signora").

La Vergine ha ispirato diverse preghiere, composte a partire dal dato rivelato o dalla tradizione popolare. Si ricordano l'Ave Maria di diretta derivazione del saluto angelico, il Salve Regina, l' Angelus, il Regina Coeli, il Magnificat desunto dal vangelo di Luca, il Memorare, l'inno Akathistos, il Sub tuum Praesidium.

Miracoli e apparizioni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Apparizioni mariane.

La Chiesa cattolica, così come la Chiesa ortodossa, crede che Maria o i santi possano farsi presenti nella vita degli uomini, per invitarli ed esortarli a vivere il Vangelo.

Nella storia le apparizioni di Maria sono innumerevoli. Tra queste alcune sono riconosciute ufficialmente dalla Chiesa, le più note sono :

L'ultima presunta apparizione in ordine di tempo, presunta perché ancora in corso e dunque in attesa di un pronunciamento ufficiale, riguarda i fatti che avvengono a Medjugorje.

Altre confessioni

Nel Protestantesimo

Statua di sant'Anna e Maria bambina nella chiesa di sant'Anna a Gerusalemme

Nel protestantesimo le opinioni riguardo a Maria sono molteplici, sebbene tutte ritengano eccessiva l'enfasi che viene data alla sua figura nella Chiesa cattolica e, disapprovando il culto dei santi, ritengono che la "venerazione" di Maria sia lesiva dell'unica mediazione attribuita a Gesù.

I Riformatori del XVI secolo, in generale, mantennero i dogmi del primo millennio secondo la formulazione dell'epoca. Lutero ad esempio ha mantenuto la celebrazione delle maggiori festività di Maria rintracciabili nel vangelo secondo il calendario liturgico tradizionale, come l'annunciazione, la visitazione e la purificazione di Maria. Venne abbandonata la credenza dell'Assunzione, tradizionalmente celebrata nella Chiesa cattolica, mentre l'Immacolata Concezione era all'epoca un'opinione non definita e non costituiva quindi motivo di conflitto con i cattolici.

In seguito, con l'Illuminismo e la teologia liberale, sono stati fatti oggetto di critica diverse formulazioni tradizionali, come la verginità perpetua, sostenendo che Maria ebbe anche altri figli dopo Gesù, basandosi su un'interpretazione errata dell'espressione "fratelli di Gesù" che si trova nei Vangeli. Molti teologi protestanti di indirizzo liberale ritengono che l'intera parte iniziale del vangelo di Luca, in cui si parla in termini miracolosi della nascita verginale del Cristo, sia in realtà scritta in un linguaggio mitologico e di conseguenza la figura di Maria sia stata rielaborata nel corso dei secoli secondo questo genere letterario.

Le definizioni di alcuni teologi protestanti arrivano ad espressioni particolarmente forti:

« La mariologia è il tumore del cattolicesimo »

Nell'Islam

Maria assume un ruolo privilegiato anche nel Corano e, dunque nell'Islam. Essa è citata ben 34 volte e con il nome proprio, caso unico nel testo sacro dei musulmani.

La Vergine è presentata come la figlia di 'Imrân, considerato il Gioachino della tradizione cristiana. Maria bambina è benvoluta da Dio che la protegge e le concede doni particolari come il cibo sempre fresco che Zaccaria, suo zio e tutore, trova presso di lei tutte le mattine e che le proviene direttamente dal cielo.

Maria-Maryam è una creatura eccezionale in quanto madre di Gesù che viene sempre menzionato come Gesù, figlio di Maria. Numerose sono anche le raffigurazioni della Madonna nell'arte islamica.

I musulmani la chiamano anche Sayyida, che vuol dire "Signora, Padrona" e corrisponde indicativamente al termine cristiano "Madonna". Tuttavia sono frequenti i passi in cui si tende a ribadire l'errore dei cristiani che le attribuiscono qualità soprannaturali.

L'Islam, preoccupato di associare ad Allah alcuna altra figura, non prevede gesti devozionali o attribuzioni di ruoli di intercessioni o simili ad altri che non sia Dio, dunque neppure a Maria. Tali atteggiamenti sono riscontrabili solo in alcuni gruppi marginali facenti capo all'Islam sciita.

La devozione popolare, specialmente legata alla maternità di Maria, va oltre il dettato coranico e spesso uomini e soprattutto donne musulmane si recano a venerare la Vergine nei santuari a lei dedicati. Tra essi emblematico è la chiesa dalla Madonna del latte a Betlemme dove le donne musulmane si recano per chiedere la grazia di un figlio, o al santuario nazionale di Maryamabad in Pakistan dove si recano molti fedeli, anche musulmani, dai loro villaggi a piedi e in bicicletta in pellegrinaggio nel mese di settembre.

Dopo Gerusalemme il santuario più frequentato in Oriente è quello di Sednaya, vicino a Damasco: vi si venera un'immagine di Maria che si dice sia dipinta dall'evangelista Luca. In Egitto a Samallut vi è un santuario mariano sul monte Al-Tir. In questo luogo avrebbe soggiornato- si dice per 12 anni- la Sacra Famiglia: la ricorrenza di fede molto sentita viene ricordata in maggio. La geografia dei luoghi mariani si chiude in Turchia, dove molti musulmani si recano a pregare in un luogo in montagna sopra Efeso chiamato Meryem Ana.

Da più parti si insiste sul fatto che il dialogo cristiano islamico possa essere intensificato proprio a partire dalla presenza di Maria nella fede e nella devozione di entrambe le religioni.

Note
  1. Gabriele Amorth, "Il Drago apologeta della Donna dell'Apocalisse", in Madre di Dio, 3 marzo 2004, online.
  2. Nel Rito Ambrosiano è celebrata la VI Domenica di Avvento, denominata Domenica della Divina Maternità della Beata Vergine Maria o Domenica dell'Incarnazione.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

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