Maria

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Nota disambigua - Se stai cercando altre donne di nome Maria, vedi Maria (disambigua).
Antonello da Messina, particolare del viso della Vergine nell' Annunciazione
« Chi non ha Maria per madre, non ha Cristo per fratello »

Maria (aramaico מרים, Maryām; greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; Arabo: مريم, Maryam) è il nome della madre di Gesù.

Concepita senza peccato, l'arcangelo Gabriele le annunciò che avrebbe concepito verginalmente, per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio, e disse il suo sì generoso.

Fu discepola del suo figlio, che seguì fin sotto la croce. Attese con i discepoli di Gesù e i fratelli di lui la venuta dello Spirito Santo nella Pentecoste.

Indice

Nel Nuovo Testamento

Nei Vangeli sinottici

Dei tre vangeli sinottici quello che parla più diffusamente di Maria è Luca.

Vi si racconta che Maria viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annuncio che avrebbe partorito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38). Ella accettò e, per la sua completa accettazione e fedeltà alla missione affidatale da Dio, è considerata dai cristiani il modello per tutti i credenti.

Lo stesso Vangelo secondo Luca racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, anziana, incinta di sei mesi. Da Elisabetta è chiamata "la madre del mio Signore". Maria risponde proclamando il Magnificat (Lc 1,46-55).

Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in una stalla suo figlio, al quale l'arcangelo Gabriele aveva imposto il nome di Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20).

Quando Gesù compì 12 anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono il terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.

I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.

Francesco Botticini, L'Assunzione della Vergine Maria

In Giovanni

Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell'Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo.

Negli Atti degli Apostoli

Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14). Essa fu perciò il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, e per questo è riconosciuta madre della Chiesa (Litanie Lauretane.

Ricerche archeologiche

Ricerche archeologiche condotte alla fine del secolo scorso, sulla base delle visioni della stigmatizzata monaca agostiniana Anna Caterina Emmerich (1774 - 1824), hanno ritrovato a circa 9 Km a sud di Efeso la casa dove la tradizione dice che Maria di Nazaret abitò e fu Assunta alla gloria del cielo.

Nella storia della Chiesa

Nei Vangeli apocrifi

Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa. I genitori di Maria si chiamavano Gioacchino e Anna e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile (quindi ignobile per gli ebrei, che ritenevano la mancanza di figli segno di peccato).

Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù. Maria sarebbe rimasta nel tempio dall'età di tre anni fino al periodo della pubertà e per poi essere promessa sposa a San Giuseppe, che fu miracolosamente designato fra altri aspiranti dalla fioritura di una verga.

Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme.

Nel primo millennio cristiano

Raffaello: Madonna col bambino

L'importanza di Maria fu immediatamente riconosciuta dai primi cristiani, come testimoniano i graffiti sulle pareti della Santa Casa e altri testi dei Padri della Chiesa. Per evitare pericolose eresie cristologiche, la figura di Maria nel primo millennio del cristianesimo è stata oggetto di alcune definizioni dogmatiche, comuni quindi alle Chiese orientali e occidentali, ad esempio:

  • Nascita verginale: il concepimento di Gesù senza padre umano, riportato nel vangelo di Matteo:
Collabora a Wikiquote«E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesú.»   (1,24-25)

Nello sviluppo della teologia cattolica

La Fontana di Maria a Nazaret

La teologia cattolica ha sviluppato, nel corso dei secoli, le definizioni, le concezioni, i dogmi e dunque le corrette forme di venerazione della Vergine, basandosi però non su speculazioni astratte (cioè gnostico-intellettuali), bensì sulla Bibbia, sulla Tradizione, sulle parole illuminanti di molti santi, sulle numerose apparizioni di Maria nel corso della storia e sulle sue rivelazioni portate in ogni apparizione (si pensi a Lourdes o Fatima, ad esempio). Tutto ciò è oggetto di studio e di riflessione della mariologia.

In particolare, vi sono stati alcuni santi che hanno scritto opere chiarificatrici riguardo la Vergine: il beato Duns Scoto, San Bernardo di Chiaravalle, San Bonaventura da Bagnoregio, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e molti altri. Essa è presentata -all'unanimità - come la «Madre della misericordia», la «Speranza dei disperati», la «Regina dei miseri», la «Mediatrice di tutte le grazie», il «Refugium peccatorum» vivente. San Bernardo afferma:

« [...] ella apre l'abisso della misericordia di Dio a chi vuole, quando vuole e come vuole; così che non vi è peccatore, per quanto iniquo sia, il quale si perda, se Maria lo protegge. »
(San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)

Nella stessa opera, continua dicendo che la maestà mariana non dev'essere fonte di timore o di vergogna nel pregarla (a causa dei propri peccati), al contrario:

« [...] Ma come potresti tu, Maria, ricusare di soccorrere i miseri, poiché sei la regina della misericordia? E chi mai sono i sudditi della misericordia, se non i miseri? Tu sei la regina della misericordia e io, essendo il peccatore più misero di tutti, sono il più grande dei tuoi sudditi. »
(San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)

Essa, giacchè che fu eletta ab aeterno da Dio per portare il Redentore agli uomini, e dal momento in cui accettò la il concepimento di Gesù nel suo ventre, ad opera dello Spirito Santo, è divenuta anche Madre di tutti gli uomini, dei giusti e dei peccatori che si rivolgono a Lei, e l'amore di Dio per Maria è tanto immenso, infinito ed illimitato che Sant'Alfonso Maria de' Liguori le se rivolge in tal modo:

« [...] Saresti in grado di ottenere la grazia anche per Lucifero in persona, se quello spirito superbo si umiliasse di fronte a Te! »
(Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Le glorie di Maria, cap. II)

L'importanza di Maria nel quadro del progetto divino parrebbe trovare un'insospettata conferma dallo stesso Satana, intimato a rispondere sotto esorcismo.[1] Infatti, nel 1823 ad Ariano Irpino (Avellino), i predicatori domenicani p. Cassiti e p. Pignataro, nel corso di un esorcismo a un ragazzo di 12 anni semi-analfabeta, intimarono al Demonio di dimostrare che Maria era Immacolata tramite un sonetto a rima obbligata. Sorprendentemente e con commosso stupore di Papa Pio XI, Satana fornì la seguente risposta, coerente con il dogma dell'Immacolata Concezione:

« Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
e son figlia di Lui benché sua Madre.
Ab aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
nel tempo io nacqui eppur gli sono Madre.

Egli è il mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno, e me aver per Madre.

L’esser quasi è comun, tra Madre e Figlio,
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.

Or se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s’ha da dir la Madre". »
Per completezza, si ricordi anche la famosa visione di Maria contenuta nella Divina Commedia, dove Dante riporta la straordinaria preghiera del doctor marianus Bernardo di Chiaravalle affinché Dante stesso possa ottenere -per grazia- la visione della Trinità divina:
Dante Gabriel Rossetti: Ecce ancilla domini
« Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate. »
(Dante Alighieri, Divina Commedia - Paradiso, canto XXXIII, vv.1-21)

Nei versi danteschi è concentrata tutta la tradizione teologica mariana, da cui il Sommo Poeta infatti riprese Maria come la persona in cui si risolvono i paradossi terreni irrisolvibili («Vergine Madre,/figlia del tuo figlio»), la creatura umilissima eletta da Dio nell'eternità per la salvezza degli uomini, colei che è amata assolutamente, infinitamente e incondizionatamente dal Padre e dal Figlio, la «Mater Dei» nella e della storia, distributrice di carità per i beati e di speranza per gli uomini, la necessaria mediatrice dell'ottenimento di ogni grazia, colei per la quale Dio giunse al punto di prender su di sé la carne dell'uomo, la persona in cui si ricongiungono la perfezione ideale di una dea e la concretezza fisico-storica di una creatura.

Nella storia dei dogmi

Il Magistero cattolico ha definito vari dogmi che la riguardano:

  • L'Immacolata Concezione (nel 1854). (Maria è considerata priva del peccato originale fin dal concepimento). La definizione dogmatica pose fine ad una controversia che si era sviluppata a partire dal medioevo nella Chiesa latina, ripresa più tardi dal Protestantesimo.
  • L'Assunzione (nel 1950). Maria è considerata aver partecipato anticipatamente della resurrezione che sarà di tutti i cristiani alla fine dei tempi.

Nella liturgia

Durante l'Anno liturgico sono varie le feste e memorie che ricordano Maria:

La devozione a Maria

Maria incontra sua cugina ad Ain Karem

I cattolici si rivolgono a lei con molti titoli. Alcuni dei più usati sono: Maria Vergine, Maria Immacolata, Maria Assunta, Maria Ausiliatrice, Maria Consolata, ecc.

In Italia viene normalmente chiamata Madonna (dal latino mea domina, "mia signora").

Fra le preghiere che le vengono rivolte la più comune è l'Ave Maria; moltissime altre hanno una grande importanza, come, ad esempio, il Salve Regina, l' Angelus, il Regina Coeli, il Magnificat, il Memorare, l'inno Akathistos, il Sub tuum Praesidium, ecc.

Miracoli e apparizioni

Per approfondire, vedi la voce: Apparizioni mariane.

La Chiesa cattolica, così come la Chiesa ortodossa, crede che Maria o altri santi possano farsi presenti nella vita degli uomini, per invitarli ed esortarli a vivere il Vangelo.

Nella storia della Chiesa apparizioni di Maria sono innumerevoli. Tra le più famose si ricordano:

Sui fatti avvenuti a Medjugorje, tuttora in corso, la Chiesa non ha ancora espresso nessun giudizio.

Fuori dalla Chiesa Cattolica

Nel Protestantesimo

Statua di sant'Anna e Maria bambina nella chiesa di sant'Anna a Gerusalemme

Nel protestantesimo le opinioni riguardo a Maria sono molteplici, sebbene tutte ritengano eccessiva l'enfasi che viene data alla sua figura nella Chiesa cattolica e, disapprovando il culto dei santi, ritengono che la "venerazione" di Maria sia lesiva dell'unica mediazione attribuita a Gesù.

I Riformatori del XVI secolo, in generale, mantennero i dogmi del primo millennio secondo la formulazione dell'epoca. Lutero ad esempio ha mantenuto la celebrazione delle maggiori festività di Maria rintracciabili nel vangelo secondo il calendario liturgico tradizionale, come l'annunciazione, la visitazione e la purificazione di Maria. Venne abbandonata la credenza dell'Assunzione, tradizionalmente celebrata nella Chiesa cattolica, mentre l'Immacolata Concezione era all'epoca un'opinione non definita e non costituiva quindi motivo di conflitto con i cattolici.

In seguito, con l'Illuminismo e la teologia liberale, sono stati fatti oggetto di critica diverse formulazioni tradizionali, come la verginità perpetua, sostenendo che Maria ebbe anche altri figli dopo Gesù, basandosi su un'interpretazione errata dell'espressione "fratelli di Gesù" che si trova nei Vangeli. Molti teologi protestanti di indirizzo liberale ritengono che l'intera parte iniziale del vangelo di Luca, in cui si parla in termini miracolosi della nascita verginale del Cristo, sia in realtà scritta in un linguaggio mitologico e di conseguenza la figura di Maria sia stata rielaborata nel corso dei secoli secondo questo genere letterario.

Le definizioni di molti teologi protestanti, esaltate da una volontà di sensazionalismo dei mass media, tralasciano gli aspetti teologici e rasentano il semplice insulto:

« La mariologia è il tumore del cattolicesimo »



Nell'Islam

I musulmani venerano Maria e credono nella sua eccellenza e verginità, testimoniata nella Sura XIX del Corano, senza però considerarla Madre di Dio perché Gesù è per loro solo un profeta, il maggiore mandato da Dio agli uomini prima di Maometto, "sigillo dei profeti". Comunque, nel Corano la figura di Maria (Maryam) è preminente su tutte le altre figure femminili e viene ricordata più volte; è anche l'unica donna citata nel Corano con un nome proprio. I musulmani la chiamano anche Sayyida, che vuol dire "Signora, Padrona" e corrisponde pressappoco al termine cristiano "Madonna".

Bibliografia

Voci correlate

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