San Luigi Maria Palazzolo

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San Luigi Maria Palazzolo
Presbitero
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Santo
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 58 anni
Nascita Bergamo
10 dicembre 1827
Morte Bergamo
15 giugno 1886
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Ordinazione presbiterale Bergamo, 23 giugno 1850
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Nomine
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Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 19 marzo 1963, da Giovanni XXIII
Canonizzazione 15 maggio 2022, da Francesco
Ricorrenza 15 giugno
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di
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Erede
Successore
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Coniuge

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Consorte

Consorte di

Figli
Religione {{{religione}}}
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Collegamenti esterni
Sito ufficiale o di riferimento
Scheda su santiebeati.it
Invito all'ascolto
Firma autografa
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Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 15 giugno, n. 13:
« A Bergamo, beato Luigi Maria Palazzolo, sacerdote, che fondò le Congregazioni delle Suore Poverelle e dei Fratelli della Santa Famiglia. »
(Santo di venerazione particolare o locale)

San Luigi Maria Palazzolo (Bergamo, 10 dicembre 1827; † Bergamo, 15 giugno 1886) è stato un presbitero e fondatore italiano della congregazione delle Suore delle Poverelle e dei Fratelli della Santa Famiglia: è stato proclamato beato nel 1963 da papa Giovanni XXIII.

Biografia

Figlio di Ottavio e Teresa nata Antoine, penultimo e unico superstite di dodici figli. I genitori possedevano una ben avviata libreria, legata al nome della vecchia tipografia Locatelli. Luigino dal fisico gracile, rimase orfano di padre. Dopo le elementari, frequentò il pubblico ginnasio. Ebbe per vent'anni come direzione spirituale don Pietro Sirone. Al termine degli studi ginnasiali passò al seminario per lo studio della filosofia in qualità di alunno esterno.[1].

Fu ordinato presbitero dal vescovo di Bergamo il 23 giugno 1850, fu subito impegnato nell'apostolato presso la parrocchia di Sant'Alessandro in Colonna e in seguito nella chiesa di San Bernardino di cui nel 1855 divenne rettore.

Nel 1862 morì la madre lasciandolo erede di tutte le sue sostanze. Liberato dall'ultimo filo che lo legava alla famiglia terrena, il beato impresse alla propria vita un carattere religioso, consacrandosi a Dio con voti privati. Eresse un oratorio dotato di una chiesetta, di un vasto cortile, di un salone teatrino e varie stanze per le scuole serali. Egli prese dimora in una casetta attigua dove viveva molto poveramente. Preghiera, digiuno e mortificazione della carne furono prassi costante nella sua vita. Li preparava le missioni che di quando in quando andava a predicare nei paesi della diocesi e accoglieva in occasioni straordinarie qualche chierico o giovane dell'oratorio.

Ascoltando le confessioni delle donne nella sua chiesa e in quella di san Bernardino, di cui era stato fatto rettore nel 1855, Don Luigi capì che c'erano molte piaghe da curare anche tra la gioventù femminile. Decise di fare qualcosa per loro istituendo nel 1864, nei pressi della sua rettoria, la Pia Opera di Santa Dorotea per ragazze in difficoltà. Nel 1869 chiese a Maria Teresa Gabrieli, maestra elementare e vice-superiora dell'Opera di Santa Dorotea, di stabilirvi la sua dimora per accogliere le ragazze che volevano avere contatti più frequenti a loro sostegno nel bene. La Gabrieli acconsentì di trasferirvisi con il mobilio e la scuola e di accogliervi un'orfanella sciancata, deforme, coperta di piaghe che da pochi mesi il Palazzolo le aveva affidato. Nasceva così la Congregazione delle Suore delle Poverelle il cui fine sarebbe stato quello di esercitare tutte le opere di misericordia. Più tardi il fondatore scriverà:

« Io cerco e raccolgo il rifiuto di tutti gli altri, perché dove altri provvede lo fa assai meglio di quello che io potrei fare, ma dove altri non può giungere, cerco di fare qualche cosa io, così come posso[1]»

Nel 1872 fondò la congregazione maschile dei Fratelli della Santa Famiglia, pensati dal fondatore per assistere e aiutare gli orfani, stabilendoli a Torre Boldone (BG). Le attività di questa congregazione cessarono nel 1928.

Le Suore delle Poverelle furono richieste da varie parti e don Luigi dovette allargare il campo delle sue fatiche. Ovunque le religiose si stabilirono, vestite da buone massaie con un rosario al fianco, si diedero anche all'assistenza degli infermi poveri. Esse furono sempre fedeli alla consegna del fondatore:

« State ferme nel vivere povere e serve dei poveri. I ricchi hanno denari e trovano facilmente chi li serva, i poveri hanno bisogno di assistenza e non la trovano e languiscono. Non vi faccia gola la roba; state fedeli al vostro spirito e Dio non vi abbandonerà mai, anzi sarà la vostra ricchezza. »

Per amore delle orfane, in anni di carestia, il Palazzolo non si vergognò di andare a chiedere l'elemosina di porta in porta e di sollecitare la carità di amici e di persone facoltose. Per quanto grande fosse la miseria nelle undici case che aveva fondato in Lombardia e nel Veneto, raccomandava alle suore:

« Trattiamo bene le orfanelle e Dio ci aiuterà. Esse si possono trattare bene anche senza mancare al voto di povertà. Sono immagini di Gesù Cristo[1]»

Finché la salute glielo permise, don Luigi non stette fermo mai; fu continuamente da una casa all'altra del suo Istituto per sorvegliare, provvedere, animare, correggere, predicare ritiri ed esercizi spirituali. Del gran bene che operava egli attribuiva il merito soltanto a Dio. Non voleva neppure che lo chiamassero fondatore tant'era convinto di essere un povero peccatore, un buono a nulla, un sacco di miserie pur sentendosi l'anima monda da colpe gravi. Pari alla sua umiltà era la sua ubbidienza. Mentre le sue opere si moltiplicavano, ebbe a dire:

« Se il mio vescovo me ne mostrasse desiderio, sarei pronto a lasciare qui tutto e recarmi oggi stesso nella più piccola e più alpestre parrocchia della diocesi a fare il coadiutore[1]»

Agli inizi del 1886 don Luigi fu inchiodato a letto dall'asma e da una risipola migrante che, dalle gambe, salì a impiagargli tutto il corpo. Ai dolori fisici, pazientemente sopportati, si aggiunsero quelli morali eroicamente accettati, costituiti da una profonda malinconia; dalle preoccupazioni di mantenere le orfanelle che versavano in strettezze finanziarie; da una desolante aridità di spirito; da pensieri di disperazione dell'eterna salvezza.

Morì il 15 giugno 1886. Fu sepolto nel cimitero di San Giorgio a Bergamo; il 4 gennaio 1904 la salma fu traslata nella chiesa della Casa madre dell'Istituto.

Culto

Nel dicembre 1912 le suore delle Poverelle decisero di introdur­re la causa di beatificazione e canonizzazione, che fu celebrata presso la curia di Bergamo tra il 1913 ed il 1921.

Palazzolo fu proclamato beato da Giovanni XXIII il 19 marzo 1963.

Il 28 novembre 2019 papa Francesco ha autorizzato la pubblicazione del decreto riguardante un altro miracolo attribuito all'intercessione del beato; la canonizzazione è stata celebrata in Piazza San Pietro il 15 maggio 2022 dallo stesso pontefice.

Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 15 giugno.[2]

Canonizzazione

Nel novembre 2015 suor Gianmarisa Perani, S.d.P.I.P., fu ricoverata all'ospedale di Alzano Lombardo, affetta da, malattia diverticolare del colon, perforazione intestinale con ascessualizzazione, sepsi, insuf­ficienza multiorgano e shock settico. A dicembre fu trasportata a Torre Boldone in condizioni gravissime, e il 14 gennaio 2016 il medico curante sospese le cure, considerando la morte imminente.

Fu invocata l'intercessione del beato Luigi Palazzolo da parte dell'inferma e di parenti, amici e conoscenti: contro ogni previsione si verificò la sua guarigione, considerata dalla Consulta Medica improvvisa, completa e duratura, non spiegabile scientificamente.

Nel congresso del 4 giugno 2019 i consultori teologi si sono espressi con voto affermativo ravvisando nella guarigione un vero miracolo avvenuto per intercessione del beato Luigi Palazzolo. Nella sessione ordinaria del 29 ottobre seguente i padri cardinali e vescovi hanno ravvisato nella stessa guarigione un miracolo da attribuire alla efficace intercessione del beato .

Papa Francesco, il 28 novembre 2019, approvate le conclusioni della sessione ordinaria, ha autorizzato la congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il relativo Decreto.

La canonizzazione è stata celebrata in Piazza San Pietro il 15 maggio 2022 dallo stesso pontefice. Nella stessa celebrazione sono stati canonizzati altri nove santi: suor Maria Domenica Mantovani, co-fondatrice delle Piccole Suore della Sacra Famiglia; suor Maria di Gesù Santocanale, S.C.I.L.; suor Maria Francesca di Gesù Rubatto, S.C.M.R.; suor Marie Rivier, fondatrice delle Suore della Presentazione di Maria; padre Titus Brandsma, O.Carm.; martire Lazarus Devasahayam Pillai; fondatore César de Bus, D.C.; fondatore Giustino Russolillo; padre Charles de Foucauld, O.C.S.O..

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 Guido Pettinati, I Santi canonizzati del giorno, Edizioni Segno, Udine, Vol. VI, 1991, p. 187-193.
  2. Martirologio romano (2004), p. 475.
Collegamenti esterni