Achille d'Estampes de Valençay: differenze tra le versioni
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Nominato dal re Luigi XIII<ref name=Luigi13>'''Luigi XIII di Borbone''', detto il Giusto (Fontainebleau, [[27 settembre]] [[1601]] – Saint-Germain-en-Laye, [[14 maggio]] [[1643]]), fu re di Francia e Navarra dal [[1610]] fino all'anno della sua [[morte]]. Il suo regno, dominato dalla personalità del cardinale Richelieu, suo primo ministro, venne segnato dalla lotta contro l'Austria e l'affermazione della predominanza militare francese in Europa, in particolare nella Guerra dei Trent'anni.</ref> capitano di compagnia del reggimento di cavalleria, nel [[1628]] servì come vice ammiraglio nell'assedio di La Rochelle<ref>'''Assedio di La Rochelle''', fu il risultato della guerra tra le truppe francesi di Luigi XIII e gli ugonotti, scontratisi a La Rochelle nel [[1627]]-[[1628]]. L'assedio segnò l'apice delle tensioni tra cattolici e protestanti in Francia e si concluse con la completa vittoria di Luigi XIII e dei cattolici.</ref>. Promosso maresciallo di campo nel [[1628]] e nominato comandante delle guardie della regina madre Maria de' Medici<ref>'''Maria de' Medici''' (Firenze, [[26 aprile]] [[1575]] – Colonia, [[3 luglio]] [[1642]]), figlia di Francesco I de' Medici, granduca di Toscana, madre di Luigi XIII, è stata regina consorte di Francia e Navarra come seconda moglie di Enrico IV di Francia dal [[1600]] al [[1610]].</ref> ruolo che ricoprì dal [[settembre]] [[1632]] all'[[agosto]] [[1633]]. |
Nominato dal re Luigi XIII<ref name=Luigi13>'''Luigi XIII di Borbone''', detto il Giusto (Fontainebleau, [[27 settembre]] [[1601]] – Saint-Germain-en-Laye, [[14 maggio]] [[1643]]), fu re di Francia e Navarra dal [[1610]] fino all'anno della sua [[morte]]. Il suo regno, dominato dalla personalità del cardinale Richelieu, suo primo ministro, venne segnato dalla lotta contro l'Austria e l'affermazione della predominanza militare francese in Europa, in particolare nella Guerra dei Trent'anni.</ref> capitano di compagnia del reggimento di cavalleria, nel [[1628]] servì come vice ammiraglio nell'assedio di La Rochelle<ref>'''Assedio di La Rochelle''', fu il risultato della guerra tra le truppe francesi di Luigi XIII e gli ugonotti, scontratisi a La Rochelle nel [[1627]]-[[1628]]. L'assedio segnò l'apice delle tensioni tra cattolici e protestanti in Francia e si concluse con la completa vittoria di Luigi XIII e dei cattolici.</ref>. Promosso maresciallo di campo nel [[1628]] e nominato comandante delle guardie della regina madre Maria de' Medici<ref>'''Maria de' Medici''' (Firenze, [[26 aprile]] [[1575]] – Colonia, [[3 luglio]] [[1642]]), figlia di Francesco I de' Medici, granduca di Toscana, madre di Luigi XIII, è stata regina consorte di Francia e Navarra come seconda moglie di Enrico IV di Francia dal [[1600]] al [[1610]].</ref> ruolo che ricoprì dal [[settembre]] [[1632]] all'[[agosto]] [[1633]]. |
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Nel [[1630]] si distinse nuovamente nella battaglia di Avigliana<ref>'''Avigliana''', comune italiano della città metropolitana di Torino in Piemonte, situato a una ventina di chilometri a ovest dal capoluogo piemontese, Torino. La battaglia di Avigliana si svolse il [[10 luglio]] [[1630]] e vide opporsi l'esercito francese comandato da Enrico II de Montmorency contro l'esercito spagnolo e sabaudo comandato dal generale Carlo I Doria Del Carretto. Durante la guerra di successione di Mantova e del Monferrato, il cardinale Richelieu inviò parte dell'esercito francese, capitanato da Enrico II de Montmorency, |
Nel [[1630]] si distinse nuovamente nella battaglia di Avigliana<ref>'''Avigliana''', comune italiano della città metropolitana di Torino in Piemonte, situato a una ventina di chilometri a ovest dal capoluogo piemontese, Torino. La battaglia di Avigliana si svolse il [[10 luglio]] [[1630]] e vide opporsi l'esercito francese comandato da Enrico II de Montmorency contro l'esercito spagnolo e sabaudo comandato dal generale Carlo I Doria Del Carretto. Durante la guerra di successione di Mantova e del Monferrato, il cardinale Richelieu inviò parte dell'esercito francese, capitanato da Enrico II de Montmorency, a nvadere il Ducato di Savoia al fine di influenzare la crisi di successione che si era verificata nel Ducato di Mantova. Tuttavia il motivo di questo intervento era anche un altro, l'obbiettivo principale del cardinale Richelieu era quello di forzare Carlo Emanuele I, duca di Savoia, a rompere le proprie alleanze con gli Asburgo di Spagna e di Germania, rispettivamente capitanati da Filippo IV e Ferdinando II.</ref> (Val di Susa) Piemonte sotto il comando del duca Enrico II de Montmorency<ref>'''Enrico II di Montmorency''', duca di Montmorency e di Damville (Chantilly, [[30 aprile]] [[1595]] – Tolosa, [[30 ottobre]] [[1632]]), fu ammiraglio di Francia, maresciallo di Francia, viceré della Nuova Francia (Canada) dal [[1620]] al [[1625]] e governatore della Linguadoca. Fu giustiziato a Tolosa per lesa maestà, avendo promosso e sostenuto la rivolta secessionista dei nobili della Linguadoca contro il potere del re. Fu membro del potente Casato di Montmorency.</ref>, durante la quale fu ferito. Quando la pace fu raggiunta, ritornò a Malta e nel [[1635]] fu insignito della [[Sovrano Militare Ordine di Malta|Balì di Gran Croce dell'Ordine di Malta]] per il suo servizio e nominato generale delle galere<ref name=galera/> dell'ordine. |
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Tra il [[1630]] e il [[1631]] perse prestigio per essersi schierato contro il cardinale Richelieu<ref name=Richelieu/> come capitano delle guardie della regina madre<ref>Il cardinale Richelieu dopo aver ridotto l'indipendenza agli ugonotti francesi e ottenuta la successione ereditaria del ducato di Mantova dal duca di Nevers ([[1580]] – [[1637]]), si alleò ai protestanti tedeschi per lottare contro i cattolici Asburgo. Ciò dispiacque al cosiddetto partito dei devoti (''parti dévot'') della corte, guidato dalla regina-madre Maria de' Medici e da Michel de Marillac, guardasigilli (Ministro della Giustizia) di Francia. Tra il [[10 novembre|10]] e l'[[11 novembre]] [[1630]], il re di Francia Luigi XIII, contro tutte le attese, riconfermò la fiducia al suo ministro cardinale Richelieu, eliminando i suoi avversari politici e costringendo sua madre Maria de' Medici dell'esilio.</ref>. |
Tra il [[1630]] e il [[1631]] perse prestigio per essersi schierato contro il cardinale Richelieu<ref name=Richelieu/> come capitano delle guardie della regina madre<ref>Il cardinale Richelieu dopo aver ridotto l'indipendenza agli ugonotti francesi e ottenuta la successione ereditaria del ducato di Mantova dal duca di Nevers ([[1580]] – [[1637]]), si alleò ai protestanti tedeschi per lottare contro i cattolici Asburgo. Ciò dispiacque al cosiddetto partito dei devoti (''parti dévot'') della corte, guidato dalla regina-madre Maria de' Medici e da Michel de Marillac, guardasigilli (Ministro della Giustizia) di Francia. Tra il [[10 novembre|10]] e l'[[11 novembre]] [[1630]], il re di Francia Luigi XIII, contro tutte le attese, riconfermò la fiducia al suo ministro cardinale Richelieu, eliminando i suoi avversari politici e costringendo sua madre Maria de' Medici dell'esilio.</ref>. |
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Versione delle 13:11, 28 feb 2026
| Achille d'Estampes de Valençay, O.S.Io.Hieros. Cardinale | |
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| Età alla morte | 52 anni |
| Nascita | Tours 5 luglio 1593 |
| Morte | Roma 27 giugno 1646 [1] |
| Sepoltura | Chiesa di Santa Maria della Vittoria (Roma) tomba del cardinale Domenico Rivarola |
| Creato Cardinale in pectore |
13 luglio 1643 da Urbano VIII (vedi) |
| Pubblicato Cardinale |
14 dicembre 1643 da Urbano VIII (vedi) |
| Cardinale per | 2 anni, 6 mesi e 13 giorni |
| Incarichi ricoperti | |
| Collegamenti esterni | |
| (EN) Scheda su gcatholic.org (EN) Scheda su catholic-hierarchy.org (EN) Scheda su Salvador Miranda | |
Achille d'Estampes de Valençay (Tours, 5 luglio 1593; † Roma, 27 giugno 1646[1]) è stato un cardinale francese.
Nascita e formazione
Achille d'Estampes de Valençay nacque a Tours (Francia) il 5 luglio 1593 da famiglia nobile. Figlio di Jean d'Estampes, signore di Valençay e Sara d'Happlaincourt. Fratello di Léonor d'Estampes de Valençay O.S.B. arcivescovo di Reims[2].
Non si dispongono informazioni sulla sua formazione e carriera scolastica, così come sull'ordinazione presbiterale e sulla consacrazione vescovile.
È certo che in età adulta, si distinse come abile spadaccino, parlatore e intrattenitore, soprattutto durante la sua permanenza a Parigi.
Carriera militare
Nel 1606 fu accolto tra gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, in seguito, inviato dal padre nell'isola di Malta, ricevette il cavalierato del Sovrano Ordine di Malta e si distinse per il suo valore nelle galere[3] maltesi in Francia, Italia e nei Paesi Bassi.
Nel 1621 dimostrò un notevole valore nell'assedio di Montauban[4] in seguito al quale fu nominato capitano della cavalleria leggera del re, con il grado di maestro del campo di cavalleria.
Nel 1626 sventò un attentato al cardinale Richelieu[5], in cui era coinvolto il conte di Chalais Henri de Talleyrand-Périgord[6].
Nel 1627 contribuì alla difesa dell'Ile de Ré[7], contro la marina inglese.
Nominato dal re Luigi XIII[8] capitano di compagnia del reggimento di cavalleria, nel 1628 servì come vice ammiraglio nell'assedio di La Rochelle[9]. Promosso maresciallo di campo nel 1628 e nominato comandante delle guardie della regina madre Maria de' Medici[10] ruolo che ricoprì dal settembre 1632 all'agosto 1633.
Nel 1630 si distinse nuovamente nella battaglia di Avigliana[11] (Val di Susa) Piemonte sotto il comando del duca Enrico II de Montmorency[12], durante la quale fu ferito. Quando la pace fu raggiunta, ritornò a Malta e nel 1635 fu insignito della Balì di Gran Croce dell'Ordine di Malta per il suo servizio e nominato generale delle galere[3] dell'ordine.
Tra il 1630 e il 1631 perse prestigio per essersi schierato contro il cardinale Richelieu[5] come capitano delle guardie della regina madre[13].
Partecipò a un assedio dell'isola di Santa Maura nell'arcipelago delle Ionie[14]. Non si tratta, ovviamente, dei due assedi avvenuti nel 1502 e nel 1684[15].
Nel 1641 la Santa Sede, pur trovandosi militarmente in condizioni sfavorevoli, entrò in conflitto col Ducato di Parma e la Repubblica di Venezia. Papa Urbano VIII, nel settembre 1642, invitò il Valençay a Roma per comandare come maestro generale l'esercito pontificio e combattere contro Parma e Venezia. Accettò questo incarico e lo mantenne fino al maggio 1644 sotto il cardinale Antonio Barberini. Ottenne la vittoria nell'impresa e come ricompensa, il papa lo promosse al cardinalato.
Dopo la morte di Urbano VIII e l'elezione di Innocenzo X, Valençay lasciò Roma, senza congedarsi dal Papa, e a gennaio 1645 ritornò in Francia. Arrivò il 27 gennaio e chiese udienza alla regina Anna d'Asburgo[16] e al cardinale Mazzarino, tuttavia ottenne l'espulsione dalla Francia. Il 2 febbraio ritornò a Roma passando per Avignone, dove si fermò qualche tempo.
Ricevette la nomina di ambasciatore di Francia presso la Santa Sede, carica che mantenne fino alla morte, adoperandosi efficacemente nella difesa degli interessi della corona francese contro quelli della Spagna, i cui regnanti erano in simpatia a Innocenzo X.
Cardinalato
Creato cardinale e riservato in pectore nel concistoro del 13 luglio 1643 e pubblicato nel concistoro del 14 dicembre 1643. Ricevette la berretta rossa e il titolo diaconale di Sant'Adriano al Foro il 2 maggio 1644. Partecipò al conclave del 1644, che elesse papa Innocenzo X.
Nonostante il suo precedente conflitto col cardinale Richelieu[5], sembra che Valençay sia rimasto fedele alla Francia in varie occasioni, fra le quali quando ne difese vigorosamente gli interessi contro l'ammiraglio di Castiglia[17] Juan Alfonso Enríquez de Cabrera[18], ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede, il quale aveva avuto discrepanze col re di Francia. Ottenne le scuse da parte dell'ammiraglio e la visita al cardinale Rinaldo d'Este, protettore di Francia.
Morte
Morì a Roma il 27 giugno 1646[1]. Fu sepolto nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria (Roma) nella tomba del cardinale Domenico Rivarola.
Successione degli incarichi
| Predecessore: | Cardinale diacono di Sant'Adriano al Foro | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Louis de Nogaret de La Valette d'Épernon | 2 maggio 1644-27 giugno 1646 | Francesco Maidalchini |
| Note | |
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| Collegamenti esterni | |
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- Cardinali in pectore
- Cardinali creati in pectore da Urbano VIII
- Cardinali diaconi di Sant'Adriano al Foro
- Concistoro 14 dicembre 1643
- Concistoro 13 luglio 1643
- Cardinali francesi
- Cardinali del XVII secolo
- Cardinali per nome
- Cardinali creati da Urbano VIII
- Biografie
- Nati nel 1593
- Nati il 5 luglio
- Nati nel XVII secolo
- Morti nel 1646
- Morti il 27 giugno