Chiesa di Santa Maria della Vittoria (Roma)

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Chiesa di Santa Maria della Vittoria
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Santa Maria della Vittoria in Rome - Front.jpg
Roma, Chiesa di Santa Maria della Vittoria
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Via XX Settembre, 17
00186 Roma (RM)
Telefono +39 06 42740571
Fax
Posta elettronica smariadellavittoria@gmail.com
Sito web

Sito ufficiale

Sito web 2
Proprietà Fondo Edifici di Culto (Stato Italiano)
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione rettoria
Dedicazione Maria Vergine
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.C.D.
Sigla Ordine reggente O.C.D.
Fondatore Ordine dei Carmelitani Scalzi
Data fondazione 1608
Architetti

Carlo Maderno (progetto e direzione dei lavori)
Filippo Breccioli (collaboratore)
Giovanni Battista Soria (facciata)

Stile architettonico Barocco
Inizio della costruzione 1608
Completamento 1626
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione {{{AnnoInaugur}}}
Inaugurato da {{{InauguratoDa}}}
Data di consacrazione
Consacrato da {{{ConsacratoDa}}}
Titolo
Strutture preesistenti Cappella di San Paolo Apostolo
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni SCIPIO S.R.E. CARD. BURGHESIUS M. POENITEN. ANNO D. MDCXXVI
Marcatura Stemma del cardinale Scipione Borghese
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°54′17″N 12°29′39″E / 41.904722, 12.494167 Stemma Roma
Mappa di localizzazione New: Roma
Chiesa di S. Maria della Vittoria
Chiesa di S. Maria della Vittoria
Basilica di S. Pietro
Basilica di S. Pietro
Basilica di S. Giovanni in Laterano
Basilica di S. Giovanni in Laterano
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
{{{nome}}}
{{{nomeInglese}}}
[[Immagine:{{{immagine}}}|240px]]
Tipologia {{{tipologia}}}
Criterio {{{criterio}}}
Pericolo Bene non in pericolo
Anno [[{{{anno}}}]]
Scheda UNESCO
[[Immagine:{{{linkMappa}}}|300px]]
[[:Categoria:Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}|Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}]]

La Chiesa di Santa Maria della Vittoria è un edificio di culto di Roma, situato nel centro storico della città, nel rione Sallustiano, che a "pendant" di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano chiude il lato Nord-Est di piazza San Bernardo.

Storia

Dalla fondazione al Settecento

Nel 1607 i Carmelitani Scalzi acquistarono dalla famiglia Muti un terreno, situato sulla via Pia (oggi via XX Settembre), dove sorgeva una piccola cappella dedicata a san Paolo apostolo in luogo della quale costruirono una chiesa e un convento secondo il progetto di Carlo Maderno (1556 - 1629), realizzato in collaborazione con Filippo Breccioli (1574 - 1667).

La chiesa, iniziata nel 1608 e ultimata nel 1620, venne intitolata a san Paolo apostolo e subito dopo a Maria Vergine in ringraziamento della vittoria riportata dall'armata cattolica dell'imperatore Ferdinando II d'Asburgo (15781637) contro i luterani boemi, l'8 novembre 1620, nella battaglia della Montagna Bianca presso Praga, attribuita al ritrovamento tra le rovine del castello di Pilsen di un'immagine sacra raffigurante la Madonna.

L'8 maggio 1622, l'icona miracolosa fu solennemente trasportata a Roma e intronizzata sull'altare maggiore della chiesa, che da allora si chiamò di Santa Maria della Vittoria o semplicemente la Vittoria.

Nel 1626 il cardinale Scipione Borghese (15771633), come ringraziamento per aver ricevuto in dono dai Carmelitani la statua dell'Ermafrodito dormiente (II secolo d.C.), rinvenuta durante gli scavi per la costruzione del convento (oggi esposta al Museo del Louvre), fece erigere nel 1624-1626 a sue spese la facciata della chiesa affidandone il progetto e la direzione dei lavori all'architetto Giovanni Battista Soria (1581 - 1651).

Dall'Ottocento ad oggi

La chiesa, ripetutamente restaurata e arricchita di opere nel corso dei secoli, fu gravemente danneggiata da un incendio scoppiato nella notte del 29 giugno 1833, che ne distrusse l'abside, dove sull'altare maggiore era collocata l'icona mariana di Pilsen che andò distrutta.

Nel 1873 la chiesa fu espropriata e incamerata dal demanio del Regno d'Italia,[1] successivamente passò in quello della Repubblica italiana, che ancora oggi la gestisce attraverso il Fondo Edifici di Culto (FEC).

Nel 1880 l'edifico fu ristrutturato grazie al contributo del principe Alessandro Raffaele Torlonia (18001886) e l'immagine sacra venne sostituita da una copia.

Nel 1927 fu edificata, infine, una nuova sacrestia, essendo stati demoliti gli ambienti seicenteschi annessi alla chiesa per le esigenze urbanistiche del nuovo rione Sallustiano.

La chiesa, attualmente, è luogo sussidiario di culto della parrocchia di San Camillo de Lellis.

Titolo cardinalizio

La chiesa è sede del titolo cardinalizio di Santa Maria della Vittoria istituito il 23 dicembre 1801 da papa Pio VII: l'attuale titolare è il cardinale Sean Patrick O'Malley.

Descrizione

Esterno

La facciata della chiesa, impostata su un alto podio con una scalinata, è suddivisa in due ordini: l'inferiore, partito da lesene, tra le quali si apre un portale architravato, sovrastato da un timpano centinato spezzato, ornato da un bassorilievo in marmo, con ai lati due nicchie coronate da timpani triangolari; il superiore, scandito da lesene corinzi, è aperto al centro da una grande finestra con timpano curvilineo e volute di raccordo con le aquile borghesiane. A coronamento del prospetto è posto un grande timpano triangolare con, al centro, lo stemma del cardinale Scipione Borghese e sormontato da balaustre con torce marmoree e una croce ferrea.

Una cornice molto aggettante, che sostiene un ampio timpano curvilineo, divide i due ordini, sotto alla quale corre una fascia che reca l'iscrizione commemorativa:

(LA) (IT)
« SCIPIO S.R.E. CARD. BURGHESIUS M. POENITEN. ANNO D. MDCXXVI » « Il cardinale di Santa Romana Chiesa, Scipione Borghese, penitenziere maggiore, nell'anno del Signore 1626 »

Interno

Chiesa di Santa Maria della Vittoria (interno)

L'interno della chiesa presenta una pianta a navata unica, coperta a volta a botte e tre cappelle per lato intercomunicanti; sui decorati arconi della crociera poggia la cupola priva di tamburo.

La cupola e la volta presentano una splendida decorazione pittorica eseguita, ad affresco, nel terzo quarto del XVII secolo da Giovanni Domenico Cerrini raffigurante:

Navata sinistra

Lungo la navata sinistra si aprono tre pregevoli cappelle:

Transetto sinistro

Gian Lorenzo Bernini, Estasi di santa Teresa d'Avila (1647-1652), marmo

Nel terminale del transetto sinistro è posta la cappella, dedicata a santa Teresa d'Avila, detta anche Cappella Cornaro, realizzata nel 1647-1652 da Gian Lorenzo Bernini su incarico del cardinale Federico Cornaro (1579 - 1653), nella quale si possono ammirare:

« Dio volle che vedessi alla mia sinistra un angelo sotto forma corporea. Non era grande, ma bellissimo. Aveva in mano un lungo dardo d'oro, dalla cui punta di ferro usciva una fiamma. Mi colpì tosto il cuore fin nelle fibre più profonde e mi parve che, nel ritirarlo, ne portasse con sé dei lembi. Poi mi lasciò interamente incendiata dell'amor di Dio. Il dolore era tanto vivo da strapparmi dei gemiti. Questa sofferenza non è corporea, ma spirituale, benché il corpo non vi sia del tutto estraneo. »

Presbiterio e coro

Nel presbiterio, restaurato nel 1880, si notano:

Transetto destro

Nel terminale del transetto destro è posta la cappella, dedicata a san Giuseppe, nella quale si conservano:

Navata destra

Lungo la navata destra si aprono tre pregevoli cappelle:

Controfacciata

Nella controfacciata, sopra il portale d'ingresso, è ubicato:

Sacrestia

Nella sacrestia, costruita nel 1927, si conservano bandiere, insegne e cimeli relativi alla battaglia del 1620 e a quella degli eserciti cristiani contro i turchi, sotto le mura di Vienna nel 1683. Inoltre, vi sono esposti alcuni pregevoli dipinti, fra i quali si evidenziano:

Note
  1. Legge 19 giugno 1873, n. 1402
  2. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri" . URL consultato il 08.07.2020
  3. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  4. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  5. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  6. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  7. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  8. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  9. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  10. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  11. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  12. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  13. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  14. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  15. Ibidem . URL consultato il 08.07.2020
  16. Ibidem . URL consultato il 09.07.2020
  17. Ibidem . URL consultato il 09.07.2020
Bibliografia
  • Ferruccio Lombardi, Roma. Chiese conventi chiostri. Progetto per un inventario, 313-1925, Edil Stampa, Roma, 1993, p. 337
  • Padri Carmelitani Scalzi, Chiesa di Santa Maria della Vittoria, ATS Italia, Roma, 1999, ISBN 9788886542869
  • Claudio Rendina, Le Chiese di Roma. Storia e segreti, col. "Tradizioni italiane", Newton & Compton, Roma, 2017, pp. 214-215, ISBN 9788854188358
  • Touring Club Italiano (a cura di), Roma, col. "Guide Rosse", Touring, Milano, 2005, pp. 335-336, ISBN 9770390107016
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.