Arcidiocesi di Montpellier

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Arcidiocesi di Montpellier
Archidioecesis Montis Pessulani (-Lotevensis-Biterrensis-Agathensis-Sancti Pontii Thomeriarum)
Chiesa latina
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arcivescovo metropolita Pierre-Marie Joseph Carré
sede vacante
Suffraganea
Regione ecclesiastica Provence-Méditerranée
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Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Nazione bandiera Francia
diocesi suffraganee
Carcassonne e Narbona, Mende, Nîmes, Perpignano-Elne
coadiutore:
vicario:
provicario
generale:
ausiliari: Claude-Joseph Azéma
Cariche emerite: Guy Marie Alexandre Thomazeau
Parrocchie 166
Sacerdoti 223 secolari e 125 regolari
1.925 battezzati per sacerdote
174 religiosi 485 religiose 23 diaconi
1.000.000 abitanti in 6.101 km²
670.000 battezzati (67,0% del totale)
Eretta III secolo
Rito romano
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Santi patroni:
22 rue Lallemand, B.P. 2137, 34026 Montpellier CEDEX 01, France
tel. 4.67.91.11.00 fax. 4.67.91.11.01

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2005 Scheda
Chiesa cattolica in Francia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

L'arcidiocesi di Montpellier (in latino: Archidioecesis Montis Pessulani -Lotevensis-Biterrensis-Agathensis-Sancti Pontii Thomeriarum) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica francese appartenente alla regione ecclesiastica Provence-Méditerranée. Nel 2004 contava 670.000 battezzati su 1.000.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Pierre-Marie Joseph Carré.

Territorio

L'arcidiocesi comprende il dipartimento francese dell'Hérault.

Sede arcivescovile è la città di Montpellier, dove si trova la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Nell'arcidiocesi sorgono altre cinque chiese ex cattedrali:

Il territorio è suddiviso in 166 parrocchie, raggruppate in 10 settori missionari.

Storia

Diocesi di Maguelone

La diocesi di Montpellier ha la sua origine nell'antica diocesi di Maguelone. Il primo vescovo di Maguelone, di cui si abbiano riscontri storici fu Boezio, che partecipò al Concilio Narbonense nel 589. Infatti, origanariamente la sede era suffraganea dell'arcidiocesi di Narbona. Maguelone fu completamente distrutta nel corso delle guerre fra Carlo Martello e i Saraceni. Allora la sede della diocesi fu traslata a Substantion, ma il vescovo Arnaud nell'XI secolo la riportò a Maguelone dopo aver ricostruito la città.

Presso Maguelone si erano gradualmente sviluppati i due villaggi di Montpellier e di Montpellieret. Secondo la leggenda, questi villaggi erano nel X secolo proprietà delle due sorelle di san Fulcrano, vescovo di Lodève. Verso il 975 le cedettero a Ricuin, vescovo di Maguelone. È certo che verso il 990 Ricuin possedesse questi due villaggi; mantenne per sé Montpellieret e diede Montpellier in feudo alla famiglia dei Guillems. Nel 1085 Pierre, conte di Substantion e Melgueil, divenne vassallo della Santa Sede per questa contea ed ebbe il diritto di elezione dei vescovi di Maguelone. Papa Urbano II incaricò il vescovo di Maguelone di esercitare la sovranità papale sulla contea e passò cinque giorni in città durante il suo viaggio in Francia per predicare la prima crociata. Nel 1215 papa Innocenzo III concesse la contea di Melgueil in feudo al vescovo di Maguelone, che divenne quindi vescovo-conte.

A partire da quell'epoca i vescovi di Maguelone ebbero il diritto di battere moneta. Papa Clemente IV redarguì nel 1266 il vescovo Bérenger de Frédol, che aveva coniato una moneta chiamata "Miliarensis", su cui era impresso il nome di Maometto; effettivamente a quell'epoca il vescovo, insieme con il re d'Aragona e il conte di Tolosa, aveva autorizzato il conio di monete arabe, non per la circolazione a Maguelone, ma per l'esportazione.

Nel luglio del 1204 Montpellier passò in possesso di Pietro II d'Aragona, genero dell'ultimo discendente dei Guillems; Giacomo I d'Aragona, figlio di Pietro II, unì le città al regno di Maiorca. Nel 1292 Bérenger de Frédol, vescovo di Maguelone, cedette Montpellier a Filippo IV di Francia. Giacomo III di Maiorca vendette Montpellier a Filippo VI nel 1349 e la città, eccetto il periodo dal 1365 al 1382, fu da allora francese.

Urbano V aveva studiato teologia e diritto canonico a Montpellier e fu incoronato papa dal cardinale Andouin Aubert, nipote di Innocenzo VI e vescovo di Maguelone dal 1352 al 1354; di conseguenza il favore di Urbano V verso questa diocesi crebbe grandemente. Nel 1364 fondò a Montpellier il monastero benedettino di san Germano e venne personalmente a Montpellier per visitare la nuova chiesa (9 gennaio8 marzo 1367). Volle che la città fosse circondata da bastioni, cosicché gli studenti potessero vivere in sicurezza e diede inizio ai lavori per un canale di comunicazione fra Montpellier e il mare.

Chiesa cattedrale

Tre chiese si susseguirono, eretta una dopo l'altra sul medesimo sito, con il titolo di Chiesa cattedrale di Maguelone. La prima risale al V / VI secolo, venne trasformata in moschea dal saraceni quando all'inizio dell'VIII secolo s'impadronirono di Maguelone. Fu distrutta per ordine di Carlo Martello, quando i Franchi strapparono l'isola ai saraceni (737). L'erezione della seconda, sulle rovine della prima, fu dovuta al vescovo Arnaud (vescovo dal 1030 al 1060), che la ricostruì ampliandola e dotandola di un capitolo regolare composto da canonici posto sotto l'autorità di un prevosto. Di questo nuovo edificio rimane oggi solo la cappella di Sant'Agostino, posta sul lato sud dell'attuale edificio. Infine, nel XII secolo, la cattedrale di Arnaud fu demolita, ne fu costruita una nuova con nuovi edifici capitolari, comprendenti in particolare un chiostro a due piani ed un alloggio per il vescovo; il nuovo altar maggiore fu consacrato nel 1162 durante l'episcopato di Jean de Montlaur. Dedicata ai Santi Pietro e Paolo, questo edificio religioso è giunto, sia pur con numerose mutilazioni, fino ai nostri giorni.

Diocesi e arcidiocesi di Montpellier

Su istanza di re Francesco I, che lamentava le epidemie e le incursioni dei pirati che costantemente minacciavano Maguelone, papa Paolo III trasferì la sede a Montpellier il 27 marzo 1536.

Il calvinismo fu introdotto a Montpellier nel febbraio del 1560 dal pastore Guillaume Mauget e le conseguenti guerre di religione ebbero pesanti ripercussioni per la città. Durante il regno di Enrico III fu istituita una sorta di repubblica calvinista. La città fu riconquistata da Luigi XIII nell'ottobre del 1622.

Il vescovo Colbert de Croissy (1696-1738) sostenne l'oratoriano Pouget, che nel 1702 compose il famoso "Catechismo di Montpellier", condannato dala Santa Sede nel 1712 e nel 1721 per le sue dottrine gianseniste.

Dopo il 1789 a causa della Rivoluzione il vescovo de Malide dovette abbandonare la diocesi e fu esule in Inghilterra, da dove continuò a seguire la sua diocesi, che aveva affidato a due sacerdoti fidati, e i numerosi sacerdoti diocesani dispersi in tutta Europa. Prima del concordato del 1801 papa Pio VII richiese ai vescovi esiliati la rinuncia al governo pastorale della diocesi. Pur propenso ad aderire alla richiesta del Pontefice, il vescovo di Montpellier si adattò al parere degli altri dodici vescovi francesi esiliati in Inghilterra, che non accettavano di dimettersi. Pur conservando il suo titolo, il vescovo de Malide chiese ai fedeli della diocesi di obbedire al loro nuovo vescov, ma ciò nonostante una piccola minoranza (les purs) non volle riconoscere altri che lui.[1]

Quando il concordato del 1801 ristabilì la diocesi, le attribuì anche il territorio del dipartimento della Tarn, che fu ceduto nel 1822 a vantaggio dell'erezione dell'arcidiocesi di Albi; e dal 1802 al 1822, Montpellier fu suffraganea dell'arcidiocesi di Tolosa. Nel 1822 entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Avignone.

L'8 dicembre 2002, con la riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche francesi, la diocesi è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana.

Diocesi soppresse e unite a Montpellier

Le seguenti sedi furono soppresse in seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 e il loro territorio fu unito alla diocesi di Montpellier.

Un breve papale del 16 giugno 1877 concesse ai vescovi di Montpellier di intitolarsi vescovi di Montpellier, Béziers, Agde, Lodève e Saint-Pons, in memoria delle diocesi soppresse.

Diocesi di Agde

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Agde.

La tradizione vuole che il primo vescovo di Agde, san Venusto, abbia sofferto il martirio durante la leggendaria invasione del barbaro Chrocus, nel 407 o 408. il primo vescovo di Agde di cui si abbiano riscontri storici è Sofronio (Sophronius), che prese parte al Concilio di Agde del 506.

Diocesi di Béziers

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Béziers.

Il primo vescovo di Béziers secondo la tradizione sarebbe Afrodisio (Aphrodisius), un santo egiziano che avrebbe ospitato la Sacra Famiglia ad Hermopolis e sarebbe successivamente diventato discepolo di Cristo, quindi avrebbe accompagnato Sergio e Paolo in Gallia e sarebbe morto martire a Béziers. Il primo vescovo storiamente noto è Paolino (Paulinus) menzionato nel 418; san Guiraud fu vescovo di Béziers dal 1121 al 1123; san Domenico di Guzmán rifiutò la sede di Béziers per dedicarsi alla crociata contro gli albigesi.

Diocesi di Lodève

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Lodève.

Una tradizione che risale almeno al XIV secolo affida a san Floro (Florus) il posto di primo vescovo di Lodève: si tratterebbe di un discepolo di san Pietro, che avrebbe evangelizzato l'Alta Alvernia e sarebbe morto nell'attuale villaggio di Saint-Flour. È storicamente accertato che dal 421 vi furono vescovi di Lodève; il primo di cui si abbiano documenti è Materno (Maternus), che era presente al Concilio di Agde del 506. Altri importanti vescovi di Lodève furono san Giorgio (863-884), precedentemente un monaco benedettino; san Fulcrano (949-1006), che nel 975 consacrò la cattedrale di san Genesio e fondò l'abbazia del Santo Salvatore; l'inquisitore domenicano Bernardo Gui (1324-1331); il cardinale Guillaume d'Estouteville (1450-1453), importante legato papale, riabilitò Giovanna d'Arco; i fratelli Guillaume Briçonnet (1489-1516) e Denis Briçonnet (1516-1520).

Diocesi di Saint-Pons-de-Thomières

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Saint-Pons-de-Thomières.

L'abbazia di San Ponzio (Pons) a Saint-Pons-de-Thomières fu fondata nel 936 da Raimondo, conte di Tolosa, che vi ospitò i monaci di St. Géraud d'Aurillac. Con la bolla Alma mater Ecclesia del 28 febbraio 1318, papa Giovanni XXII elevò l'abbazia a sede vescovile, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Narbona.

Cronotassi dei vescovi

Sede di Maguelone

Sede di Montpellier

Statistiche

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 1.000.000 persone contava 670.000 battezzati, corrispondenti al 67,0% del totale.

anno popolazione presbiteri diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per
sacerdote
uomini donne
1950 440.000 461.000 95,4 462 350 112 952 112 1.023 416
1970 525.000 591.397 88,8 466 363 103 1.126 209 1.156 410
1980 600.000 648.202 92,6 548 381 167 1.094 1 167 842 416
1990 675.000 721.000 93,6 415 299 116 1.626 3 196 736 385
1999 601.626 794.603 75,7 370 247 123 1.626 15 178 636 324
2000 670.000 900.000 74,4 373 248 125 1.796 17 181 488 324
2001 670.000 900.000 74,4 345 221 124 1.942 18 179 475 166
2002 670.000 900.000 74,4 272 215 57 2.463 19 109 505 162
2003 670.000 900.000 74,4 318 212 106 2.106 22 155 495 173
2004 670.000 1.000.000 67,0 348 223 125 1.925 23 174 485 166
Note
  1. A. Coste, Vie de Mr. P.F.-X. Coustou, Vicaire-général du diocèse de Montpellier, Pézenas, 1845, pp. 45-52
  2. Ultimo vescovo di Maguelone, prima del trasferimento della sede episcopale a Montpellier (1536), della quale fu il primo vescovo.
  3. Contravvenendo alle disposizioni di papa Pio VII contenute nella bolla Qui Christi Domini, monsignor de Malide non diede le dimissioni dalla sede di Montpellier e morì in esilio a Londra nel 1812.
Fonti
Voci correlate
Collegamenti esterni

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