Adorazione dei Magi con san Giovanni Battista e san Giovanni evangelista (Domenico Ghirlandaio)

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Firenze MuInnocenti D.Ghirlandaio AdorazioneMagi 1488.jpg
Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei Magi con san Giovanni Battista e san Giovanni evangelista (1488), tempera su tavola
Adorazione dei Magi
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Toscana
Regione ecclesiastica Toscana
Provincia Firenze
Comune

Stemma Firenze

Località
Diocesi Firenze
Parrocchia o Ente ecclesiastico Istituto degli Innocenti
Ubicazione specifica Museo degli Innocenti
Uso liturgico quotidiano
Comune di provenienza Firenze
Luogo di provenienza Ospedale degli Innocenti, Chiesa di Santa Maria degli Innocenti, altare maggiore
Oggetto pala d'altare
Soggetto Adorazione dei Magi con san Giovanni Battista e san Giovanni evangelista
Datazione 1488
Datazione
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Ambito culturale ambito toscano
Autore

Domenico Ghirlandaio (Domenico Bigordi)
detto Ghirlandaio

Altre attribuzioni
Materia e tecnica tempera su tavola
Misure h. 285 cm; l. 243 cm
Iscrizioni MCCCCLXXXVIII
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
opera datata
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png

1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». 3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele»....
7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Virgolette chiuse.png

L'Adorazione dei Magi con san Giovanni Battista e san Giovanni evangelista è una pala d'altare, eseguita nel 1488, a tempera su tavola, da Domenico Bigordi detto Domenico Ghirlandaio (1449 - 1494), proveniente dall'altare maggiore dalla Chiesa di Santa Maria degli Innocenti, annessa all'Ospedale degli Innocenti a Firenze e ora conservata presso il Museo degli Innocenti nella stessa città toscana.

Descrizione

Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei Magi (part. Paesaggio lacustre), 1488, tempera su tavola

Pannello centrale

La scena è ambientata davanti alla capanna, costituita da un muro in mattoni incompiuto (simbolo del declino della religione romana da cui nasce il Cristianesimo), da quattro pilastri, decorati da candelabri con capitelli corinzi dorati, che sorreggono un umile tetto di paglia a doppio spiovente, sopra il quale si vedono quattro angeli reggicartiglio.

Nel dipinto compaiono:

  • al centro:
    • Maria Vergine mostra Gesù Bambino ai presenti;
    • san Giuseppe veglia sul Bambino con uno sguardo attento e amorevole, dietro di lui e Maria si trovano il bue e l'asino.
    • Magi, due dei quali sono inginocchiati davanti al gruppo della Madonna col Bambino, uno nell'atto di baciare un piedino del bimbo, l'altro con una mano sul petto, mentre il terzo si trova in piedi, sulla sinistra, caratterizzato da un manto giallo e rosso e ritratto mentre porge in dono un prezioso calice. Essi, come di consueto, rappresentano le tre diverse età dell'uomo: gioventù, maturità e vecchiaia.
  • a sinistra:
    • san Giovanni Battista, inginocchiato, guarda lo spettatore e indica Gesù Bambino, con affianco un fanciullo, evidente richiamo agli orfani "innocenti", assistiti dall'istituzione.
    • alcuni astanti, tra cui, in secondo piano, si riconoscono il committente, vestito di nero e l'artista, che guarda verso lo spettatore.
  • a destra:
    • san Giovanni evangelista, che presenta alla Madonna un bambino ferito;
    • tre personaggi del seguito dei Magi riccamente abbigliati, che probabilmente rappresentano i membri della potente Arte della Seta, finanziatrice preminente dell'Istituto; dietro di loro il corteo si dispiega in lontananza, passando sotto un arco trionfale (riferimento allegorico alla transizione dal mondo romano a quello cristiano).

Inoltre, sullo sfondo si vedono:

  • al centro:
    • uno splendido paesaggio lacustre, solcato da navi, tra colline e montagne;
    • due personaggi, un laico e un religioso (simboleggianti i principali artefici dell'opera assistenziale dell'orfanotrofio), si affacciano a contemplare la scena.
  • a sinistra:
    • la Strage degli innocenti;
    • la rappresentazione simbolica della città di Roma, dove si riconoscono, infatti, il Colosseo, la Colonna Traiana, la Torre delle Milizie e la Piramide Cestia.
  • a destra:
    • sulla collina si trovano alcuni pastori con le greggi, ai quali un angelo, circondato da un alone luminoso, sta annunciando la nascita di Gesù.

Predella

La predella è opera di Bartolomeo di Giovanni (1458 ca. - 1501), allievo di Domenico Ghirlandaio, ed è costituita da sette scomparti che presentano:

Note stilistiche, iconografiche e iconologiche

Domenico Ghirlandaio, Adorazione dei Magi (part. Bambino ferito), 1488, tempera su tavola
  • Nell'organizzazione frontale dell'Adorazione dei Magi si comprende l'influenza di Sandro Botticelli sull'opera dell'artista, mentre nell'insieme, quasi caotico, delle figure, si legge quella di Leonardo da Vinci.
  • Una serie di similitudini stilistiche mette in relazione questo dipinto con la decorazione pittorica della Cappella Tornabuoni (1485 - 1490), eseguita sempre da Domenico Ghirlandaio: l'ampiezza e la luminosità del paesaggio; la presenza del muro di fondo che isola la scena principale, enfatizzandola, pur senza bloccare la fuga prospettica e spaziale in lontananza. Queste analogie confermano la datazione fornitaci dalle fonti storiche.
  • I colori sono ricchi e vivaci, con una serie di riscontri tra rossi, gialli e blu che creano un caldo ritmo luminoso. Il pittore ha reso con grande cura e precisione i dettagli e dei riflessi della luce sulle superfici, derivata dallo studio dell'arte fiamminga: questo è particolarmente evidente nella brillantezza dei gioielli, quali:
    • le perle del copricapo a turbante dell'uomo sulla destra,
    • la doppia catena d'oro con pendente del personaggio a lui vicino;
    • la croce di san Giovanni Battista;
    • la coppa cristallina offerta dal più giovane dei Magi a Gesù Bambino.

Iscrizioni

Nella pala si trovano due iscrizioni:

  • sull'arco di trionfo si legge la data dell'opera:
(LA) (IT)
« MCCCCLXXXVIII » « 1488 »
  • sul cartiglio sorretto da quattro angeli è tracciato un tetragramma che riporta le note e le prime parole del Gloria, quasi ad invitare lo spettatore ad unirsi nel canto:
« Gloria in excelsis Deo. »

Notizie storico-critiche

La pala d'altare fu commissionata nel 1485 da Francesco di Giovanni Tesori, priore dell'Ospedale degli Innocenti, l'orfanotrofio fiorentino, al pittore per l'altare maggiore della Chiesa di Santa Maria degli Innocenti, annessa allo stesso Ospedale.

Il dipinto è sempre rimasto nel patrimonio culturale dell'Istituto degli Innocenti, uscendo indenne da spoliazioni e dispersioni, forse proprio perché opera ritenuta indissolubilmente legata all'Ospedale.

La cornice originale, commissionata nel 1486 ad Antonio di Francesco di Bartolo, su disegno di Giuliano da Sangallo, fu distrutta nel 1786, quando venne ristrutturato l'interno della chiesa e la pala rimossa dall'altare maggiore.

Nel 1917 venne collocata nel costituendo Museo degli Innocenti, al secondo piano dell'edificio.

Dal 1971 vi fu ricollocata vicino la predella, che era stata smembrata nel 1615 in occasione di un rifacimento dell'altare maggiore.

Bibliografia
  • Luciano Bellosi (a cura di), Il Museo dello Spedale degli Innocenti a Firenze, Editore Mondadori-Electa, Milano 1977, pp. 234 - 235
  • Ronald G. Kecks, Ghirlandaio. Catalogo completo, Editore Octavo, Firenze 1995, pp. 150 - 151
  • Emma Micheletti, Domenico Ghirlandaio, Editore Scala, Firenze 1990, ISBN 9788881170036
  • Andreas Quermann, Ghirlandaio, Editore Könemann, Colonia 1998, pp. 117 - 118, 120 - 123
  • Rolf Toman, Arte italiana del Rinascimento: architettura, scultura e pittura, Editore Könemann, Colonia 1998, pp. 286, 290 ISBN 9783829020404
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 4 luglio 2013 da Teresa Morettoni, esperta in museologia, archeologia e storia dell'arte.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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