Babbo Natale

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Babbo Natale in una rappresentazione del 1875.

Babbo Natale è una figura legata al Natale, descritto come un vecchio con la barba bianca, che distribuisce i doni ai bambini la sera della vigilia di Natale.

Babbo Natale è una figura storicamente molto amata, che ha le sue origini nel culto a san Nicola di Bari. È inoltre un elemento importante della tradizione natalizia in tutto il mondo occidentale, in America latina, in Giappone ed in altre parti dell'Asia orientale.

L'origine nella tradizione di San Nicola

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce San Nicola di Mira.

La figura di Babbo Natale deriva dal vescovo san Nicola della città di Myra (antica città dell'odierna Turchia), di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri.

San Nicola di Mira (più noto in Italia come San Nicola di Bari), era originario di Patara, in Licia, corrispondente all'attuale Anatolia (Asia Minore), che allora era provincia dell'Impero bizantino. Visse nel IV secolo.

Scoprì molto presto la sua vocazione religiosa e dedicò interamente la sua vita a Cristo. Fu vescovo della città di Mira, sempre in Licia[1].

È noto per le sue grandi elargizioni a favore dei poveri e, soprattutto, per aver fornito la dote alle tre figlie di un cristiano povero ma devoto, evitando così che fossero obbligate alla prostituzione.

Le reliquie di San Nicola furono traslate a Bari[2][3] da alcuni pescatori, e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087. Il luogo è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli[4].

Da San Nicola a Babbo Natale

Rappresentazione di Sinterklaas, antico Babbo natale del Benelux

La tradizione su San Nicola è stata alla base della grande festa olandese di Sinterklaas ("il compleanno del Santo") che, a sua volta, ha dato origine al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti[5].

Santa Claus ha quindi origine da Sinterklaas, il nome olandese del personaggio derivato da San Nicola, che viene chiamato anche Sint Nicolaas; questo spiega anche l'esistenza di diverse varianti inglesi del nome (Santa Claus, Saint Nicholas, St. Nick).

Gli abiti di Sinterklaas sono simili a quelli di un vescovo; porta una mitra (il copricapo vescovile) rossa con una croce dorata, e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al vescovo di Mira è ancora evidente. Sinterklaas ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti; i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciare i doni (in alcuni casi nelle scarpe dei bambini, lasciate vicino al caminetto); arriva in piroscafo dalla Spagna ed è accompagnato da Zwarte Piet.

Le strenne che vengono regalate in questa ricorrenza sono spesso accompagnate da poesie, talvolta molto semplici ed, in altri casi, elaborate ed ironiche ricostruzioni del comportamento di chi le riceve durante l'anno trascorso. I regali veri e propri, in qualche caso, sono addirittura meno importanti dei pacchetti in cui sono contenuti, di solito molto sgargianti ed elaborati; quelli più importanti, spesso, sono riservati al mattino seguente. Anche se la spinta commerciale verso il Natale è presente anche in Olanda, la distribuzione tradizionale dei regali viene compiuta da Sinterklaas il 6 dicembre.

Secondo i paesi la figura di San Nicola ha subito gli adattamenti necessari secondo il folclore locale.

  • Nei paesi nordici sopravvive ancora l'immagine pagana della capretta di Yule (in svedese julbock), che porta i regali la Vigilia di Natale, e le decorazioni natalizie costituite da caprette di paglia sono molto diffuse.
  • In tempi più recenti, sia in Svezia che in Norvegia, il portatore di doni viene identificato con Tomte o tomtenisse, un'altra creatura del folklore locale.
  • In Finlandia, la capretta di Yule si chiama joulupukki.
  • Nelle colonie britanniche del Nord America e, successivamente, negli Stati Uniti, i portatori di doni della tradizione olandese e di quella britannica hanno finito per identificarsi ancor più l'uno con l'altro. Ad esempio, nella Storia di New York, di Washington Irving, si trova un Sinterklaas americanizzato in Santa Claus ma privo degli attributi vescovili, rappresentato come corpulento marinaio olandese avvolto in un mantello verde e con la pipa in bocca. Il libro di Irving era una satira della comunità olandese di New York, e molti caratteri del ritratto sono dovuti alla sua invenzione umoristica.

Sembra che l'aspetto moderno di Babbo Natale/Santa Claus ha assunto la forma definitiva con la pubblicazione della poesia Una visita di San Nicola, ora più nota con il titolo La notte di Natale[6]. L'autore del racconto è tradizionalmente ritenuto Clement Clarke Moore, anche se l'attribuzione è controversa. Santa Claus vi viene descritto come un signore un po' tarchiato con otto renne, che vengono nominate (per la prima volta in questa versione) con i nomi di Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen. La versione italiana di tali nomi è: Fulmine, Ballerina, Donnola, Freccia, Cometa, Cupido, Saltarello e Donato.

Altre tradizioni

In Grecia San Nicola viene talvolta sostituito da San Basilio Magno (Vasilis), un altro vescovo del IV secolo originario di Cesarea.

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in Lussemburgese) arriva due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni. L'equivalente di Babbo Natale in questi paesi è Kerstman (letteralmente: "Uomo di Natale").

In alcuni villaggi delle Fiandre, in Belgio, si celebra la figura, pressoché identica, di San Martino di Tours (Sint-Maarten)[7].

In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, San Basilio porta i doni ai bambini a Capodanno, giorno in cui si celebra la sua festa.

Le origini nel folklore tedesco

Prima della conversione al cristianesimo, il folklore tedesco narrava che il dio Odino (Wodan) ogni anno tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale (Yule), accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti[8].

La tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali nei pressi del caminetto, riempiendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir. In cambio, Odino avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi[9].

Questa pratica è sopravvissuta in Belgio e Paesi Bassi anche in epoca cristiana, associata alla figura di San Nicola. I bambini, ancor oggi, appendono al caminetto le loro scarpe piene di paglia in una notte d'inverno, perché vengano riempite di dolci e regali da San Nicola. A differenza di Babbo Natale, in quei luoghi il santo arriva ancora a cavallo.

La tradizione germanica arrivò negli Stati Uniti attraverso le colonie olandesi di New Amsterdam e New York prima della conquista britannica del XVII secolo, ed è all'origine dell'abitudine moderna di appendere una calza al caminetto per Natale, simile per certi versi a quella diffusa in Italia il 5 gennaio all'arrivo della Befana[10].

Un'altra tradizione folclorica delle tribù germaniche racconta le vicende di un sant'uomo (in alcuni casi identificato con San Nicola) alle prese con un demone (che può essere, di volta in volta, il diavolo, un troll o la figura di Krampus). La leggenda narra di un mostro che terrorizzava il popolo insinuandosi nelle case attraverso la canna fumaria durante la notte, aggredendo e uccidendo i bambini in modo orribile.

Il sant'uomo si pose alla ricerca del demone e lo catturò imprigionandolo con dei ferri magici o benedetti (in alcune versioni gli stessi che imprigionarono Gesù prima della crocifissione, in altri casi quelli di San Pietro o San Paolo). Obbligato ad obbedire agli ordini del santo, il demone viene costretto a passare di casa in casa per fare ammenda portando dei doni ai bambini. In alcuni casi la buona azione viene ripetuta ogni anno, in altri il demone ne rimane talmente disgustato da preferire il ritorno all'inferno.

Altre forme del racconto presentano il demone convertito agli ordini del santo, che raccoglie con sé gli altri elfi e folletti, diventando quindi Babbo Natale. Una diversa versione olandese racconta, invece, che il santo viene aiutato da schiavi Mori, che vengono rappresentati di solito dal personaggio di Zwarte Piet ("Pietro il nero"), analogo dell'italiano Uomo Nero. In questi racconti Zwarte Piet picchia i bambini con un bastone o li rapisce per portarli in Spagna nel suo sacco (un tempo l'Andalusia era sotto il dominio dei Mori).

In Germania, lo stesso racconto trasforma il personaggio in Pelznickel o Belsnickle ("Nicola Peloso"), che va a trovare i bambini cattivi nel sonno. Il nome deriva dall'aspetto di enorme belva dovuto al fatto che è interamente ricoperto di pelliccia.

Le critiche alla figura di Babbo Natale

Nonostante le sue radici, secondo alcuni, possano essere classificate come cristiane, Babbo Natale col tempo è diventato una figura che rappresenta gli aspetti secolari del Natale. L'enfatizzazione del Babbo Natale più secolare e gli aspetti materialistici dello scambio di doni in occasione della festa suscita preoccupazioni e perplessità negli spiriti più sensibili.

Tali forme di condanna nei confronti di Babbo Natale non sono un fenomeno recente; ebbero origine tra i gruppi protestanti già nel XVI secolo, e si diffusero tra i puritani inglesi nel secolo successivo; nello stesso periodo in America la festa venne spesso vietata perché ritenuta di origine pagana o cattolica[11].

Le rappresentazioni di Babbo natale

Di solito, Babbo Natale viene rappresentato come un signore anziano, corpulento, gioviale e occhialuto, vestito di un costume rosso con inserti di pelliccia bianca, con una lunga barba anch'essa bianca. La sera della vigilia di Natale, sale sulla sua slitta trainata dalle renne volanti e va di casa in casa per portare i regali ai bambini.

Per entrare in casa si cala dal comignolo, sbucando quindi nel caminetto. Durante il resto dell'anno, si occupa della costruzione dei giocattoli con la Signora Natale ed i suoi aiutanti elfi[12]. Nelle rappresentazioni più moderne, il laboratorio di Babbo Natale somiglia più ad un centro di smistamento di giocattoli confezionati che a un'officina dove vengono costruiti.

A causa di alcuni tratti decisamente fuori dal comune del comportamento di Babbo Natale (come la capacità di recapitare, in una sola notte, i regali a tutti i bambini che credono in lui, quella di infilarsi nei comignoli e di entrare, anche, nelle case senza caminetto, la presunta immortalità ed il possesso di renne volanti), di solito, le sue azioni vengono spiegate con il ricorso alla magia.

Babbo Natale nel mondo

Ecco, di seguito, i vari "Babbo Natale" del mondo[13]:

Europa e Nord America

In Europa e Nord America, di solito, le tradizioni legate a Babbo Natale coincidono, anche se in alcuni paesi possono variare il nome, alcune caratteristiche, la data di 'consegna' dei doni ed, in qualche caso, anche l'identità stessa di chi li porta.

America Latina

Di solito Babbo Natale in America Latina si chiama Papá Noel, ma ci sono alcune piccole differenze tra i vari paesi.

Estremo Oriente

  • Corea: Santa Claus 산타 클로스
  • Giappone: Santa Claus サンタクロース
  • Taiwan: una derivazione di Santa Claus chiamata 聖誕老人 o 聖誕老公公 ("Vecchio Natale")

Africa e Medio Oriente

Note
  1. La storia di San Nicola su aetnanet.org. URL consultato il 7 gennaio 2008
  2. San Nicola di Mira, Catholic Encyclopedia.
  3. San Nicola, Encyclopedia Britannica.
  4. San Nicola su digilander.libero.it. URL consultato il 6 dicembre 2009
  5. La vera storia di Babbo Natale su almanaccodelgiorno.wordpress.com. URL consultato il 6 dicembre 2009
  6. Titolo originale: The Night Before Christmas; la pubblicazione è avvenuta sul giornale Sentinel della città di Troy (stato di New York) il 23 dicembre 1823.
  7. http://www.newadvent.org/cathen/11063b.htm
  8. Odino su gustopedia.com. URL consultato il 7 gennaio 2008
  9. Siefker, Phyllis. Santa Claus, Last of the Wild Men: The Origins and Evolution of Saint Nicholas, Spanning 50,000 Years , 2006, ISBN 0786429585, cap. 9, spec. pagg. 171-173.
  10. La calze sul caminetto su parrocchiasannicolo.net. URL consultato il 6 gennaio 2008
  11. Babbo Natale al bando su barilive.it. URL consultato il 6 gennaio 2008
  12. Babbo Natale durante il resto dell'anno su gustopedia.com. URL consultato il 7 gennaio 2008
  13. Babbo natale nel mondo su sitopreferito.it. URL consultato il 28 dicembre 2007
Bibliografia
  • Claudia Maschio, Storia e magia del Natale: Alla scoperta di origini, tradizioni, fiabe e leggende, Edit Junior, 2005, ISBN 8889480130
  • Carlo Sacchettoni, La storia di Babbo Natale , Edizioni Mediterranee, 1996, ISBN 8827211896
  • Elvira Stefania Tiberini, Da san Nicola a santa Claus: un'analisi antropologica, Bagatto, 1987, ISBN 8878060100
  • Raymond Briggs, Babbo Natale, Einaudi Ragazzi, 1974, ISBN 8879261991
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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