San Basilio Magno

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San Basilio Magno
Vescovo
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Santo
Padre e Dottore della Chiesa

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Icona di San Basilio Magno
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Titolo
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Età alla morte 50 anni
Nascita Cesarea in Cappadocia
329
Morte Cesarea in Cappadocia
1° gennaio 379
Sepoltura
Appartenenza Monaci basiliani
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Professione religiosa 356
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Ordinazione presbiterale 360
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Consacrazione vescovile
Consacrazione vescovile 370
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione patriarcale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Elevazione ad Arcivescovo
Elevazione a Patriarca
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Creazione
a Cardinale
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Cardinale elettore
Ruoli ricoperti Arcivescovo di Cesarea di Cappadocia
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° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
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Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
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(per causa incerta o sconosciuta)
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Successore {{{successore}}}
Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
Venerato da Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza 2 gennaio
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi abiti vescovili, libro, colomba
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrono di Cappadocia, Russia, monaci basiliani, responsabili degli ospedali, riformatori; varie località.
Collegamenti esterni
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Io avevo sciupato molto tempo nella vanità, perdendo quasi tutta la mia giovinezza nel lavoro vano a cui mi applicavo per apprendere gli insegnamenti di quella sapienza che Dio ha resa stolta (cfr. 1Cor 1,20); finché un giorno, come svegliandomi da un sonno profondo, riguardai alla mirabile luce della verità del Vangelo, e considerai l'inutilità della sapienza dei principi di questo mondo che sono ridotti all'impotenza (cfr. 1Cor 2,6). Allora piansi molto sulla mia miserabile vita
Virgolette chiuse.png
(San Basilio Epistula 223: PG 32, 824a)
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 2 gennaio, n. 1:
« Memoria dei santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa. Basilio, vescovo di Cesarea in Cappadocia, detto Magno per dottrina e sapienza, insegnò ai suoi monaci la meditazione delle Scritture e il lavoro nell’obbedienza e nella carità fraterna e ne disciplinò la vita con regole da lui stesso composte; istruì i fedeli con insigni scritti e rifulse per la cura pastorale dei poveri e dei malati; morì il primo di gennaio. Gregorio, suo amico, vescovo di Sásima, quindi di Costantinopoli e infine di Nazianzo, difese con grande ardore la divinità del Verbo e per questo motivo fu chiamato anche il Teologo. Si rallegra la Chiesa nella comune memoria di così grandi dottori. »

1 gennaio, ricorrenza secondaria:

« A Cesarea in Cappadocia, nell’odierna Turchia, deposizione di san Basilio, vescovo, la cui memoria si celebra domani »

San Basilio Magno, "il Grande" (in greco: Βασίλειος ο Μέγας, Basíleios o Mégas; Cesarea in Cappadocia, 329; † Cesarea in Cappadocia, 1° gennaio 379), è stato un vescovo, teologo e fondatore greco, venerato come santo dalla Chiesa, di cui oltre che Vescovo fu confessore e Dottore della Chiesa e primo dei Padri cappadoci.

Biografia

Figlio di un ricco rètore e avvocato, suo nonno morì martire nella persecuzione di Diocleziano e sua nonna, Macrina, fu discepola di Gregorio Taumaturgo del Ponto. La nonna Macrina, la madre Emmelia, i fratelli Gregorio, vescovo di Nissa e Pietro, vescovo di Sebaste e la sorella primogenita, Macrina, sono pure venerati dalla Chiesa cattolica come Santi. Fu molto amico di San Gregorio Nazianzeno, venerato come santo e commemorato nello stesso giorno, il 2 gennaio.

Ancora fanciullo venne mandato dalla nonna Macrina a Neocesarea sul Ponto dalla quale apprese i principi cristiani, a riguardo Basilio affermerà:

« Io non dimenticherò mai in vita mia, i forti stimoli che davano al mio cuore, ancora tenero i discorsi e gli esempi di questa piissima donna. »

Ebbe come primo maestro suo padre Basilio, ma in seguito continuò gli studi a Cesarea, Costantinopoli ed Atene, la capitale culturale del mondo ellenico e pagano, dove conobbe San Gregorio Nazianzeno.

Fece ritorno in patria nel 356, dopo un breve periodo come insegnante di retorica, su esortazione della sorella Macrina si ritirò a vita ascetica, dopo essere stato battezzato. Fece visita a molti anacoreti dell'Egitto, della Siria, della Palestina e della Mesopotamia per comprendere meglio il loro stile di vita, in particolare frequentò i cenobi fondati da San Pacomio. Ritornato in patria si ritirò sulle rive del fiume Iris vicino ad Annosi nel Ponto, dove iniziò a fondare delle comunità monastiche cenobitiche.

Intorno al 360 il vescovo Eusebio di Cesarea chiamò Basilio e gli conferì l'ordine del presbiterato. Dieci anni dopo, nel 370, dopo la morte di Eusebio, venne eletto Arcivescovo di Cesarea in Cappadocia, Metropolita ed Esarca dell'intera regione del Ponto.

Combatté molto contro le dottrine ariane che, con l'appoggio dell'Imperatore Valente, stavano prendendo piede nella Chiesa. Lo stesso Imperatore tentò a più riprese di piegare Basilio a queste dottrine considerate dalle Chiese Cristiane conciliari eretiche, ma non lo contrastò mai direttamente, limitandosi a dividere in due diocesi la Cappadocia per sottrargli potere. Basilio difese l'ortodossia delle Chiese Cristiane conciliari anche contro i Macedoniani e l'Imperatore Giuliano.

Basilio fece costruire una cittadella della carità con locande, ospizi, ospedale e lebbrosario, chiamata Basiliade, questa fu la sua più grande opera, che gli valse il nome di Magno.

Dopo l'uccisione dell'imperatore Valente da parte dei Goti nel 378, Teodosio I rese il Cristianesimo religione unica e obbligatoria dell'Impero romano, e sulla sede di Costantinopoli, con l'appoggio di Basilio, fu insediato Gregorio Nazianzeno. Di lì a breve, provato dalle austerità, dalle malattie e sfinito dalle preoccupazioni, Basilio morì il 1º gennaio 379.

Icona di San Basilio Magno

Fondazione dell'Ordine Basiliano

San Basilio, per dare ordine ai suoi cenobi, dettò la "Grande Regola" (Regulae Fusius Tractatae) che comprende 55 articoli sui doveri generali del monaco, anche se Basilio parla genericamente di "fratello". In un secondo momento redasse la "Piccola Regola" (Regulae Brevis Tractatae) che è una specie di casistica sulla vita monastica. In esse San Basilio presenta la vita monastica come lo stato ideale per raggiungere la perfezione cristiana, o meglio invita tutti, anche chi oggi definiremmo laico, a condurre, indipendentemente dalla propria condizione di vita, uno specifico stile di vita. Diede così origine all'Ordine dei monaci basiliani che da lui presero il nome.

All'eremo, tipico del primo monachesimo orientale, Basilio preferì il cenobio, che presuppone celle o romitori autonomi, ma con luoghi di preghiera e di lavoro in comune. Secondo San Basilio, il cenobio infatti era in grado di favorire la correzione dei difetti e l'aiuto scambievole tra i monaci.

San Basilio fece propria l'esperienza cenobitica di San Pacomio in Egitto, ma le attribuì un "carattere ordinale", consistente nel voler conferire una dimensione familiare alle piccole comunità di monaci. Basilio figura tra le più influenti figure che hanno dato sviluppo al monachesimo nella cristianità. Non solo è riconosciuto come il padre del monachesimo orientale; ma gli storici gli attribuiscono anche una grande importanza per lo sviluppo di quello occidentale, in particolare per l'influsso che ebbe su San Benedetto.[1]

Con il suo esempio e i suoi insegnamenti Basilio esercitò una notevole influenza nella vita monastica del tempo, moderando l'austerità che fino ad allora aveva caratterizzato la vita monastica.[2] Fornì anche un grande contributo nel coordinare le attività di lavoro e quelle di preghiera per assicurarne un più equilibrato ritmo nella giornata del monaco.[3]

Volle inoltre, cosa molto importante, che i monaci fossero integrati nella vita della Chiesa e vivessero inseriti nella comunità civile, dedicandosi anche, sotto l’autorità del Vescovo, all'esercizio del ministero pastorale. Per questo motivo molti erano anche sacerdoti, un elemento che distingue i monaci basiliani, oltre che dai pacomiani, anche dai benedettini, i cui appartenenti non necessariamente sono sacerdoti.

Per questo motivo San Basilio fondò i suoi monasteri non in luoghi deserti o impervi, ma nelle città o nelle loro vicinanze, in modo che la scelta del silenzio e del raccoglimento fosse legata alla dimensione caritativa soprattutto verso i poveri. Infatti, fondò delle vere e proprie cittadelle dove i monaci davano lavoro ai bisognosi, assistevano i malati, i poveri e gli orfani; queste cittadelle, in seguito, furono denominate "città basiliadi".

Fondamentali, nella regola basiliana, come si è detto, furono tanto il lavoro manuale, che rafforza il corpo, quanto la preghiera, che rinfranca lo spirito, come lo studio delle Sacre Scritture, che illumina la mente.

In Oriente l'Ordine Basiliano ebbe subito grande sviluppo. In Occidente fu trapiantato nell’VIII secolo in Sicilia, nella penisola Salentina e poi in Calabria dove conobbe la sua massima fioritura in seguito alle persecuzioni iconoclaste (contro tutti i cristiani che professavano il culto delle Icone), scatenate dall'Imperatore Leone III di Bisanzio l’Isaurico. I basiliani perseguitati vi si rifugiarono dalle altre provincie dell'Impero e dalla Sicilia, dove temevano l’avanzare degli arabi e l’avvento della religione musulmana. In Calabria essi trovarono condizioni favorevoli per fondare nuovi monasteri come il Patirion di Rossano o il monastero di San Giovanni Therestis a Stilo, così i basiliani diedero un contributo notevole allo sviluppo socio-economico-culturale della Calabria. Tanto che si diede ad essa l’appellativo di"Nuova Tebaide", con una gran fioritura di Santi, come Sant’Elia lo Speleota, San Giovanni Therestis, San Fantino il Vecchio e San Fantino il Giovane. Dall’Italia meridionale poi il monachesimo basiliano si diffuse nel resto d'Europa.

Contributo alla nascita dell'Ordine Benedettino

L'impostazione data da San Basilio alla vita monastica fu poi all'origine della nascita del monachesimo occidentale, e in particolare fu ripresa da San Benedetto, che ne venne a conoscenza tramite l'Abate Servando, che era vissuto a lungo in Palestina venendo a contatto con i cenobi pacomiani e basiliani. L'Abate Servando ritornando in Italia aveva fondato il Protocenobio di San Sebastiano ad Alatri nel VI secolo, nello stesso periodo strinse una grande amicizia con San Benedetto, che sul suo esempio nel 529 fondò l'Abbazia di Montecassino, dettando la Regola Benedettina per i suoi monaci. L’ esperto in patristica Meredith afferma che Benedetto riconosce l'importanza di San Basilio quando nella sua "Regola" chiede ai monaci di leggere oltre che la Bibbia anche i Padri della Chiesa e la vita e la «Regola del nostro Santo Padre, Basilio».[4]

Opere

San Basilio Magno

San Basilio scrisse molte opere di carattere dogmatico, ascetico, discorsi ed omelie, oltre a un trattato per i giovani sull'uso e il comportamento da tenersi nello studio dei classici pagani, e moltissime lettere sui più svariati argomenti. Scrisse anche l'antologia origeniana "Filocalia" e un trattato sullo Spirito Santo in cui affermava la consustanzialità delle tre Persone della Trinità. Celebre è la sua preghiera dedicata agli animali:

« O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro.[5] »

Tra le opere di Basilio, decisive nel dibattito teologico del IV secolo sulla Trinità, bisogna almeno ricordare "Contro Eunomio", diretta contro la "Apologia" di Eunomio contenente proposizioni considerate eretiche, e "Lo Spirito Santo", indicante la divinità della terza persona trinitaria. Conserviamo di lui anche lettere ed omelie, specie quelle trattanti i sei giorni della creazione (Omelie sull'Esamerone). Il suo "Asceticon", rappresenta una tappa cruciale nella storia del monachesimo e della spiritualità cristiane. Scrisse anche la Piccola Asceticon, una raccolta di confutazioni sul manicheismo, esse furono tradotte in latino da Tirannio Rufino nel IV secolo.[6]

Eredità

Statua di San Basilio, in paramenti liturgici orientali, nella chiesa di san Nicola Praga

A riprova dell’influenza di San Basilio sul monachesimo restano oggi i molti ordini religiosi della Chiesa Orientale che si rifanno ancora alla sua regola o che portano il suo nome. Anche nell’ambito della Chiesa cattolica esistono oggi numerosi Ordini e Congregazioni religiose ispirati a San Basilio.

Il più recente di tutti è la Congregazione clericale dei Preti di San Basilio, fondata in Francia nel 1798 da Joseph Bouvier Lapierre parroco di Saint-Symphorien-de-Mahun, nella Diocesi di Viviers, riconosciuta con un decreto di lode da Papa Gregorio XVI il 15 settembre 1837 e trasferita in Canada, Stati Uniti, Messico e Colombia, dopo le leggi anticongregazioniste francesi del 1903.

I vari ordini basiliani

La Chiesa cattolica ha riconosciuto:

Basiliani d'Italia

I Basiliani d'Italia furono fondati il giorno di Pentecoste del 1579 con la convocazione del capitolo generale dei monaci greci d'Italia a San Filarete di Seminara, in provincia di Reggio Calabria. Nel novembre dello stesso anno, papa Gregorio XIII, con la bolla pontificia Benedictus Dominus, costituì ufficialmente l'ordine.

Ordine di San Giosafat

L'Ordine di San Giosafat prende il nome dal monaco e martire Giosafat Kuncewicz (†1623) e si è diffuso in Lituania, Galizia e Rutenia.

Melchiti del SS.Salvatore e Baladiti Suwajriti

I Melchiti del SS.Salvatore ed i Baladiti Suwajriti sono entrambi ordini sorti in Libano. Il primo è stato fondato nel 1684 ed approvato da papa Benedetto XIV nel 1743; il secondo fu approvato anch'esso da Benedetto XIV nel 1757.

Basiliani aleppini

I Basiliani aleppini si sono staccati dai baladiti nel 1824 e sono stati riconosciuti ufficialmente nel 1832.

Contributi alla liturgia

Basilio detiene un posto di grande importanza nella storia della liturgia cristiana essendo vissuto alla fine dell'era delle persecuzioni, quando i riti della Chiesa che prima erano affidati alla memoria e alla estemporaneità iniziarono a essere codificati e la liturgia iniziò ad essere influenzata da brevi rituali. L'influenza di Basilio in questi rituali è ben attestata nelle fonti. Restano dubbi su quali parti della Divina Liturgia siano state scritte di suo pugno e quali gli siano state semplicemente attribuite, visto i millesettecento anni che ci separano da lui.

Molte delle attuali liturgie delle Chiese cristiane che portano il nome di Basilio non sono interamente frutto del suo lavoro, nella forma attuale, ma conservano un richiamo all'attività di Basilio, che ne formulò le iniziali formule liturgiche e il canto degli inni. Gli studiosi di patristica riconoscono che l'attuale liturgia di Basilio «porta inconfondibile la traccia della sua penna della sua mente e del suo cuore».[7]

La Divina Liturgia di Basilio Magno risulta leggermente più lunga della più comune Divina liturgia di Giovanni Crisostomo. La preghiera silenziosa del sacerdote e l'uso dell'inno della Theotokos (Maria Madre di Dio) con Tutta la creazione invece della Axion Estini di San Giovanni Crisostomo. La liturgia di Crisostomo rimpiazzò quella di Basilio nella messa giornaliera del rito della Chiesa Ortodossa e della Chiesa Bizantina. La liturgia di San Basilio si usa ancora nelle domeniche di Quaresima, nella liturgia del Giovedì e Sabato Santo, nelle domeniche di Avvento e il giorno della sua festa, il 1 gennaio per le Chiese d'Oriente.

Culto

I cattolici e gli anglicani celebrano la sua memoria liturgica il 2 gennaio, mentre la Chiesa Ortodossa il 1 gennaio. Prima del Concilio Ecumenico Vaticano II la sua festa era celebrata il 14 giugno giorno in cui venne ordinato Vescovo.

Patronati

San Basilio è patrono della Cappadocia, della Russia, dei monaci basiliani, dei responsabili degli ospedali, dei riformatori.

Inoltre san Basilio è patrono di numerose località italiane, tra le quali i seguenti comuni:

  • Agnana Calabra (RC);
  • Cessaniti (VV);
  • Grontardo (PC);
  • Salcito (CB);
  • San Marco d'Alunzio (ME)
  • Sennori (SS);
  • Serri (CA);
  • San Basilio (ME).

Chiese dedicate a San Basilio

  • Agnana Calabra (RC) - Chiesa parrocchiale della Madonna della Misericordia e San Basilio Magno Protettore
  • Cessaniti (VV) - Chiesa parrocchiale
  • Frascineto (CS) - Chiesa parrocchiale di Ejanina (fraz. di Frascineto)
  • Palermo - Chiesa parrocchiale
  • San Basilio (CA) - Chiesetta campestre (Decimoputzu)
  • San Basilio (RO) - Chiesa parrocchiale di San Basilio (fraz. di Ariano nel Polesine)
  • San Basilio (MI) - Chiesa parrocchiale
  • San Basilio (BO) - Chiesa Ortodossa
  • Sennori (SS) - Chiesa parrocchiale
  • Serri (CA) - Chiesa parrocchiale
  • Villagrande Strisaili (OG) - Chiesa di Villanova Strisaili (fraz. di Villagrande Strisaili)
  • San Marco D'Alunzio (ME) - Chiesa di San Basilio
Note
  1. Vedi K.E. Kirk, The Vision of God: The Christian Document of the summum bonun, (London, 1931), 9.118, come menzionato da Meredith)
  2. Murphy (1930), p. 94.
  3. Murphy (1930), p. 95.
  4. Meredith (1995), p.24
  5. La preghiera è riportata in Famiglia Cristiana del 14 ottobre 2007, nell'articolo Diversamente giovani di Franca Zambonini, p.174.
  6. Silvas (2002), pp. 247-259, in Vigliae Christanae
  7. Bebis (1997), p. 283
Bibliografia
  • Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica Patres Ecclesiae,online}}
  • George Bebis, Introduction to the Liturgical Theology of St Basil the Great, Greek Orthodox Theological Review 42 (3-4) [1997], pp. 273–285.
  • Margaret Gertrude Murphy, St. Basil and Monasticism: Catholic University of America Series on Patristic Studies Vol. XXV, New York, AMS Press [1930], ISBN 040404543X
  • Anthony Meredith, The Cappadocians. Crestwood (NY), St. Vladimir's Seminar Press [1995], ISBN 0881411124
  • Rosa Giorgi, Santi, col. "Dizionari dell'Arte", Mondadori Electa Editore, Milano 2002, pp. 53 - 53 ISBN 9788843596744
Voci correlate

Patres Ecclesiae

Collegamenti esterni

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