Chiesa di Santa Prisca (Roma)

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1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.
Chiesa di Santa Prisca
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
227SPrisca.JPG
Roma, Chiesa di Santa Prisca
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Via di Santa Prisca, 11
00153 Roma (RM)
Telefono +39 06 5743798
Fax
Posta elettronica santaprisca@diocesidiroma.it
roma.santaprisca@agostiniani.it
Sito web

Sito ufficiale

Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione parrocchiale
Dedicazione Santa Prisca
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.S.A.
Sigla Ordine reggente O.S.A.
Fondatore
Data fondazione IV secolo, fine
Architetto

Carlo Lambardi

Stile architettonico manierismo, barocco
Inizio della costruzione fine IV - inizio V secolo
Completamento XVII secolo, metà
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione {{{AnnoInaugur}}}
Inaugurato da {{{InauguratoDa}}}
Data di consacrazione
Consacrato da {{{ConsacratoDa}}}
Data di sconsacrazione {{{Sconsacrazione}}}
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Titolo Santa Prisca (titolo cardinalizio)
Strutture preesistenti Mitreo, domus dei santi Aquila e Prisca
Pianta basilicale
Tecnica costruttiva
Materiali laterizi, travertino
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni BENEDICTUS CARD. IUSTINIANUS ANNO IUBULEI MDC
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°52′59″N 12°29′02″E / 41.883047, 12.483961 Stemma Roma
Mappa di localizzazione New: Roma
Chiesa di S. Prisca
Chiesa di S. Prisca
Basilica di S. Pietro
Basilica di S. Pietro
Basilica di S. Giovanni in Laterano
Basilica di S. Giovanni in Laterano
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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La Chiesa di Santa Prisca è un edificio di culto di Roma, situato nel centro storico della città, nel rione Ripa.

Storia

Dalle origini al Rinascimento

Negli Atti degli Apostoli e in alcune lettere di san Paolo sono ricordati i coniugi romani Prisca e Aquila nella cui casa si riuniva la prima comunità cristiana:

« Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù; per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa, e ad essi non io soltanto sono grato, ma tutte le Chiese dei Gentili; salutate anche la comunità che si riunisce nella loro casa. »

Secondo una tradizione nella ecclesia domestica fu battezzata la loro figlia Prisca che, in seguito venne martirizzata e sepolta nei pressi della casa paterna.

Le prime notizie di una chiesa dedicata alla Santa, costruita in forme basilicali sulla ecclesia domestica, si attestano tra la fine del IV e gli inizi del V secolo.

Nel 772 venne restaurata da papa Adriano I (772-795) e affidata ai monaci basiliani di Santa Maria in Cosmedin che la tennero fino alla seconda metà dell'XI secolo.

Saccheggiata e semidistrutta nel 1084 dalle truppe normanne, guidate da Roberto il Guiscardo (1015 ca. – 1085), fu restaurata durante il pontificato di Pasquale II (1099-1118).

Dopo un grave incendio, all'inizio del XV secolo, che causò il crollo delle prime tre campate, nel 1414 venne abbandonata dai monaci benedettini che la officiavano. Nel 1455 Callisto III (1455-1458) ne dispose un radicale restauro, durante il quale fu accorciata la chiesa e vennero aperte tre finestre nell'abside (poi tamponate nel XVII secolo), e l'affidò ai domenicani del vicino monastero di Santa Sabina che la tennero fino all'inizio del XVII secolo.

Dal Seicento ad oggi

Nel 1600, per volere del cardinale titolare Benedetto Giustiniani (1554-1621), la piccola casa conventuale fu ampliata e adattata a ospizio. Nell'occasione la facciata della chiesa fu demolita e ricostruita più arretrata, secondo un progetto di Carlo Lambardi (1554-1620), e anche il colonnato interno che delimita le navate venne modificato.

Nel 1660 il complesso venne affidato all'Ordine di Sant'Agostino che tuttora lo curano.

Altri restauri ebbero luogo nel 1660, nel 1728, nel 1776 e nel 1935.

La chiesa è sede parrocchiale, eretta il 18 gennaio 1934 da papa Pio XI (1922-1939) con la costituzione apostolica Quo spirituali.

Titolo cardinalizio

La chiesa è sede del titolo cardinalizio di Santa Prisca, istituito papa Alessandro I nel 112: l'attuale titolare è il cardinale Justin Francis Rigali.

Descrizione

Esterno

La facciata, a un solo ordine, è percorsa da due coppie di lesene in laterizio su plinti e con capitelli ionici in travertino, al centro del quale si apre un portale sormontato da un timpano triangolare e affiancato da due antiche colonne di granito; al di sopra è situato un oculo, inquadrato da una cornice marmorea rettangolare; un timpano triangolare sormontato da una croce conclude la facciata

Tra l'oculo ed il sovrastante timpano triangolare è situata l'iscrizione commemorativa:

(LA) (IT)
« BENEDICTUS CARD. IUSTINIANUS ANNO IUBULEI MDC » « (Il) cardinale Benedetto Giustiniani (fece) nell'anno del Giubileo 1600 »

Interno

Chiesa di Santa Prisca (interno)

L'interno, molto suggestivo, presenta una pianta basilicale a tre navate, delimitate da due file di archi a tutto sesto, poggianti su sette pilastri rettangolari decorati con piccole mensole, che includono le colonne originarie.

Navata centrale

La navata centrale è coperta con soffitto ottocentesco a cassettoni lignei e decorata sulle pareti laterali, al disopra delle arcate, con dipinti murali raffiguranti:

Presbiterio e abside

Nel presbiterio, rialzato di alcuni gradini, e nell'abside semicircolare, si possono ammirare:

Navate laterali

Le navate laterali si concludono con una propria cappella, posta accanto al presbiterio, entrambe progettate nel 1728 da Giovanni Odazzi e rispettivamente dedicate al Sacro Cuore di Gesù (a sinistra) e a Maria Vergine (a destra).

Battistero

All'inizio della navata destra si apre il piccolo battistero, sistemato nel 1948, nel quale è collocato il fonte battesimale costituito da un capitello composito, datato alla fine del II secolo d.C., che presenta l'epigrafe "Baptismus Sancti Petri", che rimanda alla tradizione secondo cui questo sia quello che san Pietro avrebbe utilizzato per battezzare santa Prisca. L'opera era conservata nella cripta, ma fu portato in questo ambiente nel 1934 quando la chiesa divenne parrocchiale.

Il fonte è chiuso attualmente da un coperchio decorato da un interessante gruppo scultoreo raffigurante:

Mitreo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Mitreo di Santa Prisca (Roma)

Agli inizi della navata destra, si accede, attraverso una scala, ad un complesso, rinvenuto grazie agli scavi compiuti dai Padri Agostiniani sotto la chiesa nel 1934-1936, e costituito da una serie di ambienti:

Note
Bibliografia
  • AA.VV., La Chiesa di Santa Prisca e il suo Mitreo, Parrocchia di Santa Prisca, Roma, 2000
  • Patrizia Grossi, La chiesa di Santa Prisca in Roma, Università di Roma "La Sapienza", Roma, 2000
  • Ferruccio Lombardi, Roma. Chiese conventi chiostri. Progetto per un inventario, 313-1925, Edil Stampa, Roma, 1993, p. 262
  • Claudio Rendina, Le Chiese di Roma. Storia e segreti, col. "Tradizioni italiane", Newton & Compton, Roma, 2017, pp. -316-317, ISBN 9788854188358
  • Touring Club Italiano (a cura di), Roma, col. "Guide Rosse", Touring, Milano, 2005, p. 504, ISBN 9770390107016
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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