Santi Cosma e Damiano

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Santi Cosma e Damiano
Laici · Martiri
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Roderic d'Osona Santi Cosma e Damiano (1490 ca.), tempera su tavola; Castelló (Spagna), Museo de Bellas Artes
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Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerati da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
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Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione pre-canonizzazione
Ricorrenza 26 settembre
Altre ricorrenze
Santuario principale Basilica dei Santi Cosma e Damiano (Roma)
Attributi Palma, strumenti medici e chirurgici, vasi da farmacia
Devozioni particolari Invocati contro la peste, infiammazione delle ghiandole, malattie renali e cimurro
Patroni di Medici, chirurghi, farmacisti, barbieri, dentisti, Boemia
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 26 settembre, n. 1:
« Santi Cosma e Damiano, martiri, che si ritiene abbiano esercitato a Cirro nella provincia di Eufratesia, nell'odierna Turchia, la professione di medici senza chiedere alcun compenso e abbiano sanato molti con le loro gratuite cure. »

I Santi Cosma e Damiano, noti anche come Santi Medici († Cirro Siria, fine del IV secolo), sono stati due santi e martiri. La tradizione li vuole gemelli di origine araba, medici in Siria e martiri sotto l'impero di Diocleziano. Anche se le caratteristiche della loro vita si basano su fonti storicamente deboli, hanno goduto di un largo e diffuso culto, e sono stati invocati in particolare per intercessioni riguardanti la salute corporale.

Agiografia

Stando alle passiones pervenute erano fratelli gemelli e medici appartenenti ad una ricca famiglia. Il padre si convertì al Cristianesimo dopo la loro nascita, ma morì durante una persecuzione in Cilicia. La madre, Teodota (o Teodora), da più tempo cristiana, si occupò della loro prima educazione. Dopo aver appreso l'arte medica nella provincia romana di Siria, praticarono la loro professione nella città portuale di Ægea, in Cilicia, sul golfo di Alessandretta.

Operarono numerose guarigioni grazie alla loro arte medica che praticavano gratuitamente nei confronti di tutti, da qui l'appellativo Anàrgiri (dal greco anargyroi, senza denaro). Uno dei loro più celebri interventi tramandatoci fu quello di aver sostituito la gamba ulcerata di un loro paziente con quella di un etiope appena deceduto.

Secondo la passio in una sola occasione era stata elargita ai santi una ricompensa, di tre uova nelle mani del fratello minore Damiano, da parte di una contadina, Palladia, miracolosamente guarita dall'emorroissa. Cosma era rimasto tanto deluso e mortificato per quel gesto da esprimere la volontà che le sue spoglie fossero deposte, dopo la morte, lontane da quelle del fratello.

Beato Angelico, Scomparto di predella con Sepoltura dei santi Cosma e Damiano (1438 - 1443), tempera su tavola; Firenze, Museo di San Marco

Durante le persecuzioni dei cristiani promosse da Diocleziano (284 - 305) furono fatti arrestare dal prefetto di Cilicia, Lisia. Avrebbero subito un feroce martirio, così atroce che su alcuni martirologi è scritto che essi furono martiri cinque volte. I supplizi subiti da Cosma e Damiano differiscono secondo le fonti. Secondo alcune furono dapprima lapidati, ma le pietre rimbalzarono contro i soldati, secondo altre furono crudelmente fustigati, crocefissi e bersagliati dai dardi, ma le lance rimbalzarono senza riuscire a fare loro del male; altre fonti ancora narrano che furono gettati in mare da un alto dirupo con un macigno appeso al collo, ma i legacci si sciolsero e i fratelli riuscirono a salvarsi, e ancora incatenati e messi in una fornace ardente, senza venire bruciati. Cosma e Damiano infine vennero decapitati, assieme ai loro fratelli più giovani (o discepoli) Antimo, Leonzio ed Euprepio, nella città di Cirro, nei pressi di Antiochia.

Dopo il loro martirio coloro che avevano assistito al macabro spettacolo vollero dare degna sepoltura a coloro che avevano elargito in vita tanto bene, cercando anche di rispettare la volontà di Cosma circa la separata sepoltura: ciò fu loro impedito da un cammello che, secondo la leggenda, prese voce dicendo che Damiano aveva accettato quella ricompensa solo perché mosso da spirito di carità, onde evitare che quella povera donna potesse sentirsi umiliata dal rifiuto. I presenti diedero dunque sepoltura ai loro corpi deponendoli l'uno a fianco dell'altro.

Il culto

Papa Felice IV dona ai Santi Medici la basilica a loro intitolata

Il culto dei santi Cosma e Damiano, invocati come potenti taumaturghi, iniziò subito dopo loro la morte. Il vescovo di Cirro, Teodoreto († 458), parla di una basilica in loro onore presente nella sua città e della divisione delle loro reliquie, inviate alle numerose chiese già sorte in loro onore (a Gerusalemme, in Egitto, in Mesopotamia). L'imperatore Giustiniano I e il patriarca San Proclo dedicarono ai santi una basilica a Costantinopoli che divenne meta di numerosi pellegrinaggi. Anche a Roma papa Simmaco fece costruire in loro onore un oratorio nel V secolo, e papa Felice IV (526 - 530) chiese e ottenne dai governati goti il sito dell'antico Templum Romuli e della Bibliotheca Pacis, nel Foro della Pace, dove eresse la basilica dei Santi Cosma e Damiano e ne favorì il culto in opposizione a quello per i pagani Castore e Polluce.

La Chiesa cattolica celebrava la loro memoria liturgica il 27 settembre, probabilmente il giorno della dedicazione della basilica romana. Con papa Paolo VI la festa fu spostata al 26 settembre con culto facoltativo. La Chiesa Ortodossa fissa per la loro commemorazione il 1º luglio, il 17 ottobre o il 1º novembre.

In Francia alla fine del XII secolo furono portate da Gerusalemme le reliquie dei due martiri medici che trovarono collocazione in due chiese a loro dedicate a Luzarches e a Parigi. Presso quella di Parigi san Luigi re di Francia vi istituì il 25 febbraio 1255 la prima Confrérie de Saint-Côme et de Saint-Damien, poi divenuta Collegio di Chirurgia, per molto tempo l'unica scuola chirurgia in Europa.

La devozione ai due taumaturghi ebbe un straordinario incremento in età rinascimentale, soprattutto a Firenze, grazie alla famiglia dei Medici, che li aveva come patroni del loro casato. Oltre a portane i nomi, alcuni membri della famiglia commissionarono ad artisti di fama con Francesco Lippi, Beato Angelico e Raffaello la propria raffigurazione in compagnia o sotto l'effige di Cosma e Damiano.

Nell'arte

Iconografia

Nell'iconografia tradizionale i santi Cosma e Damiano vengono raffigurati sempre insieme, con con attributi, che oltre alla palma del martirio, sono attinenti alla loro professione come vasi da farmacia, strumenti medici e chiurgici.

Opere d'arte

Fra le opere di maggior rilievo storico-artistico, che li raffigurano, si ricordano:

Predella della Pala di Annalena

La pala del Beato Angelico, detta di Annalena, fu realizzata tra il 1430 e il 1435 circa. Nella predella sono raffigurate le Storie dei santi Cosma e Damiano, santi protettori della potente famiglia fiorentina dei Medici. Degli otto scomparti originali se ne conoscono solo sette che raffigurano:

  • San Damiano riceve denaro
  • San Cosma e San Damiano davanti al proconsole Lisia, in loco
  • San Cosma e San Damiano salvati dall'annegamento, in loco
  • San Cosma e San Damiano vanamente condannati al rogo, in loco
  • San Cosma e San Damiano vanamente crocifissi e lapidati, in loco
  • Martirio dei Santi Cosma e Damiano, in loco
  • Probabile scomparto con la Sepoltura dei santi Cosma e Damiano, perduto

Angelico, san damniano riceve denaro.jpg Angelico, San Cosma e San Damiano davanti al proconsole Lisia.jpg 'annegamento.jpg Angelico, San Cosma e San Damiano vanamente condannati al rogo.jpg Angelico,predella.jpg Angelico, martirio di San Cosma e San Damiano.jpg

Beato Angelico, Predella della Pala di Annalena con Storie dei santi Cosma e Damiano (1430 - 1435 ca.), tempera su tavola

Predella della Pala di san Marco

La predella della Pala di san Marco, realizzata tra il 1438 ed il 1443, è composta da nove scomparti, oggi sparsi in vari musei del mondo. Al centro si trovava la Pietà, mentre ai lati si trovavano otto Storie dei santi Cosma e Damiano, sei sul lato principale e la prima e l'ultima sui fianchi. Queste tavole, relativamente grandi per una predella (circa 36×46 cm), sono in larga parte autografe di Beato Angelico e, a parte lo scomparto conservato a Washington, in buono stato di conservazione. L'Angelico vi diede uno dei più alti saggi della sua arte nella rappresentazione di scene animate, ricche di invenzioni e notevoli da un punto di vista compositivo, luministico e del colore. Gli scomparti presentano:

  • San Cosma e san Damiano guariscono Palladia; San Damiano riceve un dono da Palladia, conservato alla National Gallery of Art di Washington D.C.;
  • San Cosma e san Damiano con i loro fratelli davanti a Lisia, conservato all'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera;
  • Lisia posseduto dai demoni e san Cosma e san Damiano gettati in mare, conservato all'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera;
  • San Cosma e san Damiano vanamente condannati al rogo, esposto alla National Gallery of Ireland a Dublino;
  • Pietà, esposta all'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera;
  • Crocifissione di san Cosma e san Damiano, esposto all'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera
  • Martirio di san Cosma e san Damiano, conservato al Museo del Louvre di Parigi;
  • Sepoltura di san Cosma e san Damiano, esposto al Museo di San Marco a Firenze;
  • Guarigione del diacono Giustiniano, conservato al Museo di San Marco a Firenze.

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Beato Angelico, Predella della Pala di San Marco con Pietà e Storie dei santi Cosma e Damiano (1438 - 1443), tempera su tavola

Bibliografia
  • AA.VV., Cosma e Damiano, in Il Grande libro dei Santi, s.v., 1998, vol. I, pp. 491 ss.
  • Rosa Giorgi, Santi, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, pp. 91 - 93 ISBN 9788843596744
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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