Atto penitenziale

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Rembrandt, Padre abbraccia il figliol progigo (part. da Ritorno del figliol prodigo), 1668 - 1669, olio su tela; San Pietroburgo (Russia), Museo dell'Ermitage

L'Atto penitenziale è la parte della Celebrazione eucaristica che si colloca nei riti iniziali dopo il saluto del celebrante e prima della recita del Gloria in excelsis Deo[1][2]. È l'affidamento alla misericordia di Dio, compiuto dai fedeli e dal sacerdote davanti a Dio e alla comunità, che consente di celebrare l'Eucaristia dopo essersi riconosciuti peccatori e avere purificato il cuore da tutto ciò che ha allontanato dalla santità di vita. Non è un pubblico riconoscimento dei propri peccati o un esame di coscienza, ma l'atteggiamento con il quale la Chiesa si pone davanti al Signore proclamando la propria debolezza e la fragilità dei suoi figli.

L'atto penitenziale non sostituisce il sacramento della Confessione, che resta necessario per l'assoluzione dei peccati gravi o mortali.

Esso si divide generalmente in quattro parti:

  • invito al pentimento;

« Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.»

  • il silenzio;

genera la relazione personale ed ecclesiale con il Risorto

  • l'invocazione della misericordia;

recita del Confiteor (Confesso) o forma dialogata o tre acclamazioni a Cristo seguite dal Kyrie eleison

  • l'assoluzione del sacerdote

« Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.» Questa assoluzione da un lato, ci rimette i peccati veniali o quotidiani, dall'altro, ci impegna prima di accostarci alla comunione, a ricorrere al Penitenza.

Nelle Domeniche, specialmente quelle pasquali e in circostanze particolari, l'Atto penitenziale può essere sostituito con la benedizione e l'aspersione dell'acqua in memoria del Battesimo.

Dopo l'Atto penitenziale ha luogo la recita dei tre Kyrie eleison (solo nel Rito romano), sempre che non siano stati recitati durante l'Atto stesso e sempre che, solo per il Rito ambrosiano, non si sia celebrato il Rito dei dodici Kyrie eleison.

Nel Rito romano e ambrosiano

Di seguito viene riportato il I formulario nel Rito romano dell'Atto penitenziale che nel Rito ambrosiano corrisponde alla 2ª forma:

dopo che il popolo si è radunato, il sacerdote con i ministri si reca all'altare mentre si intona il Canto d'ingresso. Giunto all'altare, il sacerdote con i ministri fa la debita riverenza, bacia l'altare in segno di venerazione ed eventualmente lo incensa. Poi, con i ministri si reca alla sede. Terminato il canto d'ingresso, sacerdote e fedeli, in piedi, fanno il Segno della Croce.

Segue il Saluto, che il sacerdote rivolge al popolo allargando le braccia e pronunciando le orazioni di introduzione, come ad esempio:

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La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi. (Cfr 2Cor 13,13)  


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l popolo risponde:

« E con il tuo spirito.»

Segue l'Atto penitenziale. Il sacerdote invita i fedeli al pentimento con queste parole (riportiamo la prima formula)

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Fratelli,
per celebrare degnamente i santi misteri,
riconosciamo i nostri peccati
 


({{{4}}})

Si fa una breve pausa di silenzio, poi tutti insieme fanno la confessione generale.

Segue l'assoluzione del sacerdote (riportiamo la prima formula):

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Dio onnipotente abbia misericordia di noi,
perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.  


({{{4}}})

Il popolo risponde:

Amen.

Seguono le Invocazioni « Signore, pietà» o Kyrie eleison (solo per il Rito romano[3]) se non sono state già dette o cantate per l'Atto penitenziale e il Gloria. La Messa prosegue secondo il giorno del calendario liturgico. Poi, quando è prescritto, si canta o si proclama la Dossologia maggiore.

Nel Rito romano

Il Rito romano è arricchito da tre formulari per l'Atto penitenziale. Il I formulario è quello riportato sopra, gli altri due sono strutturati come segue:

  • II formulario - Omesso il Confiteor

Sacerdote: « Fratelli e sorelle, all'inizio di questa celebrazione eucaristica, invochiamo la misericordia di Dio, fonte di riconciliazione e di comunione.»

Oppure:

« Umili e pentiti come il pubblicano al tempio, accostiamoci al Dio giusto e santo, perché abbia misericordia di noi peccatori.»

Segue una breve pausa di silenzio.

Poi il sacerdote dice: « Pietà di noi, Signore.»

Il popolo risponde: « Contro di te abbiamo peccato.»

Il sacerdote prosegue: « Mostraci, Signore, la tua misericordia.»

Il popolo risponde: « E donaci la tua salvezza.»

Segue l'assoluzione del sacerdote: « Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.»

Il popolo risponde: « Amen.»

  • III formulario - al posto del Confiteor ci sono tre invocazioni del celebrante e tre rispettive risposte del popolo con Kyrie eleison, Christe eleison, Kyrie eleison. Questo formulario permette cinque invocazioni diverse e in relazione al Tempo liturgico di Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua;

Seguono le Invocazioni Kyrie eleison, oppure in italiano Signore pietà, se non sono state già proclamate o cantate con l'Atto penitenziale del III formulario. Poi, quando è prescritto, si canta o si proclama la Dossologia maggiore.

Nel Rito ambrosiano

In Rito ambrosiano vi sono altre due forme di procedere nell'Atto penitenziale. Oltre a quella già esposta sopra insieme con il Rito romano, vi sono le seguenti alternative:

  • 1ª forma - al posto del Confiteor tre invocazioni del celebrante e tre rispettive risposte del popolo con Kyrie eleison[4]. Questa forma permette varie formule di invocazioni anche in relazione al Tempo liturgico di Avvento, Natale, Dopo Epifania, Quaresima, Pasqua e Dopo Pentecoste;
  • 3ª forma - Come nel II formulario del Rito romano

La 2ª forma è quella esposta sopra insieme con il Rito romano.

Se si omette l'atto penitenziale perché la celebrazione inizia con una vera processione, opportunamente i ministranti con la croce e i candelieri, giunti ai piedi dell'altare, si fermano rivolgendosi verso i fedeli mentre il clero e gli altri ministri si dispongono su due file rivolte l'una verso l'altra e il sacerdote presidente chiude la processione stando rivolto verso la croce: si cantano i Dodici Kyrie eleison con una Sallenda appropriata.

Poi, quando è prescritto, si canta o si proclama la Dossologia maggiore.

Note
  1. L'atto penitenziale si può tralasciare quando si continua una celebrazione liturgica già iniziata, come nella processione della domenica delle palme, nei funerali, nella processione per la solennità del Titolo o del Patrono e in genere quando si tratta di una vera processione e non di un semplice ingresso.
  2. Per il Rito ambrosiano: al posto dell'atto penitenziale, ogni domenica, specialmente nel Tempo pasquale, si può fare il Rito della benedizione e aspersione dell'acqua, in tutte le chiese, in tutti gli oratori, a tutte le Messe, escluse quelle vigiliari alla sera del sabato. Se si omette l'atto penitenziale perché la celebrazione inizia con una vera processione, opportunamente i ministranti con la croce e le candele, giunti ai piedi dell'altare, si fermano rivolgendosi verso i fedeli mentre il clero e gli altri ministri si dispongono su due file rivolte l'una verso l'altra e il sacerdote presidente chiude la processione stando rivolto verso la croce: si cantano i dodici Kyrie eleison con una sallenda appropriata. Tranne che nei funerali, in questi casi, molto opportunamente si possono cantare i dodici Kyrie con la sallenda propria o un'antifona appropriata secondo il rito previsto nel Rito della Messa.
  3. Dal 29 novembre 2020 con il nuovo Messale romano sono privilegiate le invocazioni in greco «Kýrie, eléison» e «Christe, eléison» sull'italiano «Signore, pietà» e «Cristo, pietà». Vedi Giacomo Gambassi, Liturgia. Debutta il nuovo Messale. Ecco che cosa cambia a Messa, 28 novembre 2020 su avvenire.it, URL consultato il 29-11-2020
  4. Il Rito ambrosiano non prevede il Christe eleison.
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