Utente:Davide Bolis/Ippolito I d'Este
Ippolito I d'Este Cardinale | |
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Ritratto del cardinale d'Este, opera di Bartolomeo Veneto. | |
Età alla morte | 41 anni |
Nascita | Ferrara 20 marzo 1479 |
Morte | Ferrara 3 settembre 1520 |
Sepoltura | Cattedrale di San Giorgio (Ferrara) |
Creato Cardinale |
20 settembre 1493 da Alessandro VI (vedi) |
Cardinale per | 26 anni, 11 mesi e 13 giorni |
Incarichi ricoperti |
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Principe di Ferrara, Modena e Reggio | |
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Medaglia di Ippolito d'Este, 1503 circa. Stile di Niccolò Fiorentino | |
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Dinastia | Este |
Padre | Ercole I d'Este |
Madre | Eleonora d'Aragona |
Figli | Ludovico (ill.) Elisabetta (ill.) |
Religione | Cattolicesimo |
Ippolito I d'Este (Ferrara, 20 marzo 1479; † Ferrara, 3 settembre 1520) è stato un cardinale italiano. Fu un famoso mecenate e protettore di Ludovico Ariosto, il quale gli dedicò il suo Orlando furioso (1516).
Biografia
Nascita e formazione
Ippolito d'Este nacque a Ferrara il 20 marzo (o novembre) 1479. Quinto dei nove figli di Ercole I d'Este, duca di Ferrara, Modena e Reggio, e della principessa Eleonora d'Aragona, figlia di Ferdinando I d'Aragona, re di Napoli. Noto come il Cardinale d'Este o il Cardinale di Ferrara. Ebbe parenti illustri come lo zio Ippolito II d'Este il prozio del Luigi d'Este. Altri cardinali della famiglia furono Alessandro d'Este (1599); Rinaldo d'Este e Rinaldo I d'Este. Subito avviato alla carriera ecclesiastica sfruttando le parentele e le conoscenze di famiglia, nel 1485, a sei anni di età, fu già affidatario di un'abbazia. Studiò alla corte ungherese per sette anni e ritornò in patria dopo essere stato nominato amministratore di Strigonio e praticò le arti militari.
Primi anni di vita
Ricevette il titolo onorifico di Protonotario apostolico e il 12 dicembre 1485 la commenda dell'Abbazia di Santa Maria di Pomposa per la quale si dimise il 2 maggio 1492.
Per intervento della zia Beatrice d'Aragona, moglie di Mattia Corvino, re d'Ungheria, fu nominato arcivescovo di Strigonio a soli nove anni e quindi Primate d'Ugheria. Papa Innocenzo VIII inizialmente non confermò tale elezione prematura, ma il 21 maggio 1487 acconsentì, su istanza del duca Ippolito I, con la condizione che la consacrazione episcopale non avrebbe avuto luogo prima che avesse raggiunto l'età canonica e gli affiancò nell'amministrazione Beltramo Costabile, chierico di Ferrara e dottore in decreti.
Non si hanno informazioni utili sulla sua ordinazione presbiterale e sulla consacrazione vescovile.
Amministratore apostolico
Raggiunta l'età canonica fu unico amministratore della sede di Strigonio fino al compimento dei venticinque anni e ne divenne arcivescovo fino al 20 dicembre 1497.
Il 2 maggio 1492 ricevette in nullius l'abbazia benedettina di San Genesio di Brescello. Dopo aver ricoperto l'incarico di Cancelliere del re d'Ungheria fu promosso cardinale su istanza del duca di Ferrara.
Cardinalato
Creato cardinale nel concistoro del 20 settembre 1493 il 23 settembre 1493 ricevette la diaconia di Santa Lucia in Silice. Il 28 settembre 1497 scrisse al papa indicando che si sarebbe recato a Roma, dove era stato convocato. Dopo un lungo ritardo vi giunse l'11 dicembre 1497 e ricevette la berretta rossa l'8 gennaio 1498.
L'8 novembre 1497 Alessandro VI lo nominò Amministratore della sede di Milano. Vi si insediò l'anno successivo il 6 marzo 1498. Mantenne questo incarico fino al 20 maggio 1519 lasciandolo in favore del nipote Ippolito d'Este. Dal 20 dicembre 1497 Amministrò fino alla morte la sede di Eger che non prevedeva l'obbligo di residenza.
Il 9 dicembre 1501 partì da Ferrara con un corteo di cinquecento persone per accompagnare a Roma Lucrezia Borgia, figlia di papa Alessandro VI, promessa sposa del fratello Alfonso. Giunsero il 23 dicembre e le nozze ebbero luogo in Vaticano il 30 dicembre 1501. Questo evento incrementò notevolmente la sua influenza portandolo, a settembre 1501, all'incarico di Arciprete della patriarcale basilica vaticana.
Il 20 luglio 1502 divenne Amministratore della sede di Capua per la quale ricoprì l'incarico fino alla morte. Non partecipò al Conclave del settembre 1503, che elesse papa Pio III a causa di un infortunio. Partecipò, invece, al Conclave dell'ottobre 1503, che elesse papa Giulio II. Tornò a Ferrara dopo aver partecipato al concistoro del 15 febbraio 1503.
L'8 ottobre 1503 divenne Amministratore della sede di Ferrara e ne ricoprì l'incarico fino alla morte. Nel 1507 ottenne l'Amministratore della sede di Modena e la commenda di Nonantola dopo la morte del cardinale Giugliano Cesarini (febbraio 1510). Occupò la prima fino alla morte, mentre la seconda carica fu invalidata dal papa, in favore di Giovanni Matteo Sertorio.
A causa della politica di papa Giulio II lasciò la Curia romana nel 1507, il papa, tuttavia, il 24 gennaio 1508, lo ringraziò per il ruolo che ebbe nella repressione della congiura dei Bentivogli. Durante la guerra di Venezia e del papa contro la casa d'Este, si comportò con grande destrezza al fianco del fratello duca Alfonso I d'Este e il 22 dicembre 1509 partecipò alla vittoriosa battaglia di Policella. Chiamato a Roma da papa Giulio II il 27 luglio 1510, finse durante il viaggio di essere stato colpito da una grave malattia perché temeva le conseguenze della sua condotta contro il pontefice. Non sentendosi sicuro in Italia, si recò nella sua sede in Ungheria con il pretesto di essere stato richiamato dal re.
Fu uno dei cardinali che firmarono il 16 maggio 1511 un documento che citava il papa a comparire dinanzi al concilio scismatico di Pisa, da aprirsi il 1º settembre successivo. Suo fratello il duca gli consigliò di non partecipare al concilio, quindi prese le distanze dagli altri cardinali scismatici in ottobre e il papa gli permise di ritornare a Ferrara. Non partecipò al conclave del 1513, che elesse papa Leone X., ma godendo della fiducia del nuovo papa, si recò a Roma. Il nuovo papa accolse con piacere la riconciliazione tra i Bentivogli e gli Estensi. Il 22 aprile 1514 il cardinale e tutti i suoi parenti furono perdonati di tutte le censure in cui erano incorsi per aver preso parte alle guerre d'Italia. Il papa lo inviò da Francesco I di Francia con il quale entrò a Bologna l'11 dicembre 1515.
Andò in Polonia per assistere alle nozze della cugina Bonne Sforza con il re Sigismondo I Stary. Tornò attraverso l'Ungheria e la Francia. Il 29 gennaio 1518 ricevette dal papa la facoltà di accettare dal fratello duca di Ferrara i beni ecclesiastici per lui e per i suoi eredi e successori. Raggiunta l'età a giugno 1519 divenne Cardinale protodiacono.
Fu molto generoso con i poveri, amico di letterati e artisti, e protettore di Ludovico Ariosto, "l'Omero italiano". Ippolito ebbe due figli illegittimi dall'amante Dalida de' Puti: Ludovico d'Este ed Elisabetta d'Este.
Morte
Morì a Ferrara il 3 settembre 1520 e sepolto nella cattedrale. Nel 1607, le sue spoglie furono traslate all'interno della stessa cattedrale, ai piedi del sepolcro di papa Urbano III, insieme a quelle del cardinale Giovanni Salvati, e deposte in un'urna di marmo.
Successione degli incarichi
Predecessore: | Abate commendatario di Pomposa | Successore: | ![]() |
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? | 12 dicembre 1485-2 maggio 1492 | ? |
Predecessore: | Amministratore apostolico di Strigonio | Successore: | ![]() |
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Giovanni d'Aragona (amministratore apostolico) |
21 maggio 1487-20 dicembre 1497 | Tamás Bakócz |
Predecessore: | Abate nullius di San Genesio di Brescello | Successore: | ![]() |
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? | 2 maggio 1492-3 settembre 1520 | ? |
Predecessore: | Cardinale diacono di Santa Lucia in Silice | Successore: | ![]() |
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Hélie de Bourdeilles, O.F.M.Conv. | 23 settembre 1493-3 settembre 1520 | Giacomo Savelli |
Predecessore: | Amministratore apostolico di Milano | Successore: | ![]() |
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Ottaviano Arcimboldi (arcivescovo eletto) |
8 novembre 1497-20 maggio 1520 | Ippolito II d'Este |
Predecessore: | Amministratore apostolico di Eger | Successore: | ![]() |
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Tamás Bakócz (vescovo) |
20 dicembre 1497-3 settembre 1520 | Giulio de' Medici (vescovo) |
Predecessore: | Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano | Successore: | ![]() |
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Juan López | 1º settembre 1501-3 settembre 1520 | Marco Corner |
Predecessore: | Amministratore apostolico di Capua | Successore: | ![]() |
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Giovanni Battista Ferrari (arcivescovo metropolita) |
20 luglio 1502-3 settembre 1520 | Niccolò Schomberg, O.P. (arcivescovo metropolita) |
Predecessore: | Amministratore apostolico di Ferrara | Successore: | ![]() |
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Juan Borgia (vescovo) |
8 ottobre 1503-3 settembre 1520 | Giovanni Salviati |
Predecessore: | Amministratore apostolico di Modena | Successore: | ![]() |
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Francesco Ferrari (vescovo) |
1507-3 settembre 1520 | Ercole Rangoni (vescovo) |
Predecessore: | Cardinale protodiacono | Successore: | ![]() |
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Alessandro Farnese | 15 giugno 1519-3 settembre 1520 | Amanieu d'Albret |
- Protonotari apostolici
- Abati commendatari di Pomposa
- Amministratori apostolici di Strigonio
- Abati di San Genesio di Brescello
- Cardinali diaconi di Santa Lucia in Silice
- Amministratori apostolici di Milano
- Amministratori apostolici di Eger
- Arcipreti della Basilica di San Pietro
- Amministratori apostolici di Capua
- Amministratori apostolici di Ferrara
- Amministratori apostolici di Modena
- Cardinali Protodiaconi