Alessandro d'Este

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Alessandro d'Este
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Incarichi attuali
Età alla morte 56 anni
Nascita Ferrara
5 maggio 1568
Morte Roma
13 maggio 1624
Sepoltura Chiesa di Santa Maria Maggiore (Tivoli)
Appartenenza
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Ordinato diacono
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Ordinazione presbiterale 18 ottobre 1621 da Gregorio XV
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Consacrazione vescovile
Consacrazione vescovile 3 aprile 1622 dal card. Marco Antonio Gozzadini
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
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3 marzo 1599 da Clemente VIII (vedi)
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Proclamazioni
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Eventi
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Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Nomi postumi
Altri titoli
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Alessandro d'Este (Ferrara, 5 maggio 1568; † Roma, 13 maggio 1624) è stato un cardinale e vescovo italiano.

Biografia

Nato a Ferrara il 5 maggio 1568, era figlio naturale di Alfonso d'Este, marchese di Montecchio, e di Violante Segni, successivamente da lui sposata in seconde nozze. Era fratellastro di Cesare, primo duca di Modena e Reggio. Il duca Alfonso Il, suo zio, lo tenne presso di sé affidandolo agli insegnamenti di due illustri eruditi del tempo, Antonio Quarenghi e Camillo Coccapani.

Particolarmente versato per le lettere e le lingue straniere, imparò in breve tempo il tedesco, il francese e lo spagnolo, si distinse per la sua eloquenza e per la sua vasta cultura nel raffinato ambiente della corte ferrarese. Con l'intento di avviarlo alla carriera ecclesiastica, il duca Alfonso lo inviò all'ateneo padovano, ove conseguì brillantemente la laurea in utroque iure.

Dopo la morte del cugino, il cardinale Luigi d'Este, il 7 aprile 1587 decise di vestire l'abito ecclesiastico ricevendo la tonsura e poco tempo dopo gli fu conferita la prepositura dell'abbazia di Pomposa e l'arcipretura della pieve di Bondeno.

Durante la delicata fase storica che portò alla devoluzione di Ferrara nel 1598 venne provvisoriamente mandato a Modena dal fratello Cesare d'Este per prendere possesso del Ducato di Modena e Reggio prima che vi arrivasse lo stesso Cesare, obbligato a lasciare l'antica capitale di Ferrara.

Anche per compensare la casa d'Este per la perdita di Ferrara, papa Clemente VIII lo creò cardinale nel concistoro del 3 marzo 1599. Ricevette il cappello rosso e la diaconia di sant'Adriano al Foro, il 17 aprile 1600, con dispensa pontificia per non aver ricevuto gli ordini minori. Optò per la diaconia di santa Maria Nuova, alla fine delle stesso anno.

Con la porpora e forte del prestigio derivantegli dal conferimento del titolo di cardinale protettore della Corona spagnola, ottenuto il 25 giugno del 1599, pose la sua notevole influenza al servizio degli interessi estensi.

Partecipò al Conclave del marzo 1605 che elesse papa Leone XI e al Conclave del maggio 1605 che vide l'elezione di Paolo V.

Nel conclave indetto dopo la morte di Clemente VIII riuscì, grazie all'appoggio fornitogli dai cardinali Alessandro Peretti di Montalto, Paolo Emilio Sfondrati, Ottavio Acquaviva d'Aragona, Francesco Sforza e Giovanni Antonio Facchinetti de Nuce, tutti su posizioni filospagnole, a impedire l'elezione di Pietro Aldobrandini, facendo confluire la maggioranza dei voti su Alessandro de' Medici. Così pure nel conclave che portò all'elezione di Paolo V egli si prodigò con tutti i suoi mezzi a contrastare prima la candidatura dell'Aldobrandini e poi quella dei suoi favoriti.

Paolo V lo nominò governatore di Tivoli. Durante il suo mandato provvide a restaurare e a portare agli antichi splendori Villa d'Este, voluta dal cardinale Ippolito II d'Este.

Nel 1608 riuscì a far concludere le nozze del nipote Alfonso (futuro duca di Modena) con Isabella di Savoia, alla quale rimase sempre particolarmente affezionato. In occasione della guerra della Garfagnana tra Modenesi e Lucchesi del 1613 l'opera di mediazione dell'Este con il governatore di Milano mirò a consolidare le vantaggiose posizioni acquistate dall'esercito estense. Nell'ambito di quegli avvenimenti intraprese tra la fine del 1613 e i primi mesi del 1614 un viaggio in Spagna. Tornò in Italia durante il 1614 e si trasferì definitivamente a Roma.

I rapporti dell'Este con la Santa Sede risentirono del generale clima di diffidenza instauratosi dopo la devoluzione tra casa d'Este e il Vaticano. Egli non nascose mai i suoi propositi di riacquistare alla dinastia estense l'avita città di Ferrara, d'altro canto dimostrò un acuto senso della realtà impegnandosi attraverso una fitta rete diplomatica alla definitiva legittimazione del fratello Cesare.

Alla morte di Paolo V fu artefice di un'abile mossa diplomatica che portò all'elezione a sorpresa di Gregorio XV. Il nuovo pontefice poco dopo l'elezione lo nominò vescovo di Reggio. Ricevette l'ordinazione sacerdotale dal Papa il 18 ottobre 1621 a Roma. Fu consacrato domenica 3 aprile 1622 presso la chiesa della sua diaconia dal cardinale Marcantonio Gozzadini coadiuvato da mons. Raffaele Inviziati,[1] vescovo di Zante, e mons. Giulio Sansedoni,[2] vescovo di Grosseto.

Nell'ultimo conclave a cui partecipò nel 1623 l'Este s'associò al cardinale Scipione Caffarelli-Borghese in opposizione al partito del cardinale nipote Ludovico Ludovisi. Ma si ammalò come altri porporati e non prese parte all'elezione. Proclamato pontefice Maffeo Barberini col nome di Urbano VIII, il 29 settembre del 1623 spettò all'Este, come cardinale protodiacono, l'onore di incoronarlo nella solenne cerimonia tenutasi nella basilica di San Giovanni in Laterano. In quello stesso anno optò per il titolo di cardinale presbitero di santa Maria della Pace.

Morì a Roma il 13 marzo 1624 in seguito ai postumi della malattia contratta durante il conclave del 1623. Venne sepolto nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Tivoli.

Genealogia episcopale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Adriano al Foro Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Battista Deti 17 aprile - 15 novembre 1600 Giovanni Doria I
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Giovanni Battista Deti {{{data}}} Giovanni Doria
Predecessore: Cardinale diacono di Santa Maria Nuova Successore: CardinalCoA PioM.svg
Andrea d'Austria 15 novembre 1600 - 11 gennaio 1621 Maurizio di Savoia I
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Andrea d'Austria {{{data}}} Maurizio di Savoia
Predecessore: Governatore di Tivoli Successore: Emblem Holy See.svg
Bartolomeo Cesi 25 maggio 1605 - 7 giugno 1608 Horatio Mambrilla I

G.E. Mancini d'Orvieto 23 luglio 1620 - 13 maggio 1624 Francesco Barberini seniore II
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con
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Bartolomeo Cesi {{{data}}} Horatio Mambrilla
Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Eustachio Successore: CardinalCoA PioM.svg
Andrea Baroni Peretti Montalto 11 gennaio - 19 aprile 1621 Maurizio di Savoia I
II
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con
Andrea Baroni Peretti Montalto {{{data}}} Maurizio di Savoia
Predecessore: Cardinale diacono di Santa Maria in Via Lata Successore: CardinalCoA PioM.svg
Andrea Baroni Peretti Montalto 19 aprile 1621 - 2 ottobre 1623 Carlo Emmanuele Pio di Savoia I
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con
Andrea Baroni Peretti Montalto {{{data}}} Carlo Emmanuele Pio di Savoia
Predecessore: Cardinale protodiacono Successore: CardinalCoA PioM.svg
Andrea Baroni Peretti Montalto 19 aprile 1621 - 2 ottobre 1623 Carlo Emmanuele Pio di Savoia I
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con
con
Andrea Baroni Peretti Montalto {{{data}}} Carlo Emmanuele Pio di Savoia
Predecessore: Vescovo di Reggio Emilia Successore: BishopCoA PioM.svg
Claudio Rangoni 13 ottobre 1621 - 13 maggio 1624 Paolo Coccapani[3] I
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con
Claudio Rangoni {{{data}}} Paolo Coccapani[3]
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria della Pace Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giacomo Serra 2 ottobre 1623 - 13 maggio 1624 Melchior Khlesl I
II
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con
Giacomo Serra {{{data}}} Melchior Khlesl
Note
  1. cfr. Bishop Raffaele Inviziati † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 18-11-2021
  2. cfr. Bishop Giulio Sansedoni † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 18-11-2021
  3. cfr. Bishop Paolo Coccapani † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 18-11-2021
Bibbliografia
  • Paolo Portone, ESTE, Alessandro d' su treccani.it. URL consultato il 07-09-2021
  • autore:M. Giustiniani, De' vescovi e de' governatori di Tivoli, Roma, 1665, pp. 13, 189-192
Collegamenti esterni

Prosopografia alfabetica dei legati e governatori dello Stato Pontificio 1550-1809 su archivi.beniculturali.it. URL consultato il 28-11-2021