San Zaccaria (padre di Giovanni Battista)

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San Zaccaria
Personaggio del Nuovo Testamento
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Santo
Padre di San Giovanni Battista

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Beato Angelico, San Zaccaria (part. da Imposizione del nome a san Giovanni Battista), 1428 - 1430, tempera su tavola; Firenze, Museo Nazionale di San Marco
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Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano
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Cardinali 21 creazioni in 4 concistori
Proclamazioni
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Eventi
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Ricorrenza 23 settembre
Altre ricorrenze
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Attributi
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Coniuge

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Consorte

Consorte di

Figli
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Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 23 settembre, n. 2:
« Commemorazione dei santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di san Giovanni Battista, Precursore del Signore. Elisabetta, accogliendo in casa sua Maria, sua parente, piena di Spirito Santo, salutò la Madre del Signore benedetta tra le donne; Zaccaria, sacerdote, pieno di spirito profetico, alla nascita del figlio, lodò Dio redentore e predisse il prossimo avvento di Cristo, che verrà dall'alto come sole che sorge. »

San Zaccaria (I secolo a.C.; † ...) è un personaggio del Nuovo Testamento, sacerdote ebraico, padre di Giovanni il Battista.

Luca 1,5-7

L'evangelista ci dice che entrambi erano retti di fronte a Dio poiché erano irreprensibili nell'osservare i comandamenti e i precetti di Dio. Quando gli eventi riferiti nel Vangelo secondo Luca cominciarono, il loro matrimonio era ancora senza figli, perché Elisabetta era sterile e, come suo marito, era avanzata negli anni.

Sulla storicità del racconto nulla impedisce che Zaccaria ed Elisabetta abbiano avuto un figlio in tarda età e che questo evento sia stato interpretato alla luce di eventi analoghi dell'A.T.

Luca ha collocato l'informazione della nascita di Giovanni Battista datagli dalla tradizione in un modello di annunciazione veterotestamentaria. Infatti presenta Zaccaria ed Elisabetta con i colori delle coppie sterili dell'A.T. come Abramo e Sara (Genesi 16 e Genesi 18) oppure come Elkana e Anna (1Samuele 1-2) i cui figli rispettivamente Isacco e Samuele svolsero ruoli chiave nella storia della salvezza: Isacco come patriarca e Samuele come profeta.

Dio compie nuovamente un adempimento alla promessa, compiendo l'impossibile che aveva già compiuto nel passato: dare un figlio a una coppia sterile e avanti negli anni. Inoltre Luca voleva farci cogliere il significato che sta dietro ai nomi dei personaggi della vicenda: Zaccaria (Il Signore si è ricordato), Elisabetta (Il mio Dio è colui sul quale puoi giurare) e così via per Giovanni (Il Signore ha mostrato il suo favore), Gabriele e poi Giuseppe, Maria, Simeone ed Anna.

E voleva che lodassimo il Signore che agisce a favore del suo popolo.

In Luca 1,6 vengono chiamati giusti agli occhi di Dio cioè sono santi perché vivono secondo la volontà del Signore, vista soprattutto nella legge: sono in atteggiamento di sottomissione e di disponibilità a Dio, pronti non solo a fare la sua volontà, ma anche ad accogliere con gioia un intervento straordinario della potenza salvifica di Dio. E come tali vengono visti da Luca cioè come i rappresentanti di quanto c'è di meglio nella religione in Israele e in quanto resto d'Israele che riceveva la buona notizia esse personificavano la continuità nella storia della salvezza.

Il non avere figli era considerato una disgrazia, addirittura un'infamia per la coppia (Luca 1,25), colpita da Dio per qualche peccato commesso (Genesi 30,23; 1Samuele 1,5-10; 2Samuele 6,23; Osea 9,11). Ma la Bibbia è piena di donne sterili dalle quali Dio ha fatto nascere figli famosi per la storia della salvezza: Sara (Genesi 16,1), Rachele (Genesi 30,1), la madre di Sansone (Giudici 13,2) e Anna (1Samuele 1-2)

Luca 1,8-9

Durante la settimana quando era compito della classe di Abia di servire al tempio a Gerusalemme, la sorte cadde su Zaccaria per compiere l'offerta di incenso. La classe di Abia era l'ottava delle ventiquattro classi nelle quali i sacerdoti erano stati divisi originariamente dal re Davide (1Cronache 23,1-19). Solamente quattro di questi corsi sacerdotali (o "famiglie") erano ritornati dall'Esilio babilonese (Esdra 2,36-39); ma essi furono re-distribuiti sotto le vecchie designazioni. I sacerdoti servivano due volte al tempio di Gerusalemme ogni anno e solamente per una settimana ogni volta. Per tutto il tempo del loro servizio essi abitavano nelle camere sui lati del cortile del tempio. L'offerta di incenso era una delle parti più solenni dell'adorazione quotidiana al tempio e si designava a sorte, per riconoscere la volontà divina su chi dovesse compiere questa offerta. Un grande servizio che, spettando a un grande numero di sacerdoti eleggibili, nessun sacerdote poteva sperare di rendere più di una volta durante la sua vita.

Luca 1,11-13

Miniatura dell'annunciazione a Zaccaria dal Très riches heures du Duc de Berry

Mentre Zaccaria officiava all'altare dorato all'interno del Santo, vicino al Santo dei Santi, il luogo dove abita la tremenda maestà di Dio, offrendo l'incenso, un angelo di Dio gli annunciò che sua moglie Elisabetta avrebbe partorito un figlio che lui avrebbe dovuto chiamare Giovanni e che questo figlio sarebbe stato il precursore del tanto aspettato Messia.

La buona notizia dell'inaugurazione del definitivo piano di salvezza di Dio viene proclamata per la prima volta nel Luogo Santo per eccellenza, il luogo associato alla presenza di Dio in Israele: il Tempio.

Ha timore.

La meraviglia e il timore sono gli atteggiamenti che la creatura assume di fronte alla presenza del divino (Isaia 6,5) e Luca ama insistervi (Luca 2,9; 5,8-26; 8,35-37; 9,34). L'invito a non temere dice però chiaramente la volontà del Signore che mira al dialogo e alla comunione con l'uomo. (Atti 2,43; 5,5; 11; 19,17). Il timore di Zaccaria alla vista dell'angelo è la reazione tipica dell'uomo che sperimenta una manifestazione improvvisa della presenza di Dio. Tale apparizione, poi, avviene nel tempio, luogo privilegiato per le manifestazioni di Dio (1Samuele 3,4ss; Isaia 6,1ss) e nel momento culminante della vita di Zaccaria. La presenza degli angeli, caratteristica dei primi due capitoli di Lc e dei primi dodici capitoli del libro degli Atti, va interpretata sempre alla luce dell'A.T. Essi parlano e agiscono in nome di Dio (Genesi 22,15; Esodo 3,2; 1Re 19,5), messaggeri della sua volontà, cooperatori del suo piano di salvezza.

La tua preghiera è stata accolta.

Si sa che il tema della preghiera è uno dei temi cari a Luca. La vita di Gesù (Luca 3,21; 6,12; 9,29; 11,1; 22,39ss; 23,34-46), la vita della Chiesa (Atti 1,24; 2,42; 3,1; 4,24ss; 6,6) e ovviamente la vita del cristiano ({passo biblico con libro|Lc|11,5-8}}; 18,1-7; 21,26; 22,39-46) sono caratterizzate da questo atteggiamento di preghiera cioè di attenzione all'Onnipotente, speranza in Dio misericordioso, attesa del dono di Dio perché il tempo è vicino.

Luca 1,14-17

Vedi San Giovanni Battista

Luca 1,18-20

Chiede un segno.

Già in passato altri, in situazioni analoghe, avevano chiesto un segno. L'aveva chiesto Abramo (Genesi 15,8), Gedeone (Giudici 6,37), Ezechia (2Re 20,8), Mosè (Esodo 4,1-9), viene chiesto in Isaia 7,10 e in Isaia 38,7 e lo chiederà Maria (Luca 1,34), ma non fino a tentarlo (Giudici 8,11-17; Sapienza 1,1-3; Esodo 17,2 ripreso dai Salmi 78[77],18 e 95[94],8-11)

Infatti, a differenza di questi, Zaccaria incorre in un biasimo che lascia sottintendere una mancanza di fede e, facendo notare la loro età avanzata, chiede un segno per capire la veridicità di questa profezia.

L'angelo si presenta come l'arcangelo Gabriele (Dio è il mio guerriero) ed è stato mandato apposta da Dio per fare questo annuncio. Ma poiché Zaccaria non crede alle sue parole, mettendo in discussione l'autenticità del messaggio, Gabriele gli dà si un segno, ma che è anche una punizione: sarebbe rimasto silenzioso, (ma non muto come erroneamente spesso si traduce il termine "siopon" del v.20) fino alla nascita del figlio.

Luca 1,10.21-22

Era prassi che il sacerdote versasse l'incenso sui carboni ardenti e recitata una breve preghiera usciva e impartiva la benedizione ai fedeli. Non conveniva restare troppo a lungo al cospetto della tremenda vicinanza del Signore. Nei cortili adiacenti una grande folla è in preghiera, fuori dal santuario. Infatti era usanza, durante il sacrificio pomeridiano, innalzare preghiere e suppliche per la venuta della salvezza. La scena è solenne: tutto è pronto per l'intervento di Dio, attraverso il ministero dell'arcangelo Gabriele (Ebrei 1,14).

E davvero, quando Zaccaria uscì fuori dal tempio verso il popolo in attesa, non era capace di pronunciare la benedizione consueta.

Siamo all'epilogo. La meraviglia del popolo, fuori, in preghiera e in attesa della benedizione di Zaccaria, è pienamente giustificata: il sacerdote, infatti, entrato nel Santo, non vi deve prolungare la preghiera oltre il tempo previsto. Il popolo potrebbe preoccuparsi e credere che egli abbia offeso Dio, non avendo osservato esattamente le prescrizioni del rituale.

Il commosso silenzio di Zaccaria viene compreso e interpretato positivamente dai fedeli: se è nel santuario che Dio accorda le visioni, Zaccaria non può che aver avuto una visione.

Luca 1,23-25

Espletato il suo servizio secondo Levitico 15,16-18 può tornare al suo villaggio dove, secondo la tradizione, abitava cioè 'Ain-Karim a sei km da Gerusalemme. Elisabetta concepì e si tenne nascosta per cinque mesi fino a quando Dio stesso non avrebbe rivelato la cosa a Maria. La gioia di Elisabetta è tutta nelle parole: le stesse che Rachele pronuncia per la nascita di Giuseppe (Genesi 30,23).

Luca 1,59-66

Otto giorni dopo la nascita, il loro figlio doveva essere circonciso a norma di legge (Genesi 17,12; Levitico 12,3; Filippesi 3,5) entrando così a far parte della comunità di Israele, entra cioè nell'alleanza di Dio e diventa destinatario delle sue benedizioni. Menzionata solo al v.59a Luca 1,59, la circoncisione sembra avere un ruolo di introduzione al punto culminate della storia.

Infatti, i membri della sua famiglia e i parenti presunsero che il bambino sarebbe stato chiamato come suo padre, come era costume, ma poiché Elisabetta insisteva che il suo nome doveva essere Giovanni, loro interrogarono suo marito poiché dare il nome poteva essere privilegio sia del padre (Genesi 4,26) 4,53 sia della madre (Genesi 4,1.25; 30,6.8.13.20.24). Il v.62 (Luca 1,62) ci informa che Zaccaria era anche non vedente, poiché i suoi familiari devono comunicare con lui a gesti.

Non appena Zaccaria ebbe scritto su una tavoletta di legno ricoperta di cera usata per la scrittura: "Il suo nome è Giovanni", la sua bocca fu aperta di nuovo e poté parlare. E lui lodò Dio elevando il famoso Cantico di Zaccaria (Luca 1,67-79).

Il bambino crebbe e "divenne forte in spirito" ed visse nel deserto della Giudea (Luca 3,2-3, Matteo 3,1) finché non iniziò il suo ministero (Luca 1,80) con il quale si guadagnò il nome Giovanni il Battista (o Giovanni il Battezzatore) e Giovanni il Precursore.

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