Ján Chryzostom Korec

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Ján Chryzostom Korec, S.J.
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Cardinale
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Ut omnes unum sint
Vescovo emerito di Nitra
Titolo cardinalizio
Cardinale Presbitero dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli
Età attuale 90 anni
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Ordinazione presbiterale 1º ottobre 1950
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Consacrazione vescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
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Consacrazione 24 agosto 1951 da Pavel Mária Hnilica
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Creazione
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a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
28 giugno 1991 da Giovanni Paolo II (vedi)
Cardinale elettore No (Fino al 22 gennaio 2004)
Ruoli ricoperti
Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
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Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
pontificato
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(per causa incerta o sconosciuta)
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Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Altre ricorrenze
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Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Collegamenti esterni
Biografia su vatican.va
Scheda su catholic-hierarchy.org
Scheda su cardinalrating.com
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Senza il legame con il Papa non avremmo resistito alla persecuzione. [..] Nessun dittatore, Hitler o Stalin che sia, ha l'ultima parola nella storia. L'ultima parola appartiene a Dio. Ci possono arrestare, torturare, picchiare, anche uccidere, ma alla fine vinceremo noi. La nostra non è una forza personale, ma è la forza di Dio, di Cristo Risorto
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(Testimonianza riportata da Giampaolo Mattei, 2011)
Ján Chryzostom Korec (Bošany, 22 gennaio 1924) è un cardinale e vescovo slovacco, gesuita. È stato uno dei testimoni della chiesa clandestina in Slovacchia.


Da una sua lettera
"Non ho ammesso né ammetterò mai di aver coscientemente commesso le infrazioni alla legge o alla Costituzione di cui sono stato accusato. Ho già esposto la mia opinione sullo svolgimento del processo e non la cambierò. Non contesto il fatto di aver aiutato dei giovani nello studio della teologia e di averli anche ordinati sacerdoti, però mi rifiuto di considerare questi atti come delitti e tanto meno come tradimento. Ho iniziato i miei dodici anni di condanna con la convinzione di essere vittima di un'aperta rappresaglia subìta in condizioni di assoluta impotenza fisica e giuridica. Con dodici anni di detenzione si puniscono solo dei criminali... con il processo che mi fu fatto si è reso un cattivo servizio alla giustizia slovacca. Riguardo poi all'accusa di aver avuto rapporti con i capitalisti ed i proprietari di terre posso rispondere di non averla mai presa in considerazione perché destituita di ogni fondamento. Sono stato educato in ambienti di povertà ed ho conosciuto i problemi sociali non dai libri, ma dalla vita reale. L'addebito poi di mantenermi fedele al Papa lo ritengo un onore. Questa fedeltà non ha bisogno dell'approvazione né del beneplacito di nessuno. La prigione non ha per nulla diminuito questa fedeltà. Anzi è proprio essa che mi ha permesso di sopportare la prigionia. I processi dovrebbero servire a difendere i più deboli, se il diritto sta dalla loro parte. La Giustizia non può servire che la Verità: questo è scritto sul palazzo di Giustizia di Bratislava. Per questa giustizia si sono battuti nella storia slovacca uomini coraggiosi ed onesti. Non chiedo grazia: mi appello semplicemente alla Verità, alla Legge ed alla Giustizia. Le ingiustizie sperimentate personalmente possono essere dimenticate. Non potrò mai invece rinunziare alla Verità ed alla Giustizia."

(Brano di una lettera inviata al Ministro della Giustizia della Slovacchia mentre si trovava internato a Valdice, nella Boemia del Nord)

Biografia

Nacque in una famiglia povera, figlio di operai.

Entrato nella Compagnia di Gesù il 15 settembre 1939, interruppe gli studi filosofici nel 1950, in seguito alla soppressione degli Ordini Religiosi. Ricevette segretamente l'ordinazione presbiterale il 1° ottobre 1950 all'età di 26 anni, e la sera del 24 agosto 1951, a 27 anni, ricevette clandestinamente l'ordinazione episcopale dal Vescovo Pavel Mária Hnilica. L'ordinazione venne "fatta in tutta fretta - ricorda egli stesso - con la paura che la polizia facesse irruzione da un momento all'altro"[1].


Gli "esercizi spirituali"
Il Cardinale Korec insieme a confratelli gesuiti

"Sicuramente fu l'isolamento la più terribile delle punizioni. Tuttavia la necessità rende l'uomo ingegnoso cosicché avevo trovato un sistema molto semplice per rompere l'isolamento. Immaginavo di fare gli esercizi spirituali. Mi facevo un programma giornaliero ben dettagliato ed intenso. Cominciavo al mattino con una buona ora di meditazione, proprio come si faceva in convento. Quindi, la Santa Messa. Per questa avevo soltanto pane e vino: ma ciò bastava a procurarmi tanta gioia. Dopo la Santa Messa cominciava il programma di studio: ripassavo a memoria testi di teologia e di filosofia, discutendo ad alta voce come se mi trovassi all'università, davanti ai professori. Quando mi sentivo stanco mi distendevo con canti religiosi. Poi continuavo a studiare e pregare. Arrivava la sera senza che io avessi potuto svolgere tutto il programma che mi ero fissato. Quando poi, dalla cella d'isolamento, venivo trasferito di nuovo nella cella comune, mi sentivo spiritualmente più forte come se avessi realmente compiuto un corso di esercizi spirituali".

In fabbrica per nove anni consecutivi svolse la sua missione di presbitero e di Vescovo senza essere scoperto da nessuno. Fu scoperto e arrestato nel 1960. Processato, venne condannato a dodici anni di carcere e rinchiuso in un ex monastero trasformato in prigione; lì si trovò in compagnia di altri sei Vescovi e di duecento presbiteri. Per due anni non riuscì a celebrare l'Eucaristia, e nell'isolamento sopravvisse grazie a un metodo di preghiera costruito sullo stile degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola[1].

In seguito alla Primavera di Praga venne liberato nel 1968 in seguito ad una amnistia generale. Uscito dalla prigione gravemente ammalato, dovette essere ricoverato in ospedale. Rimessosi, lavorò come netturbino a Bratislava. Poté per la prima volta celebrare la Messa in pubblico.

Nel 1969 un nuovo processo lo riabilitò totalmente, e poté ottenere un passaporto per Roma, dove incontrò Paolo VI, dal quale ricevette le insegne episcopali; egli stesso narra l'episodio[1]:

« "Un incontro commovente. Paolo VI volle che gli raccontassi tutta la mia storia. Si mise a piangere quando gli dissi che anche in carcere si può fare del bene e di come un giovane criminale si era convertito grazie alla mia amicizia. Al termine dell’udienza mi regalò il suo anello, la croce pettorale e due mitrie che portava quando era arcivescovo di Milano". »

La sua salute crollò. Nel 1974 venne annullata la riabilitazione del 1969. Venne così nuovamente incarcerato per scontare i quattro rimanenti anni della primitiva sentenza. Successivamente fu rilasciato in seguito alle non buone condizioni di salute. Perse il suo lavoro di spazzino entrando nella lista dei disoccupati finché non trovò un posto come magazziniere in una fabbrica di prodotti chimici, dove svolgeva il suo lavoro di scaricatore di barili di catrame. In seguito fece anche il manutentore di ascensori. Andò in pensione nel 1984 al compimento del suo sessantesimo anno di età.

In suo modesto appartamento a Petrazlka, zona industriale alla periferia di Bratislava, divenne il punto di rifermento della Chiesa Slovacca. Nella sua casa erano poste varie microspie.

Fu solo nel 1989 che poté indossare pubblicamente le insegne episcopali donategli da Papa Montini.

Il 6 febbraio 1990 il Santo Padre Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo di Nitra. Per tre volte, nel 1990, nel 1995 e nel 2003, accolse Giovanni Paolo II in Slovacchia.

In una lettera inviata al Papa il 25 marzo del 1990, dopo aver ribadito la totale obbedienza al Successore di Pietro e ringraziato il Papa per il dono della Croce pettorale, rilevava i 38 anni di fedele missione secondo le istruzioni di Pio XII avute nel 1951 e gli ultimi dieci anni secondo le indicazioni ricevute da Giovanni Paolo II.

Predicò gli Esercizi spirituali al Papa e alla Curia Romana durante la Quaresima del 1991.

Fu creato e pubblicato Cardinale da Giovanni Paolo II nel Concistoro del 28 giugno 1991, del titolo dei Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli.

Dal 9 giugno 2005 è Vescovo emerito di Nitra.

Genealogia episcopale e successione apostolica

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 Giampaolo Mattei (2011).
Bibliografia
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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