Seguici su facebook!
Quaresima
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
La Quaresima è il periodo di quaranta giorni che inizia con il Mercoledì delle Ceneri[1] e che prepara alla celebrazione della Pasqua.
I primi accenni diretti a un periodo pre-pasquale risalgono al principio del IV secolo in Oriente e alla fine dello stesso in Occidente. Una prassi penitenziale preparatoria alla Pasqua col digiuno, però, aveva cominciato ad affermarsi fin dalla metà del II secolo[2]. In ogni caso alla fine del IV secolo la struttura della Quaresima è quella dei quaranta giorni; visti alla luce del simbolismo biblico essi acquisiscono un valore salvifico-redentivo, per cui vengono chiamati Sacramentum.
Allo sviluppo della Quaresima contribuì la disciplina penitenziale, con la riconciliazione dei peccatori che avveniva nella mattina del Giovedì Santo, nonché le esigenze del catecumenato, con la preparazione immediata al Battesimo, a celebrarsi nella solenne Vigilia Pasquale.
Per i catecumeni quindi la Quaresima era un'opportunità di speciale catechesi oltre che di preghiera e rinnovamento spirituale. Per i penitenti era invece un periodo di lotta contro il male che doveva precedere l'assoluzione sacramentale.
L'etimologia latina quadragesima dies sottolinea il quarantesimo giorno di preparazione in vista della principale festa dell'intero anno liturgico, che è appunto la Pasqua della Resurrezione del Signore.
Indice
|
Storia
La Quaresima mostra una progressiva evoluzione nel corso dei secoli, evoluzione può essere spezzata in varie tappe[3].
Il digiuno infrapasquale del Venerdì e del Sabato Santo
La Didaché prescrive un digiuno prima del Battesimo, da effettuarsi da parte del battezzando, del ministro e da "altri che sono in grado di farlo". Si auspica cioè che i membri della comunità digiunino con coloro che stanno per essere battezzati. Specifica inoltre che il digiuno del battezzando duri "uno o due giorni".
La Tradizione Apostolica (217) di Ippolito di Roma chiede anch'essa il digiuno "il Venerdì" per coloro che si preparano a ricevere il Battesimo[4].
Verosimilmente in entrambi i casi si tratta del Battesimo amministrato nella Veglia Pasquale, ma non è possibile affermarlo con certezza.
La Didaché parla anche di un digiuno praticato tutti i mercoledì ("quarto giorno") e i giovedì ("giorno della preparazione") dell'anno.
Il significato di questi digiuni non è ascetico, ma di illuminazione.
La preparazione di una settimana
Abbiamo testimonianze del fatto che nel III secolo nella Chiesa di Alessandria si osservava il digiuno durante l'intera settimana precedente la Pasqua[5].
È difficile sostenere la stessa cosa per Roma: si può solo constatare che la domenica e il venerdì prima di Pasqua erano detti De Passione, e che il mercoledì e il venerdì della stessa settimana erano giorni aliturgici[6]. Sappiamo poi che nel V secolo viene letto il racconto della passione la domenica, il mercoledì e il venerdì. Entrambi questi dati sono indizi di una prassi molto antica.
La preparazione di tre settimane
Nel corso del IV secolo si organizza la preparazione pasquale di tre settimane. Ciò si può dedurre con grande probabilità dalle seguenti constatazioni:
- La terza domenica prima di Pasqua (escludendo la Pasqua stessa) era detta Dominica in mediana; questa è una denominazione tipicamente romana[7]. Questa settimana era riservata alle Ordinazioni.
- Durante queste tre settimane si proclamava il Vangelo secondo Giovanni: tale fatto è significativo, perché la lettura di Giovanni era caratterizzata da brani riferentesi alla prossimità della Pasqua e alla presenza di Gesù a Gerusalemme.
A livello più esplicito, lo storico Socrate ci informa che nei primi decenni del V secolo a Roma la Pasqua era preceduta da tre settimane di preparazione.
La preparazione di sei settimane
L'allungamento del periodo preparatorio da tre a sei settimane iniziò un po' prima del 384. Le sei settimane avevano carattere prevalentemente ascetico, per l'introduzione della prassi della riconciliazione dei penitenti il Giovedì Santo, dopo quaranta giorni - da qui il nome di Quadragesima - di preparazione; dà testimonianza di ciò Pietro di Alessandria († 311)[8]. I penitenti iniziavano la loro preparazione la prima domenica di queste sei settimane. L'inizio sarà anticipato al mercoledì precedente in epoca più tarda.
Le sei settimane subirono progressivamente importanti modifiche:
Le prime tre settimane
Nelle testimonianze più antiche si nota un uso abbastanza frequente del Vangelo secondo Matteo, che viene letto seguendo grosso modo l'ordine dei capitoli. La lettura dell'epistola è normalmente armonizzata con quella del Vangelo.
A livello dei giorni di celebrazione si possono distinguere tre tappe:
- Inizialmente la celebrazione avviene solo nei giorni di domenica, mercoledì, venerdì e sabato. Le letture della prima settiamana erano le seguenti:
- Domenica: Mt 4,1-11 (il Digiuno di Gesù nel deserto); 2Cor 6,1-10 (il tempo favorevole).
- Mercoledì: Mt 12,38-50 (Il segno di Giona, il ritorno offensivo dello spirito immondo, i veri parenti di Gesù); Es 24,12-18 (il digiuno e i quaranta giorni di Mosè sul Sinai); 1Re 19,2-8 (il digiuno di quaranta giorni del profeta Elia).
- Venerdì: Gv 5,1-15 (la guarigione del paralitico alla piscina di Betesda); Ez 18,20-28 (la responsabilità personale).
- Sabato: Mt 17,1-9 (la trasfigurazione); 1Ts 5,14-23 (esortazione a vivere nella prospettiva del ritorno di Cristo, cioè della nostra personale trasfigurazione).
- Viene poi introdotta la celebrazione del lunedì e del martedì. Le letture della prima settimana erano:
- Lunedì: Mt 25,31-36 (il giudizio universale con il trionfo della carità verso il prossimo); Ez 34,11-16 (il Signore, Buon Pastore, raduna le sue pecore e le conduce a pascoli verdeggianti).
- Martedì: Mt 21,10-17 (la cacciata dei venditori dal Tempio); Is 55,6-11 (i pensieri del Signore non sono quelli dell'uomo)[9].
- Con Gregorio II (715-731) si inizia a celebrare anche il giovedì. Nella prima settimana si legge Mt 15,21-28 (la fede della cananea) ed Ez 18,1-9 (la responsabilità personale).
Le settimane seguenti
Nelle altre settimane le letture evangeliche non sono più in sintonia con quelle delle epistole.
Il prolungamento dei quaranta giorni
Verso la fine del V secolo ha inizio la celebrazione del mercoledì e del venerdì precedenti la Quaresima (che fino ad allora iniziava con la prima domenica) come se ne facessero parte. Si giunse a imporre le ceneri ai penitenti il mercoledì di questa settimana antecedente la prima domenica, e tale cerimonia verrà poi estesa a tutti i cristiani.
Il Sacramentario Gelasiano afferma che i penitenti entrano in un rigido "ritiro spirituale" il Mercoledì delle Ceneri per rimanervi fino al Giovedì Santo, e che il Mercoledì delle Ceneri è considerato il caput quadragesimae.
Le sette settimane di preparazione
Nel corso del VI secolo viene annessa alla Quaresima tutta la settimana che precede la prima domenica di Quaresima. La domenica corrispondente viene chiamata Quinquagesima, perché è il cinquantesimo giorno prima di Pasqua.
Due altre domeniche, la Settuagesima e la Sessagesima, verranno aggiunte verso la fine del VI secolo e gli inizio del VII. Con ciò si nota una strana tendenza ad anticipare il tempo forte della Quaresima, e se ne svigorisce in qualche modo la peculiarità[10].
L'impostazione del Vaticano II
| « | Il duplice carattere della Quaresima - il quale, soprattutto mediante il ricordo o la preparazione al battesimo e mediante la penitenza, invita i fedeli all'ascolto più frequente della parola di Dio e alla preghiera e li dispone così a celebrare il mistero pasquale -, sia posto in maggior evidenza tanto nella liturgia quanto nella catechesi liturgica. Perciò: si utilizzino più abbondantemente gli elementi battesimali propri della liturgia quaresimale e, se opportuno, se ne riprendano anche altri dall'antica tradizione; lo stesso si dica degli elementi penitenziali. »
|
| (Sacrosanctum Concilium, n. 109)
|
In questa linea, la riforma liturgica ha reimpostato la Quaresima:
- ne ha ripristinato l'orientamento pasquale-battesimale;
- ne ha fissato il tempo con la decorrenza dal Mercoledì delle Ceneri fino alla Messa in Coena Domini esclusa, sopprimendo altresì i tempi di settuagesima, sessagesima e quinquagesima;
- ha ridotto il tempo di passione, che, nel Messale di San Pio V, iniziava con la V Domenica di Quaresima, giorno in cui si velavano le croci, per cui ora tale tempo inizia con la Domenica delle Palme de Passione Domini ("dalla Passione del Signore"): la Settimana Santa conclude così la Quaresima;
Inoltre è stata resa più abbondante la selezione dei testi biblico. Il lezionario delle domeniche offre la possibilità dei tre itinerari:
- una Quaresima battesimale (Anno A);
- una Quaresima cristologica (Anno B);
- una Quaresima penitenziale (Anno C).
I testi dell'Antico Testamento presentano ora in modo particolare la Storia della Salvezza.
Spiritualità
Il senso autentico della Quaresima si coglie nella luce del Mistero Pasquale, che viene celebrato nel solenne Triduo Pasquale, e dei Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana che in esso hanno la loro più propria collocazione. La Quaresima è quindi l'opportunità di una più viva partecipazione al Mistero di Cristo morto e risorto: "Partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria" (Rm 8,17).
L'accento non va posto quindi sulle pratiche ascetiche (digiuno e astinenza dalle carni), preghiera e opere di carità), ma sull'azione purificatrice e santificatrice del Signore, che si traduce nel fedele nell'impegno della conversione e del ritorno a Dio:
| « | O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. »
|
| (Messale Romano, Colletta della I Domenica di Quaresima, Anno B)
|
Le opere della penitenza quaresimale
Le opere tipiche della penitenza quaresimale sono:
- Il digiuno: anche se limitato al Mercoledì delle ceneri e al Venerdì santo, esprime la partecipazione del corpo nel cammino della conversione, e propizia l'astensione dal peccato.
- L'astinenza dalle carni (magro) il venerdì: era al principio segno di povertà, essendo nell'antichità il pesce più economico che la carne. È segno dell'abbandono del lusso per vivere una vita più essenziale.
- La preghiera: La Quaresima è tempo di più assidua e intensa preghiera, individuale e comunitaria, legata molto strettamente alla conversione, per lasciare sempre più spazio a Dio.
- La carità: la Quaresima è tempo di più forte impegno di carità verso i fratelli. Non c'è vera conversione a Dio senza conversione all'amore fraterno.
La chiesa insegna che queste opere devono essere compiute nella consapevolezza del loro valore di segno in vista della conversione, e non fine a sé stesse.
I nomi latini delle Domeniche di quaresima
Le domeniche di Quaresima sono indicate anche da un nome latino, derivato dall'introito del giorno:
- Invocavit
- Reminiscere
- Oculi
- Laetare
- Judica
- Palmarum
- ↑ Nel Rito Romano; con la prima domenica di Quaresima nel Rito Ambrosiano.
- ↑ Augusto Bergamini (1988), p. 1158.
- ↑ Adrien Nocent (1988), pp. 152-155
- ↑ La Tradizione Apostolica menziona altresì l'esorcismo effettuato dal Vescovo il Sabato, e la veglia di letture e istruzione. Ippolito di Roma, La Tradizione Apostolica, Edizioni Paoline, Milano, 1972, ISBN 8831511343.
- ↑ Dionigi di Alessandria, Epist. ad Basilidem, de magno sabbato, quo tempore finiendum sit ieiunium, ed. M.-J. Routh, Reliquiae sacrae..., III, Oxford, 1846, pp. 222.229; cit. da Aimé-Georges Martimort (1963), p. 764.
- ↑ Non si celebrava cioè l'Eucaristia.
- ↑ Aimé-Georges Martimort (1963), p. 88.
- ↑ Aimé-Georges Martimort (1963), p. 760.
- ↑ Inizialmente la lettura era più lunga: Is 55,6-56,7.
- ↑ Il Tempo di Settuagesima, che comprendeva queste tre domeniche, è stato abolito nel Rito Romano (forma ordinaria), per cui la Quaresima inizia direttamente con il Mercoledì delle Ceneri. È invece conservato nella forma straordinaria del Rito Romano.
- Augusto Bergamini, Quaresima, in Domenico Sartore, Achille Maria Triacca (cur.), Nuovo Dizionario di Liturgia, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo, Milano, 1984, ISBN 8821514943, pp. 1158-1161
- Adrien Nocent, La Quaresima, in Anscar J. Chupungco (cur.), Anàmnesis. Introduzione storico teologica alla liturgia, 7 voll., 8 tomi, Marietti, Genova 1979-1989, vol. 6: L'Anno Liturgico, 1988, pp. 147-173
- Aimé-Georges Martimort, La Chiesa in preghiera, Brescia 1984
- Voce Quaresima di it.wiki: il materiale ivi presente è stato rielaborato in senso cattolico e integrato
Suggerimenti
Cliccare il collegamento espandi a destra per suggerire un miglioramento: i contributori ne terranno conto.
Il suggerimento apparirà sulla pagina di discussione di questa voce.
