Basilica dei Santi Quattro Coronati al Laterano (Roma)

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1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.
Basilica dei Santi Quattro Coronati al Laterano
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Santi Quattro 0511-06.JPG
Roma, Basilica dei Santi Quattro Coronati al Laterano, ingresso
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Via dei Santi Quattro 20 - 00184 Roma
Telefono +39 06 70475427
Fax
Posta elettronica [mailto: ]
Sito web

[http:// Sito ufficiale]

Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione basilicale
Dedicazione Santi Quattro Coronati
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.E.S.A.
Sigla Ordine reggente O.E.S.A.
Fondatore
Data fondazione IV secolo
Architetto


Stile architettonico
Inizio della costruzione XI - XII secolo
Completamento XV secolo
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione
Inaugurato da
Data di consacrazione
Consacrato da
Titolo Santi Quattro Coronati (titolo cardinalizio)
Strutture preesistenti domus aristocratica
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°53′18″N 12°29′54″E / 41.888333, 12.498333 bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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La Basilica dei Santi Quattro Coronati al Laterano è un complesso monastico, situato a Roma nel rione del Celio.

La basilica attualmente è luogo sussidiario di culto della Parrocchia del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista. Inoltre, è sede del titolo cardinalizio dei Santi Quattro Coronati: l’attuale titolare è il cardinale Roger Michael Mahony.

Storia

Santi

I nomi dei quattro santi titolari, secondo la Pontificia Accademia Cultorum Martyrum, sono: Castorio, Sinfroniano, Claudio e Nicostrato[1], commemorati l'8 novembre.
La leggenda parla di quattro scalpellini cristiani messi a morte sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli romani, ma anche di quattro (o cinque) militari, ugualmente martirizzati e sepolti presso le tombe dei martiri precedenti.

Gli scalpellini martiri nel Medioevo divennero patroni delle corporazioni edili e ancora adesso lo sono delle arti murarie (come a Bologna o a Firenze). Per la loro connessione con l'arte dei tagliapietre e delle costruzioni, i Santi Quattro sono anche ricordati dalla Massoneria: la Loggia di ricerca Q.C. di Londra, ad esempio, tiene tuttora il suo festival annuale l'8 novembre.

Complesso monastico

Il sito si presenta ancora come un complesso monastico fortificato, di modesta apparenza esterna ma di massiccia consistenza muraria, ed è costituito da una basilica e da una serie di altri spazi sacri e residenziali (cripta, cortili, convento, antico palazzo cardinalizio).

Esso occupa, dal IV secolo, i luoghi di una ricca residenza aristocratica di età tardoantica che era collocata lungo l'antica via Tuscolana (nel percorso corrispondente all'attuale via dei Santi Quattro) e nei secoli fu ripetutamente e radicalmente modificato.

La primitiva aula absidata fu convertita in luogo di culto cristiano prima del 499, data a cui risale la prima attestazione del "titulus Aemilianae", più volte identificato, dalle fonti altomedioevali, con la chiesa dei Santi Quattro Coronati. La posizione della chiesa era rilevante, per essere in alto e per la sua vicinanza al Laterano, sede allora del Patriarchìo, residenza dei papi.

La fortificazione del complesso (cripta, torre d'ingresso all'epoca decorata all'interno e all'esterno, primo cortile con i primi edifici destinati al clero) è di epoca carolingia, attribuita al papa Leone IV (fine VIII secolo).

Dopo l'incendio di Roberto il Guiscardo nel 1084, papa Pasquale II provvide alla ricostruzione, riducendo però la basilica alla sola metà ovest della ex navata centrale e trasformando il precedente spazio nell'attuale secondo cortile, mentre quelle che erano state le navate laterali furono inglobate, la destra nel palazzo del cardinale titolare, la sinistra nel monastero fondato dallo stesso Pasquale II, che dal 1138 divenne un priorato dell'abbazia benedettina di Santa Croce di Sassovivo presso Foligno.

Importanti restauri (testimoniati dall'iscrizione con lo stemma del cardinale murata nel primo cortile, sotto la torre) furono fatti eseguire nel XV secolo dal cardinale Carillo dopo la cattività avignonese, quando il complesso fu dichiarato sede pontificia da papa Martino V (1417 - 1431).

Con lo spostamento della sede papale in Vaticano, tuttavia, l'importanza del complesso decadde. Dal XVI secolo l'insieme fu affidato alle monache di clausura Agostiniane e adibito ad orfanotrofio, trasformando tutti gli ambienti che affacciano sul cortile in dormitori per le orfane. È ancora oggi un monastero delle Agostiniane che da vari anni ha smesso l'attività in favore delle orfane.

Descrizione

Alcuni elementi di rilievo del complesso:

  • i capitelli della chiesa attuale sono di spoglio, provenienti da altre costruzioni antiche;
  • l'abside, esempio unico a Roma, abbraccia tutte e tre le navate;
  • i matronei della chiesa, edificati nella ricostruzione di Pasquale II, sono gli ultimi matronei costruiti in Roma;
  • l'oratorio di San Silvestro: decorato da notevoli affreschi duecenteschi in stile bizantineggiante con "Storie di papa Silvestro e dell'imperatore Costantino I", tratte dalla leggenda narrata negli Acta Silvestri, testimonia anche nel programma iconografico la rilevanza politica del complesso nel contesto del Patrimonio di San Pietro;
  • il ciclo di affreschi dell' Aula Gotica, recentemente riscoperti, fondamentale testimonianza dell'arte gotica nella città di Roma (è stato fatto il nome di Jacopo Torriti). Negli affreschi compaiono figure umane che si stagliano su un prezioso sfondo blu realizzato in azzurrite e che rappresentano i dodici mesi; al di sopra dei mesi sono raffigurate le Arti, nei costoloni della volta le quattro stagioni e sulla vela i segni zodiacali, oggi in parte perduti.
  • nel reliquiario si conserva la testa di san Sebastiano (il resto del corpo è deposto nella basilica delle catacombe omonime).
  • di notevole interesse storico-artistico, le due cappelle interne al monastero, a cui si accede dal chiostro, l'oratorio di Santa Barbara e l'oratorio di San Nicola.


Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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