Chiesa di Sant'Antonio in Campo Marzio (Roma)

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1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.
Chiesa di Sant'Antonio in Campo Marzio
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
S antonio dei portoghesi 1000034.JPG
Roma, Chiesa di Sant'Antonio in Campo Marzio
Altre denominazioni Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Via dei Portoghesi, 2
00186 Roma (RM)
Telefono +39 06 8880771
Fax +39 06 6865234
Posta elettronica segreteria@ipsar.org
Sito web

Sito ufficiale

Sito web 2
Proprietà Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma (IPSAR)
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione rettoria
Dedicazione Sant'Antonio di Padova
Vescovo
Fondatore cardinale Antonio Martínez de Chaves
Data fondazione 1445
Architetti

Martino Longhi il Giovane
Carlo Rainaldi
Cristoforo Schor

Stile architettonico Barocco
Inizio della costruzione 1445
Completamento 1694
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione {{{AnnoInaugur}}}
Inaugurato da {{{InauguratoDa}}}
Data di consacrazione
Consacrato da {{{ConsacratoDa}}}
Titolo Sant'Antonio in Campo Marzio (titolo cardinalizio)
Strutture preesistenti Ospizio per pellegrini portoghesi
Pianta croce latina
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura Stemma dei Braganza
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°54′07″N 12°28′28″E / 41.901811, 12.474456 bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Pericolo Bene non in pericolo
Anno [[{{{anno}}}]]
Scheda UNESCO
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La Chiesa di Sant'Antonio in Campo Marzio è un edificio di culto di Roma, situato nel rione Campo Marzio; è la chiesa nazionale del Portogallo per questo è detta anche Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi.

Storia

Dalle origini all'epoca barocca

La chiesa venne fondata nel 1445 dal cardinale Antonio Martínez de Chaves sul luogo di un ospizio per i pellegrini portoghesi, istituito dalla nobildonna Guiomar da Lisbona († 1389/1404), dotato di un piccola cappella, dedicata alla Madonna di Betlemme.

La fondazione venne quindi posta sotto la protezione dell'ambasciatore portoghese presso la Santa Sede che alla fine del XVI secolo, constatando che essa ormai era troppo piccola per le celebrazioni liturgiche, stabilì un ampliamento della cappella originaria. Per questo a partire dal 1624, con l'acquisizione di proprietà limitrofe, si iniziarono i lavori di ingrandimento della struttura, diretti dal 1629 circa al 1638 da Martino Longhi il Giovane.

La chiesa, inizialmente dedicata a sant'Antonio abate, venne ridedicata a sant'Antonio da Padova, religioso di origine portoghese. Ulteriori lavori di ampliamento vennero portati avanti nel 1657 da Carlo Rainaldi e da Cristoforo Schor che si occuparono rispettivamente della cupola (1674 - 1676) e dell'abside con l'altare maggiore.

Dall'Ottocento ad oggi

Dopo l'occupazione napoleonica di Roma, la chiesa e l'ospizio per i pellegrini nel 1799 vennero chiusi e venduti all'asta. La proprietà tornò al governo portoghese nel 1814 e in tale occasione la chiesa venne sottoposta dapprima ad una complessa opera di restauro e poi venne riaperta al culto nel 1842.

Nel 1873 l'architetto Francesco Vespignani fece eseguire nuovi restauri alla struttura, progettando le vetrate istoriate e decorando l'interno della cupola.

La chiesa rimase diretto patronato del governo portoghese sino al 1910, quando lo scoppio della rivoluzione (di carattere anticlericale) impose la rinuncia di questa prerogativa. L'ospizio dei pellegrini originario venne quindi convertito in un collegio, l'attuale Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma (IPSAR), nelle cui pertinenze ricade ancora oggi l'edificio ecclesiale.

La chiesa è luogo sussidiario di culto della Parrocchia di Sant'Agostino in Campo Marzio. Inoltre, è sede del titolo cardinalizio di Sant'Antonio in Campo Marzio: l'attuale titolare è il cardinale Manuel José Macário do Nascimento Clemente.

Descrizione

Chiesa di Sant'Antonio in Campo Marzio (interno)

Esterno

La monumentale facciata barocca, che si nota dalla stretta visuale di via della Scrofa, costruita nel 1636-1638 da Martino Longhi il Giovane, si presenta articolata in due ordini: in quello inferiore si aprono tre portali, dei quali il centrale è è sovrastato da un timpano triangolare che racchiude un angelo alato in marmo circondato da festoni; il superiore aperto da un finestrone è sovrastato dallo stemma dei Braganza,[1] la famiglia reale portoghese, benefattrice della chiesa. Completano e definiscono la ricca decorazione della facciata due volute di raccordo che si trasformano in telamoni e due angeli asimmetrici che poggiano pesantemente sul timpano soverchiato da panneggi.

Interno

L'interno, a pianta croce latina e decorato di splendidi marmi policromi, presenta due cappelle per lato, la cupola ribassata e l'abside semicircolare.

Lato sinistro

Lungo il lato sinistro si aprono due pregevoli cappelle:

Transetto sinistro

Nel transetto sinistro è posta la cappella dedicata all' Immacolata Concezione, progettata da Luigi Vanvitelli, per l'ambasciatore portoghese presso la Santa Sede, Manuel Pereira Sampaio, dove sulle pareti laterali sono ubicati:

Presbiterio e altare maggiore

Il presbiterio e l'abside, decorati di pregevoli marmi policromi, si presentano oggi nell'assetto tardo-secentesco (1687 - 1694) secondo il progetto di Martino Longhi il Giovane, completato da Christophoro Schor. Tra le altre opere conservate all'altare maggiore si possono ammirare:

Chiesa di Sant'Antonio in Campo Marzio, presbiterio

Transetto destro

Nel transetto destro è posta la cappella dedicata a sant'Elisabetta del Portogallo, progettata da Luigi Vanvitelli, dove si conserva:

Lato destro

Lungo il lato destro si aprono due pregevoli cappelle:

Antonio Canova, Stele funeraria del conte Alessandro de Souza di Holstein (1805 - 1808), marmo

Controfacciata

Sulla controfacciata è collocato:

  • Organo a canne Mascioni opus 1181, un importante strumento sinfonico-eclettico, dotato di 4 tastiere e 47 registri, costruito nel 2008 su progetto di Jean Guillou.

Curiosità

Chiesa di Sant'Antonio in Campo Marzio, cupola

Nel 1740, il re Giovanni V del Portogallo incaricò l'ambasceria portoghese a Roma di decorare la chiesa nazionale con un'opera splendida fatta di oro e marmi preziosi: la cappella di San Giovanni Battista.

Nel 1742 la struttura iniziò a prendere forma grazie al lavoro di un'équipe diretta da Nicola Salvi e Luigi Vanvitelli che realizzò un'installazione "provvisoria" costruita con moduli prefabbricati all'interno della chiesa con l'intento, sempre per volontà del sovrano portoghese, che essa fosse consacrata dal papa, ammirata dal popolo romano e poi venisse trasportata in Portogallo per essere rimontata.

La cappella, infatti, venne benedetta da Benedetto XIV nel 1744, anche se i lavori di decorazione proseguirono sino al 1747. La struttura, infine, venne smontata e sezionata, quindi inviata a Lisbona grazie a tre navi e ricomposta sotto la direzione di Francesco Feliziani e Paolo Niccoli e con l'aiuto dello scultore Alessandro Giusti, nella Chiesa di San Rocco, dove ancora oggi è collocata.

Onorificenze

Rosa d'Oro della cristianità - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro della cristianità
— 
1870
Note
  1. La casa reale di Braganza è la dinastia che ha governato il Portogallo dal 1640 al 1836.
  2. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri" . URL consultato il 12.04.2019
  3. Ibidem . URL consultato il 12.04.2019
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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