Alfonso Maria Ratisbonne

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Alfonso Maria Ratisbonne
Presbitero
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al secolo Alphonse Ratisbonne
ERRORE in "fase canonizz"

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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 72 anni
Nascita Strasburgo
1° maggio 1812
Morte Ain Karin
6 maggio 1884
Sepoltura
Appartenenza
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Ordinazione presbiterale 1848
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° vescovo di Roma
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Proclamazioni
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Eventi
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Collegamenti esterni

Alfonso Maria Ratisbonne, al secolo Alphonse Ratisbonne (Strasburgo, 1° maggio 1812; † Ain Karin, 6 maggio 1884) è stato un presbitero e fondatore francese. ebreo per nascita, fu uno dei più celebri personaggi dell'Ottocento che si siano convertiti al cattolicesimo. Fu gesuita ma in seguito uscì dall'Ordine e fondò con il fratello, Marie-Théodore, la Congregazione femminile di Notre Dame de Sion.

Biografia

La giovinezza

Nacque da una ricca famiglia ebraica di banchieri: all'età di sedici anni il padre morì, lasciandolo sotto la tutela dello zio materno Luigi. Fu quest'ultimo ad assumerlo, una volta conseguita la laurea in giurisprudenza alla Sorbona, nella banca di sua proprietà.

In questo periodo l'avversione di Alphonse per la fede cattolica, già elevata, si inasprì ulteriormente a causa della conversione al cattolicesimo del fratello Théodore, il quale sarà poi ordinato presbitero nel 1830.

In quello stesso anno, nella cappella di Rue de Bac a Parigi, avvenivano le apparizioni della Madonna a Santa Caterina Labourè. Proprio a causa di questi eventi, si iniziò nel 1832 a stampare la Medaglia miracolosa, una medaglietta dove si trova incisa un'immagine della Madonna e una giaculatoria in suo onore: uno dei maggiori promotori di questo oggetto fu proprio Thèodore.

La conversione

Alphonse scelse di sposarsi con la cugina Flore: prima del matrimonio, però, decise di recarsi a Gerusalemme per visitare la culla della sua religione. Però, a causa di un'avaria alla nave che lo trasportava, fu costretto a fermarsi alcuni giorni a Roma, in attesa delle necessarie riparazioni: qui incontrò il barone de Bussières, fervente cattolico e amico del fratello sacerdote.

Sfidando l'anticlericalismo di Ratisbonne, una sera il barone gli donò una Medaglia Miracolosa, di cui era molto devoto: solo per non procurare dispiacere all'amico, Alphonse accettò di mettersela al collo, così come accettò di ricopiare il Memorare, la celebre preghiera mariana di san Bernardo di Chiaravalle. Nel frattempo decise di prolungare di qualche giorno la sua permanenza a Roma, visitando il ghetto il 6 gennaio 1842.

La mattina del 20 gennaio dello stesso anno si trovava sulla carrozza del barone de Bussières, che si stava recando nella Basilica di Sant'Andrea delle Fratte, nei pressi di piazza di Spagna, per organizzare il funerale di un diplomatico. Sebbene avesse affermato di voler attendere l'amico a bordo della carrozza, Alphonse, spinto dalla curiosità, decise di visitare l'interno della chiesa.

Appena entrato in chiesa, Ratisbonne visse l'esperienza che gli cambiò drasticamente la vita:

« All'improvviso mi sentii preso da uno strano turbamento: la chiesa mi sembrò tutta oscura, eccettuata una cappella, come se la luce si fosse concentrata tutta là... Levai comunque gli occhi verso la luce che tanto risplendeva e vidi, in piedi sull'altare, viva, grande, maestosa, bellissima e dall'aria misericordiosa, la Santa Vergine Maria, simile, nell'atto e nella struttura, all'immagine della medaglia che mi era stata donata perché la portassi...

La Vergine non pronunciava alcuna parola, ma compresi perfettamente... Provavo un cambiamento così totale che credevo di essere un altro, la gioia più ardente scoppiò nel profondo dell'anima; non potei parlare... Non saprei render conto delle verità di cui avevo acquisito la fede e la conoscenza. Tutto quello che posso dire è che il velo cadde dai miei occhi; non un solo velo, ma tutta la moltitudine di veli che mi aveva circondato, scomparve; uscivo da un abisso di tenebre, vedevo nel fondo dell'abisso le estreme miserie da cui ero stato tratto a opera di una misericordia infinita; tanti uomini scendono tranquillamente in questo abisso con gli occhi chiusi dall'orgoglio e dall'indifferenza... Mi si chiede come ho appreso queste verità, poiché è certo che non ho mai aperto un libro di religione, non ho mai letto una sola pagina della Bibbia... Tutto quello che so è che, entrando in chiesa, ignoravo tutto e uscendone, vedevo tutto chiaro, non avevo alcuna conoscenza letterale ma interpretavo il senso e lo spirito dei dogmi... Tutto avveniva dentro di me e queste impressioni, mille volte più rapide del pensiero, non avevano solamente commosso l'animo, ma l'avevano diretto verso una nuova vita...i pregiudizi contro il Cristianesimo non esistevano più, l'amore del mio Dio aveva preso il posto di qualsiasi altro amore. »

(Alphonse Marie Ratisbonne, Conversione di un israelita, Edizioni Amicizia Cristiana, 2008, pagg. 42-48)

Vita religiosa

Il 31 gennaio di quell'anno fu tenuto a battesimo dal vicario Generale del Santo Padre per la Città del Vaticano cardinal Costantino Patrizi Naro prendendo il nome di Alfonso Maria, il cardinale vicario istituì una commissione d'inchiesta per verificare l'autenticità di quanto accaduto. Dopo mesi di deposizioni e testimonianze il 3 giugno seguente il vicario firmò il decreto in cui si riconosceva come "istantanea e perfetta" la conversione di Alphonse-Marie dall'ebraismo, a seguito dell'apparizione realmente avvenuta.[1]. Dopo essersi riconciliato con il fratello, decise di diventare gesuita e il 24 settembre 1848 fu ordinato presbitero.

Ein Kerem, Nostra Signora di Sion, tomba di Alphonse Marie Ratisbonne

Dopo alcuni anni nella Compagnia di Gesù, comprese che la sua missione era accanto al fratello Théodore, nella Congregazione di Notre Dame de Sion da lui fondata per convertire gli ebrei al cattolicesimo.

Lasciò quindi i gesuiti (con indulto di papa Pio IX) e si trasferì in Terra Santa: qui fondò nel 1856 il convento Ecce homo, con annessa scuola e orfanotrofio femminile, a cui seguirà il convento San Giovanni nel 1860 (con annessa chiesa e orfanotrofio) e l'orfanotrofio maschile dedicato a San Pietro, con annessa scuola meccanica, presso Giaffa.

Morì il 6 maggio 1884 ad Ain Karin, il luogo che la tradizione collega alla visitazione di Maria a Santa Elisabetta.

Ratisbonne e Frossard

Le vicende di Ratisbonne e André Frossard presentano singolari analogie: non cattolici, entrati casualmente in una chiesa cattolica, ebbero entrambi una rivelazione improvvisa e soprannaturale delle verità di fede cattoliche, che li portò alla subitanea conversione[2].

Opere

Note
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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