Comunione e Liberazione

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Comunione e Liberazione
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Logo di Comunione e Liberazione

Movimenti di livello pontificio

Altri nomi
Sigla CL

Presidente

don Julián Carrón
Prima fondazione
Fondatore
Nome Gioventù Studentesca (GS)
Data 1954
Luogo Liceo Berchet - Milano
Sigla GS
Fondazione definitiva
Fondatore Mons. Luigi Giovanni Giussani
Cofondatore don Francesco Ricci
Luogo Milano
Data 1969
Prima approvazione
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Documento {{{documento di approvazione1}}}
Approvazione
Da Chiesa cattolica
Luogo
Data 11 febbraio 1982
Documento
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Filiali
Finalità
Educazione cristiana dei propri aderenti per collaborare alla missione della Chiesa in tutti gli ambiti della società.
Costituzione interna
Data costituzione interna
Motto
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Santo patrono San Benedetto da Norcia
Collegamenti esterni

Sito ufficiale
Scheda su gcatholic.com

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Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza!
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(Mons. Giussani, dal messaggio per il pellegrinaggio a Loreto in occasione dei 50 anni del movimento Comunione e Liberazione, 16 ottobre 2004)
La copertina di un numero di Tracce, la rivista del movimento Comunione e Liberazione

Comunione e Liberazione (spesso abbreviata con CL, da cui il nome di ciellini dato ai suoi aderenti) è un movimento ecclesiale cattolico fondato da don Luigi Giussani.

Storia

Le origini di Comunione e Liberazione vengono fatte risalire alla fine del 1954, quando don Luigi Giussani cominciò ad insegnare religione presso il liceo Berchet di Milano. In seguito a quei primi incontri con gli studenti, don Giussani, insieme a don Francesco Ricci, diede vita ad una compagnia di amici che assunse il nome di Gioventù Studentesca (GS), che in breve tempo si diffuse anche al di fuori della diocesi di Milano. La prima comunità di GS fuori Milano nacque intorno al 1960 a Catania, attorno a don Francesco Ventorino; ben presto si aggiunsero Rimini, Rovereto, Trento, Chiavari e Forlì. A Forlì, infatti, come ricorda don Giussani, GS compì la sua "prima storica uscita nel settembre del '61 in Campigna"[1].

Gioventù Studentesca era inserita nell'Azione Cattolica (AC), ma la differenza nel metodo educativo e le polemiche che ne conseguirono ne provocarono attraverso gli anni il distacco e la crisi, culminata nel Sessantotto, quando molti degli aderenti a GS lasciarono il movimento, incluso don Vanni Padovani, presbitero della diocesi di Milano che seguiva metà delle comunità giessine. I più vicini a don Giussani si riorganizzarono di lì a breve sotto l'attuale nome di Comunione e Liberazione, nell'intento di proseguire l'originaria esperienza cristiana intrapresa da GS.

Il nome viene dal titolo di un volantino diffuso da alcuni universitari nel 1969 e rimanda ad una polemica col mondo culturale del tempo: mentre la cultura di sinistra dichiarava che la rivoluzione era il cammino della liberazione dell'uomo, i sostenitori del movimento affermavano invece che tale cammino era possibile solo nella comunione cristiana, con cui sarebbe possibile la vera liberazione.

L'ipotesi fondamentale del pensiero e dell'opera di don Giussani è che la realtà mostra, usando la ragione, gli elementi per giungere a ritenere verificabile la presenza viva di Gesù Cristo nella vita di ciascun uomo.

Don Luigi Giussani affermava di non aver mai realmente inteso fondare un movimento. In relazione ad una lettera[2] di papa Giovanni Paolo II, aveva affermato[3] a proposito di Comunione e Liberazione:

« Non solo non ho mai inteso "fondare" niente, ma ritengo che il genio del movimento che ho visto nascere sia di avere sentito l'urgenza di proclamare la necessità di tornare agli aspetti elementari del Cristianesimo, vale a dire la passione del fatto cristiano come tale nei suoi elementi originali e basta. »

Il desiderio di proseguire l'esperienza del movimento in una forma più stabile, da parte degli ex studenti che avevano incontrato don Giussani attraverso la scuola e l'università, si condensò nei primi anni settanta nella Fraternità di Comunione e Liberazione, riconosciuta l'11 febbraio 1982 dalla Chiesa cattolica quale associazione laicale di diritto pontificio. La Fraternità di Comunione e Liberazione si incontra annualmente (in genere nel mese di maggio) per gli esercizi spirituali a Rimini.

L'11 febbraio 2002, proprio in occasione del ventesimo anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione, il papa Giovanni Paolo II scrisse di proprio pugno una lunga lettera a don Giussani: del resto, Karol Wojtyla aveva avuto modo, fin da quando era in Polonia, di apprezzare il carisma di Comunione e Liberazione "grazie all'attività missionaria di Don Francesco Ricci"[4]

La presenza di CL nel mondo della scuola ha ancora il nome di Gioventù Studentesca. La sigla CLU (Comunione e Liberazione - Universitari) definisce invece informalmente l'intera presenza di CL nelle università indipendentemente dalle varie forme di associazionismo. Anche il CLU si incontra annualmente (in genere nella prima metà di dicembre) per gli esercizi spirituali a Rimini.

Del movimento fanno parte anche esperienze di vita consacrata quali ad esempio i Memores Domini, la Fraternità San Giuseppe e la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, le Suore di Carità dell'Assunzione, oltre a numerose vocazioni nell'ambito di famiglie religiose già esistenti (carmelitani, benedettini, francescani, trappisti, etc).

Con la morte di don Giussani, avvenuta il 22 febbraio 2005, la guida del movimento è passata al presbitero spagnolo don Julián Carrón.

Vita di CL

Fin dalle sue origini come Gioventù Studentesca, la vita del movimento di Comunione e Liberazione è centrata sulla preghiera svolta nella liturgia. L'esperienza di CL segue tre dimensioni, che Giussani indicava come fondanti l'esperienza cristiana: cultura, carità e missione. Il metodo di GS e poi di CL è rimasto immutato fino ad oggi.

La scuola di comunità

Gesto distintivo e peculiare organizzato dal movimento è la catechesi detta scuola di comunità, generalmente sui testi di don Luigi Giussani o del Magistero, a cadenza settimanale, organizzata dalle singole comunità e aperta a tutti.

Fin dai primi tempi di Gioventù Studentesca, Luigi Giussani ha stabilito come scopo primario l'educazione alla maturità cristiana e la collaborazione alla missione della Chiesa in ogni aspetto della vita. La scuola di comunità intende essere un metodo per verificare la presenza di Cristo nella propria vita, la ragionevolezza dell'Incarnazione, l'umanità nuova che nasce dalla comunione con Cristo attraverso la Chiesa.

Ogni comunità comincia tipicamente con una preghiera o un canto; c'è quindi una lettura di un testo di don Giussani. Segue una breve discussione, confrontando quanto letto con la propria esperienza personale e si conclude con un canto, una preghiera e gli avvisi, ritenuti le "gambe su cui può camminare la comunità".

Liturgia e preghiera

Giussani ha sempre utilizzato per sé e per il movimento semplicemente le preghiere e la liturgia della Chiesa, senza aggiunte o modifiche. Nella Messa si utilizzano spesso canti della tradizione della Chiesa (gregoriani, laudi medievali, polifonici, etc.). Le celebrazioni eucaristiche, aperte a tutti, sono ridotte all'essenziale: senza "segni" (cioè senza applausi, senza arredi sacri particolari, etc.), senza "monizioni" (né interventi spontanei), secondo quanto permette il Messale Romano.

Giussani ha sempre promosso la liturgia delle Ore, che è recitata quasi sempre in gruppo e in recto tono. Agli inizi degli anni settanta fu compilata una versione semplificata[5] del breviario ambrosiano, racchiusa in un ciclo di una sola "settimana" anziché quattro, che è in uso ancora oggi; i consacrati (Memores Domini, etc.) utilizzano invece il breviario della Chiesa cattolica.

Sulla scia della devozione mariana di don Giussani, la recita del rosario è frequente e sono raccomandati in modo particolare anche il Regina Coeli, l'Angelus, il Memorare, la preghiera di San Bernardo (presente nel canto XXXIII della Divina Commedia) e l'invocazione allo Spirito Santo (Veni Sancte Spiritus).

CL generalmente non organizza incontri di preghiera comunitari (ad eccezione della Messa, in giorno feriale durante la settimana), rinviando a quelli organizzati dalle parrocchie.

Il canto e la musica

La passione di don Giussani per la musica e il canto sono un aspetto essenziale del movimento; secondo don Giussani il canto è «l'espressione più alta del cuore dell'uomo», «la carità più grande di tutte perché il canto rende vicino e visibile il mistero». Giussani stesso racconta che fin «dalla prima Messa di GS, la prima in assoluto» insegnò ai suoi ragazzi i classici della devotio moderna, a cui seguiranno poi canti solisti, popolari o polifonici del Cinquecento e del Seicento. Inizialmente circoscritti all'ambito della sola liturgia, i cori di CL si sono poi formati anche su altri generi (dagli spirituals ai canti degli alpini, dai canti brasiliani al Laudario di Cortona, dai canti gregoriani e ambrosiani ai canti tradizionali spagnoli, irlandesi, sudamericani).

Già nei primissimi tempi dell'insegnamento al Berchet don Giussani faceva ascoltare in classe, nelle sue lezioni di religione, dischi di Beethoven, Chopin, Brahms e altri: l'ascolto e il commento di musica e canti è rimasto poi come uno dei fattori fondamentali della vita del movimento. Negli ultimi anni della sua vita, Giussani ha fondato e diretto la collana di CD Spirto Gentil, con i pezzi che riteneva meglio eseguiti, non solo di musica classica (tra cui Beethoven, Haydn, Mozart, Rachmaninov, Pergolesi) ma anche canti e musiche di altre tradizioni (ad esempio laudari medievali, canti popolari russi, canti popolari napoletani, canti baschi).

Non si rinnega tuttavia la musica contemporanea in quanto tale: anzi, il movimento ha accolto anche compositori, come il noto cantautore Claudio Chieffo, che don Giussani chiamava semplicemente "il poeta".

L'attenzione alla musica è tale che negli esercizi spirituali, ad eccezione dei momenti degli incontri, c'è sempre l'esecuzione di un canto o di un pezzo di musica classica.

Cultura

La preoccupazione di don Giussani di presentare la lettura di alcuni testi di personalità, cristiane e non cristiane, che potessero favorire una migliore comprensione dell'esperienza cristiana, cominciò con la proposta del "libro del mese", che continua ancora oggi sotto forma di una collana della Biblioteca Universale Rizzoli (BUR), denominata I libri dello spirito cristiano. La proposta sull'ascolto della musica è invece nella collana di CD denominata Spirto Gentil. In CL si presta grandissima attenzione all'arte, intesa come una delle espressioni più alte dell'uomo.

Carità

Gli aderenti al movimento sono educati alla carità attraverso la "caritativa". Questo gesto settimanale affonda le sue radici nell'abitudine dei primi giessini di riversarsi, nel fine settimana, nella povera Bassa Milanese per fare compagnia ai bambini, giocare con loro e fare catechismo. La caritativa non è intesa come volontariato o come gesto di solidarietà, ma come strumento di educazione del cuore alla gratuità. Attualmente le forme sono le più disparate: per esempio, dedicare un'ora della settimana a fare compagnia ai carcerati, ai malati, a fare doposcuola ai bambini, etc.

Missione

Tutto il movimento di CL è missionario, nel senso che si propone di portare ad ogni uomo la persona viva di Gesù. L'attenzione alla realtà missionaria propriamente detta è grandissima e affonda le sue radici negli anni '60, quando alcuni giessini milanesi partirono per il Brasile (paese cui il movimento sarebbe sempre stato legato) come missionari. Si tratta certamente dell'unico esempio missionario studentesco nella storia della Chiesa. In realtà quasi tutti i ragazzi di GS partiti dopo il '68 passarono nelle file dei movimenti marxisti, abbandonando il movimento, ad eccezione di don Pigi Bernareggi e di Rosetta Brambilla, ancora attualmente in Brasile.

Aspetti sociali

Nell'insegnamento di don Luigi Giussani la fede ha a che fare con ogni aspetto della vita, da cui la nascita in seno al movimento di circoli culturali, opere educative, cooperative di lavoro, attraverso cui Comunione e Liberazione si è diffusa assai più che per il tradizionale ambiente delle parrocchie. Al movimento è legata, ad esempio, l'associazione Compagnia delle Opere, nata nel 1986 e che riunisce migliaia tra imprenditori e opere di carattere assistenziale ed educativo. Una critica relativamente diffusa in ambienti laici verso questa associazione, è che essa rappresenterebbe una struttura "tentacolare" volta a trasmette l'influenza e il potere di CL nella vita economica italiana; i sostenitori del movimento affermano al contrario che la Compagnia ha lo scopo di concretizzare nel mondo l'insegnamento di Don Giussani.

Il movimento è presente in circa settanta paesi in tutto il mondo[6].

Dal 1980 ogni anno, in una settimana della seconda metà di agosto, si svolge a Rimini il Meeting per l'amicizia fra i popoli, manifestazione in cui tramite incontri, eventi, mostre e dibattiti con esponenti del mondo della cultura, della politica, dell'industria e della finanza (sia italiani che stranieri), è evidenziato il coinvolgimento di CL con le più varie realtà religiose, politiche e sociali.

Dall'ambiente di CL è nata la fondazione Banco Alimentare, una ONLUS per la raccolta e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari: lo scopo è lodevole: raccogliere le eccedenze alimentari per ridistribuirle ad enti che assistono persone bisognose. Ogni anno viene organizzata la Colletta alimentare, grazie alla disponibilità di oltre 100.000 volontari che raccolgono alimenti donati dagli acquirenti nei 7500 supermercati italiani. Ad esso si sono poi aggiunti il Banco Farmaceutico) e l'AVSI (Associazione dei Volontari per il Servizio Internazionale).

Ancora da CL nasce nel 1982 il Sindacato delle Famiglie (SIDEF[7]), per la promozione dei diritti delle famiglie e il riconoscimento della loro soggettività sociale, ipotizzando che l'Italia sia uno dei paesi europei che più penalizza le esigenze delle famiglie.

Da CL sono nati anche numerose altre iniziative dei più diversi àmbiti: Club Papillon[8], Teatro de Gli Incamminati[9], Consorzio Pan (progetti asili nido)[10], Famiglie per Accoglienza[11], Associazione Cilla[12], Russia Cristiana[13], Euresis[14], Teatro Elsinor[15], Federazione Opere Educative[16], Arcipelago Musica[17], etc.

CL non prevede alcuna forma di tesseramento e pertanto non è possibile stimare con esattezza il numero di aderenti e simpatizzanti del movimento.

CL nell'ambiente universitario

Alla base del movimento di Comunione e Liberazione c'è anche la presenza e il radicamento tra i giovani nelle scuole e nelle Università.

CL dichiara di non avere come scopo il fare politica, quale movimento ecclesiale di educazione ad una matura vita di fede. Tuttavia alcuni aderenti al movimento di Comunione e Liberazione partecipano attivamente alla politica universitaria mediante liste universitarie (dichiaratamente apartitiche e indipendenti), così come alla politica locale, nazionale ed europea. Questo per seguire l'insegnamento della Chiesa di portare Cristo in tutti gli ambienti della società (cfr. Gaudium et Spes).

La presenza di CL nelle università inizia a partire dalla fine degli anni sessanta con la sigla informale CLU (Comunione e Liberazione - Universitari), ancora oggi utilizzata per indicare tutti i gruppi universitari ispirati a CL. Tale presenza è stata spesso però vista, soprattutto negli anni 70, solo come un elemento politico, tanto che Giussani stesso, nel febbraio 1976, richiamò i suoi sottolineando che «CL in università è un fatto politico più che un fatto ecclesiale e questo ci strozza» e indicando un nuovo modo di stare in Università più aderente al messaggio cristiano.

La storia delle liste universitarie nate da aderenti a Comunione e Liberazione ha conosciuto negli anni successi e insuccessi, legati soprattutto al radicamento di CL sul territorio e nelle singole Università e attualmente fa riferimento a sigle come Student Office, Obiettivo Studenti, Lista Aperta per il Diritto allo Studio, Ateneo Studenti, riunite in una federazione nata negli anni novanta e denominata "Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio" (CLDS).

Negli atenei italiani il movimento di CL ha fatto sentire la sua voce con nette prese di posizione, dimostrazioni, volantinaggi, manifestazioni durante incontri pubblici su alcuni temi scottanti della politica italiana ed europea, esprimendosi contro l'aborto, l'utilizzo delle cellule staminali embrionali e a sostegno della legge 40/2004 sulla procreazione assistita, opponendosi al divorzio e al riconoscimento legale di coppie omosessuali e sostenendo la parità dei diritti tra scuole statali e private e per l'insegnamento della religione cattolica. Recentemente, anche negli atenei, CL ha preso posizione per quanto riguarda l'inserimento nel testo della Costituzione Europea del riferimento alle radici cristiane. Nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2008, ovvero nei momenti di tensione tra governo da una parte e studenti, ricercatori e professori dall'altra, a causa della legge 133 (che prevedeva tagli orizzontali nell'ambito dell'università pubblica, della ricerca e del settore lavorativo universitario), il movimento di CL ha assunto una posizione generalmente poco critica rispetto alla situazione, assumendo posizioni in parte favorevoli al decreto, in parte contrarie; gli esponenti di CL si sono generalmente astenuti dalle manifestazioni di piazza.

Nell'ultimo decennio diversi studenti provenienti dall'esperienza di CL hanno aderito a partiti, buona parte a Forza Italia, militando nelle sue file e presentando candidati nelle sue liste. Per esempio, a Milano, Lorenzo "Lollo" Malagola, studente di Comunione e Liberazione e rappresentante degli studenti in seno al CNSU, è stato eletto nel 2006 come consigliere comunale nelle liste di Forza Italia, seguendo le orme di Carlo Masseroli, ora assessore all'urbanistica del comune di Milano e passato dagli organi universitari fino ai banchi del consiglio comunale.

La posizione delle liste vicine al movimento di CL, per quanto riguarda la riforma Moratti, sullo stato giuridico della docenza e la struttura dei corsi di laurea, è stata di sostanziale appoggio al Ministro (sia pure con alcuni distinguo), in opposizione ad alcuni settori del mondo accademico (all'interno della CRUI, tra i professori, parte della conferenza dei ricercatori e dei dottorandi) e della sinistra studentesca, all'epoca maggioranza in seno al CNSU.

Un altro aspetto rilevante della presenza di CL in Università è rappresentato dalle iniziative cooperative. Nel 1977 alcuni studenti di CL fondarono infatti la Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro (CUSL[18]) per offrire servizi di fotocopisteria, libri, materiale di cancelleria, convenzioni con negozi, oltre a gestire con i propri proventi iniziative legate al diritto allo studio con borse e facilitazioni.

Alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco (di tradizione comunista) erano le uniche realtà organizzate ad usufruire degli spazi universitari per offrire servizi agli studenti e la CUSL, che per diversi anni aveva operato con "banchetti volanti", acquisì la prima sede stabile solo nell'agosto del 1982, con l'occupazione, la pulizia e l'allestimento in uno scantinato abbandonato del Politecnico di Milano[19].

Sempre alla sfera di CL appartiene l'associazione culturale Universitas University, con base a Milano, che raccoglie un ampio numero di docenti universitari facenti parte del movimento. Tra i documenti degni di nota si trova la difesa degli estensori della "Lettera ad una professoressa" (vedi CLDS), firmata da 18 docenti dell'Università degli Studi di Milano.[20]

Editoria

La rivista ufficiale del movimento è il mensile Tracce[21], pubblicato in undici lingue, tra cui il russo e il giapponese.

All'esperienza di CL si rifaceva il settimanale Il Sabato (pubblicato tra il 1978 e il 1993).

Fino agli anni Ottanta la casa editrice dei testi legati al movimento è la Jaca Book (che prende nome da una pianta sudamericana, la jaca nota come "pianta del pane"); dalla fine degli anni Ottanta i libri di Giussani e di altri autori legati a CL vengono pubblicati da diverse case editrici (principalmente Marietti editore e RCS MediaGroup).

CL e la Chiesa

La nascita del movimento viene tipicamente indicata come l'ottobre del 1954, cioè coincidente con l'inizio dell'insegnamento di don Giussani nel liceo Berchet di Milano; il movimento è stato a lungo nell'alveo dell'Azione Cattolica: solo nei primi anni settanta CL diverrà completamente autonoma dall'AC.

Il periodo di GS (1954-1969)

Già durante la seconda metà degli anni cinquanta, il cardinale di Milano Giovanni Battista Montini (futuro papa Paolo VI) riportò a don Giussani le osservazioni di alcuni preti milanesi secondo i quali GS, contrariamente ai metodi dell'Azione Cattolica in cui era inserita, aveva abolito la tradizionale divisione tra associazioni maschili e femminili e aveva privilegiato l'apostolato d'ambiente rispetto a quello della parrocchia. Montini però concluse: «io non capisco le sue idee e i suoi metodi, ma vedo i frutti e le dico: vada avanti così»[22].

Agli inizi degli anni sessanta, il vescovo di Crema riportava alcune critiche tra cui «GS non è un movimento della Chiesa, ma di un uomo, destinato a scomparire con lui»; mons. Franco Costa, assistente nazionale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), chiese inutilmente a Montini il drastico ridimensionamento di GS o dello stesso don Giussani. Le pressioni di Azione Cattolica e FUCI continuarono, finché nel 1965 GS fu finalmente inserita esplicitamente come movimento d'ambiente nelle strutture di AC (avendo come presidente l'allora studente Luigi Negri, oggi Vescovo), e il quarantatreenne Giussani fu inviato "in esilio" negli USA dal cardinale di Milano Giovanni Colombo per studiare teologia protestante. Giussani fu costretto a rientrare dopo appena cinque mesi per un intervento chirurgico alla cistifellea e fu quindi incaricato di insegnare "introduzione alla teologia" all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (cattedra che tenne fino al 1990). Nel frattempo l'allora studente Angelo Scola (futuro cardinale di Venezia), veniva chiamato alla presidenza della FUCI milanese.

Nel numero di luglio del 1966 della Rivista Diocesana Milanese, il cardinale Colombo annunciò di aver stabilito che i vertici di GS fossero i vicepresidenti di Azione Cattolica e che i ragazzi avviati in GS proseguissero poi la loro formazione nella FUCI. Nello stesso anno Giuseppe Lazzati[23] chiedeva le dimissioni di tutta la presidenza della GIAC (Gioventù Italiana Azione Cattolica), in quanto troppo legati a GS[24].

Nel febbraio 1966 vennero denunciati da GS gli autori dell'inchiesta pubblicata da "La zanzara", giornalino studentesco del Liceo Parini di Milano, intitolata "Che cosa pensano le ragazze d'oggi", un dibattito sulla condizione femminile e sulla posizione della donna nella nostra società, condotta criticando la famiglia tradizionale e la morale sessuale in termini forti per quell'epoca. GS ribatté con un volantino firmato "Pariniani Cattolici", che pur accusando "la gravità dell'offesa recata alla sensibilità e al costume morale comune", era intitolato Protestiamo! Valori fondamentali della nostra tradizione sono la libertà e la democrazia.[25] Ne nacque un caso simbolo nella società italiana (seguito anche da Le Monde e dal New York Times), presentato come una questione di sesso tra studenti e rapidamente ripresa dalla stampa di sinistra e dai consiglieri comunali comunisti[26]. Un gruppo di genitori firmò un telegramma di solidarietà al preside della scuola, mentre altri genitori denunciarono alla magistratura gli autori dell'inchiesta, che vennero assolti, così come il preside del Liceo.

I rappresentanti di GS presentarono le proprie ragioni il 24 marzo successivo, in una sede del PIME, dove furono raccolte 4.500 firme a sostegno della posizione di GS, inviate ai giornali e alle autorità di Milano.

Il 17 novembre 1967 esplose il Sessantotto italiano, proprio con un'occupazione all'Università Cattolica milanese, a cui parteciparono anche molti aderenti di GS, AC, FUCI, addirittura passando in alcuni casi a Lotta Continua e al Movimento Studentesco di Mario Capanna: la crisi che il Sessantotto accese in tutto il mondo cattolico cambiò profondamente la fisionomia di tutte le aggregazioni della Chiesa in Italia.

La progressiva distinzione fra Azione Cattolica e CL (1965-1972)

Nonostante la tensione con l'Azione Cattolica, fino ai primissimi anni settanta ai vertici dell'AC vi erano ancora giovani provenienti da GS. Per esempio, nel giugno 1970 Massimo Camisasca venne eletto vicepresidente dei giovani di Azione Cattolica, carica che avrebbe mantenuto fino al 1972.[27]

Il 18 giugno 1971 la presidenza nazionale della FUCI emise un comunicato in cui diceva: «Preso atto che CL ha una sua organizzazione e un suo discorso su scala nazionale... è risultato più realistico considerare la FUCI e CL come due realtà distinte»; nell'ottobre successivo il cardinale Colombo andò anche oltre, affermando che «i gruppi di CL non sono un'alternativa all'AC ma sono solo un libero e legittimo movimento di apostolato». Queste prese di posizione portarono in meno di un anno al distacco definitivo di CL da AC, un distacco certamente non voluto da Giussani, che fino all'ultimo dichiarò al cardinale Colombo di non aver mai voluto creare una struttura accanto ad altre strutture, ma solo sviluppare la propria opera all'interno delle strutture ecclesiastiche esistenti.

Dal rapporto epistolare tra il cardinale Colombo e Giussani emergerà poi la necessità di dotare CL di una qualche forma statutaria.

Note
  1. Cfr. Memoria di Don Francesco Ricci.
  2. Lettera autografa di papa Giovanni Paolo II a Luigi Giussani per il ventesimo anniversario della Fraternità di CL (febbraio 2002).
  3. Lettera di Luigi Giussani a papa Giovanni Paolo II per i 50 anni del movimento di Comunione e Liberazione (aprile 2004).
  4. A. Contri, Tormentato dal Parkinson come il Santo Padre, il creatore di Comunione e Liberazione condivideva con lui idee e speranze
  5. Il libro delle Ore, edizioni Jaca Book (ultima ristampa aprile 2006), con imprimatur di Giuseppe Martinoli, vescovo di Lugano, maggio 1975. Il volume, originariamente inteso per gli studenti delle scuole superiori, è stato poi utilizzato in tutto il movimento.
  6. Il sito web del movimento riporta l'elenco di 61 paesi dove CL è presente in forma organizzata e riconosciuta. A questi vanno aggiunti paesi, soprattutto africani e asiatici, nei quali la presenza del movimento è limitata in particolare a quella di missionari cattolici o famiglie e singoli residenti o nei quali gli aderenti fanno riferimento alle comunità dei paesi più prossimi.
  7. SIDEF - Sindacato delle famiglie.
  8. Club Papillon.
  9. Teatro de Gli Incamminati.
  10. Consorzio PAN.
  11. Famiglie per Accoglienza.
  12. Associazione Cilla.
  13. L'associazione Russia Cristiana, fondata da padre Romano Scalfi, promuove la rinascita spirituale e religiosa in Russia, attraverso un intenso dialogo con le chiese ortodosse e la pubblicazione di libri religiosi in lingua russa.
  14. Euresis.
  15. Teatro Elsinor.
  16. Federazione Opere Educative.
  17. Arcipelago Musica.
  18. Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro.
  19. «Nelle università italiane alla fine degli anni settanta le cooperative del Movimento Studentesco godevano di fatto del monopolio degli spazi. Per questo la CUSL non ebbe vita facile, specialmente nel suo sorgere (...) Gli ingegneri organizzarono una raccolta di firme cui aderirono ben centosessanta docenti, nel luglio 1982»; secondo la testimonianza di uno di quelli che occuparono lo scantinato, «il locale aveva delle grate e dei finestroni, da cui abbiamo introdotto i materiali. (...) Appendemmo anche una croce in legno, grande, che la sera prima avevamo trovato in una pattumiera del Politecnico» (citazioni da Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione. Il riconoscimento (1976-1984), San Paolo, 2006, pagg. 91-92).
  20. A proposito di lettere aperte e porte chiuse. È una questione della ragione.
  21. Tracce (Litterae Communionis).
  22. Le notizie riassunte in questo paragrafo e nei successivi vengono dai documenti citati in Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione: le origini, indicato nella bibliografia.
  23. Fino alla fine degli anni cinquanta la polemica tra AC e GS riguardava solo il metodo: Giuseppe Lazzati e Luigi Giussani si alternavano spesso in conferenze e lezioni sia per GS che per AC. La polemica con l'Azione Cattolica prima e la FUCI poi si era accesa perché mentre GS insisteva su un'educazione "unitaria", da parte dell'AC e della FUCI si voleva una distinzione netta tra i rami religioso, culturale e sociale. L'Azione Cattolica, inoltre, aveva suoi schemi e metodi (rigida divisione tra gruppi maschili e femminili, collocazione nelle parrocchie, etc.) nei quali GS non si riconosceva.
  24. La lettera di Lazzati è citata dal gesuita Piersandro Vanzan, Pazienza e dialogo in «bonum ecclesiae», in Vita Pastorale, n.8-9 (1988), pp.127-130. La polemica tra Lazzati e CL proseguì «anche dopo la morte dello stesso Lazzati», con la pubblicazione postuma di un inedito di Lazzati contenente critiche alla gerarchia ecclesiastica e a CL.
  25. Sulla stampa, il tema della democrazia emerso dal caso "La Zanzara" fu riconsiderato solo diverse settimane dopo (cfr. ad esempio Le associazioni studentesche centri di vita democratica, Avanti!, 22 aprile 1966).
  26. Cfr. per esempio Solleva un putiferio "La Zanzara" del Parini (Avanti! 23 febbraio 1966); Mobilitata la macchina giudiziaria contro un giornale di studenti liceali (L'Unità, 23 febbraio 1966). I consiglieri comunali comunisti di Milano intervennero in difesa de "La Zanzara" insieme ad alcuni professori del liceo.
  27. Camisasca, successivamente ordinato presbitero, fondò nel 1985 la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, di cui è tuttora superiore.
Bibliografia
Storia del movimento
  • Luigi Giussani, Il movimento di Comunione e Liberazione. Conversazioni con Robi Ronza, Jaca Book, 1987
  • Un avvenimento di vita, cioè una storia. Itinerario di quindici anni concepiti e vissuti. Interviste e conversazioni con Luigi Giussani, Edit - Il Sabato, 1993
  • Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione - Le origini (1954-1968), Edizioni San Paolo, 2001
  • Luigi Giussani, La Fraternità di Comunione e Liberazione. L'opera del movimento, Edizioni San Paolo, 2002
  • Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione - La ripresa (1969-1976), Edizioni San Paolo, 2003
  • Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione - Il riconoscimento (1976-1984), Edizioni San Paolo, 2006
  • Alessandro Rondoni, La più umana delle passioni. Storia di Francesco Ricci, Rizzoli, Milano 2011
Voci correlate
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