Ugo di Romans

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Ugo di Romans
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Vescovo
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte circa 66 anni
Nascita Romans-sur-Isère
1040 ca.
Morte Susa
7 ottobre 1106
Sepoltura
Appartenenza
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Consacrazione vescovile 1074 dal Papa Gregorio VII
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Elevazione ad Arcivescovo 1083
Elevazione a Patriarca
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Creazione
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Cardinale elettore
Ruoli ricoperti 19 ottobre 1074
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Ugo di Romans, Hugues de Die o Hugues de Romans (Romans-sur-Isère, 1040 ca.; † Susa, 7 ottobre 1106), è stato un arcivescovo francese.

Cenni biografici

Nacque probabilmente a Romans, o comunque nella diocesi di Vienne (Francia). Viene pure indicato come nipote di Ugo I di Borgogna e di Oddone I di Borgogna, probabilmente fratello dell'abate di Île Barbe, Ghigo, e zio di Ugo O.S.B. Clun. priore dell'abbazia di Saint-Marcel-lès-Chalon.[1]

Divenne chamarier[2] del capitolo della cattedrale di Lione il 19 ottobre 1073. Era semplice chierico quando Geraldo, O.S.B.Clun., allora cardinale vescovo di Ostia, lo elesse a capo della diocesi di Die al posto di Lancelin, deposto per simonia.[3] Fu quindi a Roma dove fu ordinato sacerdote e consacrato vescovo la seconda domenica di quaresima del 1074 da papa Gregorio VII. Fu presente il marzo seguente al Concilio di Roma (1074), dove il pontefice mise le basi della sua riforma. Fece il viaggio di ritorno con l'arcivescovo di Embrun. Durante il viaggio ebbe modo di consacrare una cappella dei monaci di Saint-Robert de Cornillon.[4]

Divenne legato pontificio e intraprese una intensa campagna di informazione sulle riforme del papa Gregorio VII. Tenne molti sinodi locali a partire dal 1075, tra cui il Concilio di Anse (1075),[5] il Concilio di Digione (1076), il Concilio di Clermont (1076),[6] il Concilio di Poitiers (1078) e il Concilio di Troyes (1079), che fu impedito dal re. Nel 1080 tenne il Concilio di Lione (1080)[7] il Concilio di Tolosa (1080) e il Concilio di Avignone (1080), e in quest'ultimo si revocarono le nomine dell'arcivescovo di Arles Aicardo e di Narbona, Goffredo di Cerdagne.

Dopo la morte il 18 aprile 1083 di Gébuin (San Giubino) la sede di Lione divenne vacante. Il 24 ottobre di quell'anno Ugo di Romans, con nomina pontificia, ne divenne il successore. Il nuovo arcivescovo e primate delle Gallie ne prese possesso il 13 gennaio seguente[8] e ne tenne la sede sino alla morte.

Nel 1094[9] donò all'abbazia di Cluny la capelle de Reorterio cum ecclesia sancti Pauli infra castri ipsius munitionem site (la cappella di Riottier, con la chiesa di Saint-Paul, nella fortezza di Riottier).[10]

Nel 1096 ricevette dal conte Guillaume I de Forez la chiesa di Saint-Julien de Moingt[11] che consegnò all'abbazia di Chaise-Dieu.

Nel 1097 autorizzò i monaci Roberto di Molesme, Étienne Harding e cinque altri confratelli a porre le fondamenta di un nuovo monastero da edificarsi su un terreno nei pressi di Digione donato loro dal visconte Renard de Beaune. Questo diverrà il primo monastero dell'Ordine Cistercense. La decisione di questi monaci di abbandonare il precedente cenobio di Molesme suscitò rimostranze da parte degli altri monaci. Essi si rivolsero direttamente a papa Urbano III, chiedendo di far rientrare il loro abate Roberto a Molesme. Il pontefice affidò la questione all'arcivescovo di Lione, legato pontificio, che convocò un consiglio di vescovi e uomini influenti a fine giugno del 1099 a Port-d'Anselle, dove si confermò la nuova fondazione a Citeaux, ma che imponeva a Roberto di tornare a condurre la sua comunità di Molesme.

Alla morte di Gregorio VII Ugo divenne uno dei papabili con Anselmo vescovo di Lucca e Ottone di Lagery.[12] Invece dopo un lungo periodo di sede vacante fu eletto papa Desiderio da Montecassino, il 24 maggio 1086, che dopo un suo iniziale rifiuto il 9 maggio 1087 fu consacrato papa con il nome di Vittore III. Dopo un suo breve ritiro a Montecassino in agosto tenne a Benevento il Concilio di Benevento (1087) nel quale depose l'antipapa Clemente III e anatemizzò l'arcivescovo di Lione e Riccardo legato e abate dell'abbazia marsigliese di san Vittore.

Dopo questo breve papato Urbano III eletto nel 1088 riabilitò i due prelati, e Ugo di Romans fu di nuovo legato pontificio. Con questo titolo dovette occuparsi del matrimonio adultero del re Filippo I di Francia Ugo con Bertrade de Montfort, moglie del conte d'Anjou. Nell'ottobre 1094 indisse il Concilio di Autun (1094), dove il re francese fu scomunicato, scomunica confermata dallo stesso pontefice nel Concilio di Clermont (1095), gettando l'interdetto sul regno che durò sino al 1104.

Nel 1097 ospitò l'arcivescovo Anselmo d'Aosta, rifugiatosi in Francia per contrasti con il re inglese Guglielmo.

L'autoritaria attività del legato pontificio fu mal accettata dal clero Francese preoccupato di conservare la propria autonomia. Fu quindi rimosso dalla carica dal successivo pontefice Pasquale II nel 1099.

Infaticabile viaggiatore dal 4 aprile al 21 giugno 1095, compì un pellegrinaggio a Santiago di Compostela, dove celebrò la messa del giorno di Pentecoste, per rientrare in sede tre giorni prima della festa di san Giovanni[13] e dal 1101 al 1103 fu in Terrasanta.

Morì il 6 ottobre 1106 a Susa mentre si recava al Concilio di Guastalla, e fu sepolto nella Cattedrale di san Giusto.

Predecessore: Vescovo di Die Successore: BishopCoA PioM.svg
Lancelin 16 marzo 1074-1085 Bernard I
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Lancelin {{{data}}} Bernard
Predecessore: Arcivescovo di Lione Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Jubin o Gébuin (San Giubino) 1085-1273 Gaucerand (Gaucerando) I
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Jubin o Gébuin (San Giubino) {{{data}}} Gaucerand (Gaucerando)
Note
  1. Patrice Béghain, Dictionnaire historique de Lyon, Stéphane Bachès, 2009, p. 658 & "Un religieux bénédictin de l'Abbaye Saint-Bénigne de Dijon", Histoire Générale et particulière de Bourgogne..., Dijon, chez Antoine de Fay, 1739, t.I, p. 284.
  2. uno degli otto grandi dignitari del capitolo della cattedrale di Lione, canonico conte che supervisionava la sicurezza, la giustizia e il traffico con ai suoi ordini dodici agenti di sorveglianza. Era lui che custodiva le sei chiavi del centro lionese.
  3. Jean Julg, Les évêques dans l'histoire de la France: des origines à nos jours, Edizioni Pierre Téqui, 2004, p. 76 & Regeste Dauphinois, n° 2094 (confermato dalla Santa Sede in dicembre : n° 2095).
  4. Regeste Dauphinois, n° 2101. p. 362.
  5. Regeste Dauphinois, n° 2136 p. 367.
  6. Regeste Dauphinois, n° 2137 - 2138 - 2141 p. 367.
  7. Mansi online
  8. Francois Villard, Primatie des Gaules et réforme grégorienne., Bibliothèque de l'école des chartes, 1991, n° 149-2, p. 428
  9. André Bazzana, Guillemine David, Agnès Gonnet, Jean-Michel Poisson, Mottes castrales de Dombes (Ain) - Éléments pour un atlas, Lyon, Direction des Antiquités Historiques Rhône-Alpes, 1986, p. 44}}.
  10. Chartes de Cluny, V, n° 3680
  11. La Mure (1675/1860), tome III, Preuves, 23, p. 20. onligne.
  12. Sede Vacante 1087-1088, online
  13. Hugonis, Chronicon, MGH, SS, t. 8, p. 474.
Bibliografia

Suggerimenti



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