Cattedrale di San Lorenzo (Genova)

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Cattedrale di San Lorenzo
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Cattedrale san lorenzo genova.jpg
Genova, Cattedrale di San Lorenzo (XII secolo)
Stato bandiera Italia
Regione Stemma Liguria


Regione ecclesiastica Liguria

Provincia Genova
Comune Stemma Genova
Località
Diocesi Genova
Religione Cattolica
Indirizzo
Telefono
Fax
Posta elettronica [mailto: ]
Sito web [http:// Sito ufficiale]
Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione Cattedrale
Dedicazione San Lorenzo
Vescovo mons. Angelo Bagnasco
Fondatore
Data fondazione
Architetto
Stile architettonico Gotico
Inizio della costruzione XII secolo
Completamento XIV secolo, fine
Distruzione
Soppressione
Data di consacrazione 1181
Consacrato da {{{ConsacratoDa}}}
Data di inaugurazione {{{AnnoInaugur}}}
Inaugurato da {{{InauguratoDa}}}
Strutture preesistenti
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Altezza Navata
Larghezza Navata
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
bandiera Italia 44°24′28″N 8°55′52″E / 44.4078, 8.93098
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
{{{nome}}}
{{{nomeInglese}}}
[[Immagine:{{{immagine}}}|240px]]
Tipologia {{{tipologia}}}
Criterio {{{criterio}}}
Pericolo Bene non in pericolo
Anno [[{{{anno}}}]]
Scheda UNESCO
[[Immagine:{{{linkMappa}}}|300px]]
[[:Categoria:Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}|Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}]]

La Cattedrale di San Lorenzo o Duomo di Genova è stata consacrata al santo nel 1118 da papa Gelasio II, quando non era ancora ultimata e restava da eseguire la facciata.

Indice

Storia e tradizione

Le origini dell'edificio

Le origini di San Lorenzo restano ancora oggi oscure. Non ha ricevuto accoglienza presso gli studiosi la teoria secondo cui l'edificio sarebbe stato voluto dal metropolita di Milano nel corso del soggiorno genovese conseguente alla prima conquista longobarda (568-649). Rimane incerto il periodo in cui diventa prevalente riferimento vescovile e sede della residenza del vescovo.

Una leggenda vuole che in città si fermarono san Lorenzo e papa Sisto II, diretti in Spagna, e vennero ospitati in una casa sita nella zona dell'attuale cattedrale. In quel luogo, dopo il loro martirio, sarebbero sorte una cappella e poi una chiesa dedicate al Santo[1]. I ritrovamenti archeologici attestano che una comunità cristiana stabile era sicuramente presente nella città di Genova nella metà del III secolo ed impiegava effettivamente come luogo di sepoltura proprio la zona di San Lorenzo; il materiale rinvenuto fa pensare che tale cimitero fosse usato già in epoca romana[1][2].

Da San Siro a San Lorenzo

Genova, Cattedrale di San Lorenzo, Vetrata del rosone

L'antica tradizione pone la primitiva cattedrale di Genova nella chiesa originariamente intitolata agli Apostoli e poi dedicata a San Siro; la vecchia cattedrale era situata nella parte commerciale della città tardo antica. Il trasferimento della cattedrale nell'attuale ubicazione, all'interno delle mura[3], sarebbe avvenuto più tardi[4].

Alcuni studi degli anni Settanta hanno asserito che San Lorenzo era cattedrale di Genova fin dalle origini, senza alcun trasferimento[5]. In realtà successivi riesami dei dati archeologici e delle fonti scritte hanno portato a rivalutare la versione tradizionale. Un esame archeometrico (termoluminescenza) condotto su materiale proveniente da San Lorenzo esclude l'esistenza dell'edificio in età anteriore al quarto/quinto decennio del VI secolo; e ciò mentre i vescovi locali sono documentati a partire dal IV secolo.

Sembra tuttavia che per i tempi antichi sarebbe una forzatura il voler individuare una cattedrale unica ed esclusiva: la cattedrale sarebbe stata là dove il vescovo officiava; di certo vi era una sede privilegiata, ma con la possibilità di spostarsi per alcune celebrazioni o per alcuni periodi[6]. In pratica, la sede principale dei primi secoli sarebbe stata ubicata attorno alla chiesa di San Siro; attorno ad essa vi sarebbe stato un complesso di strutture residenziali, amministrative, di accoglienza. Ciò non esclude la presenza di altri importanti centri di culto, tra i quali è sicuramente da ricordare Santa Maria di Castello, che sicuramente aveva una funzione eminente almeno in alcuni periodi dell'anno.

Un documento dei primi anni del vescovo Teodolfo (952)[7] attesta ancora l'altissima dignità di San Siro. Si pensa che l'episcopato di questo vescovo, caratterizzato da un'intensa riorganizzazione, sia stato significativo agli effetti dello spostamento della cattedrale.

Nel 987 è documentata una domus Sancti Laurentii, ovvero una residenza episcopale connessa con quella chiesa, che induce a pensare a un insistito uso della medesima per la liturgia episcopale.

Certamente San Siro non è più cattedrale nel 1007. In quell'anno, infatti, la chiesa viene affidata a una comunità di monaci benedettini.

San Lorenzo cattedrale

Dal 1007 San Lorenzo è cattedrale esclusiva, ed è l'unica chiesa della città nella quale si esercita la cura d'anime, e in particolare si celebrano i battesimi. È officiata da un capitolo che è il diretto erede del corpo di chierici "cardinali", o de cardine, attestati in tempi precedenti.

La funzione "parrocchiale" e liturgica la pone al centro di una comunità urbana che necessita del suo volto sacro: ne ha bisogno dal punto di vista istituzionale e rappresentativo, e anche per le esigenze di una fede effettiva e vissuta. Quando Genova diventa arcidiocesi nel 1133[8] si apre il periodo della massima collaborazione tra tutte le forze urbane, e la cattedrale diventa il cuore della nuova provincia ecclesiastica.

Le principali tappe edilizie che concorrono a dare a San Lorenzo il volto attuale sono ancora oggi conosciute solo in maniera indicativa. I documenti scritti sono sporadici, e le indicazioni possono essere tratte solo dall'analisi stilistica.

L'ampliazione

Verso la fine dell'XI secolo si pone mano a un rifacimento integrale delle strutture preesistenti. Papa Gelasio II consacra l'oratorium il 10 ottobre 1118, quando il resto dei lavori era ancora lontano dalla sua conclusione. La costruzione procede, non senza fasi di discontinuità, per tutto il XII secolo. Agli inizi del XIII i lavori sono a buon punto.

Dopo il terremoto del 1222 si diede un nuovo impulso all'opera edilizia, imprimendo all'edificio una chiara impronta gotica che si sommò all'anteriore elemento romanico.

Nel 1227 venne commissionata una scultura in bronzo (un grifo, simbolo del comune di Genova) da collocare sulla facciata per ricordare a tutti la gloria e la potenza della città.

Nel 1296 si ebbe un incendio devastante, causato dagli scontri di fazione. Anch'esso stimolò la ripresa dei lavori.

È una chiesa medioevale costruita tra il 1100 (le fiancate e i portali laterali, di epoca romanica) e la fine del XIV secolo, (i portali gotici dell'inizio del XIII secolo, le colonne con i capitelli del principio del XIV secolo nelle navate interne; e più oltre il campanile e la cupola del XVI secolo). Le torri campanarie sono parte integrante della facciata, come nel gotico francese.

Nel domandarsi l'origine dei finanziamenti per la cattedrale, l'arcivescovo Iacopo da Varazze dà questa risposta:

(LA) (IT)
« Credimus autem quod opus tam sumptuosum et nobile ecclesie Sancti Laurentij fecit commune Ianue et non persona aliqua specialis. » « Per la verità crediamo che l'opera tanto sontuosa e nobile della chiesa di San Lorenzo sia stata compiuta dal comune di Genova e non da qualche privato. »

Descrizione

Esterno

Una delle due statue di marmo raffiguranti 2 leoni(quello di destra) che affiancano il portale della cattedrale, dello scultore Rubatto

La facciata presenta i portali gotici, per i quali furono chiamate maestranze francesi nel secondo decennio del XIII secolo, e sopra di essi il paramento a fasce bianche e nere, che nella Genova del Medioevo era simbolo di nobiltà[9].

Il progetto iniziale doveva avere due torri campanarie. La torre di sinistra non venne terminata: ne fu realizzato solo il tronco più basso, sopra il quale venne sovrapposta una loggia nel 1427 eretta da Giovanni da Gandria e Pietro Carlone da Osteno lavorò alla torre di destra, che risulta essere l'unico campanile vero e proprio, ultimato nel XVI secolo e ospita un concerto di sette campane[10] .

I suoi tre portali gotici sono del XIII secolo e si staccano stilisticamente dal contesto architettonico-scultoreo della cattedrale. I temi rappresentati dai bassorilievi e altorilievi raffigurano il Cristo con San Lorenzo nella lunetta centrale, e negli stipiti l'albero di Jesse. Ai lati della scalinata davanti alla facciata ci sono due leoni stilofori di epoca gotica; altri leoni, ma in scene da bassorilievo, stanno sopra il portale centrale, e sono realizzati dalla scuola di Benedetto Antelami.

Altri due portali, precedenti la facciata, di epoca romanica si trovano nelle due fiancate, rispettivamente il portale di San Giovanni nel lato Nord, sulla omonima piazzetta (XI secolo), e il portale di San Gottardo, sulla via San Lorenzo, del 1160 circa, coevo alla realizzazione della Porta Soprana.

Lunetta del portale centrale

Se la facciata è una grande risorsa artistico-culturale, nei dintorni della cattedrale, a pochi metri dalla stessa, se ne trova un'altra poco conosciuta: in Piazza delle Scuole Pie. Ivi sorge l'omonima chiesa che, tra l'altro, è uno dei pochissimi monumenti genovesi aventi iscrizioni o acronimi in lingua greca antica (gli altri sono la casa di Giuseppe Mazzini, il Carlo Felice e alcune tombe nelle chiese del centro storico dove sono incise l'"alpha" e l'"o mega"). In questa piccola chiesa si tratta di un acronimo costituito dalle lettere "theta" e "ypsilon": il loro significato è di "theoù"("di Dio", si legge "zeù") e di "yios"("figlio", la "y" si legge con la dieresi); il significato finale è quindi "figlio di Dio", riferito ovviamente a Gesù Cristo. Sopra alle due lettere v'è un simbolo che le collega. Nella facciata, in stile barocco, è presente anche un acronimo latino: "mp" che vuol dire "mater pacis" ovvero "madre di pace". Oltre a questi simbolismi la facciata ospita le seguenti scritte: "Venite filii timorem Domini docebo vos", "Venite o figli, vi insegnerò il timore di Dio" e "D.O.M. Mariae Domini Sanctissimo angelisque tutelaribus anno MDCCXII", "D.O.M. A Maria, al Signore Santissimo e agli angeli protettori nell'anno 1712", sottinteso "dedicato". La sigla D.O.M. si trova spessissimo nelle epigrafi religiose ed è composta da queste parole latine: "Deo Optimo Maximo" cioè "A Dio Perfetto e Superiore".

I due leoni che fiancheggiano la scalinata risalgono all'Ottocento (1840) e sono opera dello scultore Carlo Rubatto.

Interno

Interno di San Lorenzo: si distingue la parte gotica con le colonne e le arcate a strisce bianche e nere, e la precedente serie di arcate a tutto sesto romaniche in pietra grigia ad esse sovrapposta. La volta venne aggiunta nel XVI secolo, sostituendo il tetto retto da capriate lignee. Nella lunetta interna del portale maggiore: affreschi di ignoto pittore bizantino (1300 ca.).

All'interno della chiesa composta da un'unica navata è da notare l'altare che sorregge una struttura in marmo dove sono incisi i due acronimi prima trattati e, tra questi, spicca la scritta: "et nomen Virginis Maria" che tradotto risulta: "e il nome della Vergine era Maria", nel testo latino il verbo è sottinteso. Per quanto riguarda l'aspetto artistico i due altari laterali sono tipicamente barocchi così come la parte inferiore di quello centrale. Il soffitto è interamente affrescato e in una scena compaiono nuovamente le simboliche lettere elleniche in grafia minuscola. In ultimo segnaliamo, sul pavimento, un'antica tomba con ampia lapide in latino dedicata ad un componente di una nobile famiglia genovese.

L'interno del duomo è a tre navate. La navata centrale è rivestita di marmo. Le colonne che dividono le navate sono sormontate da finti matronei. I capitelli delle colonne che dividono le navate risalgono all'inizio del Trecento; si tratta pertanto di colonne, nel primo ordine, di epoca gotica, più recenti delle arcate del falso matroneo da esse sorrette, che risulta invece appartenente alla costruzione romanica (XI-XII secolo). Infatti le colonne dell'ordine inferiore e le soprastanti arcate a fasce bianche e nere rappresentano una sostituzione delle precedenti colonne ed arcate romaniche a seguito di una devastazione e incendio avvenuta durante le lotte tra le fazioni[11].Per sostituirle lasciando intatta la parte superiore si crearono adeguate strutture di carpenteria in legno, la realizzazione delle quali era agevolata anche dalla grande esperienza in materia che veniva dalla cantieristica navale consona alle attività portuali. Si poté così cambiare le colonne inferiori lasciando intatte le arcate romaniche del soprastante matroneo.

Sopra la porta mediana ci sono due affreschi dipinti tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV che raffigurano il Giudizio universale e la Glorificazione della Vergine. Sono in stile bizantino e si richiamano agli stili di Costantinopoli dei quel periodo.

Nella navata destra si trova una granata che il 9 febbraio 1941 colpì la chiesa durante la seconda guerra mondiale, durante un bombardamento da parte degli inglesi. La granata sfondò il tetto della cattedrale senza esplodere.

Lungo la navata sinistra si trova la cappella di San Giovanni Battista costruita tra negli anni tra il 1450 e il 1465.

In fondo alla navata destra si accede al museo del tesoro di San Lorenzo. Qui si possono ammirare oggetti sacri preziosi, tra cui il Sacro Catino.

Dipinti

Lazzaro Tavarone, Il giudizio di san Lorenzo, volta del presbiterio
  • Ignoto pittore bizantino del 1300 circa: affreschi nella lunetta interna del portale maggiore e nell'arco della stessa (Cristo in Gloria e attorno gli Apostoli nell'Ultima Cena, vedi figura ingrandita) e nel fianco interno della navata sinistra (con San Pietro e San Giorgio)
  • Luca Cambiaso: affreschi nella volta della cappella di testa della navata sinistra
  • Barocci: Crocifisso con Santi (visione di San Sebastiano)
  • Gio Ansaldo: ante dell'organo con episodi della vita di San Lorenzo
  • Volta del presbiterio: affreschi di Lazzaro Tavarone (giudizio e martirio di San Lorenzo)
  • Affresco di Lazzaro Tavarone tolto dal demolito ospedale di Pammatone e portato sul muro della navata destra
  • Gaetano Previati (circa 1914): L'Assunta

Sculture

Lazzaro Tavarone, Il martirio di san Lorenzo, volta del presbiterio
  • Sculture romaniche di influsso comasco nel protiro esterno del portale di San Giovanni, XI secolo (fianco Nord)
  • Sculture romaniche di influsso pisano nel protiro esterno del portale di San Gottardo (metà XII secolo) (fianco Sud)
  • Sculture gotiche nei portali maggiori di facciata (Cristo in Gloria con San Lorenzo nella lunetta del portale maggiore, negli stipiti dello stesso l'Albero di Jesse)
  • Statue della cappella di San Giovanni, autori: Domenico Gaggini (fronte sulla navata, parte dei pinnacoli in alto, XV secolo); in seguito Matteo Civitali, da Lucca, che viene inserito nella seconda fase dei lavori per la cappella, nel 1492, e Andrea Sansovino per le statue nelle nicchie ( la Vergine, San Giovanni Battista - del 1504 ca.)
  • Nella cappella di San Sebastiano (a destra del presbiterio) si conservano quattro statue di Taddeo Carlone commissionate da Matteo Senarega nel 1594[12].
  • Giacomo e Guglielmo Della Porta: cappella di Giuliano Cybo.
  • Neoclassicismo, Cappella Senarega: il disegno di contratto tra Imperiali Lercari e gli esecutori, conservato in Palazzo Rosso, è firmato da Imperiale Lercari, Giacomo Gaggini jr., Giovanni Gaggini jr.; l'opera venne eseguita dal Gaggini nel 1821.
  • Cappella di testa della navata destra con altare progettato da Carlo Barabino e sculture di Ignazio Peschiera. L'attuale ostensorio a tempietto della cappella Senarega è frutto di una manomissione (per esso venne eliminata la gran macchina dell'ostensorio permanente) e risulta essere una ripetisione del tema del tempietto rotondo. Più pesante impostazione ma eguale indirizzo di sintetizzare architettura e teatro si ritrova nella corrispondente cappella Balbi Senarega. Qui nella mensa e nel tabernacolo si accordano bronzi dorati e marmi (la parte scultorea è di Filippo Peschiera)
Il piccolo cane dormiente scolpito poco distante da una delle porte principali della cattedrale

Curiosità

La leggenda del cagnolino è una leggenda metropolitana non molto conosciuta che narra come nel periodo finale della costruzione della cattedrale (XIV secolo) un amico di uno degli scultori (o, secondo altre versioni, lo scultore stesso) avesse perso il proprio cane a cui era molto affezionato. Per ricordare il piccolo animale, uno dei tanti scultori che prestavano la loro opera per realizzare quella che sarebbe diventata la maggiore chiesa di Genova ne scolpì una piccola riproduzione ancor oggi ben visibile ad altezza d'uomo a destra di una delle due porte di accesso alla cattedrale (quella più prossima alla vicina via San Lorenzo).

Galleria fotografica

Note
  1. 1,0 1,1 Riccardo Navone, Viaggio nei caruggi. Edicole votive, pietre e portali, Fratelli Frilli Editori, Genova 2007 ISBN 978-88-7563-334-9, pag 138
  2. Aldo Padovano, Felice Volpe, La grande storia di Genova Enciclopedia - Volume primo, Artemisia Progetti Editoriali, 2008, pag 81 e 82.
  3. Lo spostamento della cattedrale dal suburbio a un sito intramurale è un dato comune a molte diocesi dell'Italia centro settentrionale.
  4. La fonte di tali notizie è la Cronaca di Iacopo da Varazze (fine XIII secolo), ma esse sono già enunciate nel 1052 in un documento locale di matrice vescovile, e vengono autorevolmente raccolte da papa Innocenzo II nel 1134.
  5. Valeria Polonio, Tra universalismo e localismo: costruzione di un sistema (569-1321), in Dino Punich, (1999), p. 141.
  6. Cfr. Valeria Polonio, op. cit., p. 141.
  7. L'episcopato di Teodolfo si situa tra il 945 e il 981
  8. Le diocesi diocesi suffraganee erano Mariana (Corsica), Nebbio, Accia (Corsica), Bobbio e Brugnato
  9. Tra le famiglie della nobiltà genovese, solo quelle più in vista avevano diritto alle fasce bianche e nere come rivestimento dei loro edifici, e cioè i Doria e gli Spinola, ghibellini, e i Fieschi e i Grimaldi, guelfi. La Chiesa di San Matteo, nell'omonima piazza, mostra il rivestimento bianco e nero in quanto edificio dei Doria.
  10. Mollisi, 2004, 49.
  11. Una di tali lotte venne sedata dalla mediazione dell'arcivescovo Jacopo da Varagine, attuale Varazze, Savona, domenicano, autore della Legenda aurea, narrazione assai celebre delle vite dei santi. Il monumento sepolcrale di Jacopo da Varagine si trova nel Museo di Sant'Agostino, che ospita anche quanto rimane di un più celebre monumento sepolcrale, quello di Margherita di Brabante o Margherita di Lussemburgo, opera di Giovanni Pisano. La bibliografia su questo secondo monumento è segnalata alla voce Monumento sepolcrale di Margherita di Brabante.
  12. Mollisi, 2004, 49.
Bibliografia
  • Dino Puncuh, Il cammino della Chiesa genovese. Dalle origini ai nostri giorni, Arcidiocesi di Genova 1999.
  • Federico Alizeri, Notizie dei Professori del Disegno in Liguria, in Scultura, volume IV, Genova 1877.
  • Giuseppe Merzario, I Maestri Comacini. Storia artistica di mille duecento anni (600 – 1800), volumi I-II, G. Agnelli, Milano, 1893.
  • Luigi Augusto Cervetto, I Gaggini da Bissone, loro opere a Genova e altrove, Milano 1903.
  • Ezia Gavazza, Ricerche sull'attività dei Gaggini architetti a Genova, in Edoardo Arslan (a cura di), Arte e artisti dei laghi lombardi, I, Tipografia Editrice Antonio Noseda, Como 1959, pp. 175-183
  • Clario Di Fabio, Architettura polimaterica e accorgimenti percettivi, policromia della scultura e uso delle immagini nella Cattedrale di Genova fra XII e XIII secolo, in Medioevo: l'Europa delle Cattedrali, I convegni di Parma, 9, atti (Parma, 19-23 settembre 2006), a cura di Arturo Carlo Quintavalle, Milano 2007, pp. 464-479
  • Clario Di Fabio, La chiesa di un Comune senza "Palazzo". Uso civico e decorazione "politica" della Cattedrale di Genova fra XII e XIV secolo, in Medioevo: l'Europa delle Cattedrali, I convegni di Parma, 9, atti (Parma, 19-23 settembre 2006), a cura di Arturo Carlo Quintavalle, Milano 2007, pp. 464-479
  • Clario Di Fabio, Mercato suntuario e committenza artistica tra Genova, Lombardia, Francia, Borgogna e Inghilterra nell'autunno del Medioevo. "Spie" e tipologie, in Entre l'Empire et la mer. Traditions locales et échanges artistiques dans la région alpine (Moyen Age - Renaissance), actes du colloque, a cura di Mauro Natale e S. Romano, Roma 2007, pp. 11-40
  • Clario Di Fabio, Il "Piatto del Battista" di Genova: le origini e il viaggio di un joyau franco-fiammingo, in Genova e l'Europa atlantica. Inghilterra, Fiandre, Portogallo. Opere, artisti, committenti, collezionisti, a cura di P. Boccardo e Clario Di Fabio, Cinisello Balsamo 2006, pp. 35-47
  • Clario Di Fabio, Da Dinant a Genova fra Quattro e Cinquecento: il candelabro pasquale della Cattedrale di San Lorenzo, in Ibidem, pp. 59-67.
  • Giorgio Mollisi, La Genova dei Ticinesi. Gli artisti provenienti dal Ticino a Genova dal Medioevo al Settecento, in ArteStoria, anno 5, numero 20, Edizioni Ticino Management, Lugano 2004, pp. 48-49.
  • Andrea Spiriti, I Gaggini. Una stirpe di artisti bissonesi, in Giorgio Mollisi (a cura di), Bissone terra di artisti, Arte&Storia, anno 8, numero 41, Editrice Ticino Management S.A., dicembre 2008, pp. 36-38.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.